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Per una politica fondata sulla nonviolenza


La giornata internazionale della #nonviolenza del 2 ottobre 2024, la festa di San Francesco d'Assisi del 4 ottobre, la prossima memoria del terribile pogrom voluto da Hamas il 7 ottobre 2023 in Israele, ci interrogano.

Per persone come noi, radicate nella storia delle lotte per l'autogoverno di tutti dappertutto, è un dovere ricordare che i primi e peggiori oppressori delle comunità umane di oggi sono i loro stessi capi politici, che investono in #terrore e #guerra per restare al potere, come ha scritto Mauro Vaiani. Essi possono e anzi devono essere combattuti e scalzati con l'impressionante risorsa della veraforza (satyagraha) e con una resistenza nonviolenta.

La storia ci spinge verso la nonviolenza, indipendentemente da quelle che sono le nostre diversità e i nostri valori.

Al contrario, decidere di usare la violenza, in questo mondo inquinato, tecnologico, globalizzato, non porta altro che rovina, prima di tutto per gli oppressi, oltre che per gli umili e le persone comuni di ogni parte in conflitto.

Non c'è infatti concentrazione di potere e ricchezze di questo mondo, non importa quanto essa appaia isolata e indebolita, che non possa scatenare distruzioni e morte a livelli industriali.

Ciascuna rifletta, guardando alle tante parti in conflitto oggi in Ucraina, in Medio Oriente, in Sudan, in Birmania.

Non siamo più negli anni '70, quando alcune lotte di liberazione armate dimostrarono di essere il minore dei mali.

Non siamo più nemmeno all'inizio del XXI secolo, quando si è tentato di abbattere regimi che una parte del mondo riteneva "canaglia".

Non siamo più all'inizio degli anni '10, quando abbiamo aiutato i Curdi a resistere a mano armata all'ISIS e ad altri oppressori.

Il mondo è sempre più fragile. Le capacità distruttive di chi ha potere geopolitico - anche poco - sono sempre più grandi.

Non c'è alternativa all'avvento di una politica di nonviolenza attiva.

In ogni territorio, in ogni angolo del mondo, ci impegniamo per isolare gli aspiranti tiranni e per farli cadere senza combatterli sul loro terreno - la violenza, in cui loro sono e saranno sempre superiori a noi  - ma sul nostro, quello dei cessate-il-fuoco, dei compromessi, dei processi di liberazione ed emancipazione lenti, dal basso, delle persone e con le persone.

Roma - Gerusalemme, domenica 6 ottobre 2024 - a cura della segreteria di Autonomie e Ambiente

Lo spunto per l'immagine di questo post è stato preso da https://www.istockphoto.com/