AeA ai movimenti della Sardegna

Recentemente Autonomie e Ambiente (AeA) ha inviato un messaggio politico alle forze territoriali impegnate per il pieno autogoverno della Sardegna. Lo abbiamo fatto, insieme a ALE-EFA (European Free Alliance), inviando al VI Congresso di ProgReS, tenutosi il 10 luglio 2021, ad Aritzo, come osservatrice, Silvia Lidia Fancello (che è anche rappresentante personale in Sardegna della presidente EFA, Lorena López de Lacalle). Ne pubblichiamo una sintesi.

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Autonomie e Ambiente è  l’organismo politico che EFA, la nostra famiglia politica europea, ha scelto come interlocutore privilegiato nel sistema politico italiano. Coordina i movimenti autonomisti, indipendentisti, identitari, territorialisti, localisti, civici e ambientalisti attivi nella Repubblica Italiana.

AeA sta dialogando con diverse forze politiche sarde ed è aperta a tutte quelle che abbiano la volontà e le forze per partecipare a un cambiamento politico dello stato italiano in senso decentralista, oltre che per la piena attuazione dell'autonomia speciale sarda, in modo da porre le premesse per il pieno autogoverno della nazione sarda.

"Entrare in AeA ed EFA è un’opportunità che può permettere di essere protagonisti o quanto meno spettatori privilegiati in Europa, passando attraverso la porta principale e non come ruota di scorta dimenticata, dell’Italia"  - ha dichiarato, tra l'altro, Silvia Lidia Fancello ad Aritzo.

AeA lavora, non solo in Sardegna, per una feconda collaborazione fra indipendentisti, autonomisti, identitari, federalisti e più in generale fra tutti coloro che lottano per l'autogoverno dei propri territori.

L'autogoverno,  ha ricordato infine Silvia Lidia Fancello, va costruito attraverso una seria autocritica rispetto alle occasioni perse, con progetti innovativi, azioni concrete, partecipazione popolare, coalizioni larghe e durature.

A innantis.

 

 

Amnistia per l'Europa, non solo per la Catalogna

Udine,24 settembre2021

Amnistia e dialogo per l’Europa,
non solo per la Catalogna

Comunicato della Presidenza di Autonomie e Ambiente

Esprimiamo la solidarietà della rete di forze territoriali Autonomie e Ambiente all’on. Carles Puigdemont, oggi eurodeputato catalano esiliato e perseguitato dalla magistratura spagnola. Il suo arresto, già inconcepibile, diventa particolarmente doloroso perché è avvenuto al suo arrivo nella città catalana di Alghero, nell’isola di Sardegna che lotta per il proprio autogoverno.

Siamo di fronte alla conferma delle nostre preoccupazioni sulle condizioni in cui è ridotto lo stato di diritto nella Repubblica Italiana, tenuta in scacco da pulsioni centraliste e autoritarie.

Ribadiamo che una larga e comprensiva amnistia è la precondizione imprenscindibile per riavviare il necessario dialogo tra il Regno di Spagna e le istituzioni di autogoverno della Catalogna. Restiamo in contatto con i parlamentari autonomisti italiani ed europei e con l’Alleanza Libera Europea (European Free Alliance, ALE-EFA), per seguire l’evolversi della situazione.

Non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per le criticità giuridiche che evidentemente sono insite nell’istituto del mandato di cattura europeo, che non dovrebbe in alcun modo, come ribadito anche recentemente dalla Corte europea di giustizia, essere usato per perseguitare dissidenti politici. E’ l’Europa intera, non solo la Catalogna, che ha bisogno di amnistia e dialogo, contro il centralismo e l’autoritarismo.

Per approfondimenti e contatti:

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Autonomie e Ambiente all'Assemblea ALE-EFA

Si sono chiuse le due faticose ma feconde giornate dell'Assemblea generale della Alleanza Libera Europea (European Free Alliance), celebrate online, per via dell'emergenza sanitaria.

ALE è la principale rete europea di raccolta di forze indipendentiste storiche (delle nazioni europee ancora senza stato), autonomiste, federaliste, confederaliste. Ad essa si è ispirata la nostra rete Autonomie e Ambiente nella Repubblica Italiana e con essa AeA ha il proprio rapporto internazionale più diretto e più strategico.

Ripercorriamo i 12 punti del documento finale, aggiungendo alcune considerazioni che potranno essere utili al mondo degli attivisti decentralisti italiani.

L'originale del documento finale è visibile qui.

1) L'Assemblea generale si è aperta con una dichiarazione di solidarietà con il popolo dell'Artsakh (Nagorno-Karabakh), invocando la pace e il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione di quella piccola regione, incastonata nel Caucaso meridionale, in armonia con l'azione del Partito Democratico dell'Artsakh, che è una forza sorella di ALE.

2) Si è ricordato il terzo anniversario del referendum per l'indipendenza della Catalogna (1 ottobre 2017). L'autogoverno della Catalogna è e sarà un punto cruciale e discriminante, anche per noi qui nella Repubblica Italiana. Chi non accetta l'idea di un pieno diritto all'autodeterminazione di quel territorio, come di ogni altro, si porrà lontano e fuori dalla nostra comunità decentralista e localista.

3) ALE-EFA ha accolto tra i suoi membri due movimenti che sono soci fondatori di Autonomie e Ambiente: Patto per l’Autonomia e Comitato Libertà Toscana. Invece, dopo anni di discussioni, con dolore, è stato espulso il Partito Sardo d’Azione, che ne fu a suo tempo una formazione fondatrice. Le tradizioni e il prestigio del PSDAZ non possono più essere un alibi per accettare la sua deriva. E' ormai diventata una appendice locale (praticamente una succursale coloniale) di una delle forze più centraliste, autoritarie e retrive del panorama politico italiano (la Lega Salvini Premier). Durante l'Assemblea generale, Roberto Visentin, che presiede AeA in nome e per conto del Patto per l'Autonomia, ha potuto presentare la nostra rete a tutta la famiglia ALE-EFA.

4) ALE-EFA ha aggiornato i propri statuti. In particolare si è curato di mantenere forti rapporti con i movimenti per l'autogoverno della Scozia, del Galles, della Cornovaglia, dello Yorkshire, dopo la Brexit.

5) Sono stati presentati diversi piani e i progetti per le attività ALE-EFA dei prossimi due anni.

6) Si è tenuto un dibattito, moderato da Ana Stanič, con Adam Price (leader di Plaid Cymru, il partito per l'indipendenza del Galles), Valentina Servera (presidente di EFAy), Jill Evans (vice presidente di EFA e parlamentare europeo), Christian Allard (parlamentare europeo), Jordi Solé (neo-deputato europeo, neo-presidente dei deputati europei che fanno riferimento a EFA, e segretario generale di EFA), sul futuro di una Europa confederale anche alla luce delle sfide poste dalla crisi sanitaria e sociale. ALE-EFA prosegue sulla sua storica intuizione di "allargamento interno" dell'Unione, con il riconoscimento dell'autogoverno di tutti i suoi territori, oggi prigionieri di anacronistici stati centralisti.

7) L'Assemblea ha ascoltato una presentazione delle iniziative civiche europee per la politica di coesione territoriale, per l'equo trattamento di tutte le regioni, per la conservazione delle culture regionali.

8) Sono stati dati aggiornamenti sulle attività della Fondazione Coppieters e sulle attività di EFA per i giovani.

9) Sono state approvate diverse mozioni sulla protezione delle minoranze; per la fine della repressione e per l'amnistia in Catalogna; sulla drammatica situazione in Turchia; per le biodiversità e lo sviluppo rurale; per i diritti umani in diverse parti del mondo.

10) Sono state approvate, tra le altre, dichiarazioni in sostegno alla Corsica, alla Tracia, alla Moravia, contro tutti i centralismi e tutti gli autoritarismi.

11) Hişyar Özsoy, parlamentare e rappresentante per gli affari esteri del Partito Democratico dei Popoli (HDP - People’s Democratic Party - di nazionalità curda ed espressione del Bakur - Nord Kurdistan), ha aggiornato l'Assemblea sulla drammatica repressione in atto in Turchia (e nelle altre regioni curde, in particolare in Rojava). Il parlamentare europeo François Alfonsi, copresidente del gruppo di amicizia franco-curda a Strasburgo, è intervenuto, delineando le possibili azioni di solidarietà in corso a livello di Unione Europea..

12) Infine, ALE-EFA da' appuntamento a tutte le formazioni politiche ne fanno parte, per la prossima assemblea generale del 2021. Il '21 sarà anche l'anno del 40° anniversario della fondazione della rete europea decentralista. Si spera di poter tenere riunioni e iniziative in presenza, se la crisi sanitaria sarà passata.

* * *

 

EFA e AeA insieme, sin dall'inizio

Alcuni dei soggetti politici fondatori di AeA fanno parte dell'Alleanza Libera Europea (European Free Alliance / EFA).

Da questa appartenenza è nata sin dall'inizio la collaborazione di AeA con l'ALE, la quale ha partecipato con i suoi massimi dirigenti alla prima assemblea di AeA del 21 febbraio 2020 e al connesso evento pubblico che si è tenuto lo stesso  21 Febbraio a Udine sul tema "La forza delle autonomie per l'ambiente e il lavoro".

L'EFA opera per rendere l'idea di Europa dei Popoli una realtà politica e culturale a livello europeo e internazionale.

Raggruppa oltre 40 organizzazioni e partiti autonomisti di tutta l'Unione Europea che rappresentano nuovi stati emergenti, nazioni senza stati, regioni e minoranze tradizionali. Il diritto all'autodeterminazione dei popoli è il principio di base che orienta l'azione programmatica dell'EFA.

È presente nel Parlamento Europeo con 13 parlamentari, trai quali il leader catalano Oriol Junqueras.

Qui sono archiviati i link agli interventi dei dirigenti europei presenti a Udine.

Lorena Lopez de Lacalle (presidente EFA)

Jordi Solé i Ferrando (segretario generale EFA)

Anne Tomasi (vicepresidente EFA)

Nelida Pogačić (vicepresidente EFA)

Archivio AeA - Documentazione degli incontri e degli eventi della prima assemblea di AeA - Udine, 21 febbraio 2020

Fare rete in Sardegna e ben oltre

 

Olbia 20 novembre 2021

 

Gentilissimi e gentilissime partecipanti al convegno indetto dall’Assemblea Natzionale Sarda (ANS),

 

in occasione dell’incontro con la presidente dell’Assemblea Nacional Catalana (ANC), Elisenda Paluzie, vi scrivo, impossibilitata a presenziare, in qualità di osservatrice ALE-EFA e delegata di Autonomie e Ambiente.

Vi trasmetto i saluti e gli auguri di buon lavoro della presidente ALE-EFA Lorena Lopez De La Calle e del presidente di Autonomie e Ambiente Roberto Visentin, oltre ai miei personali.

La storia della Catalogna, come territorio autonomo che aspira e quindi lotta per il pieno autogoverno in una Europa confederale, è esemplare e dovrebbe essere d’ispirazione per la Regione Autonoma della Sardegna e per tutti gli altri territori della Repubblica Italiana che aspirano all’autodeterminazione.

La repressione anti-catalana deve essere approfondita e ben compresa da tutti noi. Noncisi può nascondere che tale repressione sia sostenuta in molti modi, espliciti o sotterranei, dalle forze del centralismo sia in Italia che in Europa.

La Repubblica Italiana e l’Unione Europea, come dimostrato una volta di più dall’uso del mandato di cattura europeo come armapoliticaimpropria contro gli esuli catalani, sono percorse da pulsioni autoritarie e centraliste, ma la nostra ammirazione per il percorso deiCatalani non deve fermarsi alla valutazione dei risultati da loro ottenuti, tralasciando l’analisi del metodo seguito per ottenerli.

È necessario capire le fasi del percorso, composto di dialogo, unità di intenti, piccole e grandi strategie e che ha portato la Catalogna a sfiorare il Sogno indipendentista.

Lo loro capacità di crescere, rinnovarsi, fare rete con le forze civiche, ambientaliste, territoriali e locali, spiega molti dei loro risultati.

Alla luce di questo oggi,anchein questa assemblea si possono gettare le basi per un nuovo percorso, che vada verso la maturità dell’autodeterminismo sardo,il qualedeve passare necessariamente dalla celebrazione delle altrui vittorie alla programmazione delle proprie,che sianovittorie a breve, a media, o a lunga scadenza.

La pluralità delle forze che aspirano all’autogoverno della Sardegna è una ricchezza che va incanalata nella capacità di fare squadra, rammentando che il nostro unico avversario storico è il centralismo.

Infine l’auspicio è che il mondo autodeterminista sardo volga lo sguardo anche a quei territori della penisola italiana che soffrono degli stessi mali della nostra terra, che aspirano a forme più o menoavanzatedi autogoverno, che come noi detengono un patrimonio culturale e linguistico oramai a rischio.

Non è da sottovalutareche un lavoro politico comune, tra forze delle diverse nazioni e territori,ci consentirebbe di esercitare maggiori pressioni sulla Repubblica Italiana,anche per una riscrittura della Costituzione in terminipiù avanzati nella direzione dell’autogoverno dei suoi popoli e territori.

Lo statuto della nostra regione è oramai obsoleto,dopo esser stato in gran parte tradito,mentre lo stato italiano sta riguadagnando terrenoin ogni materia.

Sono convinta che sia necessario ristabilire i termini dei rapporti fra stato e regione e sono altresì convinta che non si possa aspirare all’indipendenza se non si è capaci di praticare l’autonomia.

Con l’augurio di un proficuo lavoro vi saluto e vi abbraccio.

Silvia Lidia Fancello

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Green Pass, una proposta controversa

Le 10 forze sorelle di AeA pubblicano un documento aperto, una richiesta di discussione e di riflessione critica su temi che a livello europeo e statale sono molto banalizzati, lasciando spazio a esibizioni mediatiche e torsioni centraliste e autoritarie.

Udine,23 aprile 2021

Alle forze territoriali alleate, candidate e in dialogo con AeA
A tutte le forze EFA

Covid-19 Digital Green Certificate:
Un provvedimento controverso
Richiesta di discussione

Introduzione

Nel marzo 2021 la Commissione ha proposto l’istituzione di un certificato europeo contenente informazioni personali relative al Covid-19: vaccinazione, test e guarigione. Il certificato è chiamato “Digital Green Certificate” ed è noto anche come Green Pass o, più trivialmente, come passaporto vaccinale.

Il 25 marzo 2021, il Parlamento Europeo ha approvato una procedura accelerata per la sua eventuale adozione (Rule 163), con 468 voti a favore, 203 contrari, 16 astensioni.

Il 6 aprile 2021, due organismi europei compenti sulla protezione della riservatezza, lo “European Data Protection Board” (EDPB) e lo “European Data Protection Supervisor” (EDPS) hanno pubblicato un parere congiunto nel quale invitano i legislatori europei a mitigare i rischi che tale strumento porrebbe ai diritti umani fondamentali, fra i quali il suo possibile uso per fini diversi da quelli della sicurezza sanitaria dei viaggiatori e possibili dirette o indirette discriminazioni, nel rispetto dei principi del principale regolamento europeo in materia, il “General Data Protection Regulation” (GDPR).

E’ utile ricordare che la Commissione si è attivata in attuazione degli artt. 21 e 77 del Trattato di funzionamento della UE (TFUE), relativi alla libera circolazione dei cittadini europei ed extraeuropei, peraltro trascurando che la pandemia è un problema di “sicurezza in materia di sanità pubblica” (art. 4, par. 2, lettera k del TFUE), quindi, indubitalmente, una materia in cui la competenzaè concorrente.

Gli stati membri e le autorità locali substatali sono da considerarsi pienamente legittimate ad adottare, di fronte all’emergenza sanitaria, restrizioni ai viaggi per limitare la diffusione del Covid-19, come già accade per altre malattie.

Domande

1) Sappiamo abbastanza riguardo all’immunità da Covid-19? Non ci sono dati o evidenze consolidate, né per le persone che sono negative ai tamponi, né per quelle positive ma non malate, né per quelle che sono guarite, né per le persone che sono state vaccinate. Nessuna di queste categorie è al momento esente dal rischio di essere portatrice sana della malattia. Il documento europeo proposto è quindi privo di solide basi scientifiche e altamente controverso. La fretta con cui lo si vorrebbe istituire ci pare quindi avventata.

2) Il certificato proposto potrebbe essere usato per qualcosa di diversodallafacilitazionedegli spostamenti?Corriamo il rischio che un tale passaporto vaccinale, una volta istituito e consegnato a coloro hanno voluto e potuto (cosa non certo scontata) vaccinarsi, possa diventare discriminatorio rispetto ad altro che il viaggio? Possiamo accettare di schedare la popolazione rispetto all’assunzione di tali farmaci? Non è rischioso un registro centralizzato europeo? Una volta digitalizzate informazioni così sensibili, chi le custodirà e per quanto tempo?

3) E’ veramente urgente e utile in questo momento? I problemi di un tale certificato europeo sono nei dettagli, più ancora che nella sua definizione generale. A chi sarebbe affidata la definizione dei dettagli? Si possono avere opinioni diverse (e anche molto discordanti) sulla politica centralizzata europea in materia di vaccini, ma di sicuro essa è stata fallimentare. Visti gli errori commessi riguardo a tempistica, logistica, costi, clausole di salvaguardia legale, è legittimo nutrire forti dubbi sull’adozione frettolosa di un provvedimento europeo in una materia così delicata.

Controproposta

Chiediamo ai legislatori europei di fermarsi e di non adottare un passaporto così controverso. Rispetto al bisogno diffuso di tornare a spostarsi in sicurezza, il Green Pass rischia di essere una scorciatoia molto mediatica, ma di difficile realizzazione, con inevitabili contraccolpi negativi.

Raccomandiamo, invece, attraverso una agile consultazione allargata a tutte le autorità statali e substatali della Unione Europea, del Regno Unito, della Confederazione Elvetica, dei paesi dell’area Schengen, la condivisionedi protocolli minimi comuni di sicurezza sanitaria per chi viaggia. Un test standard all’inizio e alla fine di un viaggio, per esempio, sarebbe utile a chi viaggia non solo tra gli stati, ma anche tra i diversi territori, senza gravare sui cittadini con nuovi adempimenti e costi burocratici.

Inoltre, e in conclusione, chiediamo una seria discussione, finora incredibilmente mancata, in materia di sospensione dei brevetti, cioè di licenze obbligatorie alla produzione pubblica e locale dei nuovi farmaci sperimentali che sono stati autorizzati per uso compassionevole per fronteggiare la pandemia.

Contatti

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II Congresso nazionale Siciliani Liberi

Si è tenuto oggi, domenica 18 luglio 2021, il II Congresso nazionale del Movimento Siciliani Liberi, forza sorella di Autonomie e Ambiente. L'assise ha riunito in presenza e attraverso la rete i delegati eletti in tutti i distretti della Sicilia, attraverso una lunga e impegnativa stagione congressuale, che ha visto una grande partecipazione, in particolar modo giovanile.

Ciro Lomonte è stato rieletto segretario. A lui e a tutto il Movimento i nostri complimenti e i più sinceri auguri da parte di tutta la rete di Autonomie e Ambiente.

Per approfondire i contenuti del Congresso si visiti il link:

https://www.sicilianiliberi.org/2-congresso-nazionale/

Pubblichiamo qui un estratto della mozione con la quale Ciro Lomonte si è ripresentato al Congresso:

Bonu Statu e Libirtati!

I punti cardine del nostro progetto a breve

Attuazione integrale dello Statuto, con priorità alla parteeconomico-fnanziaria dello stesso: devoluzione agenzia delleentrate e di tutte le entrate maturate in Sicilia (salvo quantoserve allo Stato per la difesa, la rappresentanza diplomatica ela partecipazione al costo degli organi costituzionali centrali),fiscalità di vantaggio deliberata autonomamente dall’Assemblea Regionale Siciliana, perequazione infrastrutturale.

Sicilia Zona Economica Speciale Integrale (ZESI) da unpunto di vista doganale, fscale, fnanziario, compatibilmentecon quanto previsto dalTrattato sul Funzionamento dell’Unione Europea.

Moneta fiscale complementare,per immettere liquidità nelmercato siciliano, favorire il consumo dei prodotti locali (Km 0)ed aumentare di conseguenza il gettito fiscale regionale.

Devoluzione integrale di tutta l’amministrazione pubblica,inclusa la Polizia, e con la sola esclusione delle Forze Armate,costituite tuttavia in comandi separati.

La Sicilia è la nostra Nazione

Uno degli aspetti più inquietanti della globalizzazione è la distruzione dell’identità dei popoli.Siciliani Liberi si caratterizzacome partito di raccolta dell’Identità Siciliana e su questo non deve esserci alcuna ambiguità.

Esso potrà trovare punti di convergenza, sul piano economico esociale, con le regioni vittime del colonialismo interno italiano, ma nonpotrà mai esserci alcuna confusione politica con il meridionalismo o con ilrevanscismo neo-borbonico. La Sicilia ha bisogno della sua voce distintanelle istituzioni, e non potrà andare al traino di alcuna forza nazionale italiana, mentre può e deve ragionevolmente disporre, sul piano tattico,quelle alleanze e trattative che saranno necessarie alla nostra causa.

La difesa della nostraNazione è anche e soprattutto un fatto culturale ed etnico. Noi, e purtroppo solo noi sicilianisti, difendiamo ilPopolosiciliano da sicura estinzione, per assimilazione di modelli culturali anonimi e globali, per mancata difesa dei nostri confni meridionali marittimi dalla destabilizzazione in atto, per la distruzione delle nostre famiglie, per losvuotamento dei centri rurali e montani.

A questo bisogna contrapporre una valorizzazione della nostra storia, dei nostri beni culturali, della nostra identità nazionale, paralizzata,quasi atrofzzata, dal 1816 ad oggi. Ma noi non vogliamo costruire unmodello diNazione Siciliana ripiegata solo sulla nostra tradizione, per quanto unica al mondo, ma innestarci in questa tradizione per renderlacreativa e proiettata nel mondo di oggi. Le nostre città e i nostri borghi, il nostro modello di società e di cultura, il nostro patrimonio linguistico, letterario, artistico, musicale, dovrà trovare uno speciale impulso. Mai piùmitologia delle “dominazioni” o di “luogo di incontro tra popoli ma senza identità propria”, ma – al contrario – “Civiltà siciliana”, nata dalla felice sintesi tra Occidente e Oriente unica al mondo.

* * *

L'8 marzo più lungo

L'8 marzo 2021 sarà uno dei più lunghi e complicati della nostra vita. Non solo per le ingiustizie dell'attuale crisi sanitaria, economica e sociale, che colpisce le donne più che tutti, ma anche perché domani sarà un giorno che segnerà la storia europea. Il Parlamento europeo voterà in serata sull'immunità di Clara Ponsati, Toni Comin, Charles Puigdemont.

Auguri di cuore a tutte le donne.

Auguri di cuore a Clara Ponsati.

Auguri al Parlamento europeo, che riesca a salvaguardare l'onore e l'integrità dell'Europa, mantenendo l'immunità dei tre eurodeputati catalani minacciati da una proposta ostile originata da ambienti reazionari e sostanzialmente neofranchisti.

Seguite il dibattito su Twitter e sugli altri social:

https://twitter.com/rete_aea/status/1368209682020642819

Il messaggio (diffuso anche in francese e in inglese) del presidente della regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz (della Union Valdôtaine):

https://twitter.com/ErikLavevaz/status/1368615765419716614

 

 

 

L'opaca e triste decisione del Parlamento europeo

E' stata resa nota stamane, 9 marzo 2021, la decisione del Parlamento europeo sulla revoca dell'immunità ai tre europarlamentari catalani Carles Puigdemont, Toni Comin, Clara Ponsatì. I tre esuli erano stati trionfalmente eletti nel 2019, alle ultime elezioni europee.

Qui la presa di posizione dell'Alleanza Libera Europea (EFA):

https://www.e-f-a.org/2021/03/09/efa-statement-on-the-lifting-of-immunity-from-catalan-meps/

Qui il dispaccio ANSA con i dettagli sulle votazioni:

https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2021/03/09/il-parlamento-europeo-revoca-limmunita-a-puigdemont_db59d1de-2b30-4471-888b-859521aa088a.html

La presidenza collegiale di Autonomie e Ambiente conferma il proprio supporto e la propria solidarietà ai tre europarlamentari catalani.

Si sono opposti a viso aperto solo gli eurodeputati di EFA, dei Verdi, delle Sinistre, alcuni conservatori decentralisti come gli eurodeputati fiamminghi. Altri, non pochi ma purtroppo non sufficienti a salvare l'onore del Parlamento, si sono ribellati nel segreto dell'urna.

Assordante il silenzio dei partiti centralisti italiani (cioè tutti). Per questo acquista ancora più valore la voce solitaria, moderata ma ferma di Albert Lanièce, senatore della Valle d'Aosta, sempre al fianco delle #autonomie e di tutti i processi di #autogoverno:

https://twitter.com/albertlaniece/status/1369330852698685442

Per le forze che fanno riferimento ad Autonomie e Ambiente o che sono in dialogo con noi, questa ingiustizia deve essere uno sprone a portare avanti la costruzione del nostro progetto politico. Serve ancora di più anche in Italia una alleanza anti-centralista, anti-autoritaria, per il dialogo e per l'amnistia.

Non è un giorno triste per la Catalogna, ma per l'Europa.

 

Siciliani Liberi membro EFA

Da ieri, 15 ottobre 2021, il Movimento Si­ci­lia­ni Li­be­ri è diventato mem­bro ef­fet­ti­vo dell'Alleanza Libera Europea, ALE (Eu­ro­pean Free Al­lian­ce, EFA). Così ha deciso all'unanimità l'assemblea generale riunita a Bruxelles.

Alfonso Nobile (conosciuto anche amichevolmente come Alessandro), delegato del movimento siciliano, ha raccontato la storia giovane ma promettente di questo movimento per l'autogoverno della Sicilia, che ha radici profonde nell'indipendentismo anticolonialista dell'isola. Siciliani Liberi di­vie­ne il 49° mem­bro della famiglia politica europea che accoglie le istanze delle nazioni senza stato, gli autonomismi, i decentralismi e i localismi d'Europa.

Nobile ha voluto ringraziare anche tutta la presidenza di Autonomie e Ambiente, in particolare il presidente Roberto Visentin (Patto per l'Autonomia) e il vicepresidente segretario Mauro Vaiani (Comitato Libertà Toscana), per l'impegno che hanno profuso per il raggiungimento di questo traguardo.

Siciliani Liberi, oltre a essere già parte fondamentale del progetto di Autonomie e Ambiente per fermare il centralismo e l'autoritarismo nella Repubblica Italiana, diventa ora decisivo nell'impegno comune di tutta la famiglia EFA per fermare la deriva tecnocratica dell'Unione Europea e rafforzare la solidarietà internazionale tra i popoli e i territori.

I Siciliani Liberi, e le forze sorelle di Autonomie e Ambiente insieme a loro, sottolineano che questo importante passo avviene in coincidenza con il giorno - questo 15 ottobre 2021 - in cui è iniziata la resistenza nonviolenta di milioni di cittadini contro la sinistra deriva dello stato di emergenza e dell'imposizione discriminatoria del #GreenPass nello stato italiano.

Link al vi­deo con la pre­sen­ta­zio­ne di SL e la vo­ta­zio­ne una­ni­me del­l’As­sem­blea:

https://fb.watch/8F99vg7K8L/

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Silvia Lidia Fancello rappresentante ALE-EFA in Sardegna

Lorena López de Lacalle, esponente basca di Eusko Alkartasuna, oggi presidente della Alleanza Libera Europea - European Free Alliance (ALE-EFA), ha nominato Silvia Lidia Fancello (nella foto) come proprio rappresentante in Sardegna.

ALE-EFA, coerentemente con il proprio impegno per supportare i popoli e i territori nel loro diritto all’autodeterminazione, attraverso la ricerca di una propria autonomia, inclusa l’opzione indipendentista, considera indispensabile essere presente in Sardegna, per approfondire assieme a tutte le componenti del movimento nazionale sardo come l'isola possa essere nuovamente protagonista nel panorama europeo, dopo la fuoriuscita dall'Alleanza europea del Partito Sardo d’Azione (PSd’Az).

Silvia Fancello, detta Lidia, ha 56 anni. E' una libera professionista, madre di tre figli. Vive e lavora ad Olbia. Ha militato per più di trent'anni nel PSd'Az, fino alla rottura del 2018, in seguito al rifiuto, da parte sua e di molti altri attivisti ed esponenti, dell'alleanza organica con il partito centralista e nazionalista italiano Lega Salvini Premier.

Nel 2013 ha dato vita al Laboratorio Gallura, un esperimento di dialogo del mondo identitario sardo, per costruire una piattaforma di condivisione e confronto fra le diverse forze e correnti nazionali sarde. Dal 2014 al 2016 è stata coordinatrice della Alleanza Popoli Liberi (APL), un tentativo di collaborazione tra forze territoriali, autonomiste, indipendentiste, attive nella Repubblica Italiana, tentativo che è stato fatto fallire da coloro che avevano già optato per la subalternità al leghismo nazionalista e centralista di Matteo Salvini.

Nel tempo, l'impegno politico di Silvia Lidia Fancello è stato dedicato alla sua città, Olbia, come dirigente politica sardista. E' stata impegnata nella Commissione regionale per le pari opportunità, dedicandosi alla lotta contro gli stereotipi di genere e contro l'uso del corpo femminile nella comunicazione commerciale. Ha partecipato al movimento anticolonialista (a partire dalla lotta contro l'assurda estensione delle servitù militari in Sardegna), al movimento ambientalista (in particolare con l'adesione al movimento NoNucle per contrastare il deposito unico nazionale delle scorie nucleari in Sardegna), all'impegno per la cultura, la lingua e l'identità sarda.

La rappresentante ALE-EFA in Sardegna avvierà incontri e consultazioni con tutte le forze nazionali sarde impegnate per l'autonomia, il federalismo, l'indipendenza, che siano autonome dai partiti italiani e libere dalla subalternità agli schemi del "bipolarismo" coloniale italiano (centrodestra-centrosinistra).

Tale incarico si svilupperà d’intesa con Autonomie e Ambiente (AeA), la nostra nuova rete di movimenti e partiti iscritti e osservatori all’ALE-EFA presenti sul territorio italiano. AeA sta lavorando per uno stretto raccordo tra gli autonomisti e gli indipendentisti storici con le nuove forze civiche, ambientaliste, localiste, che stanno crescendo in ogni territorio della Repubblica.

A Silvia Lidia Fancello la presidenza di Autonomie e Ambiente darà il suo totale sostegno.  A lei e a tutte le forze nazionali sarde che vogliano impegnarsi per il pieno autogoverno della Sardegna, rivolgiamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro.

- Dalla presidenza di Autonomie e Ambiente, domenica 29 novembre 2020 -

 

Tre giorni di formazione autonomista in Friuli - Venezia Giulia

Riceviamo dalla forza sorella Patto per l'Autonomia Friuli-Venezia Giulia il programma della loro tre giorni di incontri e di studio per la formazione di una nuova generazione di leader locali autonomisti.

E' una vera "scuola di formazione". Si svolgerà a Venzone (UD) dal 27 al 29 agosto 2021. Il tema unificante dell'iniziativa è "GIOVANI EUROPA AUTONOMIE".

Venerdì 27 agosto i giovani tratteranno il tema del federalismo e delle autonomie nell'Europa di oggi, con Annika Kress - Ricercatrice Istituto di studi federali comparati, Eurac Research, e con Francesco Palermo - Professore di Diritto pubblico comparato all’Università di Verona, Direttore dell’Istituto di studi federali comparati EURAC Bolzano.

A seguire, nella stessa giornata di venerdì, ci sarà un incontro pubblico dedicato al tema "Ecopoli: una visione per regioni e città autonome verso il 2050" -Dialogo con Sandro Fabbro, docente all'Università di Udine e dirigente dell'Istituto Nazionale di Urbanistica
Introduce, moderato da Markus Maurmair, Presidente del Patto per l'Autonomia.
 
Sabato 28 agosto, al mattino, i giovani affronteranno il tema dell'autogoverno dei territori nell'economia globale con Elena Gerebizza – Ricercatrice e campaigner Re:Common, e con Danilo Lampis – Scrittore, insegnante, progettista sociale.
 
A seguire, sempre nella mattinata di sabato, si affronterà il tema "Europa in action: esperienze e prospettive della cooperazione transfrontaliera", con Alessandro Ambrosino – Dottorando al Graduate Institute of International and Development Studies di Ginevra, Mara Černic – GECT GO/EZTS GO – Esperta europrogettista, componente dell’assemblea del Gruppo europeodi cooperazione territoriale.
 
Nel pomeriggio del sabato tavola rotonda pubblica sul tema "Territori in movimento", con Emiliano De Biasio – Vicesindaco Comune di Pinzano al Tagliamento, Agata Gridel - Assessora Comune di Ovaro,  Riccardo Laterza – Adesso Trieste, Ivano Marchiol - Spazio Udine, Giacomo Trevisan – Consigliere Comune di Codroipo, Lorena Vida – Guardare Oltre Gorizia.
 
A seguire, nel tardo sabato pomeriggio, ci sarà un'altra tavola rotonda pubblica sul tema "Un nuovo autonomismo per una nuova Europa", con ospiti internazionali:
- Heather Anderson, già Eurodeputata di SNP - Scottish National Party
- Lorena Lopez, Presidente di EFA – European Free Alliance
- Massimo Moretuzzo, Consigliere regionale e Segretario del Patto per l’Autonomia
- Marta Rosique, Deputata di ERC – Esquierra Republicana de Catalunya
Introduce e modera Giampaolo Bidoli, Consigliere regionale del Patto per l’Autonomia
 
Infine, domenica 29 agosto al mattino, ci sarà un incontro pubblico dedicato al tema "La centrale di Krško e il futuro energetico dell’Europa", con relatori dalla Slovenia e dall’Austria.
 
Tutti i dettagli del programma sono reperibili su Facebook:

 
 

Autonomie e Ambiente
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