Al lavoro per la manutenzione della democrazia toscana
In tempi difficili, mentre siamo bombardati da notizie cupe sullo stato deille democrazie e dei diritti umani nel mondo, alcune forze civiche locali della Toscana hanno deciso di reagire cominciando da ciò che si può fare qui e ora, con le nostre forze, senza aspettare interventi dall'alto, da altri, da altrove: possiamo e quindi dobbiamo manutenere e migliorare la nostra democrazia locale.
Ieri, 17 gennaio 2026, festa di Sant'Antonio Abate, si è svolto a Poggibonsi il seminario pubblico convocato dalle reti OraToscana e Toscana Civica sul tema: NON RASSEGNIAMOCI ALL’ASTENSIONISMO - Proposte dei civismi toscani per le necessarie riforme delle norme elettorali toscane (e non solo).

I lavori sono stati introdotti da Paolo Marrocchesi (Toscana Civica) e da Mauro Vaiani (OraToscana - Autonomie e Ambiente - EFA) (nella foto, da sinistra, Paolo Marrocchesi, Mauro Vaiani e Alessandro Tomasi, portavoce dell'opposizione nel Parlamento toscano).
Hanno contribuito civici esponenti della lista civica "E' Ora" (che ha partecipato alle ultime elezioni regionali della Toscana, ottenendo il 2,37%) e altri gruppi civici indipendenti, fra i quali Giorgio Boncompagni, esponente civico della Valdichiana. Ha portato un contributo una delle realtà italiane impegnate contro il Rosatellum ed altre norme elettorali ingiuste, l'Associazione per la rappresentanza "Voto libero ed eguale" (https://www.votolibeguale.it/), con l'intervento di Francesco Ruggieri (Schierarsi - Firenze).
Queste realtà civiche, appassionate di autonomie personali, sociali, territoriali, non pretendono di avere in tasca una ricetta contro la minaccia dell'astensionismo e la crisi della partecipazione. Però fra le molte cause dell'attuale scollamento tra cittadini e istituzioni, si possono mettere anche le norme elettorali ingiuste, che escludono, allontanano, creano sfiducia, impediscono il rinnovamento delle elite dirigenti.
Le leggi elettorali della Repubblica Italiana sono tutte criticabili: da quella che regola l'elezione delle amministrazioni nei piccoli comuni, passando per le norme in vigore per i comuni con più di 15.000 abitanti, per le province, per le regioni, per la Camera, per il Senato, fino alla legge elettorale europea. In questo quadro difficile la legge elettorale della Toscana forse non è nemmeno la peggiore, ma è quella su cui possiamo incidere con il nostro impegno civico e politico locale.
Le forze locali che sono state escluse, impedendo loro di entrare in consiglio o addirittura di presentarsi alle elezioni, possono e quindi devono premere sul nuovo consiglio regionale appena eletto, il 12-13 ottobre 2025 scorso, perché le norme elettorali regionali siano corrette. I promotori del seminario, uniti in un coordinamento in stile confederale nel rispetto delle autonomie locali e delle diversità culturali e politiche, intendono dialogare con i 41 membri del Parlamento toscano per ottenere dei miglioramenti. Questa iniziativa di riforma potrebbe essere un contributo significativo contro la sfiducia e il rancore, che dilagano tra le persone e le comunità, specie le più piccole e periferiche della nostra terra.
Un primo elenco di problemi che possono essere portati all'attenzione dei legislatori toscani comprende:
- la richiesta di una "par condicio" toscana, cioè un maggior accesso all'informazione da parte di tutte le forze civiche e politiche che intendono proporre candidati; per un tempo molto più lungo e con condizioni di maggiore parità di quelle previste dalla "par condicio" italiana;
- l'allungamento del tempo fra l'indizione e lo svolgimento delle elezioni (attualmente di circa 60 giorni, di cui solo 25-30 utili per la raccolta delle firme); questo per consentire la partecipazione non solo alle forze esistenti e ai candidati già noti, ma anche a persone e realtà nuove (magari promosse da persone che vivono del proprio e non sono già nel "mestiere" della politica); peraltro, in una società che invecchia e in cui stanno declinando tutte le forme di attivismo, poter contare su tempi più lunghi e quindi più calmi sarebbe sicuramente un vantaggio per tutti;
- adempimenti uguali per tutti coloro che intendono presentarsi alle elezioni (come peraltro avviene per le elezioni comunali); considerando che gli "insider" sono già in partenza più forti o più organizzati, rispetto agli "outsider" nuovi od emergenti, non è giustificabile che gli uscenti-incombenti possano presentarsi raccogliendo 130 firme, mentre nuove formazioni ne devono raccogliere 13.000; questa disparità di trattamento deve essere colmata; in ogni caso l'attuale numero di firme richieste, con la relativa autenticazione e certificazione, è davvero eccessivo;
- la registrazione dei contrassegni elettorali, nel rispetto dell'identità e dei simboli storici di tutti, deve essere posta prima e non dopo la presentazione delle liste (la Toscana ha collezionato una serie di tristi vicende di contestazioni ed esclusioni, da quelle contro la lista di Renzo Macelloni nel 2005, a quella contro la Lega Toscana nel 2015, a quella che portò all'ingiusta esclusione del Patto per la Toscana nel 2020);
- revisione delle norme sul finanziamento delle campagne elettorali, introducendo forme di supporto pubblico - anche solo logistico e comunicativo - uguali per tutti;
- va preso in considerazione il divieto di ogni forma di finanziamento delle campagne elettorali da parte di persone giuridiche (anche perché la Toscana è piena di società che sono "private" sono formalmente e sono in realtà dipendenti dalla politica; nessuno si sorprende che queste società finanzino sempre i candidati degli schieramenti più forti, magari gli uscenti che le hanno già favorite in passato, ma è chiaro che siamo di fronte a continui e scivolosi conflitti di interesse);
- vanno superate le attuali regole di assegnazione dei seggi, che sovrarappresentano la provincia di Firenze e, all'interno della provincia, la città di Firenze (interessante in proposito un intervento del prof. Enrico Calossi);
- va migliorata la rappresentanza di territori meno popolosi e più periferici, dalle montagne alle isole della Toscana (anche prendendo in considerazione un aumento del numero dei membri del Parlamento toscano, immaginando anche di superare la previsione centralista e frutto di una odiosa demagogia antipolitica contenuta nel DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138, art. 14, comma 1);
- in molti consideriamo fortemente discutibile che il presidente eletto debba avere una maggioranza assicurata nell'assemblea; va contro una autentica separazione dei due poteri, strangola il pluralismo e in definitiva, come è evidente a tutti, nel lungo termine sta facendo degradare la democrazia;
- via le soglie di sbarramento (che peraltro sono intrinseche in una assemblea piccola come quella della Toscana);
- se si continua a credere nell'elezione diretta del presidente della Toscana, essa deve avvenire con la maggioranza assoluta dei voti validi (50% + 1); basta con questa finzione di democrazia per cui si vince con solo il 40% (un problema politico che peraltro va molto oltre la Toscana);
- se si conserva l'elezione diretta del presidente, il voto disgiunto deve diventare un voto su due schede separate (per eliminare le distorsioni e gli errori, che peraltro hanno condotto al caso "Toscana Rossa - Bundu", dove ben 72.000 cittadini toscani si sono sentiti beffati e privati della rappresentanza);
- si dovrebbero rivedere (diminuire) le possibilità di pluricandidatura;
- si dovrebbe consentire la partecipazione a gruppi civici e politici locali, anche quando essi fossero presenti e disponibili a candidarsi in una sola o in poche circoscrizioni;
- sarebbe importante discutere della possibilità di candidature di indipendenti non collegati a schieramenti che sostengono uno dei candidati presidenti;
- va immaginata una misura che consenta maggiore partecipazione al voto da parte di cittadini toscani residenti all'estero, oppure fuori sede per motivi di salute, lavoro e studio, oppure impediti da particolari condizioni di fragilità; va pensato un sistema di registrazione per il voto ("register to vote") magari anche online, assicurando segretezza e sicurezza del voto.
Questo elenco va considerato interlocutorio e non esaustivo. Non si tratta di slogan che possano essere agitati sui media e sulle reti sociali, ma che richiedono attenzione, ponderazione, approfondimento insieme ai legislatori e agli esperti, nell'interesse pubblico, con generosità, con una visione a lungo termine.
Paolo Moschi (presidente di Toscana Civica) e Francesca Marrazza (Ribella Firenze - OraToscana), fra gli altri, hanno posto l'accento sul fatto che questa manutenzione della democrazia toscana può essere una occasione per promuovere rinnovamento e alternanza.
Alessandro Tomasi, portavoce dell'opposizione nel Parlamento toscano, che ha partecipato all'intero seminario, si è messo a disposizione su queste e altre proposte provenienti dal mondo civico.
La presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi e i consiglieri di maggioranza Matteo Biffoni e Federico Eligi, che non hanno potuto essere presenti, hanno inviato un messaggio di disponibilità all'ascolto e all'interlocuzione.
Per interloquire con gli organizzatori del seminario, si prega di scrivere a
Prato, 19 gennaio 2026 - a cura degli organizzatori del seminario






