II Assemblea Generale di AeA

Poco più di un anno dopo la nostra prima assemblea di Udine, le forze sorelle di Autonomie e Ambiente e in dialogo con la nostra rete sono convocate nella loro II Assemblea Generale, evento pubblico e online.

Questo il promemoria dell'evento. Maggiori dettagli saranno diffusi, aggiornando questo post.

II Assemblea Generaledi Autonomie e Ambiente
evento pubblico online
promemoria

Ritorno alla Costituzione
e agli Statuti

Fermare insieme il centralismo autoritario
Salvare la Repubblica delle Autonomie
Costruire un futuro di autogoverno per tutti dappertutto
nella Repubblica Italiana
e nell'Europa delle regioni, dei territori, dei popoli

  • PRIMA SESSIONE, dedicata all’Europa e alla solidarietà internazionale, 
    venerdì 19 marzo 2021 (dalle 20,30)
  • SECONDA SESSIONE, il nostro impegno per la Repubblica delle Autonomie,
    sabato 20 marzo 2021 (dalle ore 16.00)

Raccoglieremo dei contributi programmatici preparatori, che saranno online già dai giorni precedenti, sul canale Youtube.

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Presentazione della sorellanza AeA

(ultimo aggiornamento della presentazione: 28 gennaio 2021)

Autonomie e Ambiente (AeA) è una speranza per i territori, per la Repubblica delle Autonomie, per l’Europa delle regioni. E' stata registrata l’11 novembre 2019, dopo una lunga serie di contatti e incontri preliminari tra diverse forze italiane aderenti alla Alleanza Libera Europea, ALE (European Free Alliance, EFA) e altre forze locali di diversi territori.

Questa innovativa sorellanza tra forze politiche territoriali della Repubblica ha tenuto la sua prima assemblea generale e si è presentata all'opinione pubblica a Udine il 21 febbraio 2020.

La rete unisce forze politiche locali e territoriali, ciascuna delle quali ha la propria storia localista, territorialista, autonomista, federalista, confederalista, indipendentista. AeA è una alleanza di forze politiche attive in tutta la Repubblica Italiana, costituite secondo l'art. 49 della Costituzione. Ospita anche gruppi politici e politico-culturali che non hanno ancora partecipato alle elezioni nei loro territori.

Per una lista aggiornata dei membri si visiti il link RETE, dal menu principale del nostro sito.

AeA ha stabilito un rapporto politico diretto con ALE-EFA, assumendo un ruolo di sostegno alle forze locali della Repubblica Italiana nel loro cammino di adesione alla confederazione politica europea.

Le forze di AeA si sono unite in questa sorellanza per condurre la Repubblica Italiana a una svolta politica verso un radicale decentralismo, cominciando con la piena attuazione della Costituzione e degli Statuti regionali (speciali e ordinari), che disegnerebbero una ideale Repubblica delle Autonomie ma che da decenni vengono costantemente disapplicati o addirittura traditi.

La piaga del coronavirus, che ha colpito tutti i territori della Repubblica, ha reso drammaticamente evidente non solo l’attualità ma addirittura l’urgenza del nostro progetto. Le grandi intuizioni ormai globali, quelle necessarie per la salute, l’ambiente, la pace, la giustizia, le libertà, potranno essere realizzate solo attraverso forti e determinate azioni locali, territorio per territorio.

Autonomie e Ambiente intende colmare il vuoto lasciato nel sistema politico italiano ed europeo da coloro che non sono riusciti a risolvere un antico problema, quello che Gandhi definiva correttamente come necessità dalla coerenza tra strumenti e fini. Per decenni le promesse di decentramento e sussidiarietà sono state tradite da tutti: sinistre, destre, tecnici, politici, persino da vecchi e nuovi movimenti (il leghismo e i Cinque Stelle, per esempio) che pure erano cresciuti proprio proclamando di voler restituire più potere alle comunità locali e ai cittadini. Cosa è andato storto? E’ successo che tutti i partiti sono diventati “nazionali”, cioè centralisti e verticisti, cioè guidati da leader soli al comando o comunque da cerchie ristrette (non di rado avide del potere e delle ricchezze concentrate nelle istituzioni centraliste). Da forze politiche intrinsecamente centraliste e autoritarie non potranno mai essere realizzate riforme decentraliste, evidentemente.

Se si vogliono davvero la Repubblica delle Autonomie e una nuova Europa delle regioni, dei territori e dei popoli, occorre uno strumento politico confederale, inclusivo, plurale, governato collegialmente da una nuova generazione di leader locali di forze politiche territoriali. Per questo abbiamo costituito Autonomie e Ambiente.

AeA è stata concepita attraverso un lungo dialogo preparatorio tra forze antiche e nuove, per l’autogoverno di tutti dappertutto, facendo tesoro delle preziose esperienze di collaborazione politica tra forze territoriali che ci sono state in passato, come le liste Federalismo, e altri sforzi congiunti portati avanti dalle forze autonomiste storiche nelle aule parlamentari e nella società.

La sorellanza si riconosce debitrice delle visioni di autogoverno diffuso presenti nelle lotte antipartitocratiche, antiautoritarie, anticentraliste che sono fiorite in tutto il mondo dopo il 1989, ma che erano emerse anche molto prima: nella istituzione delle regioni a cui si giunse nel 1970; nei movimenti autonomisti degli anni della Ricostruzione; nella presenza del gruppo autonomista alla Costituente; nell’indipendentismo siciliano e sardo; nell’anticolonialismo; nel neutralismo (socialisti, popolari, liberali, conservatori contrari all’ingresso del Regno d’Italia nella “Inutile Strage” 1915-1918).

Tra le pietre miliari della nostra storia decentralista, ci limitiamo qui a ricordare un documento moderno e ancora incredibilmente attuale, a cui Autonomie e Ambiente si sente sente strettamente ancorata, la Dichiarazione di Chivasso, firmata il 19 dicembre 1943 a Chivasso, durante un convegno antifascista e anticentralista clandestino, a cui contribuirono, tra gli altri, figure come Émile Chanoux e Federico Chabod. Nella Carta di Chivasso fu sancita la rivolta contro “i venti anni di malgoverno livellatore ed accentratore sintetizzati dal motto brutale e fanfarone di «Roma Doma»”, ma più in generale contro il centralismo, il colonialismo, il militarismo, che avevano caratterizzato lo stato unitario italiano, scatenando “OPPRESSIONE POLITICA, attraverso l'opera dei suoi agenti politici ed amministrativi (militi, commissari, prefetti, federali, insegnanti), piccoli despoti incuranti ed ignoranti di ogni tradizione locale, di cui furono solerti distruttori; ROVINA ECONOMICA...; DISTRUZIONE DELLA CULTURA LOCALE...”. La Carta di Chivasso propose “un regime repubblicano democratico a base regionale e cantonale”, con un evidente riferimento alla Confederazione Svizzera, come unica garanzia contro il ritorno della dittatura, considerata come una conseguenza diretta del centralismo autoritario italiano.

Il nostro decentralismo contemporaneo, quindi, ha radici profonde, diverse e complesse in ogni territorio. Le forze politiche sorelle di Autonomie e Ambiente sono fedeli a queste radici e forti di esse guardano lontano, perché, come amano dire gli attivisti dell’autogoverno della Catalogna, siamo ormai negli anni duemila e “siamo qui per cambiare secolo, non solo per cambiare stato".

Leggi il testo integrale della Carta di Chivasso

Leggi la nostra Carta dei Valori

Leggi lo statuto e le regole di funzionamento della sorellanza

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Una legge elettorale più giusta per tutti

Autonomie e Ambiente

Per una legge elettorale più giusta per tutti

Udine, sabato 9 gennaio 2021

L’avvenuto taglio del numero dei parlamentari impone che il Parlamento attualmente in carica vari una legge elettorale più giusta per tutti.

La questione è drammatica, perché la crisi sanitaria, economica e sociale ci ha colti mentre eravamo già dentro una crisi della rappresentanza.

I cittadini, a causa di una deriva antidemocratica che è iniziata ben prima del “Rosatellum”, sono da troppo tempo impediti dallo scegliere i loro rappresentanti in Parlamento.

Ogni altra questione istituzionale e costituzionale deve essere rimandata a quando saranno elette, con una legge più rispettosa dei cittadini elettori, le nuove camere.

Avendo brutalmente tagliato il Parlamento, non si agitino più gli spauracchi della “frammentazione” e della “mancanza di governabilità”, problemi che esistono e anzi si amplificano non perché il nostro sistema è “poco maggioritario”, ma al contrario perché, almeno dai tempi dell’abolizione del “Mattarellum”, i cittadini non solo non scelgono più i loro eletti, ma nemmeno sono messi in grado di giudicarli alla fine del mandato.

Pretendiamo ciò che è possibile nella maggior parte d’Europa e oltre:

1) siano istituite circoscrizioni elettorali di dimensioni contenute, nelle quali gli elettori possano votare per candidati riconoscibili;

2) le circoscrizioni siano disegnate nel rispetto delle diversità territoriali e culturali, delle autonomie riconosciute dalla Costituzione nonché dei diritto di rappresentanza delle minoranze linguistiche, già previsto dalle leggi in materia; in nessun caso esse devono essere più grandi delle regioni e delle province autonome;

3) nelle circoscrizioni plurinominali, all’elettore deve essere data la possibilità di scegliere non solo la lista ma anche le persone (in alcune leggi elettorali regionali, per esempio, i nomi di tutti i candidati sono stampati sulla scheda e l’elettore può sceglierne due, un uomo e una donna);

4) la raccolta delle sottoscrizioni e la presentazione di simboli, liste e candidature devono essere rese più semplici e consentite anche per via telematica;

5) si evitino ipocrisie come la presentazione di “alleanze pre-elettorali”, “candidati premier”, “capi politici”, che sono incompatibili con l’ordinamento della Repubblica parlamentare, oltre che con la realtà politica, che sono ingannevoli nei confronti degli elettori e che ci rendono ridicoli di fronte all’opinione pubblica europea e internazionale.

Chiediamo infine che, indipendentemente dall’introduzione di norme manipolative (quorum o premi di maggioranza per la Camera, quorum regionali per il Senato) e ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche riconosciute e tutelate da specifiche leggi, in ogni circoscrizione sia garantita l’elezione dei candidati che hanno raggiunto un quorum utile, (un esempio concreto: se a una circoscrizione si assegnano 10 seggi e una lista ottiene il 10%, essa deve poter eleggere il suo rappresentante, indipendentemente da ogni altro meccanismo correttivo si sia deciso di istituire).

Il nodo dell’adozione di un sistema elettorale più rappresentativo deve essere sciolto ora, quando saremmo ancora in tempo a rispettare le raccomandazioni della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa (di lasciar passare, cioè, almeno un anno tra le riforme e lo svolgimento delle successive elezioni).

Ogni ulteriore ritardo sarebbe da considerarsi avventato, al punto da mettere in pericolo la Repubblica.

https://www.venice.coe.int/

Aderiscono tutte le forze di Autonomie e Ambiente:

Patto per l’Autonomia – Friuli V.G. -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ALPE Valle d’Aosta -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Comitato Libertà Toscana -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Movimento Siciliani Liberi -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Patrie Furlane -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Patto per l’Autonomia – Veneto -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pro Lombardia Indipendenza -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Slovenska skupnost (Ssk) -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Liberi Elettori PiemonteQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Movimento Autonomia Romagna (MAR) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Aderiscono le seguenti forze in dialogo con AeA:

Meridionalisti Democratici Federalisti Europei (MeriDem) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Confederazione Movimenti Identitari (CMI) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Liberu - Liberos Rispetados Uguales - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Autonomie e Ambiente
Via Vittorio Emanuele III n.3 - 33030 Campoformido (UD)

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