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Autonomie personali sociali territoriali

Incontro Ruffini-Biffoni a Prato - 8 maggio 2026 ore 21

2026 05 08 Ruffini Biffoni Prato pace

Venerdì 8 maggio 2026 ore 21, presso Palazzo Banci Buonamici in Via Ricasoli a Prato, si terrà un incontro sul tema "Come costruire un futuro di pace - Il ruolo delle comunità locali". L'evento è promosso dai comitati "Più Uno" della Toscana e dall'Ass. Culturale Punto d'Incontro. Moderati dal giornalista Gianni Rossi, ne discutono Ernesto Ruffini (promotore del movimento dei Comitati Più Uno) e Matteo Biffoni (candidato sindaco di Prato - quest'ultimo con il sostegno dei Civici di Prato per le Autonomie e da Prato Civica Solidale, realtà che sono parte della lista civica unitaria BIFFONI SINDACO).

Prato, 5 maggio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente (AeA)

 

Invecchiare bene in autonomia

In prossimità del Natale 2025, dell'anno nuovo 2026, di tutte le feste del cuore d'inverno, ci siamo lasciati illuminare da una icona potente di lealtà, solidarietà, attaccamento fra generazioni: la storia di Noemi e Rut, due donne vedove e povere che, dopo tante avversità, si alzano e si mettono in cammino verso Betlemme, insieme, in autonomia, unendo le loro diversità per il bene comune, con coraggio, tanto da figurare nella tradizione ebraico-cristiana come antenate del re Davide e del Signore Gesù Cristo.

Per la prima volta nella storia umana le nostre società sarannno costituite da una grande maggioranza di anziani. Crediamo che gli anziani, restando attivi nelle proprie comunità, garantiranno le autonomie personali, sociali, territoriali, necessarie a mantenere il mondo a misura di persona umana. Saranno le brigate d'argento delle autonomie, cioè della prossimità, unico fondamento della coesione sociale.

Mentre le tecnocrazie, le concentrazioni di potere, vecchi e nuovi centralismi continuano a distruggere il pianeta, scatenare e alimentare guerre, opprimere comunità e diversità, bombardare di propaganda le menti, inseguire perversi sogni di sorveglianza universale e dominio globale, le brigate d'argento ricostruiranno coesione sociale, servizi pubblici, beni comuni.

Rifiutiamo ogni forma di estremismo, cospirazionismo, settarismo. Le brigate d'argento riconquisteranno con la veraforza della nonviolenza, con moderazione e pragmatismo, paesino dopo paesino, quartiere per quartiere, tutte le comunità locali. 

Solo comunità locali gestite da autorità locali forti, competenti, dotate di risorse e poteri, sapranno essere custodi della loro terra e della Terra, in modo che ogni territorio sia vivibile per i suoi abitanti e per le generazioni future, secondo principi di libertà, pace, giustizia, salvaguardia del creato.

Per restituire poteri, competenze, risorse alle comunità, per il bene degli anziani e di tutti, Autonomie e Ambiente non esiterà a incoraggiare gli attivisti e le amministrazioni locali ad adottare misure non convenzionali e sperimentali. La solidarietà all'interno di una comunità non si alimenta solo con la finanza europea e internazionale, ma anche con lo spontaneo scambio di tempo, servizi e beni fra membri della stessa comunità.

Stiamo invecchiando, ma non siamo condannati. Non sprofonderemo nella palude dei pregiudizi neonazionalisti di destra e neogiacobini di sinistra. L'ultima parola della storia non sarà degli aspiranti tiranni della globalizzazione, ma dei cantoni della Svizzera, delle repubbliche come San Marino, delle comunità locali e degli anziani saggi e coraggiosi come Noemi, che le guideranno insieme con e nell'interesse delle persone più giovani, le Rut di oggi e di domani.

Prato, 20 dicembre 2025 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente - EFA partner nella Repubblica Italiana

 

Fonti, stimoli, spunti di approfondimento:

 

La centralità dei territorialisti in Spagna

A parte il prof. Stefano Ceccanti e pochi altri osservatori più attenti, nel dibattito pubblico italiano pochi hanno compreso la centralità delle forze politiche territorialiste in Spagna. La competizione fra centralismo e territorialismo, grazie anche a leggi elettorali molto più delle nostre rispettose della volontà degli elettori nei diversi collegi locali, è da anni importante almeno quanto la tradizionale contrapposizione fra destre e sinistre.

La nuova presidente del Congresso dei deputati di Spagna, Francina Armengol (nella foto, fonte Wikipedia), è una socialista cresciuta politicamente nella regione autonoma delle Baleari. E' stata eletta grazie al voto delle forze territorialiste, sia quelle più progressiste che quelle più moderate, sia quelle più radicali nella proposizione di progetti di autogoverno, sia quelle più tradizionalmente autonomiste.

Con le destre del Partito Popolare e di Vox nessun partito territorialista vuole collaborare, nemmeno gli autonomisti più moderati di origine cristiano-sociale o liberale, con la motivazione squisitamente e strettamente politica che esse sono centraliste (in questo, purtroppo, in assoluta continuità con il franchismo).

Alcune delle forze territorialiste sono più note, perché sono attive in antiche nazioni oppresse dal centralismo spagnolo, i Paesi Baschi, la Catalogna, la Galizia, ma ce ne sono altre in molte altre regioni del Regno di Spagna.

Dagli uffici della nostra famiglia politica europea, l'Alleanza Libera Europea (ALE - European Free Alliance, EFA), apprendiamo che Pedro Sánchez, il leader socialista uscente, potrebbe quindi restare alla guida del Regno di Spagna, formando una coalizione di una quindicina di partiti, di sinistra, centrosinistra e territorialisti.

Il Blocco Nazionale Galiziano (BNG) ha un seggio. La Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) ha sette seggi. Gli indipendentisti catalani di Junts (formazione prevalentemente centrista guidata dal presidente in esilio Puigdemont) ha anch'essa sette seggi. Euskal Herria Bildu (EH Bildu), coalizione basca progressista a cui fa riferimento la presidente europea di EFA, Lorena López de Lacalle, ha ottenuto sei seggi.

Altre forze territorialiste, che fanno parte o sono vicine a EFA, hanno ottenuto seggi partecipando alla coalizione Sumar: Més Compromís di Valencia, Més per Mallorca, Chunta Aragonesista.

L'esperienza della coalizione Sumar, troppo poco conosciuta in Italia, è stata particolarmente interessante e innovativa. L'alleanza è guidata da Yolanda Diaz, esponente della sinistra e vicepresidente del governo di Pedro Sánchez, ma non è una ristretta e asfittica alleanza di vertici rossoverdi. Essa ha saputo riassorbire e superare l'esperienza di populismo - tanto centralizzata quanto incompetente - di Podemos. Ad essa hanno contribuito tanti movimenti locali, quali Más Madrid, Chunta Aragonesista, Coalició Compromís, Més-Compromís, Iniciativa del Poble Valencià, Verds Equo del País Valencià, En Comú Podem, Catalunya en Comú, Iniciativa del Pueblo Andaluz, Izquierda Asturiana, Més per Mallorca, Més per Menorca, Partido Drago Canarias. A Sumar hanno dato appoggio esterno realtà civiche locali come Barcelona en Comú, Zaragoza en Común, Ganemos Jerez, Ara Eivissa, Compostela Aberta, Marea Atlántica, Valladolid Toma la Palabra, Leganemos, Sí Se Puede - Canarias.

2023 08 20 coalicionSumar

Le forze territorialiste sono state quindi decisive, nel rappresentare le loro comunità, nell'essere promotrici di riforme, nel reagire e nello sconfiggere il centralismo e in particolare l'estremismo di Vox.

La situazione spagnola, in conclusione, anche in vista delle elezioni europee del 2024, è uno stimolo per noi che ci stiamo attivando per un patto civico, ambientalista, territorialista, anticentralista e impegnato per le autonomie, l'ambiente, l'Europa, la pace. Insieme, ci riprenderemo il posto che ci spetta nella Repubblica delle Autonomie e nell'Europa dei popoli, dei territori, delle regioni.

 

Roma - Madrid, 20 agosto 2023 - a cura della segreteria interterritoriale

 

La società dei piccoli per le piccole società

Un invito di OraToscana, in collaborazione con la segreteria interterritoriale e la presidenza, a tutti i dirigenti delle forze sorelle, agli associati, agli associandi, ai partecipanti ai lavori del Forum 2043, ai membri dei gruppi di lavoro - quello per le elezioni europee e quello per la Sanità Pubblica e Prossima:

Vigilia di San Francesco, martedì 3 ottobre 2023, ore 21

OraToscana, in occasione del suo II anniversario (la rete civica fu fondata il 4 ottobre 2021), in collaborazione con il Patto Autonomie e Ambiente, organizza un amichevole momento di condivisione online sul tema

La società dei piccoliper le piccole società

Ascoltiamoci gli uni con gli altri, la sera di vigilia della festa di San Francesco d'Assisi, con libertà e spontaneità, dandoci la possibilità di far risuonare ciò che ci sta a cuore e ciò che stiamo organizzando per riprenderci il posto che ci spetta nel futuro di questo stato italiano e dell'Unione Europea, per la Repubblica delle Autonomie personali, sociali, territoriali, per l'Europa dei Popoli, per la pace e per l'integrità del creato, fedeli alla Carta di Chivasso.

Noi non siamosolodalla parte dei piccoli, noi siamo i piccoli:
bambini, anziani, malati, diversamente abili, persone e famiglie diverse, libere e responsabili; piccole imprese, piccoli commercianti, artigiani di bottega, coltivatori diretti; abitanti di piccoli comuni e paesini; membri di minoranze e piccoli popoli; orgogliosi cittadini di piccole patrie e matrie. Abbiamo formato una società di realtà politiche territoriali, non importa quanto piccole, per il buongoverno e per l’autogoverno delle nostre piccole società, per il bene comune qui e ora, ma soprattutto per lasciare i nostri paesi e la Madreterra abitabili per le generazioni future.

Il link all'adunanza online sarà distribuito attraverso il canale Telegram del Forum, i gruppi di lavoro, le stanze Whatsapp di collegamento.

Per maggiori informazioni:

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Lavoro giustizia pace - Buon Primo maggio 2023

Buon Primo maggio 2023!

La festa internazionale dei lavoratori è da noi dedicata a ciò che stava a cuore ai nostri padri, sin dai tempi di Émile Chanoux e della Carta di Chivasso, cioè l'impegno interclassista per l'emancipazione dei contadini, degli operai, degli artigiani, di tutti i lavoratori, attraverso tre linee di azione politica:

1) assicurare a chiunque la possibilità di continuare a vivere nella sua terra, valorizzando l'economia locale e ponendo fine alle migrazioni forzate;

2) combattere lo spopolamento delle montagne e di ogni altro territorio che non sia "competitivo" nella globalizzazione, promuovendo sfere di economia locale liberate dalla necessità di competere sul mercato europeo o internazionale;

3) dare piena attuazione alle autonomie personali, sociali e territoriali, perché le comunità locali abbiano poteri sufficienti a trattenere sul proprio territorio quanto è necessario per le generazioni future.

A cura della segreteria di Autonomie e Ambiente - Primo maggio 2023

L'immagine a corredo di questo post è quella dedicata al lavoro, la giustizia, la pace, riprodotta sulle tessere del sindacato autonomo valdostano SAVT per il 2023.

 

Le regioni europee sono qui per restare

 2025 05 23 Europe of Regions by gaehlion

Questa immagine è un dettaglio tratto da uno dei tanti tentativi di rappresentare le molte e diverse regioni d'Europa (quil'autore e quila fonte). Non perdiamoci nei dettagli, che sono e saranno sempre perfettibili, finché le popolazioni locali non torneranno a essere libere di definire i limiti geografici delle proprie istituzioni di autogoverno. Se ne afferri la sostanza: questa immagine, come altre simili, è significativa perché ci ricorda che le regioni d'Europa sono qui per restare

Sono antiche, se non antichissime, eppure attuali. Rappresentano ancora molto bene la dimensione di una possibile autonomia per grandi città e i loro circondari, territori, comunità culturali e nazionali, diversità e biodiversità.

Hanno incredibilmente resistito alle atrocità degli stati centralisti e autoritari e alle loro terrificanti guerre. Sono dotate di una straordinaria capacità di resistenza alle potenti pressioni omologatrici e distruttrici della globalizzazione.

Se sono così resilienti è perché sono ambiti territoriali, economici, sociali, politici, culturali, religiosi, vernacolari, oltre che sentimentali, davvero a misura di persona umana. Sono spazi per una democrazia autentica, l'unica possibile, quella in cui gli elettori conoscono personalmente - non solo attraverso il filtro dei poteri mediatici - i propri leader.

Per le loro contenute dimensioni geopolitiche, sono spontaneamente orientate verso la cooperazione con le loro vicine. Le loro istituzioni locali fioriscono quando vengono rispettati principi di sussidiarietà, autonomia, adeguatezza, differenziazione.

Come custodi di antiche e nuove esigenze umane di autonomia personale, sociale, territoriale, sono cruciali per alimentare la coesione sociale, i doveri civici, le economie locali, in particolare la produzione di energie rinnovabili, il ritorno a una agricoltura sostenibile, la protezione dei beni comuni, l'organizzazione di servizi pubblici universali.

Le loro dimensioni, nella storia ma ancora di più per il futuro, le rendono refrattarie a ogni forma di sciovinismo da "grande nazione" (great nation chauvinism). C'erano prima degli imperialismi spagnolo, inglese, francese, tedesco, russo, italiano. Ci saranno ancora quando questi - ancora pericolosi - nazionalismi saranno finalmente e definitivamente sepolti sotto la polvere della storia.

Sono troppo piccole per cadere nella trappola di populismi, sovranismi e altre avventure reazionarie. Gli aspiranti napoleone d'Europa possono salire al potere solo nei grandi stati centralizzati d'impronta giacobina.

Sono le vere protagoniste della costruzione confederale europea, non solo perché molte di esse si sono formate ai tempi della Res Publica Christiana, ma soprattutto perché, nel XXI secolo, l'unica Europa possibile è la loro: l'Europa delle regioni, dei territori e dei popoli. Un'Europa confederale, ispirata dai valori della Carta di Chivasso, potrà conservare nel tempo la nostra comunità di sicurezza (security community) ed essere autentica attrice di solidarietà internazionale, pace, giustizia, salvaguardia del creato.

Al servizio dell'ideale dell'Europa delle regioni c'è una famiglia politica di storici autonomismi e di nuovi civismi, la European Free Alliance (EFA), in cui sono già rappresentate una quarantina delle regioni europee. Aspettiamo tutte le altre, per tener desta la speranza per le generazioni future, in Europa e oltre.

Partner di EFA nella Repubblica Italiana è Autonomie e Ambiente (AeA), una sorellanza di forze politiche territoriali, al servizio di ogni realtà autonoma, autonomista, ambientalista, riformista, civica, attiva nel proprio territorio, e di una nuova generazione di leader locali.

 

Firenze, 23 maggio 2025 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente

 

Les autonomies sont une source inépuisable...

Les autonomies sont une source inépuisable... Le autonomie personali, sociali, territoriali sono una fonte inesauribile di buon senso, senso civico, libertà, responsabilità, capacità d'includere, valorizzazione di diversità e biodiversità, comprensione che il proprio buon vivere dipende dal benessere dei nostri vicini e della nostra comunità, riforme nella Repubblica delle Autonomie, cooperazione nell'Europa delle regioni, solidarietà internazionale e pace nel mondo.

Le autonomie si conservano e si valorizzano a partire dalla vita materiale, dalle esigenze più semplici e più quotidiane, in un groviglio inestricabile di diritti inalienabili e di doveri imprescindibili.

Autonoma deve essere la missione dell'agricoltore. Deve poter vivere anche la più piccola impresa agricola, anche quella meno "produttiva" ma che comunque genera custodia delle tradizioni e dell'ambiente.

Autonome devono essere l'impresa artigiana, i laboratori, i negozi di prossimità, i locali, i circoli, gli studi e ogni tipo di botteghe, perché queste realtà sono la spina dorsale di una convivenza a misura di persona umana.

Autonomo deve essere il medico di famiglia, a cui deve essere restituita la libertà scientifica e organizzativa necessaria per potersi occupare, in scienza e coscienza, di una popolazione con un'età media alta come mai prima nella storia.

Autonomi devono essere i servizi pubblici e sociali presenti in ciascun quartiere, rione, frazione, paesino. Nessuno meglio di chi vive il territorio sa come affrontare i problemi che riguardano la propria vita quotidiana e quella dei suoi vicini.

Autonomi devono essere i comuni. I piccoli municipi, in particolare, devono avere poteri e risorse sufficienti. Non possono essere travolti dalla metastasi normativa di origine regionale, statale, unionale. Si deve accettare una seria discussione su come le attività pubbliche possano e forse debbano finanziarsi senza contrarre debiti sul "mercato".

Autonome devono essere le persone cittadine, quando esercitano il loro diritto-dovere di eleggere i rappresentanti del loro collegio o di votare su referendum locali. La Svizzera è vicina, è il cuore pulsante della democrazia europea, dovrebbe essere una fonte d'ispirazione. Eppure la nostra Repubblica e l'Unione Europea si ostinano a impantanarsi nel centralismo autoritario, nella tecnocrazia, nella sorveglianza universale.

Autonomi, prima di tutto dai pregiudizi e dal conformismo, oltre che dalle piramidi politiche del nostro tempo, devono essere i nostri storici movimenti autonomisti e territorialisti e i nuovi civismi, se vogliamo che essi possano liberare le energie e le competenze di una nuova generazione di leader locali, interterritoriali, europei.  

Prato di Sant'Orso, Valle d'Aosta, 22 giugno 2025, Corpus Domini

A cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente

 

Ministero pubblico dell'accusa e giudice terzo in Svizzera

La Confederazione Elvetica (Schweizerische Eidgenossenschaft) è un esempio storico di notevole separazione dei poteri. La confederazione, i 26 cantoni, i comuni sono tre livelli di governo con un altissimo grado di divisione di responsabilità e poteri. I tre poteri legislativo, esecutivo e giudiziario sono separati ai diversi livelli.

L'ordinamento giudiziario prevede una sostanziale separazione fra i giudici, gli avvocati delle parti, il ministero pubblico dell'accusa. Quest'ultimo esiste sia a livello confederale che cantonale.

Le carriere di giudice e di titolare del ministero pubblico sono separate. L'accesso non avviene tramite concorso ma tramite elezione. Per essere eletti alle due distinte funzioni è necessario possedere requisiti minimi: la cittadinanza svizzera, il possesso del brevetto di avvocato, tre anni di pratica professionale e una buona reputazione. A differenza dell'Italia e di altri paesi vicini, sia i giudici che i titolari del ministero pubblico vengono eletti dai parlamenti. Le regole per l'elezione e i requisiti possono variare tra i diversi ordinamenti cantonali.

I partiti presenti nei parlamenti cantonali e nel parlamento confederale scelgono giudici e titolari del ministero pubblico assicurando rappresentanza di genere, proporzionalità fra i parlanti delle diverse lingue ufficiali, pluralismo nella cultura politica di provenienza.

Una iniziativa popolare del 2021, mirante a ridurre l'influenza dei partiti nella selezione di giudici e pubblici accusatori, introducendo per esempio il sorteggio fra i candidati dotati di sufficienti requisiti, fu respinta dal voto popolare, perché evidentemente i popoli della Svizzera hanno sufficiente fiducia nell'attuale sistema di elezione su indicazione dei partiti politici rappresentanti nelle assemblee legislative.

Berna, 30 ottobre 2025 - A cura della segreteria interterritoriale

 

 

 

No all'impraticabile autonomia differenziata, ma dopo?

Gino Giammarino, il rappresentante AeA per Napoli e per tutta la circoscrizione Sud ha avuto più di una occasione per partecipare a incontri pubblici di critica all'autonomia differenziata, così come proposta attualmente dal ministro leghista Calderoli. Una di queste occasioni è stata l'incontro al Gambrinus di Napoli dell'11 luglio scorso, promosso dal deputato rossoverde Francesco Emilio Borrelli (nella foto Gino Giammarino in quella occasione).

Giammarino ha ribadito con chiarezza la posizione maturata all'interno della sorellanza e del nuovo allargato patto promosso da Autonomie e Ambiente, insieme a EFA, per le prossime elezioni europee del 2024. Una posizione articolata ma chiara, che può essere riassunta in questi punti: 1) l'autonomia differenziata proposta dal leghismo di Salvini e Calderoli è impraticabile; è solo uno specchietto per le allodole che verrà fatto luccicare ancora per un po', per tenere tranquilli i non pochi amministratori locali autonomisti che sono ancora prigionieri dell'imbroglio politico del centralista e presidenzialista Salvini; 2) come hanno denunciato importanti costituzionalisti (Cassese, Olivetti, Palermo), la sua attuazione, nei termini proposti da Calderoli, potrebbe avere risvolti neocentralisti; 3) come denunciato da molti territorialisti, l'impostazione leghista lascia intatti, anzi rischia di cristallizzare, i guasti del colonialismo interno e le attuali disparità economiche e sociali.

Ciò detto, con Gino Giammarino e con tutta la nostra rete per le autonomie e per l'ambiente, dobbiamo esporci nel delineare un'alternativa autonomista, mentre nelle sinistre, nel centro, nelle destre dominano prospettive pericolose di ricentralizzazione, centralismo e presidenzialismo.

La nostra proposta positiva, per lo sviluppo di tutte le autonomie personali, sociali e territoriali, per la piena attuazione della Repubblica delle Autonomie, si fonda su pilastri ben più solidi:

1) La territorializzazione delle imposte, che è già prevista in Costituzione e negli Statuti speciali, ma che è stata osteggiata in ogni modo, sia a livello del centralismo italiano, che nel mercato comune europeo, che nella globalizzazione; facciamo un esempio, semplice e forse triviale: se si chi compra un televisore in Aspromonte, almeno l'IVA di quell'acquisto deve restare in Aspromonte e, ovunque l'azienda produttrice di quel televisore abbia sede legale e fiscale (Milano, Lussemburgo, o anche le Cayman), essa deve pagare una tassa sul suo profitto e una parte di quel contributo deve restare in Aspromonte.

2) La piena attuazione della solidarietà interterritoriale, prevista dalla Costituzione (terzo comma dell'art. 119: La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante).

3) La separazione dei poteri e l'attribuzione di precise responsabilità, in attuazione del principio di sussidiarietà, come sancito nell'art. 5 del Trattato sull’Unione Europea e dall'art. 118 della Costituzione: si deve sempre partire dall'attribuire funzioni amministrative ai comuni, l'istituzione più vicina al cittadino, salvo che, per assicurarne l'esercizio, sulla base di principi di sussidiarietà, non sia opportuno che esse vengano svolte da associazioni intercomunali o da autorità ancora più ampie.

Siamo ad una svolta storica, in Italia e in Europa: ancoriamoci alla Carta di Chivasso e riattiviamo processi di autogoverno e buongoverno dal basso, oppure continueremo a declinare, a impoverirci, a emigrare, a subire ingiustizie, sotto i commissari, le agenzie, le burocrazie sempre più alte e lontane, i leader mediatici, gli aspiranti duci di sempre nuove forme di centralismo autoritario.

Napoli, 22 luglio 2023 - a cura della segreteria interterritoriale

 

 

Non solo un capo per la Campania, ma un vero parlamento

La regione Campania va al voto domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025. Siamo anche qui in una situazione di erosione della democrazia, di crisi dei partiti, di dissolvimento delle culture politiche, di allontanamento dei cittadini dal voto, di assenza di spazi di dibattito o anche solo di corretta informazione sui media, di assoluta difficoltà per la maggior parte dei candidati di farsi davvero conoscere e valutare dagli elettori.

Scarseggiano contenuti e proposte politiche, ma ancora di più mancano l'agibilità politica, gli spazi, i tempi per una campagna elettorale più rispettosa del pluralismo. I media più potenti telecomandano gli elettori verso un epilogo già scritto. Il confronto andato in onda su SKY è stato rivelatore: ne sono stati protagonisti soltanto Cirielli (centrodestra) e Fico (campo largo). Altro che par condicio: ormai i risultati elettorali sembrano decisi in anticipo direttamente dagli studi televisivi.

Eppure dobbiamo tenere accesa una piccola luce nell'oscurità: Napoli e la Campania non hanno bisogno tanto di un nuovo capo, dopo i due mandati da governatore di Vincenzo De Luca, quanto di un nuovo consiglio. Un parlamento per la regione che sappia dare voce ai territori, alle diversità, a soluzioni innovative e locali per affrontare sia problemi antichi che sfide nuovissime.

L'operosità e la popolarità del presidente uscente De Luca non sono in discussione, ma non sono nemmeno più sulla scheda. Si deve sperare in qualcosa di nuovo. Le persone che potrebbero diventare consiglieri della Campania sono più importanti dei partiti, degli schieramenti, della stessa scelta del prossimo presidente. Ricordiamo anche che esiste il voto disgiunto e le comunità di cittadinanza attiva devono usarlo.

Napoli e la Campania non sono solo una regione, ma la capitale e il cuore di un Mezzogiorno che ha il diritto e il dovere di essere un territorio d'Europa e d'Italia, fedele alla sua storia e alla sua cultura, protagonista di cambiamento, a partire dalla necessaria svolta ecologica, capace di un autogoverno responsabile e solidale. Un progetto di autogoverno territoriale, quello a cui è votata Autonomie e Ambiente, che va sempre tenuto ben distinto dagli equivoci, dagli imbrogli, dai fallimentari progetti della c.d. autonomia differenziata.

D'intesa con il Comitato Charta di Melfi, alcune candidature dei diversi schieramenti vengono segnalate al pubblico di Autonomie e Ambiente.

Si candida in modo indipendente dai due principali schieramenti di centrosinistra e centrodestra la lista "PER le Persone e le Comunità", che candida Pasquale CAMPANILE alla presidenza, insieme ad esponenti del mondo cristiano-sociale, di Insieme, della Rete Civica Campania.

Nella lista "Cirielli presidente per la Campania - Moderati e riformisti", si candida Maria MUSCARA' (detta Mari), come esponente di Sud Protagonista. Già eletta nelle fila del primo Movimento 5 Stelle, ne ha preso le distanze in aperta polemica con i passaggi politici decisi dai vertici dei pentastellati. Ha continuato da consigliera indipendente della Regione Campania una serie di battaglie per il territorio e per l'ambiente, distinguendosi per la presenza e la continuità del suo lavoro.

Nella lista Movimento Cinque Stelle 2050, si candida l'indipendente Gennaro COPPOLA (detto Genny), un amico delle autonomie personali, sociali, territoriali. Coppola è autore, ideatore e produttore di format televisivi attenti alle eccellenze e alle realtà dei territori, sempre cercando di dar voce a personaggi più o meno noti, impegnati nella tessitura di reti attuative positive. Ricordiamo fra gli altri "Mattina 9" e, più recentemente, "Vista Mare" per RAI1, in onda il sabato mattina durante il periodo estivo, con ottimi risultati di pubblico.

 Napoli, 19 novembre 2025 - A cura della segreteria interterritoriale

Nell'immagine di corredo al post alcuni dei candidati presidente e delle liste che li sostengono, ma per un approfondimento su tutte le forze in campo raccomandiamo, come altre volte, la lettura de "I simboli della discordia" del prof. Gabriele Maestri.

 

 

 

 

 

 

 

Nuova Costituente in difesa dei territori

E' in corso a Milano il congresso di Nuova Costituente, una realtà politico-culturale in cui si sono raccolti intellettuali e attivisti, prevalentemente di matrice liberale classica ma non solo, che negli anni sono sempre stati apertamente autonomisti o comunque vicini agli autonomisti e ai movimenti territoriali decentralisti.

Ricorderete l'intervento di Carlo Lottieri, uno dei promotori, alla nostra II Assemblea generale di Autonomie e Ambiente, nel marzo del 2021.

Siamo sempre stati fianco a fianco nella dedizione alla causa dell'autogoverno della Catalogna.

Hanno affrontato, studiato e maturato una critica al globalismo, con le sue insopportabili concentrazioni di ricchezza e di potere, che tolgono ogni significato alle autonomie personali, sociali e territoriali. Del liberalismo dei mercati locali aperti e competitivi, che lascia spazio agli attori più creativi ma anche più responsabili nei confronti dei loro territori e delle generazioni future, resta ben poco nella società globalizzata del XXI secolo. E' difficile continuare a credere nel "liberalismo" globalizzato, dopo aver assistito alla gestione della pandemia come una emergenza da affrontare con metodi centralisti e autoritari, alla fine "risolta" attraverso l'imposizione di pochi prodotti farmaceutici, comprati da pochi grandi monopolisti globali (le cosiddette "big pharma"), imposti ope legis a miliardi di esseri umani.

Al congresso di Nuova Costituente, non avendo potuto partecipare, per una serie di impegni pregressi nei diversi territori, nessun rappresentante della presidenza di Autonomie e Ambiente, Roberto Visentin ha mandato un messaggio scritto che riportiamo di seguito integralmente:

 

Al Primo Congresso di Nuova Costituente
Milano, 18 Giugno 2022

Cari amici di Nuova Costituente, riuniti nel vostro primo congresso, vi salutiamo e vi auguriamo buon lavoro. Siete una delle poche realtà politico-culturali veramente decentraliste. Siete schierati nitidamente dalla parte dell’autogoverno libero e responsabile di ciascun territorio. Anche fosse solo per questo, fra di noi devono moltiplicarsi le occasioni di incontro e di collaborazione.

Avremmo voluto restituirvi la visita che ci avete fatto alla nostra II Assemblea generale dello scorso marzo 2021, con l’intervento di Carlo Lottieri. Una serie di impegni presi precedentemente al vostro invito ha ridotto le nostre disponibilità, impegni a cui si sono aggiunti alcuni importanti ballottaggi in cui siamo impegnati in diverse città.

Senza nascondere ma anzi valorizzando le nostre diversità, siamo sicuri che lavoreremo insieme sui problemi di questo secolo: la deriva centralista e autoritaria dello stato italiano e degli altri; la degenerazione tecnocratica delle istituzioni dell’Unione Europea; gli abusi delle concentrazioni di potere finanziario globale. E dobbiamo trovare il modo di farlo senza farci etichettare dai media come forze estreme, come antieuropeisti, come sovranisti che vogliono “ancora più Italia”. Proprio noi, che sin dall’inizio della storia di questa Repubblica siamo i propugnatori dei principi confederalisti della Carta di Chivasso!

Fra i temi su cui potremmo lavorare insieme, ne segnaliamo con candore uno che a noi pare estremamente concreto: cerchiamo alleati in tutta la Repubblica per opporci al presidenzialismo, in ogni forma e declinazione. Di più, vorremmo lavorare a ogni livello per diminuire i già troppo ampi poteri degli esecutivi, rafforzando gli organi collegiali, le assemblee rappresentative, la democrazia locale, la partecipazione dei cittadini al più basso livello possibile. Fateci sapere, attraverso i vostri documenti congressuali, cosa ne pensate!

A presto, quindi, e ancora buon lavoro.

Firenze - Udine, 16 aprile 2022

Roberto Visentin

(presidenza di Autonomie e ambiente)

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Oltre la legge Calderoli, autonomisti contro il centralismo

A Udine il 13 settembre 2024, allre ore 18, nella Sala Pasolini della regione, in Via Sabbadini 31, si tiene l'incontro pubblico sul tema

OLTRE LA LEGGE CALDEROLI

per una vera Repubblica delle Autonomie solidali

Introduce Massimo Moretuzzo, capogruppo nel consiglio regionale di Patto per l'Autonomia - Civica FVG

Intervengono Lorenzo Dellai (già presidente della provincia autonoma di Trento) e Riccardo Laterza (capogruppo in consiglio comunale di Adesso Trieste)

 

Udine, 11 settembre 2024 - ricevuto dall'ufficio stampa di Patto per l'Autonomia FVG

 

Omaggio ad Aldo Capitini

  • Autore: A cura del Gruppo di studio interterritoriale Forum 2043 - Perugia-Assisi, domenica 12 ottobre 2025, giorno dell'annuale marcia per la pace

“Sono nato a Perugia il 23 dicembre 1899, in una casa nell’interno povera.
ma in una posizione stupenda, perché sotto la torre campanaria del palazzo comunale,
con la vista, sopra i tetti, della campagna e dell’orizzonte umbro,
specialmente del monte di Assisi, di una bellezza ineffabile”
(Aldo Capitini, 1899-1968)

 

Aldo Capitini è stato un gigante, una figura talmente grande che le sue intuizioni, le sue critiche. le sue proposte costruttive, sono state in gran parte rimosse subito nel dopoguerra. Troppo scomodo per le sinistre, per il mondo cattolico, per le destre. Per certi aspetti, scomodo persino per il mondo laico-socialista, pur essendo quest'ultimo il più aperto e più amico delle autonomie personali, sociali, territoriali.

Capitini merita di essere ricordato insieme ad altri pionieri, profeti, protagonisti di resistenza nonviolenta, come Lev Tolstoj, Henry David Thoreau, Mohandas Gandhi, Bacha Khan, Andrej Sacharov, Martin Luther King, Václav Havel, Nelson Mandela, Gene Sharp, Lech Wałęsa, fra gli altri.

Il Forum 2043 invita a incontrare questo maestro della nonviolenza, segnalando alcuni spunti e suggerendo approfondimenti, in questi giorni in cui le persone, le famiglie, le piccole imprese, le piccole comunità, sono assetate di speranza. Speranza che si può alimentare solo attraverso lo studio, la diligenza, l'umiltà di un lungo lavoro politico, culturale, sociale, che attraversi le generazioni, in vista del centesimo anniversario della Carta di Chivasso.

Aldo Capitini merita di essere ricordato come 

Fu uno dei pochi che si ribellò al fascismo, pagando personalmente con la perdita immediata del suo posto di lavoro, ma già annunciando che il suo antifascismo sarebbe stato prima di tutto un radicale rifiuto della violenza politica. In una lettera ai familiari scritta il 2 gennaio 1933 scrisse alla madre: “Faccio quello che è giusto e non temo nulla”.Nella lettera di dimissioni dal suo impiego presso la Scuola Normale di Pisa, il 4 gennaio 1933, scrisse: “Ho preso in esame per molto tempo dal punto di vista religioso il problema della violenza e l’insegnamento ad aver fiducia in essa, e mi è sembrato che quell’insegnamento sia un errore e riveli mancanza di profonda fede nello spirito”.

Per cominciare a comprendere la radicale novità del suo pensiero, si può forse partire dai suoi famosi "12 NO", che delineano una posizione di antifascismo nonviolento, motore di un satyagraha contro li meccanismi strutturali della disumanizzazione, della distruzione, dell'ecocidio e dei genocidi, che sono il lato sinistro della nostra modernità:

  1. NO al nazionalismo;
  2. NO all’imperialismo;
  3. NO al centralismo burocratico e autoritario;
  4. NO al totalitarismo;
  5. NO al prepotere poliziesco, alla sorveglianza universale, all'imposizione - apparentemente legalitaria - di conformismo politico;
  6. NO all’esaltazione della violenza;
  7. NO al finto rivoluzionarismo attivista;
  8. NO all’alleanza con il conservatorismo della chiesa e al clericofascismo;
  9. NO al corporativismo;
  10. NO a monopoli nella cultura e nell'educazione;
  11. NO all’ostentazione di poche cose - decise dall'alto, costose se non faraoniche - spacciandole per promozione del Mezzogiorno e delle altre aree depresse;
  12. NO all’onnipotenza di un uomo solo al comando.

La non-collaborazione con i mali del fascismo doveva diventare un programma di cambiamento personale e politico, nel qui e ora, già sotto il regime: “Perciò il fascismo, nel problema dell’Italia di educarsi a popolo onesto, libero, competente, corretto, collaborante, mi parve un potenziamento del peggio e del fondo della nostra storia infelice, una malattia latente nell’organismo e venuta fuori, l’ostacolo che doveva, per il bene comune, essere rimosso, non in un modo semplicemente materiale, ma prendendo precisa e attiva coscienza delle ragioni per cui era sbagliato, e trasformando in questo lavoro sé e persuadendo gli altri italiani”.

Nel dopoguerra non si trova un partito per Capitini e così lui, che era stato fra i primi a rifiutarsi di collaborare con il regime, fu lasciato fuori dalla Costituente.Praticamente in solitudine comincia a lavorare per l'affermazione del metodo della nonviolenza; per il rinnovamento del Cristianesimo; per la riforma della scuola pubblica e la promozione di arti e mestieri per l'emancipazione dei giovani; per l'avvio di una riflessione sul vegetarianesimo come rinuncia alla violenza sugli animali e sull'ambiente; per la comprensione della "compresenza" fra le generazioni dei morti, dei viventi, dei non ancora viventi; per un cambiamento politico che restituisca potere e autonomie a tutti dappertutto, lanciando la sfida della "omnicrazia", per una società in cui siano possibili la massima libertà e la massima socialità; oltre che il suo costante e forse più noto impegno, quello per il disarmo e la pace.

Domenica 24 settembre 1961 Capitini promuove la prima Marcia per la Pace e la fratellanza dei popoli, il pellegrinaggio nonviolento da Perugia ad Assisi, che tuttora viene svolto ogni due o tre anni. In questa occasione viene portata, forse per la prima volta in Italia in un corteo pubblico, una bandiera della pace, simbolo di opposizione nonviolenta a tutte le guerre.

 

A cura del Gruppo di studio interterritoriale Forum 2043

Omaggio ad Aldo Capitini

Perugia-Assisi, domenica 12 ottobre 2025, giorno dell'annuale marcia per la pace


Fonti e approfondimenti

https://www.obiezionedicoscienza.org/canti/canzone-della-marcia-della-pace/ (la prima marcia della pace Perugia-Assisi, 24 settembre 1961)

https://it.wikipedia.org/wiki/Aldo_Capitini

https://serenoregis.org/2013/04/22/introduzione-a-aldo-capitini-giuliano-pontara/ (da qui la foto di corredo al post)

https://mondodomani.org/dialegesthai/articoli/alessandro-ialenti-07#l-omnicrazia-e-il-superamento-della-democrazia-parlamentare (introduzione alla omnicrazia, l'autogoverno di tutti) 

https://www.istituto-formazione-politica.eu/aldo-capitini-e-lamore-politico/ (la nonviolenza è un'alta forma di amore politico)

https://www.benecomune.net/rivista/numeri/fascismo-antifascismo/lantifascismo-nonviolento-di-aldo-capitini/ (l'antifascismo o è nonviolento, o è solo un'altra forma di fascismo - i famosi "dodici no" di Aldo Capitini)

https://ilponterivista.com/negozio/libri/classici/attraverso-due-terzi-di-secolo-omnicrazia-il-potere-di-tutti/ (per un invito a ulteriori approfondimenti sul pensiero di Aldo Captini: diverso, radicale, critico di ogni astrattezza e delle semplificazioni, programmaticamente teso a destrutturare ogni concentrazione di potere spirituale, culturale, ideologico, politico, economico)

 

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Parole nuove da L'Altra Toscana

A Firenze, sabato mattina 28 giugno 2025, si sono riuniti ottanta amministratori locali e attivisti de "L'Altra Toscana", per la presentazione del proprio manifesto politico-culturale. Due pagine scritte con parole semplici e nuove, che potete leggere integralmente qui o qui.

Da persone nuove, non solo giovani ma anche con una mentalità diversa da coloro che sono in "carriera" nelle piramidi della politica toscana e italiana, non potevano che uscire parole nuove. La Toscana del 2025 ne ha un urgente bisogno: "chiede un linguaggio politico nuovo. I modelli del passato, basati su appartenenze rigide e su un potere distante dai territori, hanno esaurito la loro spinta propulsiva. In questo vuoto si afferma una nuova pratica: il civismo. Un civismo autentico, radicato, autonomo. Non un’ideologia, ma un metodo. Non una bandiera, ma un progetto collettivo. Una politica che nasce dal basso, dalla concretezza delle esperienze locali, e che torna ai cittadini con risultati visibili e verificabili.". Questo è l'incipit del manifesto.

Meno di un anno fa, a Scandicci, alcuni giovani leader locali di questo nuovo civismo autonomo e libero avevano iniziato questo percorso fra cittadini toscani di diverse esperienze, generazioni, territori. Fra di loro le persone attiviste e amiche di OraToscana. Subito è iniziato un dialogo fecondo con molte altre realtà, comunali e intercomunali, fino alla decisione di costituire insieme la rete "L'Altra Toscana".

Il coordinamento, che ormai conta aderenti da tutte le province toscane e da una cinquantina di comuni, è affidata al coordinamento di Giorgio Del Ghingaro (nella foto), l'operoso, stimato, indipendente e "scomodo" sindaco di Viareggio.

Hanno presentato il manifesto: Giovanni Bellosi (Scandicci Civica), Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi), Mauro Vaiani (Ora Toscana - Civici di Prato per le autonomie), Renzo Luchi (Cittadini per Fiesole), Francesco Carbini (Liste Civiche Sangiovannesi).

A inizio lavori hanno portato un saluto Serena Bavuso, assessora a Lamporecchio (che ha sostituito la sindaca civica Anna Trassi, all'ultimo momento impossibilitata); David Saisi (sindaco civico di Gallicano), Alessandro Polcri (sindaco civico di Anghiari e presidente della provincia di Arezzo).

Il dibattito è stato coordinato da Anna Ravoni (già sindaca di Fiesole) e Federico D'Anniballe (Cambiamo Ponsacco).

Ha concluso i lavori Giorgio Del Ghingaro, con un intervento di grande respiro sulla necessità di una nuova stagione di buongoverno della Toscana. Siamo in attesa di rendere disponibile integralmente il suo discorso, insieme ad altri materiali e documenti dell'incontro.

Prato, 30 giugno 2025 - A cura dei moderatori di OraToscana

Approfondimenti:

 

Per le aree interne, cioè per tutti

Riceviamo e volentieri diffondiamo un invito a mobilitarsi per il futuro delle comunità locali nelle cosiddette "aree interne":

L'associazione Give Back Giovani-Aree Interne, con l'appoggio dell'associazione Comuni Virtuosi, ha lanciato una petizione su Change.org per sostenere una proposta di legge dedicata alle aree interne, che nel nostro Paese rappresentano oltre il 60% del territorio nazionale ma che sono spesso trascurati dalle politiche nazionali e dall'opinione pubblica.

La proposta nasce dall'esperienza del policy lab "Yes I Am" organizzato tra luglio e agosto 2025 a Bagnoli Irpino, coinvolgendo cinquanta giovani provenienti da tutta Italia con background diversi (amministratori, ricercatori, professionisti, semplici appassionati). L'associazione crede che non bastino soltanto fondi o interventi temporanei: ciò che serve davvero sono strumenti e competenze che rendano le comunità autonome e protagoniste del loro sviluppo sociale, economico e culturale.

La proposta di Give Back vuole stimolare la partecipazione dei cittadini delle aree interne alla vita pubblica, attraverso la creazione di assemblee civiche, Forum dei Giovani, sportelli informativi sulle opportunità europee e hub di prossimità con uffici di progettazione autonomi. Oltre a questi strumenti di governance locale, la proposta include interventi concreti per la vita quotidiana dei territori: il rafforzamento della sanità territoriale attraverso la figura dell'infermiere di prossimità, l'implementazione di servizi di trasporto a chiamata, la formazione digitale per pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini (soprattutto anziani) e poli di innovazione per le politiche rurali.

Chiediamo al Governo un impegno che vada oltre l'erogazione di semplici opportunità, per garantire il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza.

Sostenere la proposta dell'associazione significa mettere le persone al centro delle politiche per le aree interne, garantendo strumenti concreti per restare, tornare e costruire futuro nei territori che li hanno visti nascere.

È possibile sostenere la proposta firmando la petizione al link qui di seguito: https://www.change.org/p/restare-%C3%A8-un-diritto-una-legge-per-le-aree-interne 

Prato, 4 febbraio 2026 - a cura di Salvatore Bimonte

Per una sanità pubblica e prossima

Parte oggi, giovedì 7 settembre 2023, un gruppo di lavoro politico interterritoriale per una sanità PUBBLICA e PROSSIMA in tutti i territori della Repubblica delle Autonomie. Cominciamo dalle cose semplici, necessarie, urgenti: ogni persona ha diritto a un medico di fiducia, che la aiuti ad ammalarsi di meno, non solo a curarsi; ogni comunità locale ha diritto a un ambulatorio sanitario di prossimità. Senza ricostruire questi due fondamentali presidi, aggiornandoli alle esigenze di oggi, le autorità locali non potranno gestire adeguatamente le strutture più complesse, dalle case della salute agli ospedali più specializzati.

Dobbiamo ritornare umani, anche in sanità. Il servizio sanitario pubblico deve tornare a essere una missione di solidarietà e coesione sociale. E' tempo di dire basta all'aziendalismo, al trattamento delle persone come numeri o come bestiame, alla ricerca sconsiderata del profitto attraverso la vendita di farmaci e dispositivi medicali.

Con questo gruppo di lavoro politico interterritoriale, il Patto Autonomie e Ambiente si fa carico in Europa, nello stato italiano, nelle regioni e province autonome, nei comuni, di un radicale rovesciamento di mentalità, per conservare quanto di buono c'è stato fin qui, fermare il declino, avviare la ricostruzione di una sanità pubblica, prossima, a misura di persona umana.

C'è un centralismo anche in sanità, che è ancora più autoritario e crudele di altri, perché priva la persona umana di un sostegno nei momenti più cruciali e difficili: la nascita, la crescita, la sovranità sul proprio corpo, la malattia, l'incidente, l'invecchiamento, una morte dignitosa quando è giunto il momento. Questo centralismo sanitario viene mascherato da una martellante propaganda sulla necessità di austerità, sulla pretesa che la tecnologia e il digitale possano sostituire il rapporto umano, sull'arrogante presunzione di regolare tutto da pochi centri di potere - peraltro condizionati dagli interessi delle grandi multinazionali.

Il gruppo di lavoro politico interterritoriale viene promosso dalla presidenza, in attuazione delle decisioni della II e della III assemblea generale del nostro Patto Autonomie e Ambiente, in collaborazione con il Forum 2043 e con autorevoli attivisti per la sanità pubblica nei diversi territori, prima fra tutte Claudia Zuncheddu, la nostra associata impegnata da sempre per la sanità pubblica di prossimità, una battaglia che nel suo territorio è intimamente legata alle lotte per l'autogoverno della Sardegna.

La partecipazione è aperta ad attivisti, operatori, amministratori, cittadini che credono nei valori della Carta di Chivasso e nelle autonomie personali, sociali, territoriali.

Per restare informati, è necessario iscriversi alla newsletter di Autonomie e Ambiente.

Per coloro che vogliono contribuire operativamente, è stato aperto un gruppo Telegram pubblico:

https://t.me/PattoAeASanitaPubblicaProssima

Rimanete collegati.

Quella per la sanità pubblica e prossima è una campagna cruciale, dove si manifestano immediatamente i vantaggi di una maggiore vicinanza fra amministrati e amministratori, con forme di autogoverno al più basso livello possibile.

Udine - Venezia - Milano - Torino - Firenze - Cagliari - Napoli - Palermo, 7 settembre 2023

A cura della segreteria interterritoriale del Patto Autonomie e Ambiente

 

Primi spunti di lavoro per la sanità pubblica e prossima

Impegno del Patto Autonomie e Ambiente a lavorare politicamente per la sanità pubblica e prossima: primi spunti di lavoro

Venezia – Milano – Firenze – Roma – Napoli – Palermo – Cagliari, 11 settembre 2023

Siamo impegnati, come sorellanza di forze, gruppi e persone impegnate politicamente nei territori della Repubblica italiana e in Europa, per una sanità pubblica e prossima, gratuita e universale, sostenuta dalla ricerca pubblica, indipendente dalle multinazionali, gestita valorizzando merito e competenza, autodeterminata dalle persone, autogovernata dalle autorità locali, capillarmente presente in ogni territorio andando incontro alle reali necessità delle popolazioni.

Per questo abbiamo costituito il gruppo di lavoro politico interterritoriale per una Sanità Pubblica e Prossima, costituito da persone competenti e impegnate: amministratori, studiosi, operatori, attivisti della resistenza territoriale contro l’austerità e le chiusure dei presidi.

Concretizzeremo i principi di autonomia politica, culturale ed economica della Carta di Chivasso in progetti che pongano fine all’attuale metastasi normativa, alla burocrazia che soffoca le persone, ai disastri del centralismo sanitario (europeo, italiano e in atto in molte sanità regionali), che provoca insieme degrado, sprechi, incuria dei beni pubblici e umiliazione delle persone umane.

Nel nostro lavoro politico, per mettere in grado il Patto Autonomie e Ambiente di fare proposte competenti e serie, mettendo ben a fuoco le responsabilità del disastroso stato della sanità pubblica, mai ci vedrete a fare “iniziative” insieme a coloro che della sanità sono stato sino a oggi i carnefici: tecnocrati internazionali, partiti centralisti, alta e media dirigenza sanitaria conformista e prona alle multinazionali, capi di sindacati ripiegati su posizioni corporative.

Il lavoro inizia con la definizione di un obiettivo politico ambizioso e insieme minimale: il pieno dispiegamento di una sanità territoriale di prossimità.

Di seguito alcuni stimoli di lavoro, con prese di posizioni che oggi a molti appariranno lunari ma che invece devono tornare a essere terrestri, anzi territoriali:

1 La sanità, secondo il Patto Autonomie e Ambiente, deve essere pubblica e prossima, per la salute di oggi e il bene delle generazioni future.

2 La persona umana ha diritto ad avere un medico generale di fiducia, che la assista nel rispetto della sua autonomia costituzionale (Art. 32).

3 Al medico di famiglia deve essere garantita autonomia professionale, scientifica, logistica, economica, oltre che autorità nel sistema sanitario pubblico (Art. 33).

4 Il medico di famiglia deve seguire e visitare ciascuna persona che gli si è affidata, anche a domicilio se necessario, facendo quanto in suo potere perché ella si ammali il meno possibile.

5 Ogni comunità locale deve avere un suo ambulatorio locale pubblico, dove i cittadini possano incontrare facilmente il proprio medico di fiducia, o un suo sostituto, oltre che una segreteria e una infermeria per le necessità più comuni.

6 A nessuna persona dovrà mai essere imposta un'identità digitale per accedere ai servizi sanitari.

7 Nessun medico che decide di lavorare nella sanità pubblica territoriale può svolgere attività a pagamento

8 Nessun medico della sanità pubblica territoriale può partecipare ad attività informative o formative che non siano organizzate da una università pubblica.

9 Dopo il pieno dispiegamento della sanità territoriale di prossimità, le autorità territoriali potranno più ragionevolmente dimensionare le strutture sanitarie per cure più intensive, complesse, specialistiche, secondo principi costituzionali di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione (Art. 118).

10 Non chiediamo alla sanità pubblica territoriale di porre rimedio ai guasti prodotti da una società malata: non ci saranno mai risorse sanitarie sufficienti per curare esseri umani avvelenati e rovinati dal degrado ambientale, dal consumismo sfrenato, dal pensiero unico indotto dalle multinazionali e dai loro media.

11 Per fermare le tendenze ecocide, genocide e suicide del nostro tempo, il Patto Autonomie e Ambiente è impegnato in un programma più generale per le autonomie personali, sociali, territoriali, in continuità con i valori della Carta di Chivasso, che sono alla radice del nostro umanesimo autonomista.

 

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Qualcosa di nuovo, di concreto, dal basso: l'Altra Toscana

Grazie all'incontro fra diverse reti, gruppi e liste civiche attive in Toscana, fra le quali la nostra realtà sorella OraToscana, si è costituito nella regione il coordinamento civico "L'Altra Toscana".

Dopo mesi di preparazione, il coordinamento si è presentato pubblicamente a Firenze sabato 5 aprile 2025. Referente, portavoce e garante dell'iniziativa è stato nominato il sindaco civico di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, uno degli amministratori più dinamici, competenti, autonomi della Toscana. Un cammino è iniziato e dobbiamo augurarci che arrivi lontano.

Questa iniziativa civica dal basso, avviata con uno stile confederale, è un segno di speranza, anche in vista delle regionali che si terranno nel periodo 2025-2026.

E' un esempio che ci auguriamo trovi imitatori in ogni territorio, per combattere le piramidi della politica centralista, le loro leggi elettorali ingiuste, la loro ossessione per la spartizione dei posti fra i loro fedelissimi, la loro incapacità di selezionare competenze e promuovere innovazione e riforme, l'erosione continua della democrazia.

Particolarmente significativa è stata, nella giornata toscana, la meditazione del prof. Stefano Rolando sulle città, i territori, le regioni come cellule vive e pulsanti dell'Europa, e come argine al ritorno dei nazionalismi.

Un approfondimento su questa importante iniziativa toscana può essere letto qui:

https://diversotoscana.blogspot.com/2025/04/laltra-toscana-ce.html

Prato, 6 aprile 2025 - A cura della segreteria interterritoriale

 

Radio Radicale, un grande servizio pubblico anche per le piccole autonomie

In vista delle celebrazioni dei cinquant'anni del monumentale servizio pubblico fornito da Radio Radicale e dal suo preziosissimo archivio digitale, anche il mondo delle autonomie vuole esprimere un sentito e necessario omaggio.

Exegi monumentum aere perennius
(Orazio, incipit dell'Ode III, 30)

Radio Radicale iniziò le trasmissioni il 26 marzo 1976, sull'onda della grande stagione delle radio libere. L'omaggio delle autonomie al 50° della radio si estende, naturalmente, al ricordo dei 70 anni del Partito Radicale, che la ha partorita, e del grande attivista della nonviolenza e dei diritti civili, oltre che mentore del mondo radicale, Marco Pannella, a dieci anni dalla morte. Lo condividiamo con rispetto e con ogni incoraggiamento per il Partito Radicale, dopo la conclusione del suo 43° congresso.

Senza l'archivio di Radio Radicale tanta parte della storia politica contemporanea, non solo della Repubblica Italiana e delle istituzioni europee ma di gran parte del mondo, sarebbe incomprensibile.

Conducendo una agile ricerca nell'archivio digitale della radio, per conto del Forum 2043 (il gruppo di approfondimento culturale e di formazione politica di Autonomie e Ambiente), abbiamo selezionato dieci importanti documenti su oltre trent'anni di storia del nostro mondo di attivisti delle autonomie personali, sociali, territoriali, più una piccola perla: un documento con la viva voce di Aldo Capitini, risalente al 1963.

I dieci documenti che ci riguardano vanno dal 1990, subito dopo la caduta del Muro di Berlino, fino alla fondazione di Autonomie e Ambiente, come rete contemporanea delle realtà territoriali, indenni o liberate dalle degenerazioni sovraniste, nazionaliste, estremiste (in particolare da quelle dei salvinisti). Realtà che, attraverso Autonomie e Ambiente, sono collegate con la famiglia europea delle autonomie, EFA. 

Riportiamo qui gli undici documenti, in ordine cronologico:

01) 06 AGO 1963 - Seminario sul federalismo dal basso per una società nonviolenta (recupero archivistico della voce di Aldo Capitini e altri) - https://www.radioradicale.it/scheda/449420/seminario-internazionale-di-discussioni-sulle-tecniche-della-nonviolenza

02) 09 DIC 1990 - L'assemblea verde di Castrocaro in cui furono sconfitti federalisti e localisti - https://www.radioradicale.it/scheda/38060/assemblea-di-fondazione-dei-verdi-italiani-e-convenzione-programmatica

03) 20 NOV 1991 - Proposte della UnionValdôtaine per uno stato federale - https://www.radioradicale.it/scheda/43385/norme-per-la-costituzione-dello-stato-federale

04) 25 GEN 1992 - III Dieta delle originarie leghe territoriali - https://www.radioradicale.it/scheda/44893/proposte-e-riforme-istituzionali

05) 08 GEN 1993 - L'Europa delle regioni come futuro di pace (convegno organizzato con La Rete, a Prato) - https://www.radioradicale.it/scheda/62631/leuropa-delle-regioni-un-futuro-attraverso-la-solidarieta-la-comprensione-lapertura-ai
 
06) 12 APR 2000 - Un federalismo referendario di stile "svizzero" contro i neonazionalismi - https://www.radioradicale.it/scheda/129946/federalismo-referendario-svizzero-come-alternativa-al-neo-nazionalismo-padano
 
07) 07 GIU 2006 - Riforme federaliste o rischio di neocentralismo? Un dibattito pacato fra Augusto Barbera e Giuseppe De Vergottini (una pacatezza a cui dovrebbero tornare molti che oggi si scatenano in modo settario contro il prossimo referendum costituzionale sulla giustizia del 22-23 marzo 2026) - https://www.radioradicale.it/scheda/238569/si-tratta-veramente-di-una-riforma-da-rifare
 
08) 03 FEB 2011 - L'organizzazione federalista dello stato, l'Europa, il regionalismo, la Lega, i Radicali - https://www.radioradicale.it/scheda/320652/lorganizzazione-federalista-dello-stato-leuropa-il-regionalismo-la-lega-i-radicali
 
09) 14 FEB 2014 - Chiusura della campagna di Michela Murgia per l'autogoverno della Sardegna - https://www.radioradicale.it/scheda/403661/elezioni-regionali-in-sardegna-chiusura-della-campagna-elettorale-di-michela-murgia
 
10) 25 GEN 2019 - La riscoperta del federalismo riparte anche da Roma, capitale del centralismo - https://www.radioradicale.it/scheda/564300/il-futuro-del-federalismo

11) 11 MAR 2023 - In vista dell' 80° anniversario della Carta di Chivasso: parole vive per le autonomie e l'ambiente - https://www.radioradicale.it/scheda/693128/parole-vive-per-le-autonomie-e-lambiente
 
Grazie di esserci, Radio Radicale. Il mondo delle autonomie sarà sempre schierato per il finanziamento pubblico di questo servizio pubblico e per la conservazione nel tempo del suo archivio digitale, come bene culturale di rilievo internazionale.
 
Firenze, 8 febbraio 2026 - a cura di Mauro Vaiani (segretario di Autonomie e Ambiente - AeA)

 

Toscana, animo!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da OraToscana

Nella notte fra il 2 e il 3 novembre 2023 molte comunità della Toscana hanno affrontato i pericoli e le sofferenze dell'alluvione, pochi mesi dopo la sorella Romagna, pochi giorni dopo altri territori, come il Milanese e il Parmigiano.

Il fattore scatenante è stato una pioggia insistente e violenta, portata dalla perturbazione Ciaran, sulla zona più abitata e cementificata della Toscana, da Pontedera alla piana di Pistoia-Prato-Firenze, fino all'imbocco della Val di Bisenzio. E' importante essere consapevoli, prima di addentrarci nei confronti con il passato, che inmezzo secolo la cementificazione dei suoli si è quadruplicata (si veda questo studio WWF) e nelle zone interessate da questa crisi la situazione è forse anche peggiore.

In poche ore è caduta acqua quanto nel lontano e terribile 1966 ne avevamo avuta nell'arco di intere lunghe giornate. I cumulati del 2 novembre 2023 sono arrivati fino a 200 mm in tre-quattro ore. Nel novembre 1966 la stazione di Badia Agnano, nell'alta valle dell'Arno, registrò un valore record di oltre 430 mm, ma in 48 ore, non in 4.

Non importa essere esperti per capire che 20 cm di pioggia in un'area coperta di edifici diventano rapidamente un metro d'acqua davanti alla porta di casa.

Non è inutile ricordare che molti si sono ritrovati allagati non per la rottura di qualche argine, ma perché le fognature e gli scarichi si sono trasformati in fontane che restituivano i liquami in eccesso. Questo è accaduto anche in edifici relativamente recenti come l'ospedale di Prato o il centro commerciale dei Gigli di Campi Bisenzio.

Nel Forum 2043 abbiamo pubblicato riflessioni approfondite sulla serietà e la gravità del riscaldamento dell'atmosfera terrestre (quello che i media comunicano, spesso banalizzandolo, come cambiamento climatico con riferimento alla moltiplicazione di eventi estremi e che, per inciso, non risolveremo certo comprandoci delle macchine elettriche).

E' davanti ai nostri occhi una cruda realtà: se sul suolo c'è più cemento e nell'atmosfera c'è più energia, siamo di fronte non a una disgrazia imprevedibile, ma a una situazione permanentemente pericolosa.

Non è il momento delle polemiche, ma della necessaria solidarietà verso coloro che hanno avuto danni (e lutti, sette vittime al momento in cui diffondiamo questo scritto), oltre che della gratitudine per la rete della protezione civile territoriale, che non va mai confusa con il cialtronismo e l'incompetenza del governo centralista e dei suoi improbabili ministri. Soprattutto nei piccoli comuni, la protezione civile locale, fatta di volontari, pompieri, forze dell'ordine, tecnici delle diverse amministrazioni, esperti e scienziati conoscitori del posto, è stata ancora una volta determinante per salvare vite.

Verrà il momento in cui i rappresentanti che abbiamo eletto negli enti locali, dovranno spiegare se e cosa avrebbero potuto fare meglio, riguardo ai loro doveri di manutenzione quotidiana dell'esistente, di gestione degli allarmi, di organizzazione degli aiuti, di programmazione a breve termine dell'uso del territorio. Dare la colpa solo al fato o alla meteorologia (che non è una scienza esatta), non sarà più sufficiente. Una manutenzione migliore è sempre possibile e può fare la differenza (basti pensare all'impegno per la pulizia dell'alveo del fiume-torrente Bisenzio, che risale ai tempi di Fabrizio Mattei), ma, come ci permettiamo di dire più avanti, non è certo sufficiente.

Una cosa va detta con chiarezza al presidente Eugenio Giani e al sindaco metropolitano Dario Nardella: sarebbe molto grave se nemmeno dopo questa crisi prendesse avvio un ripensamento rispetto ai loro progetti di ulteriore cementificazione della piana tra Firenze e Prato, in particolare (ma non solo) per la sciagurata idea di un nuovo aeroporto a Peretola.

Tuttavia, di fronte alla pericolosità della situazione, non bastano la pur necessaria frenata su qualche progetto folle, né una mera messa a punto della manutenzione dell'esistente.

Occorre una svolta politica e culturale profonda, che a nome di OraToscana, rete di civismo, ambientalismo, autonomismo e territorialismo, vorremmo sintetizzare in due punti:

1) restituzionedi spazio all'acqua, con un programma audace di allargamento degli alvei,  riapertura dei corsi d'acqua e delle gore tombate, rinaturalizzazione del territorio (con conoscenza della storia e dell'ambiente, con competenza scientifica, con progetti a lungo termine, con serietà, insomma);

2) riappropriazione da parte delle comunità locali, dei singoli comuni o delle loro associazioni intercomunali, di tutte le competenze che oggi sono frammentate, oltre che delle risorse che oggi sono scarse ma purtroppo anche disperse fra troppi attori.

Sull'adesione a questi due punti OraToscana è pronta a sostenere, nella primavera del 2024 in cui vanno al rinnovo centinaia di enti locali in Toscana e in tutta la Repubblica, ogni candidatura che si dimostri capace di rinnovamento civico, ambientalista, territorialista.

Non è più il tempo di essere "green" a chiacchiere, di progetti assurdi di ulteriore cementificazione, di svendita di beni comuni, di esternalizzazione di servizi pubblici essenziali in società anonime con la testa lontana dal territorio (come la c.d. "multiutility" in formazione in Toscana).

Non c'è un solo strumento edilizio in vigore in Toscana che possa restare così come oggi. Non è più accettabile che ci sia una frammentazione di competenze in aziende verticalizzate ed esternalizzate (una con il compito di pulire sotto un tombino, l'altra con il compito di pulire sopra il caditoio, come avviene oggi).

Saremo al fianco di quanti si sentiranno impegnati per un cambiamento profondo e andremo di traverso a tutti gli altri. Contateci.

Prato, sabato 4 novembre 2023 - aggiornato domenica 5 novembre 2023

Mauro Vaiani Ph.D.

garante di OraToscana

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