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Autonomie personali sociali territoriali

Tre maestri ci spiegano l'impraticabilità dell'autonomia differenziata e l'imbroglio leghista contro tutte le autonomie

Raccogliamo qui le voci di tre maestri di diritto costituzionale, che sono anche tre persone amiche delle autonomie: Francesco Palermo, Marco Olivetti, Sabino Cassese.

1) Intervista su Radio Radicale al professore Francesco Palermo su "L'autonomia differenziata: livelli essenziali, costi standard e necessarie asimmetrie", di Roberta Jannuzzi (9 febbraio 2023, durata: 15 min 38 sec). Il prof. Palermo spiega con chiarezza che da sempre la Repubblica delle Autonomie e le autonomie regionali hanno dei nemici. Le previsioni costituzionali in materia di autonomia territoriale sono pressoché tutte inattuate, spesso tradite. Né ci sono molte speranze che i testi Calderoli, pieni di limiti e contraddizioni (come peraltro lo erano i testi Boccia e prima ancora i testi Gentiloni), possano portarci da qualche parte.

2) Un breve intervento del professore Marco Olivetti (ordinario di Diritto Costituzionale alla LUMSA), nel corso del seminario tenutosi al CNEL lo scorso 17 maggio 2023, sul tema "Riforme istituzionali e forme di governo. Un confronto" (A cura di Pantheon e Delfina Steri - Organizzatori: Federalismi.it, Osservatorio sui processi di governo), ci avverte del fatto che il governo ha già troppo potere e sta svuotando la Repubblica delle Autonomie. Una voce molto controcorrente e quindi molto necessaria nel contesto di quella giornata in cui furono innalzati molti peana al presidenzialismo e a nuove forme di premiarato.

 3) Un ultimo richiamo del professore Sabino Cassese contro il rischio del centralismo è stata inserito nella sua indicazione numero 8 ai membri della Commissione LEP (livelli essenziali prestazioni). Imporre gli stessi LEP da un angolo all'altro della Repubblica, rischia di essere una grave limitazione delle autonomie esistenti, altro che favorire lo sviluppo di nuove economie. Cassese, nella sua lunga esperienza, è sempre stato un pacato difensore della Repubblica delle Autonomie (di cui non ha mai sposato interpretazioni radicali, sia chiaro, anzi in passato è già stato molto critico con i pasticci politico-giudiziari del leghismo e del centrodestra in materia di autonomie e altro). In una recente intervista ha tuttavia ricordato, olimpicamente, che sono stati i costituenti a volere una Repubblica di autonomie asimmetriche (https://www.ilgiornale.it/news/politica/lautonomia-differenziata-decisero-i-costituenti-2113856.html). Averle tradite con l'eterno ritorno del centralismo italiano, con l'elaborazione di nuove forme di centralismo tecnocratico europeo, con imbrogli politici come il miscuglio di parole autonomiste e fatti centralisti ("autonomia differenziata" + "presidenzialismo" = anelli al naso e più catene per tutti i territori) portato avanti dal governo Meloni, non pare essere una strada che condurrà da qualche parte. Somiglia più a una scivolosa deriva.

 

Raccomandiamo anche di rivedere sul Forum 2043 come abbiamo stigmatizzato l'autonomia differenziata come grande specchietto per le allodole, un grande imbroglio - politicamente parlando - ordito da un leghismo ormai in piena crisi d'identità e di legittimità:

https://www.autonomieeambiente.eu/forum-2043/104-autonomia-differenziata-specchietto-per-allodole

 

 


 

Una voce nella Repubblica contro la povertà del lavoro

Stiamo riorganizzando il nostro mondo civico, ambientalista, territorialista, delle autonomie, perché vogliamo avere una voce pacata e moderata in questa Repubblica, che abbiamo contribuito a fondare e a ispirare con i valori della Carta di Chivasso. Una voce che conti anche nella lotta al lavoro povero.

Gli attivisti delle autonomie personali, sociali, territoriali si candidano a porre fine a molti problemi sociali, perché siamo persone di buongoverno, di autogoverno, di resistenza alle storture della globalizzazione. Siamo amministratori fisicamente vicini alla nostra gente, al mondo del lavoro, ai nostri territori. Non viviamo nelle bolle di Bruxelles, Roma, Milano, ma nella bellezza e nella fatica quotidiana delle nostre economie locali.

Nella giungla normativa europea e italiana, ci sono già molte norme inattuate (sui minimi contributivi, sui contratti di riferimento, sull'equità delle pensioni, sul godimento effettivo di ferie e permessi, sui diritti dei lavoratori dipendenti, cooperatori e autonomi).

Aggiungere per legge anche un salario minimo orario di circa 9 o 10 Euro lordi, senza uno studio approfondito, senza prudenza, senza un enorme lavoro amministrativo e attuativo, senza studiare i contratti in vigore, senza tener conto delle diversità territoriali, finirebbe per essere un'altra grida manzoniana del solito centralismo - tecnocratico o populista che sia.

Eppure qualcosa bisogna fare, perché non meno di 700.000 i lavoratori sono privi di un serio contratto collettivo di riferimento, secondo alcune stime che si basano su dati INPS.

Qualcosa, ancora più urgentemente, bisogna fare per aumentare tutti gli stipendi e salari, a partire da quelli del lavoro manuale, che deve tornare ad essere onorato, rispettato, fatto in condizioni di sicurezza. I redditi da lavoro sono falcidiati dall'inflazione. Povertà e insicurezza dilagano, soprattutto per la guerra che il centralismo combatte, più o meno coscientemente, contro le piccole imprese e le autonomie locali.

In attesa che l'attuale governo e le attuali opposizioni escano dalle dichiarazioni di principio e si mettano al lavoro, noi facciamo nostre alcune considerazioni che sono circolate soprattutto nel mondo dei sindacati più vicini ai territori e agli umili:

  • si devono bandire gli appalti al ribasso, perché quegli appalti e i relativi subappalti vengono vinti da aziende che sfruttano i lavoratori più poveri che restano poveri pur lavorando;
  • le amministrazioni locali - i comuni e le regioni - devono porre fine alle finte esternalizzazioni; chi ha orecchi per intendere, intenda;
  • il legislatore deve porre mano alle regole della rappresentanza - settoriale, territoriale, aziendale - per restituire voce e dignità a tutti i lavoratori e a tutti i sindacati in cui essi liberamente si associano.

 

A cura della segreteria interterritoriale - Lucca, S.Lorenzo, 10 agosto 2023

La foto del post è tratta dal sito http://www.savt.org

 

 

 

Vivibilità Italia si riunisce a Firenze il 21 febbraio 2026

Sabato 21 febbraio 2026 si riunisce a Firenze la terza conferenza nazionale delle realtà locali in rete con il movimento "Vivibilità Italia".

I lavori si svolgeranno al cinema teatro "La Compagnia", in via Cavour 50R, dalle 10.30 alle 13. Il tema scelto è

CITTÀ E TERRITORI A MISURA D’UOMO

Dopo Napoli e Roma, la terza Conferenza sulla Vivibilità vede Firenze ospitare le delegazioni dei comitati e delle associazioni civiche che si occupano di Vivibilità Urbana, gestione e fruizione dello spazio pubblico nel rispetto dei diritti dei residenti.

Questo terzo appuntamento vuole consolidare e ampliare con nuovi soggetti questa rete di gruppi civisti, fatta di professionisti competenti e cittadini appassionati, che intendono difendere i luoghi in cui vivono e che si candidano come interlocutore attivo e propositivo nel panorama nazionale, non più solo spettatori o, al massimo, oppositori di un sistema, ma promotori di idee, iniziative, nonché controllori attenti del rispetto delle regole finalizzato a conservare una corretta socialità di vicinato.

Il cortocircuito creato dal potere economico/finanziario/politico inficia il rapporto fra cittadini e politica stessa a causa di una pianificazione urbanistica che appare sempre più volta ad un interesse economico immediato e non alla qualità della vita, creando disuguaglianze socioeconomiche e disparità di vivibilità che credevamo patrimonio del passato. Tutto ciò impone al movimento di salire quel gradino che obblighi gli amministratori a prestare maggiore attenzione alle comunità e alla qualità della vita. L'Italia ha bellissime città dove i cittadini non sono felici perché i bisogni dei fruitori e degli investitori sembrano avere la precedenza sui bisogni di chi le abita. Locali, spazi, orari, patrimoni immobiliari pubblici sono declinati in funzione di un turismo sempre più invadente ed invasivo che non tiene conto del disagio che questo continuo Luna Park ed occupazione dello spazio comporta ai residenti. La fuga dei cittadini dai centri storici, la speculazione immobiliare dei grandi fondi di investimento, con il passaggio da economia a finanza, sono gli effetti più evidenti, ma possono essere ben intuibili gli effetti di queste scelte sul medio e lungo termine: dipendenza da una economia di export, lavoro povero, costi energetici altissimi e insicurezza a 360 gradi. A Firenze si discuterà di questi ed altri temi, si cercherà soprattutto di concretizzare un impegno comune, una collaborazione sempre più strutturata e produttiva per contrastare questa visione di città come "miniere" da cui estrarre risorse, grazie alla speculazione immobiliare e all' "overtourism".

L'incontro fiorentino ospiterà anche coloro che si oppongono allo sfruttamento distruttivo di territori rurali, zone montane, piccole e grandi isole.

Il futuro di Firenze e delle altre piccole e grandi città, delle valli, dei territori, non è finire sotto il dominio della "torre nera" (così alcuni chiamano il famoso "cubo" che ha deturpato il panorama dopo l'insensata distruzione del bellissimo teatro comunale.

I cittadini possono reagire, con forme antiche o nuove di partecipazione attiva e di ripristino dell'intangibilità dei beni comuni.

Elenco degli interventi in scaletta:

RICCARDO GALIMBERTI - Segretario di "RiBella Firenze"; moderatore di “Ora Toscana - Autonomie e Ambiente – E.F.A.", che ha svolto un ruolo cruciale nell'organizzazione dell'evento

LAURA MANGANARO (studiosa e attivista per la difesa del patrimonio urbano di Firenze)

GENNARO ESPOSITO (presidente "Comitato vivibilità cittadina" e consigliere comunale di Napoli)

MARTINA ZENNARO (presidente "Comitato danni da Movida" di Venezia)

NICOLA ALBERTO BARONE (presidente "RACV - Rete di associazioni per una città vivibile")

ANNA LA BRUNA (coordinamento associazioni e comitati residenti centro storico di Catania)

MAURO VAIANI (segretario di "Autonomie e Ambiente" e garante di "Ora Toscana")

MARCO MONTICELLI (capogruppo di Fare Città nel consiglio comunale di Campi Bisenzio)

MICHELE ZUDDAS (attivista della popolare iniziativa sarda anti-speculazione eolica “Pratobello24")

ALBERTO MARTINI (fondatore di "Aria nuova per Firenze")

FABRIZIA IEZZI MUGELLO (a nome di T.E.S.S. - Transizione energetica senza speculazioni)

FRANCESCA MARRAZZA FIRENZE (Presidente di "RiBella Firenze" - moderatrice di "OraToscana")

Link al programma della III assemblea di Vivibilità Italia a Firenze, 21 febbraio 2026

 

Firenze, 14 febbraio 2026, San Valentino, a cura dei promotori del III convegno "Vivibilità Italia" 

 

Walter Pruner candidato in Trentino con Casa Autonomia

Walter Pruner, autonomista trentino, intellettuale impegnato per tutte le autonomie e associato ad Autonomie e Ambiente,  si è candidato per il consiglio provinciale del Trentino nella lista di Casa Autonomia. Le elezioni nella provincia autonoma si terranno domenica 22 ottobre 2023.

Walter Pruner non si era mai candidato. La sua è stata una decisione sofferta. Dopo la deriva autodistruttiva del PATT, il partito da cui gli autonomisti come Pruner sono stati costretti ad allontanarsi, non è e non sarà facile la ricostruzione di un autonomismo consapevole, fedele alle proprie radici, quelle dell'ASAR e della Carta di Chivasso, innovativo e aperto, adatto al XXI secolo.

Sono in corso diverse iniziative per rilanciare l'autonomismo trentino, ma fra di esse Casa Autonomia è quella più avanzata e quindi la naturale candidata a essere il principale terreno di ricostruzione.

Ha dichiarato Walter Pruner, in più occasioni dopo l'annuncio della sua candidatura, che non poteva più tirarsi indietro. Con l'incoraggiamento della sua famiglia, ha seguito il cuore e si è schierato in difesa di ciò che è stato costruito dagli autonomisti trentini, fra i quali non possiamo non ricordare suo padre Enrico.

Casa Autonomia si presenta in una alleanza democratica e autonomista insieme a praticamente tutto il centrosinistra, in alternativa alla giunta Fugatti e all'operazione a suo tempo iniziata dal leaderismo salvinista, quando impose la candidatura del suo proconsole per distruggere l'autonomia politica del Trentino, riducendolo a provincia obbediente al "capitano", esattamente come gli altri territori dove oramai spadroneggia il centralismo politico italiano.

Da ciò che resta del PATT, dopo averli visti partecipare a una operazione di tale miopia politica, c'era da aspettarsi di tutto e di tutto infatti è arrivato: persino l'alleanza con Fratelli d'Italia, la forza politica che, senza infingimenti, è la più chiaramente opposta agli ideali della Repubblica delle Autonomie. Avversari rispettabili, anche perché quasi mai ipocriti, ma esattamente all'opposto di ciò per cui è impegnato il nostro mondo autonomista, modernamente territorialista, ambientalista e civico.

Buon lavoro a Walter Pruner e alla lista Casa Autonomia, di cui più avanti pubblicheremo altri contributi per farne conoscere il respiro politico e gli impegni programmatici per il Trentino, quindi per tutta la Repubblica delle Autonomie e per l'Europa delle Regioni.

Trento, 17 agosto 2023 - a cura della segreteria interterritoriale

Segnazioni di approfondimento:

https://www.facebook.com/walter.pruner

https://www.casaautonomia.eu/

https://www.autonomieeambiente.eu/forum-2043/98-la-piu-forte-autonomia-potrebbe-anche-autodistruggersi

https://www.autonomieeambiente.eu/forum-2043/96-fuori-dal-sottosviluppo-politico

Nella foto, Walter Pruner. Sotto, il simbolo di Casa Autonomia.

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