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Autonomismo

Prato sceglie il suo futuro e forse non solo il suo

2026 04 23 Biffoni annuncia nuova stagione

Prato è una delle principali città al voto i prossimi 24-25 maggio 2026. Nonostante decenni di delocalizzazione e finanziarizzazione, è ancora una delle capitali del tessile e uno dei distretti industriali più importanti d'Europa. E' ancora una città del lavoro, che quindi attrae immigrati da tutto il mondo. Un quarto dei suoi quasi 200.000 abitanti sono immigrati non ancora cittadini della Repubblica. A Prato vivono persone provenienti da oltre 130 paesi del mondo, ma la comunità straniera più importante è quella formata dai 33.000 residenti registrati provenienti dalla Cina Popolare. A questi va aggiunta la presenza di immigrati non registrati, che è difficile da stimare.

Una presenza allogena così concentrata è praticamente un unicum. Gli immigrati cinesi sono originari per lo più della prefettura di Wenzhou, (provincia delloZhejiang, sulla costa, a sud di Shanghai). I cittadini cinesi che vivono a Prato parlano quindi in maggioranza il dialetto di Wenzhou (Wenzhounese - 温州话), una variante ben distinta del gruppo linguistico Wu, tanto da essere stata definita "la lingua del diavolo" per la sua complessità, che la rende poco comprensibile persino agli altri parlanti Wu, tanto meno ai parlanti delle tante altre lingue native della Cina meridionale (ricordiamoci che la Cina postcomunista è grande quanto un continente: ha una lingua ufficiale unica, il Mandarino, ma è abitata da centinaia di popoli diversi).

E' stata l'immigrazione a forgiare la Prato industriale del XX secolo. Subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale arrivarono a Prato prima immigrati dalle campagne e dalle montagne toscane. Poi durante il boom industriale sono arrivati lavoratori da tutte le altre regioni italiane, in particolare dalle aree relativamente più povere di Veneto, Abruzzo, Mezzogiorno, Sicilia, Sardegna. Più tardi sono arrivati lavoratori dal Marocco e altri paesi mediterranei, in tempi più recenti anche dal Pakistan e dal Bangladesh. Dopo il 1989 erano arrivate immigrazioni importanti da paesi ex comunisti come l'Albania e la Romania. L'arrivo dei Wu, a partire dagli anni '90, ha apportato un ennesimo cambiamento ben più profondo, non solo quantitativo. Le altre immigrazioni hanno fornito manodopera all'industria pratese, ma la comunità cinese, per le sue dimensioni e per le sue specificità, ha creato quella che, per semplificare, può essere considerata una economia parallela dentro il distretto industriale.

Il territorio ha tutti i problemi ambientali delle zone intensamente antropizzate: eccesso di cementificazione e inquinamento; riduzione del patrimonio agricolo e naturale; dissesto idrogeologico. I limiti quantitativi della crescita demografica ed economica sono già stati ampiamente raggiunti e le conseguenze negative sull'abitabilità del territorio e la salute delle prossime generazioni sono già davanti agli occhi di tutti.

Prato condivide con altri territori della Toscana, d'Italia e d'Europa problemi che non si possono più risolvere parlando genericamente di "crescita": l'invecchiamento della popolazione; la distruzione della sanità di prossimità (a opera dei "modernizzatori" di ogni colore che si sono alternati al potere in Europa e in Italia negli ultimi decenni); l'impoverimento delle classi medie; l'indebolimento dei servizi pubblici e sociali dovuto a decenni di austerità; la fuga di giovani "cervelli"; i pericoli della concentrazione di potere tecnologico; la rapida senescenza e la carente manutenzione dell'edilizia pubblica e delle principali infrastrutture. Gli enormi costi della manutenzione affliggono anche gran parte dell'immenso patrimonio immobiliare privato, specie degli edifici industriali.

Non sono in crisi i valori del lavoro e della solidarietà, che anzi resistono e sono trasversali all'intera società, ma la loro traduzione in progetti politici, in una visione a lungo termine, è sempre più difficile.

Questa è la realtà complessa in cui si è dovuta muovere la piccola realtà dei Civici di Prato per le Autonomie, la quale, attraverso OraToscana, è collegata ad Autonomie e Ambiente (AeA) e alla European Free Alliance (EFA). Interagisce inoltre con altre reti, come i Civici Toscani, il Cuore d'Italia, il coordinamento Vivibilità. Il civismo toscano appassionato di autonomie s'impegna con grande libertà nei propri comuni. La maggior parte dei gruppi s'impegna in autonomia dai poli della politica italiana, ma non mancano esperienze di collaborazione con il centrosinistra e con le forze moderate. Si tiene sempre ovviamente la dovuta distanza dai centralisti, dagli autoritari, dai populisti, dai bigotti, dai reazionari. Si sceglie, comune per comune, guardando alle persone, alle loro competenze, alla loro capacità di ascoltare e servire le proprie comunità.

Dal 2025, a seguito dell'avvio di un dialogo tra il mondo delle autonomie e le formazioni d'ispirazione cristiano-sociale, in particolare con l'avvio della Rete Civica Solidale, i civici autonomisti di Prato avevano dato il loro contributo al progetto "Prato Civica Solidale", insieme ad esponenti di Demos (che a Prato ha una significativa presenza) e ad altri cittadini civici e indipendenti.

Il panorama politico di Prato si è impoverito, sia a sinistra che a destra, sia nei partiti che nelle realtà indipendenti. Con l'avvicinarsi del voto la forza politica storicamente dominante, il PD, ha richiamato il suo esponente più popolare, Matteo Biffoni, che l'anno scorso era stato eletto nel parlamento regionale della Toscana con un record assoluto di preferenze personali.

Biffoni è già stato sindaco per due mandati, dal 2014 al 2024. I propositi del suo secondo mandato (2019-2024) erano stati travolti dall'emergenza Covid e dalle alluvioni del 2023. Gli era succeduta l'amministrazione di Ilaria Bugetti, prima sindaca donna della storia di Prato, anche lei persona con grande consenso e con programmi innovativi, ma la sindaca si è dimessa dopo solo un anno, per affrontare più serenamente, libera da responsabilità amministrative, l'inchiesta su presunti favori elettorali in cui si è trovata coinvolta. Alle dimissioni della Bugetti nel 2025 è seguito lo scioglimento degli organi politici e il commissariamento per un anno.

Matteo Biffoni, oggi ricandidato, ha ripetutamente dimostrato di essere una persona competente e capace di ascoltare le persone e le comunità. Da questo punto di vista tutti, sia amici che avversari, gli riconoscono di non avere rivali. Ha annunciato una "nuova stagione": tutto dovrà essere diverso rispetto alla sua precedente esperienza amministrativa, perché il mondo, Prato e anche lui sono cambiati.

L'impegno di Biffoni è sfidante, perché i comuni sono schiacciati dalla metastasi normativa. Sono stati privati di autonomia, risorse e poteri. Eppure il comune è ancora, specie in una città grande e relativamente ricca come Prato, un punto di riferimento e un faro di speranza per le proprie comunità.

In questo momento così difficile della storia di Prato, di fronte ai gravi problemi ambientali, sociali e di legalità nell'economia, il gruppo promotore di Prato Civica Solidale è stato sollecitato a impegnarsi con Matteo Biffoni in un'area civica più vasta, che potesse esprimere un governo innovativo e unificante della città e del comune. Così si è arrivati alla decisione di partecipare, con altre esperienze civiche e democratiche, alla lista civica unitaria "BIFFONI SINDACO".

2026 04 30 Prato Civica Solidale

Cinque sono le persone candidate da Prato Civica Solidale nella lista Biffoni (nella foto sopra, da sinistra): Simone Puggelli (musicista, dirigente Demos); Caterina Ramogida (professoressa e da poco avvicinatasi a Demos); Mauro Vaiani (funzionario pubblico, referente dei Civici di Prato per le Autonomie, dirigente OraToscana e AeA); Sandra Mugnaioni (insegnante in pensione, già consigliera comunale per Demos); Moreno Sarti (avvocato ed esponente civico indipendente).

Tutte le persone candidate nella lista "BIFFONI SINDACO" si sono assunte una grande responsabilità, insieme a Matteo Biffoni. Per gli amici e gli attivisti delle autonomie personali, sociali, territoriali, in Toscana e oltre, questa scelta di impegnarsi direttamente per il buon governo concreto di quartieri, frazioni, periferie di una città così complessa su un territorio così esausto, è una sfida da far tremare i polsi. Questa scelta di governo dirà qualcosa d'importante per il futuro delle autonomie e dei civismi ben oltre Prato.

Per parafrasare una popolare espressione toscana, per tutti loro "finisce il culturale e principiano le grane della politica". Per approfondire la loro esperienza e le loro motivazioni, rimandiamo a questo approfondimento: https://diversotoscana.blogspot.com/2026/04/prato-civica-solidale-con-biffoni.html.

Per cominciare a conoscere tutti i candidati sindaco e tutte le liste presenti alle votazioni comunali di Prato, rimandiamo alla presentazione, al solito curatissima, pubblicata da "I Simboli della Discordia" del dott. Gabriele Maestri: https://www.isimbolidelladiscordia.it/2026/05/prato-simboli-e-curiosita-sulla-scheda.html.

Prato, 3 maggio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente  

 

Presentazione della sorellanza Autonomie e Ambiente

(ultima modifica 15 marzo 2026)

 

Autonomie e Ambiente (AeA) è una sorellanza di forze e gruppi politici territoriali, una rete di civismo, ambientalismo, storico autonomismo e moderno decentralismo.

E' stata registrata l’11 novembre 2019, dopo una lunga serie di contatti e incontri preliminari tra diverse forze italiane aderenti alla Alleanza Libera Europea, ALE (European Free Alliance, EFA) e altre forze locali attive in diversi territori dello stato italiano. La sorellanza ha tenuto la sua prima assemblea generale e si è presentata all'opinione pubblica a Udine il 21 febbraio 2020.

La rete unisce forze politiche locali e territoriali, autonomiste e civiche, ciascuna delle quali ha la propria storia di impegno per l'autogoverno e contro il centralismo: civica, localista, territorialista, autonomista, federalista, confederalista, anticolonialista, indipendentista.

Ciascuna delle forze sorelle è e resta una organizzazione autonoma, attiva secondo quanto stabilito dall'art. 49 della Costituzione. AeA associa movimenti, realtà, gruppi e singoli attivisti che ne condividono le finalità e sono gelosi della propria autonomia politica e territoriale. Autonomie e Ambiente è in rete anche con movimenti, gruppi, centri politico-culturali autonomisti che non partecipano alle elezioni nei loro territori.

AeA ha stabilito uno stretto rapporto politico con ALE-EFA, assumendo un ruolo di sostegno alle forze locali della Repubblica Italiana nel loro cammino di collaborazione e, in prospettiva, di adesione diretta alla famiglia politica europea dell'autogoverno di tutti dappertutto, del civismo, dell'ambientalismo, degli autonomismi, del confederalismo, delle aspirazioni delle comunità locali.

Le forze di AeA si sono unite nella sorellanza per condurre la Repubblica Italiana e l'Unione Europea verso un radicale decentralismo, cominciando dalla piena attuazione della Costituzione e degli Statuti regionali (speciali e ordinari) vigenti, che disegnerebbero una ideale Repubblica delle Autonomie, nel contesto di una Europa dei popoli, dei territori, delle regioni, ma che da decenni vengono costantemente disapplicati o addirittura traditi.

Le crisi del nostro tempo hanno reso drammaticamente evidente la necessità dell'autogoverno dei territori, anche a coloro che non hanno una formazione e una cultura autonomista o anticolonialista. Sta crescendo la consapevolezza globale che quanto è necessario per garantire alle generazioni future la pace e l'ambiente, la libertà e la giustizia, il cibo e l'acqua, la salute e la cultura, potrà essere realizzato solo attraverso forti, competenti e determinate autorità locali, capaci di cambiare le cose concretamente, territorio per territorio.

Per decenni e in particolare dopo la riforma costituzionale del 2001, che con tutti i suoi difetti può essere considerata comunque l'ultima riforma autonomista italiana, le promesse di decentramento e sussidiarietà sono state tradite da tutti: sinistre, centrismi, destre, tecnici, populisti, politici di vecchi e nuovi movimenti, compresi quelli che pure erano cresciuti proprio proclamando di voler restituire più potere alle comunità locali e ai cittadini (come le prime leghe, liste verdi, gruppi di cittadinanza attiva, fra gli altri). Cosa è andato storto? E’ successo che tutti i partiti italiani "nazionali”, cioè centralisti e verticisti, guidati da leader soli al comando o comunque da cerchie ristrette (non di rado avide del potere e delle ricchezze concentrate nelle istituzioni centraliste), hanno mostrato di essere carenti di competenza legislativa e di autentiche convinzioni riguardo ai principi di sussidiarietà e solidarietà.

L'autonomismo vive anche di orizzontalità organizzativa. Da forze politiche organizzate in modo verticale, centralista e autoritario, non potranno mai essere realizzate riforme decentraliste, evidentemente. E' quindi missione fondamentale di Autonomie e Ambiente tenere in vita ed allargare una famiglia politica di forze politiche territoriali, che credano nelle autonomie personali, sociali, territoriali, dimostrandolo prima di tutto restando fedeli alla propria autonomia organizzativa, civica e politica. L'antico problema gandhiano della coerenza tra strumenti e fini va compreso, una volta per tutte: non accetteremo mai più "un partito" di autonomisti o con programmi autonomisti; vogliamo invece tanti partiti autonomisti, almeno uno per ciascun territorio. Se si crede davvero nella Repubblica delle Autonomie, in una nuova Europa delle regioni, dei territori e dei popoli, nel confederalismo e nel decentralismo internazionali, occorre confederalismo anche nell'organizzazione politica.

La rete confederale di Autonomie e Ambiente è e resterà governata collegialmente, con meccanismi di selezione di dirigenti competenti per l'oggi e di formazione di una nuova generazione di leader territoriali per il domani.

AeA è stata concepita attraverso un lungo dialogo preparatorio tra forze antiche e nuove, facendo tesoro delle preziose esperienze di collaborazione politica tra forze territoriali che ci sono state in passato, come le liste Federalismo, e altri sforzi congiunti portati avanti dalle forze autonomiste storiche nelle aule parlamentari e nella società.

La sorellanza si riconosce nei valori della Carta di Chivasso, firmata il 19 dicembre 1943, durante un convegno antifascista clandestino, a cui contribuirono, tra gli altri, figure come Émile Chanoux e Federico Chabod.

Nella Carta di Chivasso fu sancita la rivolta contro “i venti anni di malgoverno livellatore ed accentratore sintetizzati dal motto brutale e fanfarone di «Roma Doma»”, ma più in generale contro il centralismo, il colonialismo, il militarismo, che avevano caratterizzato lo stato unitario italiano, scatenando “OPPRESSIONE POLITICA, attraverso l'opera dei suoi agenti politici ed amministrativi (militi, commissari, prefetti, federali, insegnanti), piccoli despoti incuranti ed ignoranti di ogni tradizione locale, di cui furono solerti distruttori; ROVINA ECONOMICA...; DISTRUZIONE DELLA CULTURA LOCALE...”. Contro i guasti del centralismo autoritario, la Carta di Chivasso propose “un regime repubblicano democratico a base regionale e cantonale”, con un evidente riferimento alla Confederazione Svizzera e quindi con un respiro europeo. 

Nella Carta riecheggano aspirazioni autonomiste ancora più risalenti della resistenza al centralismo nazionalista prima e fascista poi: le tradizioni autonomiste e federaliste del Risorgimento (Cattaneo, Ferrari, Pisacane e tanti altri); l'anticolonialismo (in Sicilia, in Sardegna e oltre); il neutralismo di socialisti, popolari, liberali, conservatori contrari all’ingresso del Regno d’Italia nella “Inutile Strage” 1915-1918.

Autonomisti e federalisti furono eletti nella Costituente del 1946 e furono attivi negli anni della Ricostruzione. La generazione successiva partecipò all'istituzione delle regioni a cui si giunse nel 1970. Siamo stati protagonisti delle lotte per i diritti civili e per le riforme antipartitocratiche, antiautoritarie, anticentraliste, che sono fiorite negli anni Ottanta e in particolare dopo il 1989.

Il nostro decentralismo contemporaneo ha quindi radici profonde, ricche, diverse, territorio per territorio. Le forze sorelle di Autonomie e Ambiente sono fedeli a queste radici e guardano con fiducia al futuro, perché, come amano dire gli attivisti dell’autogoverno della Catalogna, siamo “siamo qui per cambiare secolo, non solo per cambiare stato".

La lista aggiornata delle formazioni politiche sorelle e di tutte le realtà e persone a noi associate è mantenuta sul nostro sito (voce "rete").

Autonomie e Ambiente, attraverso il Forum 2043 e la collaborazione con altre reti civiche e politiche, sta allargando il proprio raggio d'azione, in vista della partecipazione alle prossime elezioni, a ogni livello in cui le leggi elettorali impongano la presentazione di cartelli interterritoriali.

Per approfondire:

 

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Radio Radicale, un grande servizio pubblico anche per le piccole autonomie

In vista delle celebrazioni dei cinquant'anni del monumentale servizio pubblico fornito da Radio Radicale e dal suo preziosissimo archivio digitale, anche il mondo delle autonomie vuole esprimere un sentito e necessario omaggio.

Exegi monumentum aere perennius
(Orazio, incipit dell'Ode III, 30)

Radio Radicale iniziò le trasmissioni il 26 marzo 1976, sull'onda della grande stagione delle radio libere. L'omaggio delle autonomie al 50° della radio si estende, naturalmente, al ricordo dei 70 anni del Partito Radicale, che la ha partorita, e del grande attivista della nonviolenza e dei diritti civili, oltre che mentore del mondo radicale, Marco Pannella, a dieci anni dalla morte. Lo condividiamo con rispetto e con ogni incoraggiamento per il Partito Radicale, dopo la conclusione del suo 43° congresso.

Senza l'archivio di Radio Radicale tanta parte della storia politica contemporanea, non solo della Repubblica Italiana e delle istituzioni europee ma di gran parte del mondo, sarebbe incomprensibile.

Conducendo una agile ricerca nell'archivio digitale della radio, per conto del Forum 2043 (il gruppo di approfondimento culturale e di formazione politica di Autonomie e Ambiente), abbiamo selezionato dieci importanti documenti su oltre trent'anni di storia del nostro mondo di attivisti delle autonomie personali, sociali, territoriali, più una piccola perla: un documento con la viva voce di Aldo Capitini, risalente al 1963.

I dieci documenti che ci riguardano vanno dal 1990, subito dopo la caduta del Muro di Berlino, fino alla fondazione di Autonomie e Ambiente, come rete contemporanea delle realtà territoriali, indenni o liberate dalle degenerazioni sovraniste, nazionaliste, estremiste (in particolare da quelle dei salvinisti). Realtà che, attraverso Autonomie e Ambiente, sono collegate con la famiglia europea delle autonomie, EFA. 

Riportiamo qui gli undici documenti, in ordine cronologico:

01) 06 AGO 1963 - Seminario sul federalismo dal basso per una società nonviolenta (recupero archivistico della voce di Aldo Capitini e altri) - https://www.radioradicale.it/scheda/449420/seminario-internazionale-di-discussioni-sulle-tecniche-della-nonviolenza

02) 09 DIC 1990 - L'assemblea verde di Castrocaro in cui furono sconfitti federalisti e localisti - https://www.radioradicale.it/scheda/38060/assemblea-di-fondazione-dei-verdi-italiani-e-convenzione-programmatica

03) 20 NOV 1991 - Proposte della UnionValdôtaine per uno stato federale - https://www.radioradicale.it/scheda/43385/norme-per-la-costituzione-dello-stato-federale

04) 25 GEN 1992 - III Dieta delle originarie leghe territoriali - https://www.radioradicale.it/scheda/44893/proposte-e-riforme-istituzionali

05) 08 GEN 1993 - L'Europa delle regioni come futuro di pace (convegno organizzato con La Rete, a Prato) - https://www.radioradicale.it/scheda/62631/leuropa-delle-regioni-un-futuro-attraverso-la-solidarieta-la-comprensione-lapertura-ai
 
06) 12 APR 2000 - Un federalismo referendario di stile "svizzero" contro i neonazionalismi - https://www.radioradicale.it/scheda/129946/federalismo-referendario-svizzero-come-alternativa-al-neo-nazionalismo-padano
 
07) 07 GIU 2006 - Riforme federaliste o rischio di neocentralismo? Un dibattito pacato fra Augusto Barbera e Giuseppe De Vergottini (una pacatezza a cui dovrebbero tornare molti che oggi si scatenano in modo settario contro il prossimo referendum costituzionale sulla giustizia del 22-23 marzo 2026) - https://www.radioradicale.it/scheda/238569/si-tratta-veramente-di-una-riforma-da-rifare
 
08) 03 FEB 2011 - L'organizzazione federalista dello stato, l'Europa, il regionalismo, la Lega, i Radicali - https://www.radioradicale.it/scheda/320652/lorganizzazione-federalista-dello-stato-leuropa-il-regionalismo-la-lega-i-radicali
 
09) 14 FEB 2014 - Chiusura della campagna di Michela Murgia per l'autogoverno della Sardegna - https://www.radioradicale.it/scheda/403661/elezioni-regionali-in-sardegna-chiusura-della-campagna-elettorale-di-michela-murgia
 
10) 25 GEN 2019 - La riscoperta del federalismo riparte anche da Roma, capitale del centralismo - https://www.radioradicale.it/scheda/564300/il-futuro-del-federalismo

11) 11 MAR 2023 - In vista dell' 80° anniversario della Carta di Chivasso: parole vive per le autonomie e l'ambiente - https://www.radioradicale.it/scheda/693128/parole-vive-per-le-autonomie-e-lambiente
 
Grazie di esserci, Radio Radicale. Il mondo delle autonomie sarà sempre schierato per il finanziamento pubblico di questo servizio pubblico e per la conservazione nel tempo del suo archivio digitale, come bene culturale di rilievo internazionale.
 
Firenze, 8 febbraio 2026 - a cura di Mauro Vaiani (segretario di Autonomie e Ambiente - AeA)

 

RiBelli per tutti i territori della Toscana e oltre

OraToscana, rete di civismi appassionati di autonomie nata nel 2021 ma erede di una tradizione pluridecennale di attivismo civico, autonomista, ambientalista in Toscana, ha tenuto sabato 22 novembre 2025, per la festa di Santa Cecilia, la propria III Assemblea confederale dei delegati dei territori. L'assemblea si è tenuta nella sala parrocchiale di Nodica di Vecchiano, grazie al supporto organizzativo della lista civica locale "Un Cuore per Vecchiano". L'evento è stato totalmente autofinanziato dai partecipanti.

La realtà politica OraToscana fa parte della rete italiana Autonomie e Ambiente (AeA) e della European Free Alliance, la confederazione europea degli storici autonomismi e dei nuovi territorialismi, impegnata per l'Europa delle regioni e dei popoli. Il tema dell'assemblea era ispirato dall'esperienza fiorentina della lista civica RiBella Firenze: "RiBellarsi per amore dei territori e delle comunità in Toscana e oltre". L'intento è quello di "RiBellarsi" allo status quo anche nel senso di tornare a fare bello il posto in cui viviamo, con competenza, diligenza, cura.

Sono stati adottati dei cambiamenti statutari per promuovere un'azione politica confederale, una scelta controcorrente e ambiziosa in una politica toscana e italiana dominata da pochi leader mediatici, dove gli attivisti locali sono ormai ridotti a tifosi dei loro capi.

E' stata eletta la nuova Moderazione, l'organo di coordinamento fra i gruppi e le liste civiche che aderiscono alla rete, mantenendo peraltro la totale autonomia del proprio impegno civico e politico locale. Ne fanno parte sette moderatori, ciascuno dei quali espresso dai territori già connessi: Francesca Marrazza (presidente di RiBella Firenze, per la città di Firenze); Ione Orsini (Vecchiano, San Giuliano, Pisa); Alberto Andreoli (Pontedera e Valdera); Marco Cannito (storico leader di Città Diversa, per Livorno e provincia); Riccardo Galimberti (Grosseto e provincia); Andrea Ridi (Valdelsa fiorentina); Mauro Vaiani (Prato e provincia). Vaiani è stato anche confermato garante della rete e responsabile dei rapporti di OraToscana con le altre reti italiane ed europee. 

E' stata confermata la volontà di amicizia e collaborazione con gli altri civismi toscani, in particolare con Toscana Civica, i civici indipendenti, i giovani leader civici della "Toscana dei cittadini" e tutte le realtà civiche e territoriali collegate attraverso l'iniziativa "L'Altra Toscana".

Ha partecipato all'assemblea il presidente di Autonomie e Ambiente, Roberto Visentin, che ha portato anche il saluto di Lorena Lopez, la presidente europea di EFA. E' intervenuto l'on. Franco Manes, deputato della Valle d'Aosta, anche a nome del presidente della Union Valdôtaine, Joel Farcoz, annunciando l'impegno dello storico movimento autonomista per riportare le autonomie, i territori, i civismi al centro della vita politica della Repubblica e dell'Europa, contro vecchi e nuovi centralismi, autoritarismi, militarismi.

Samuele Albonetti ha portato il saluto del movimento Rumâgna Unida, forza sorella di OraToscana nella rete Autonomie e Ambiente. Hanno inviato un messaggio Silvia Lidia Fancello, dirigente AeA ed EFA attiva in Sardegna, e Paolo Marrocchesi di Toscana Civica.

Laura Nieddu, una delle coordinatrici della lista ospite Un Cuore per Vecchiano, ha presentato il progetto civico per le elezioni comunali che a Vecchiano si terranno nel 2026. Esponenti e gruppi di OraToscana, peraltro, saranno impegnati in molte elezioni comunali l'anno prossimo in Toscana, fra cui Prato, Pistoia, Sesto Fiorentino, Figline e Incisa Valdarno. 

Sono intervenuti alcuni consiglieri comunali del territorio aderenti a questo civismo in rete, fra cui Vincenzo Carnì (Un Cuore per Vecchiano) ed Elisabetta Mazzarri (Civica di San Giuliano Terme). Ha portato un saluto Mario De Luca, consigliere di Vecchiano eletto in una lista moderata locale.

OraToscana ha confermato di essere un punto di riferimento per un civismo che ha radici storiche profonde nella cultura delle autonomie che in Toscana si ricollega direttamente a Piero Calamandrei e Tristano Codignola, ma anche con l'eredità politica e culturale di portata italiana ed europea dei martiri antifascisti Giacomo Matteotti ed Émile Chanoux.

Confermato l'impegno per leggi elettorali ed ordinamenti politici più giusti per tutti, per fermare l'erosione della democrazia e riportare i cittadini al voto e alla partecipazione, a partire dall'impegno per restituire dignità e poteri ai consiglieri comunali. E' intervenuto all'assemblea Bartolomeo Nicolotti, dell'Associazione per la Rappresentanza Voto Libero ed Eguale, alle cui proposte di legge d'iniziativa popolare per superare l'odioso Rosatellum, OraToscana darà il proprio sostegno.

OraToscana promuoverà iniziative per correggere la legge elettorale toscana, in modo da restituire maggiore rappresentantività ai territori e alle minoranze. Su questo tema è stato portato un importante contributo da Davide Bacarella, dirigente riformista-europeista vicino al neoeletto consigliere regionale Federico Eligi.

I temi di un impegno civico amico delle autonomie personali, sociali, territoriali sono sempre più urgenti: riorganizzare le nostre comunità e i nostri servizi per una popolazione di anziani; la sanità pubblica riorganizzata secondo principi di prossimità e restituendo centralità al rapporto fra le persone e il proprio medico di fiducia; l'impegno per la montagna e per i territori più periferici; la centralità delle piccole imprese nell'economia locale; la restituzione di competenze e risorse ai territori e alle comunità locali, anche alle più piccole e marginali, contro i rischi di spopolamento e desertificazione sociale, economica e culturale. La Moderazione raccoglierà tutti i contributi raccolti nel dibattito generale e nei gruppi locali in un documento politico che sarà diffuso al più presto.

Vecchiano, sabato 22 novembre 2025, festa di Santa Cecilia - A cura di Mauro Vaiani, garante di OraToscana

Nella foto in alto a sinistra l'intervento dell'on. Franco Manes alla III Assemblea confederale di OraToscana. Alla sua destra Mauro Vaiani e Ione Orsini che hanno fatto parte della presidenza dell'adunanza.

 2025 11 22 foto gruppo III assemblea OraToscana

Una foto di un gruppo di partecipanti alla III Assemblea. Da sinistra si riconoscono: Riccardo Barea, Alessandro Tritoli, Laura Nieddu, Domenico Zucca, Marco Cannito, Riccardo Galimberti, l'ospite Bartolomeo Nicolotti (attivista anti-Rosatellum), Mauro Vaiani, Andrea Ridi, Elisabetta Mazzarri, Elisabetta Scatena, Vincenzo Carnì, Ione Orsini.

2025 11 22 presidenza Galimberti Orsini Vaiani

Nella foto i membri della presidenza della III Assemblea confederale di OraToscana del 22 novembre 2025. Da sinistra: Riccardo Galimberti, Ione Orsini, Mauro Vaiani.

 

Ringraziamento a Il Nuovo Trentino

Come ha scritto Walter Pruner, nei suoi dieci mesi di presenza nelle edicole, "Il Nuovo Trentino", liberamente e con coraggio guidato in questi mesi dall’ ottimo Paolo Mantovan, ha arricchito il quadro della comunicazione locale e territoriale, fuori da logiche compromissorie e di subalternità ai poteri forti.

Il quotidiano nato lo scorso ottobre dalle ceneri de “Il Trentino” (che era stato chiuso nel gennaio 2021) uscirà per l'ultima volta nelle edicole il prossimo 13 agosto 2023. L'editore SIE ha annunciato che i giornalisti saranno ricollocati all'interno del sito web, che continuerà le pubblicazioni e anzi sarà potenziato. Ce lo auguriamo di tutto cuore, perché anche in rete c'è assoluto bisogno di testate d'informazione locale e territoriale di qualità.

Dal nostro patto per le autonomie, l'ambiente, l'Europa, la pace, esprimiamo sincera solidarietà e l'augurio che questa voce amica delle autonomie personali, sociali, territoriali non si spenga.

Siamo grati a "Il Nuovo Trentino" per aver ospitato i nostri principali leader e attivisti, anticipando e lanciando a un pubblico molto più vasto alcuni degli interventi che hanno poi arricchito il nostro Forum 2043.

Auguriamo al direttore Mantovan, ai giornalisti, a tutti i lavoratori e collaboratori, ogni bene per il proseguo.

(a cura della segreteria interterritoriale - 6 agosto 2023)

Qui una selezione degli autori e degli scritti che abbiamo avuto l'onore di condividere con "Il Nuovo Trentino":

Autonomisti in rinnovamento, unico argine al centralismo

Erik Lavévaz, Union Valdôtaine (già presidente della Valle d'Aosta) - Aosta-Trento, 12 aprile 2023

Imparare a essere autocritici dal Friuli al Trentino e oltre

Roberto Visentin, presidente di Autonomie e Ambiente - Udine-Trento, Pasqua, 9 aprile 2023

Per autonomie che facciano crescere altre autonomie

Geremia Gios, autonomista trentino - 13 marzo 2023

Dibattito sulle autonomie ospitato da Il Nuovo Trentino

Mauro Vaiani, Claudia Zuncheddu, Ciro Lomonte, Roberto Visentin - 28 febbraio / 3 marzo 2023

La più forte Autonomia potrebbe anche autodistruggersi?

Walter Pruner, autonomista trentino - Trentino, 29 novembre 2022

 

 

 

 

Seminario sulle parole vive di Chivasso

Seminario online

PAROLE VIVE PER LE AUTONOMIE E L'AMBIENTE

Sabato 11 marzo 2023, ore 16
(conclusione lavori prevista per le ore 18 circa)

Promosso dal Forum 2043
in collaborazione con la presidenza di Autonomie e Ambiente (AeA)

Piattaforma: https://zoom.us/j/97267541503?pwd=KytzRmNzcngzeDIxUnpVNW1mdnE5Zz09

Presentazione

Crediamo in una primavera politica animata da valori civici, ambientalisti, autonomisti. Al deserto di idee e progetti, alle regole elettorali antidemocratiche, alla mancanza di dibattito civile su una stampa libera e pluralista, reagiamo rivendicando il nostro posto e assumendoci le nostre responsabilità in Italia e in Europa. I nostri movimenti, gruppi, intellettuali, attivisti territoriali sono ancorati ai principi della Carta di Chivasso del 1943, di cui quest'anno celebreremo l'ottantesimo anniversario.

Le parole di Chivasso sono vive, qui e ora, per noi che crediamo nella Repubblica delle Autonomie, nell'Europa dei popoli, in un mondo liberato da autoritarismi, colonialismi e militarismi.

Il nostro compito è portare avanti la visione del partigiano e martire Émile Chanoux e promuovere gli ideali di autogoverno dei territori, sussidiarietà verticale e orizzontale, autonomie personali, sociali e territoriali, che sono incisi nella Costituzione italiana, grazie all’impegno di padri costituenti come Giulio Bordon, Piero Calamandrei, Tristano Codignola, Andrea Finocchiaro Aprile, Emilio Lussu, Aldo Spallicci, Tiziano Tessitori.

Ciò che la nostra storia di lotte per l'autogoverno ci tramanda è essenziale per chi vuole difendere l’acqua, la terra, la salute, le autonomie, le nostre comunità ed economie locali, i doveri dei contemporanei e i diritti delle generazioni future.

I nostri pensieri devono essere lucidi, le nostre azioni risolute, oggi più di sempre, contro i cialtroneschi avventurieri di un falso autonomismo "differenziato" che in realtà tradiscono da venticinque anni le autonomie esistenti e vogliono condurci verso il disastro del presidenzialismo, come se l'Italia non fosse già uno stato sufficientemente centralista e autoritario, dove chi è temporaneamente al potere crede ancora, ottant'anni dopo, in "Roma doma".

Programma

  • Lettura pubblica della Carta di Chivasso (le voci sono di Sara Borchi e Stefano Fiaschi)
  • Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia Friuli - Venezia Giulia)
  • Mauro Vaiani (OraToscana, segreteria di AeA, coordinamento del Forum 2043)
  • Silvia Fancello, "Lidia" (rappresentante EFA-ALE e referente AeA in Sardegna)
  • Alfonso Nobile, "Alessandro" (Siciliani Liberi, vicepresidente di AeA)
  • Claudia Zuncheddu (Sardigna Libera, attivista per l'autogoverno e per la salute in Sardegna, Forum 2043)
  • Andrea Acquarone (autonomista ligure e animatore di "Che l'inse!")
  • Samuele Albonetti (Rumâgna Unida, già coordinatore del MAR)
  • Gino Giammarino (editore e attivista per l'autogoverno a Napoli e nel Sud, Forum 2043)
  • Alfredo Gatta (Pro Lombardia, vicepresidente di AeA)
  • Maria Luisa Stroppiana (Assemblada Occitana - Valadas)
  • Milian Racca (Liberi Elettori Piemonte)
  • Walter Pruner (autonomista trentino)
  • Erik Lavevaz (Union Valdôtaine)
  • Roberto Visentin (Patto per l'Autonomia Friuli - Venezia Giulia, vicepresidente EFA-ALE, presidente AeA)

 

Per accedere all'evento è indispensabile iscriversi al canale Telegram del Forum 2043: https://t.me/Forum2043

Collaborazione tecnica: Renzo Giannini - Il Lampone - https://www.youtube.com/lorenxman

 Collegamento sulla rete sociale:

https://www.facebook.com/events/502898198487883/

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Senza paura verso nuove autonomie

“Chi ha paura delle autonomie? Oltre il dibattito sull’autonomia differenziata” è il titolo dell’incontro promosso dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia-Civica F-VG, che si è tenuto mercoledì 5 luglio 2023, nella Sala Pasolini della sede della Regione Friuli-Venezia Giulia a Udine.
L'incontro è stato introdotto e moderato da Elia Mioni del Patto per l’Autonomia.
E' intervenuto Marco Boato, già parlamentare e componente della Commissione Affari costituzionali per diverse legislature, che ha fatto un significativo riassunto della storia di decenni di fallimento delle riforme costituzionali, ammonendo che uno dei motivi di questo fallimento è lo scontro, ancora irrisolto in questa Repubblica, fra centralisti e coloro che ispirano a forme più avanzate di autonomie personali, sociali, territoriali.
Da remoto è intervenuto Danilo Lampis, portavoce di “Sardegna chiama Sardegna” (una iniziativa civica, ambientalista, per nuove forme di autogoverno, recentemente promossa da una rete di giovani dell'isola). Lampis ha ribadito che gli attuali progetti di autonomia differenziata sono, oltre che impraticabili, tesi a cristallizzare rapporti di dipendenza e le disparità derivanti da una lunga storia di colonialismo interno. Ha tuttavia invitato a un rilancio, in Italia e in Europa, un contrattacco di coloro che aspirano ad autogovernarsi, nella solidarietà fra territori, contro i riflessi centralisti e autoritari.
E' intervenuta Elena Ostanel, consigliera regionale del Veneto con la lista “Il Veneto che Vogliamo”, che ha espresso le preoccupazioni del mondo civico per il centralismo non solo statale, ma anche regionale.
Infine, Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica F-VG nel consiglio regionale di Trieste, ha invitato ad accettare le sfide dell'autonomia, un'autonomia diffusa e capillare, che riguardi tutte le comunità. Una autonomia che può consentire a tutti e ovunque di sperimentare e realizzare soluzioni più avanzate di quelle che ci stanno riservando al momento i centri del potere statale ed europeo.
L'autonomia differenziata di Calderoli e della Lega, essendo un imbroglio politico ed essendo minata da pesanti contraddizioni interne, fallirà. E' tempo che civismo, ambientalismo, autonomismo, movimenti per l'autodeterminazione, si preparino, dialogando e collaborando, a un rilancio, innovativo e coraggioso, per una cultura e buone pratiche di autogoverno, di respiro europeo.

Solidarietà alla Romagna

Riceviamo e volentieri diffondiamo questo comunicato degli autonomisti romagnoli che si stanno attivando attraverso Rumâgna Unida (da Faenza, 6 maggio 2023):

ANNO 2023: ALLUVIONE IN ROMAGNA

Romagna, 6 maggio 2023

Esprimiamo enorme dolore per quanto accaduto in Romagna nei giorni scorsi; condoglianze ai famigliari dei deceduti e solidarietà a chi è stato colpito da alluvioni e frane che hanno coinvolto abitazioni ed attività. L’augurio sincero è che quanto prima si possa tornare ad una situazione di normalità.

Ora non è il momento delle polemiche e nemmeno delle passerelle dei politici di turno. Ora è il momento di rimboccarsi le maniche e spalare il fango. Verrà in seguito anche il tempo di analizzare in profondità cause ed eventuali responsabilità.

Sebbene non si ricordino fenomeni simili in area romagnola da tempo, già oggi possiamo affermare che è sbagliato considerare tali eventi come “eccezionali”. Si rischia la sottovalutazione, che evidentemente c’è stata.

Le criticità idrauliche del Lamone e di altri corsi e canali, sono lì da sempre! Inoltre sappiamo da anni che il cambiamento climatico in atto ci pone di fronte a nuove sfide e ci deve portare ad adottare misure di prevenzione più efficaci. Le domande che ci poniamo a che porremo alle istituzioni competenti in materia sono numerose. Vi erano risorse stanziate per le opere di prevenzione e di manutenzione dei corsi d’acqua? Tali risorse erano adeguate? Correttamente ripartite? Utilizzate pienamente? Che ruolo ha giocato la attuale amministrazione regionale? Se emergeranno responsabilità, esse dovranno avere conseguenze.

Nel ringraziare vigili del fuoco, protezione civile e tutti coloro che si stanno adoperando per il ritorno alla normalità, auspichiamo un reale rapido ristoro economico, al di là degli annunci roboanti di queste ore, da parte degli organismi regionali e statali competenti.

Infine, siamo fermamente convinti che il governo del territorio debba essere locale. Chi è del posto meglio conosce le proprie specificità. Con adeguate e proporzionate risorse, pur sapendo che non si potranno del tutto evitare certi eventi, ci si potrà però difendere meglio. Certamente meglio di quanto mostrato in questi primi giorni di maggio 2023 quando è venuta a galla l'impreparazione, su diversi fronti della gestione idraulica, di quella regione troppo grande e troppo composita, formata da Romagna e province emiliane, che qualcuno dei suoi responsabili insiste nel definire esemplare... Mentre, a nostro parere, fuori da Bologna e a Est del fiume Sillaro, essa è uno strumento di governo inadeguato.

Un gruppo di autonomisti romagnoli di Rumâgna Unida

 

 

Sostegno alla causa di Montecopiolo e Sassofeltrio

 

Approvato in via straordinaria dalla II Assemblea in sostegno alle comunità di Montecopiolo e Sassofeltrio

Udine,20 marzo 2021

Ordine del giorno
di sostegno alla volontà popolare dei comuni di
Montecopiolo e Sassofeltrio

LaII Assemblea Generale di Autonomie e Ambiente, riunita per approfondire il tema del

Ritorno alla Costituzione e agli Statuti

nel corso della II sessione del 20 marzo 2021, all’unanimità e in via straordinaria,esprime pienoe incondizionato sostegno alla causa del rispetto della volontà popolare dei cittadini dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio, espressa da ormai 14 anni (referendum popolare del 24 e 25 giugno 2007), invitando il Senato della Repubblica a concludere al più presto l'iter della legge per il trasferimento dei due comuni dalla regione Marche alla regione Emilia-Romagna.

Per maggiori informazioni:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Scarica in pdf:

https://www.autonomieeambiente.eu/files/9/Documentazione/7/2021-03-1920IIAGAeAordine-del-giorno-Montecopiolo-Sassofeltrio.pdf

Riascoltate il pacato ma severo riepilogo della storia del referendum tradito, nelle parole di Agostino D'Antonio:

 

 

 

Tre maestri ci spiegano l'impraticabilità dell'autonomia differenziata e l'imbroglio leghista contro tutte le autonomie

Raccogliamo qui le voci di tre maestri di diritto costituzionale, che sono anche tre persone amiche delle autonomie: Francesco Palermo, Marco Olivetti, Sabino Cassese.

1) Intervista su Radio Radicale al professore Francesco Palermo su "L'autonomia differenziata: livelli essenziali, costi standard e necessarie asimmetrie", di Roberta Jannuzzi (9 febbraio 2023, durata: 15 min 38 sec). Il prof. Palermo spiega con chiarezza che da sempre la Repubblica delle Autonomie e le autonomie regionali hanno dei nemici. Le previsioni costituzionali in materia di autonomia territoriale sono pressoché tutte inattuate, spesso tradite. Né ci sono molte speranze che i testi Calderoli, pieni di limiti e contraddizioni (come peraltro lo erano i testi Boccia e prima ancora i testi Gentiloni), possano portarci da qualche parte.

2) Un breve intervento del professore Marco Olivetti (ordinario di Diritto Costituzionale alla LUMSA), nel corso del seminario tenutosi al CNEL lo scorso 17 maggio 2023, sul tema "Riforme istituzionali e forme di governo. Un confronto" (A cura di Pantheon e Delfina Steri - Organizzatori: Federalismi.it, Osservatorio sui processi di governo), ci avverte del fatto che il governo ha già troppo potere e sta svuotando la Repubblica delle Autonomie. Una voce molto controcorrente e quindi molto necessaria nel contesto di quella giornata in cui furono innalzati molti peana al presidenzialismo e a nuove forme di premiarato.

 3) Un ultimo richiamo del professore Sabino Cassese contro il rischio del centralismo è stata inserito nella sua indicazione numero 8 ai membri della Commissione LEP (livelli essenziali prestazioni). Imporre gli stessi LEP da un angolo all'altro della Repubblica, rischia di essere una grave limitazione delle autonomie esistenti, altro che favorire lo sviluppo di nuove economie. Cassese, nella sua lunga esperienza, è sempre stato un pacato difensore della Repubblica delle Autonomie (di cui non ha mai sposato interpretazioni radicali, sia chiaro, anzi in passato è già stato molto critico con i pasticci politico-giudiziari del leghismo e del centrodestra in materia di autonomie e altro). In una recente intervista ha tuttavia ricordato, olimpicamente, che sono stati i costituenti a volere una Repubblica di autonomie asimmetriche (https://www.ilgiornale.it/news/politica/lautonomia-differenziata-decisero-i-costituenti-2113856.html). Averle tradite con l'eterno ritorno del centralismo italiano, con l'elaborazione di nuove forme di centralismo tecnocratico europeo, con imbrogli politici come il miscuglio di parole autonomiste e fatti centralisti ("autonomia differenziata" + "presidenzialismo" = anelli al naso e più catene per tutti i territori) portato avanti dal governo Meloni, non pare essere una strada che condurrà da qualche parte. Somiglia più a una scivolosa deriva.

 

Raccomandiamo anche di rivedere sul Forum 2043 come abbiamo stigmatizzato l'autonomia differenziata come grande specchietto per le allodole, un grande imbroglio - politicamente parlando - ordito da un leghismo ormai in piena crisi d'identità e di legittimità:

https://www.autonomieeambiente.eu/forum-2043/104-autonomia-differenziata-specchietto-per-allodole

 

 


 

Tutto sui lavori della IV assemblea generale - Imola 2024

A Imola in Romagna, i giorni 6 e 7 dicembre 2024, Autonomie e Ambiente ha tenuto la propria IV assemblea generale, all'Hotel Donatello.

Qui l'agenda dei lavori.

Qui il documento politico e gli ordini del giorno finali.

Qui il comunicato stampa.

Qui l'approfondimento sul contributo dell'esperienza di sanità pubblica e prossima portataci da Ornella Mancin e Tiziana Mattiazzi, dalle comunità di Cavarzere e Cona, dove opera la cooperativa Medicina Futura.

Qui di seguito i quattro video che documentano ampiamente i lavori:

1) VENERDÌ 6 DICEMBRE 2024 - L'AUTONOMIA CURA (Autonomy cares) - sessione di ascolto di competenze ed esperienze – prima parte - h 15-17

Modera: Mauro Vaiani (v.p. segretario AeA) - Interventi:  Samuele Albonetti (RU); Giovanni Poggiali (MAR); Prof. Vittorio Daniele; Dott.ssa Ornella Mancin; Dott.ssa Tiziana Mattiazzi; Roberto Visentin (presidente AeA)

 

 

2) VENERDÌ 6 DICEMBRE 2024 - L'AUTONOMIA CURA (Autonomy cares) - sessione di ascolto di competenze ed esperienze – seconda parte - h 17.15-19.15

Modera: Mauro Vaiani (v.p. segretario AeA) - Interventi:  Dott. Sergio Bagnasco; Prof. Tiziano Bonini Baldini; Agostino D'Antonio; Joël Farcoz (Union Valdôtaine); Riccardo Galimberti (RiBella Firenze-OraToscana); Marco Mastacchi (cons. regionale civico E-R); Antonello Licheri; Fabrizio “Caveja” Barnabè (l'artista romagnolista nella foto)

 

3) SABATO 7 DICEMBRE 2024 - IL CIVISMO GENERA AUTONOMIE (Civism generates autonomies) - assemblea dei delegati - prima parte h 09-11

Purtroppo manca la registrazione dei primi minuti in cui si sono letti i saluti di Renato Soru  (Progetto Sardegna – Coalizione Sarda), Ciro Lomonte (Siciliani Liberi), Emiliano “Milian” Racca (Liberi Elettori Piemonte), Marco Cannito (Città Diversa - Livorno), Elia Mioni (Il Passo Giusto); Manuel Pirino (Generazione Italie);  Ettore Beggiato (autonomista veneto)

L’assemblea ha anche ricordato con un momento di raccoglimento gli ostaggi, i prigionieri politici, i feriti e i caduti di tutte le violenze politiche, di tutti i conflitti, su ogni fronte

Modera: Mauro Vaiani (v.p. segretario AeA) - Interventi: Roberto Visentin (presidente AeA); Samuele Albonetti (presidente Rumâgna Unida); Joël Farcoz (président de l'Union Valdôtaine); Michele Zuddas (promotore "Pratobello 2024"); Domenico Galbiati (Insieme); Paolo Guerra (AssoRaRo)

 

4) SABATO 7 DICEMBRE 2024 - IL CIVISMO GENERA AUTONOMIE (Civism generates autonomies) - assemblea dei delegati - seconda parte h 11.30-13.30

Modera: Mauro Vaiani (v.p. segretario AeA) - Interventi: Luigi Spanu (Partecipazione Attiva); Gino Giammarino in ricordo di Beppe Di Bello (Liberiamo la Basilicata); Enrico Chiapparoli (segretario Lombardia Civica); Maxhence Helfrich (segretario generale EFAy); Samuele Albonetti (Rumâgna Unida); Diego Genta (att. franco-provenziale – Lib. Elettori Piemonte); Riccardo Galimberti (RiBella Firenze – OraToscana); Gino Giammarino (Comitato Charta di Melfi); Giuseppe Olivieri (presidente Lombardia Civica); Francesca Marrazza (RiBella Firenze); Stefano Pesaresi (azdor Rumâgna Unida); Silvia “Lidia” Fancello (Comitato Sardigna Pro S’Europa); conclusioni di Lorena López de Lacalle (presidente EFA)

 

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I quattro video che documentano i lavori di Imola possono essere ascoltati tutti insieme attraverso il collegamento alla playlist creata dal canale YouTube Autonomie e Ambiente:

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L'assemblea di Imola non sarebbe stata possibile senza il supporto e la generosità della forza politica territoriale locale, Rumâgna Unida, dello storico Movimento per l'Autonomia della Romagna
e di alcuni cittadini impegnati nel civismo imolese.

Si ringrazia, per il costante supporto tecnico, organizzativo e politico Stefano Pesaresi (azdor Rumâgna Unida). Grazie al creativo e videomaker Renzo Giannini di Prato per il supporto nella pubblicazione della documentazione video.

AUTONOMIE E AMBIENTE (AeA)è orgogliosamente partner nella Repubblica Italiana di EUROPEAN FREE ALLIANCE (EFA) - https://www.e-f-a.org

Per maggiori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - https://www.autonomieeambiente.eu

Imola, 23 dicembre 2024 - raccolta di documenti a cura della segreteria interterritoriale

 

 

Un'alleanza per salvare Palermo

Riceviamo dalla Segreteria del Movimento Siciliani Liberi e volentieri rilanciamo:

UN'ALLEANZA PER SALVARE PALERMO

Domenica 21 novembre 2021 si è svolto un incontro, l'ennesimo, in vista delle prossime elezioni amministrative di Palermo a Palazzo Varvaro Pantelleria.

È da circa un anno che l'arch. Ciro Lomonte, il segretario di Siciliani Liberi, partecipa a incontri con varie realtà di Palermo e dialoga, nel segno del civismo, con associazioni di cittadini, gruppi di volontariato, in vista dell'appuntamento di giugno 2022 per il rinnovo dell'amministrazione della città.

La riunione di domenica è stata aperta dall'appello del segretario a ragionare sul metodo, più che sui programmi. La coalizione cui si prova a dare vita vuole essere un'alternativa seria ai partiti italiani.

Il dibattito è stato animato da Giuseppe Vizzolo, Marcello Muratore e Pippo Catalano (Forza Palermo); Fabio Alfano, Liboria Ribaudo, Rita Barbera, Gaspare Citarrella (Bene Collettivo - Progetta Palermo); Nadia Spallitta, candidata sindaco nel 2017; Danilo Lannino, Francesco Raffa (Rigeneriamo Palermo); Claudio Fogazza; Giulia Argiroffi, attuale consigliere; Giovanni Moncada, presidente Associazione Comitati Civici; Marco Lo Dico, vicesegretario Siciliani Liberi. Erano presenti fra gli altri Giacomo Pillitteri, Filippo Occhipinti (ex consigliere comunale), Fabrizio Romeo. Hanno inviato dei messaggi, in quanto stavolta non potevano essere presenti, Daniele Pirrello (Sicilia, Futuro e Rinascita) e Alessandro Fontanini (Palermo merita di più).

Si punta a creare un comitato che coordini la coalizione, con le tre donne più rappresentative: Nadia Spallitta (vicepresidente del consiglio comunale nel periodo 2012-2017), Giulia Argiroffi (nota per la sua opposizione sempre ben argomentata in consiglio comunale), Rita Barbera (direttrice di carceri, fra cui il Pagliarelli). Questo comitato terrà le fila, in attesa di scegliere una o un candidato sindaco di comune accordo, con un programma di rinascita di Palermo condiviso da tutte le realtà dell'alleanza.

Per seguire questo cammino di autogoverno politico e amministrativo di Palermo:

https://www.sicilianiliberi.org/2021/11/21/unalleanza-per-salvare-palermo/

Union e réunion, anche l'autonomismo valdostano davanti alla sfida del centralismo

L'Union Valdôtaine ha trovato l'accordo sulla "réunion" con altri eletti, gruppi, movimenti autonomisti della Valle d'Aosta. Il 16 giugno 2024 a Saint-Vincent si riunirà un'assemblea congressuale con tutti gli iscritti della UV e con gli iscritti a un registro aggiunto degli aderenti al processo di riunificazione autonomista.Il presidente sarà eletto fra esponenti della UV, mentre i due vicepresidenti potranno essere rappresentativi di altre anime dell'area autonomista.

La presidente Cristina Machet, nel suo discorso all'assemblea congressuale del 17 maggio che ha approvato le regole di convocazione del congresso di giugno, usando parole di Chanoux (ricordato nell'ottantesimo anniversario del suo martirio), ha sottolineato che "Quando sentiamo che non siamo soli, che tanti altri condividono con noi gli ideali, la stessa fede nel destino della nostra piccola patria, siamo più coraggiosi, siamo più attivi, siamo più convinti della giustezza dei nostri pensieri”.

Ritrovarsi, uscire dall'isolamento, emanciparsi insieme dal senso di impotenza che le forze storiche dell'autonomia provano in uno stato in cui le autonomie e la stessa democrazia sono erose da leggi elettorali ingiuste e dal governo più centralista della storia repubblicana, sono le sfide che aspettano anche l'Union, come tutte le forze autonomiste d'Italia e d'Europa.

A cura della segreteria interterritoriale - Aosta-Milano, Pentecoste, 19 maggio 2024

 

Unirsi e collaborare per le elezioni del 25 settembre 2022

Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo - pressoché integralmente - un forte invito a unirsi e a collaborare per le elezioni del 25 settembre 2022 che ci è arrivato dal gruppo "Primavera dell'Autonomia" del Trentino, animato da Fausto Valentini.

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Iniziativa LA PRIMAVERA DELL’AUTONOMIA - Sede Ville d’Anaunia – Trento

A Movimenti – Partiti – Associazioni – Soggetti singoli del mondo autonomista, federalista, indipendentista, regionalista, identitario, liste civiche territoriali e popolari, persone di pensiero localista e decentralista.

Oggetto: Dare vita ad un’alleanza politica per le elezioni politiche del 25 settembre 2022

Carissime amiche ed amici,

referenti dei soggetti aggregati in movimenti, partiti, associazioni, e singole persone che si ritrovano nei valori comuni all’autonomismo, del federalismo, del indipendentismo, dei territori e della loro identità, rivolgiamo l'invito a costruire insieme un’alleanza politica per le elezioni politiche del 25 settembre 2022.

Molti sono i soggetti politici in Italia che si riconoscono nei valori sopra citati e che operano nei loro territori di appartenenza quali province e regioni, e che rappresentano una realtà spesso locale e molto spesso frammentata e divisa nello stesso territorio di operatività più che per visioni e idee per personalismi e interessi personali.

Dobbiamo invece riconoscere la necessità di anteporre agli interessi personali il dovere di mettersi al servizio di un obbiettivo comune più importante, coerente con i nostri valori, salvaguardando le nostre identità, unendo i nostri modi e capisaldi di pensare la politica e la nostra società attraverso le nostre comunità territoriali nella rivendicazione di autogoverno e di autonomia nei confronti del centralismo presente nello stato italiano.

Attraverso il senso comune che ci anima è indispensabile ora “fare un passo in avanti” nei confronti dell’altro, per trovare un’unità di intento e di prospettiva comune per costruire un’alleanza condivisa per portare le nostre idee e proposte all’interno del parlamento, avendo la possibilità di una rappresentanza diretta e non delegata ad altri.

L’invito che attraverso questa missiva viene inviato a tutti Voi, è quello di unire le nostre forze positive e strategiche per dare una logica comune al nostro lavoro costante e giornaliero, per dare voce alle nostre istanze e alle persone che rappresentiamo.

Lavorano per questa “unita” già alcuni protagonisti:

▪ AeA – Autonomie e Ambiente

Alleanza per l’Autonomia contro il centralismo, aggregati attraverso il Manifesto di Desenzano del Garda del 19 giugno 2022

▪ altri soggetti politici

Sappiamo tutti quantiquanto sia difficile ottenere questo obbiettivo di superare la quota di sbarramento [del Rosatellum], ma andare “tutti” in una solitaria corsa porterebbe ad un “voto non utile” e solo partecipativo, senza ottenere rappresentanza politica se non in alcune regioni attraverso i collegi uninominali (molto probabilmente solo in Valle d’Aosta e in provincia di Bolzano).

Attraverso questo invito – appello di “Unità Autonomista” come promotori del progetto diun’ alleanza politica per le elezioni politiche del 25 settembre 2022,

CORTESEMENTECHIEDIAMOED INVITIAMO

agli interessati soggetti politicidi pensare ad una opportunità comune di dare voce e rappresentanza ai nostri valori personali e delle nostre comunità e ai nostri territori, non delegandoli alle forze nazionali che di autogoverno, autonomia, federalismo e identità territoriale si riempiono solo la bocca.

Visto i tempi ristretti per costruire questa “opportunità comune” (eventuali simboli e liste vanno depositate entro il 15 agosto 2022) Vi invitiamo se interessati ad aderirea una “Alleanza per l’Autonomia” contattando entro il 30 luglio 2022 i responsabili del progetto, invitando voi tutti a segnalare ad altri soggetti politici o singoli rappresentanti l’interesse di questa iniziativa politica, segnalando poi ai responsabili del progetto i nominativi dei vari soggetti politici o delle singole persone.

A tutti Voi in Ringraziamento e un cordiale A PRESTO!

Fausto Valentini (ideatore della Primavera dell'Autonomia - Trentino)

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  • L'appello sta raggiungendo in queste ore praticamente l'intero spettro delle forze localiste che credono nella #RepubblicadelleAutonomie. La presidenza di Autonomie e Ambiente ringrazia, lo diffonde, lo prende in considerazione, perché questa volontà di collaborare in senso anticentralista deve tornare una priorità per una nuova generazione di leader autonomisti, civici, ambientalisti, localisti, come avevamo scritto nel nostro Appello 2023.

VI Congresso MeriDem (Meridionalisti Democratici)

 

Udine, 23 novembre 2021

Cari amici Meridionalisti Democratici,

avremmo partecipato molto volentieri al vostro VI Congresso, che si riunisce ad Aversa il 28 novembre 2021. Ci è impossibile per impegni precedentemente presi, ma non potevamo rinunciare a trasmettervi i migliori auguri di buon lavoro.

Il vostro impegno e il dialogo che avete instaurato con la rete Autonomie e Ambiente sono preziosi. Insieme possiamo migliorare la capacità di collaborazione tra le formazioni politiche sinceramente convinte della necessità di lottare per l’autogoverno dei territori e di combattere il centralismo italiano, che subdolamente, ma oggi sempre più dichiaratamente, in ultimo con il prolungamento dello stato di emergenza, tenta di eliminare le nostre residue autonomie.

Oltre che contro il centralismo, dobbiamo impegnarci insieme contro i falsi difensori dei diritti territoriali, che costantemente tentano di boicottare l’autogoverno dei territori. Imprenditori della divisione (Nord vs Sud, o viceversa), si presentano come avvocati dei territori e poi inevitabilmente finiscono per fondare nuovi partiti centralisti, o per allearsi con essi. Le loro azioni, e ancor più i loro risultati, rendono ormai evidente la loro malafede.

La rete Autonomie e Ambiente è un coordinamento fra le diversità. Non c’è in noi alcuna volontà di semplificare le diversità territoriali. Anzi, al contrario, vogliamo fare rete con decine di realtà civiche, ambientaliste, localiste.

Il migliore augurio che vi possiamo fare è quello di riuscire crescere, non solo come movimento, ma anche movimento capace di allearsi con altri attorno al minimo comun denominatore di progetti politico-istituzionali percorribili e raggiungibili, nel rispetto delle diversità regionali e infraregionali.

Fra i nostri aderenti, per prossimità geografica, si unisce in modo particolare a questo saluto la forza sorella del Movimento Siciliani Liberi. Ci preme tuttavia farvi sentire la vicinanza di tutte le forze di Autonomie e Ambiente o in dialogo, come voi, con la nostra rete.

A presto!

Roberto Visentin

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Walter Pruner candidato in Trentino con Casa Autonomia

Walter Pruner, autonomista trentino, intellettuale impegnato per tutte le autonomie e associato ad Autonomie e Ambiente,  si è candidato per il consiglio provinciale del Trentino nella lista di Casa Autonomia. Le elezioni nella provincia autonoma si terranno domenica 22 ottobre 2023.

Walter Pruner non si era mai candidato. La sua è stata una decisione sofferta. Dopo la deriva autodistruttiva del PATT, il partito da cui gli autonomisti come Pruner sono stati costretti ad allontanarsi, non è e non sarà facile la ricostruzione di un autonomismo consapevole, fedele alle proprie radici, quelle dell'ASAR e della Carta di Chivasso, innovativo e aperto, adatto al XXI secolo.

Sono in corso diverse iniziative per rilanciare l'autonomismo trentino, ma fra di esse Casa Autonomia è quella più avanzata e quindi la naturale candidata a essere il principale terreno di ricostruzione.

Ha dichiarato Walter Pruner, in più occasioni dopo l'annuncio della sua candidatura, che non poteva più tirarsi indietro. Con l'incoraggiamento della sua famiglia, ha seguito il cuore e si è schierato in difesa di ciò che è stato costruito dagli autonomisti trentini, fra i quali non possiamo non ricordare suo padre Enrico.

Casa Autonomia si presenta in una alleanza democratica e autonomista insieme a praticamente tutto il centrosinistra, in alternativa alla giunta Fugatti e all'operazione a suo tempo iniziata dal leaderismo salvinista, quando impose la candidatura del suo proconsole per distruggere l'autonomia politica del Trentino, riducendolo a provincia obbediente al "capitano", esattamente come gli altri territori dove oramai spadroneggia il centralismo politico italiano.

Da ciò che resta del PATT, dopo averli visti partecipare a una operazione di tale miopia politica, c'era da aspettarsi di tutto e di tutto infatti è arrivato: persino l'alleanza con Fratelli d'Italia, la forza politica che, senza infingimenti, è la più chiaramente opposta agli ideali della Repubblica delle Autonomie. Avversari rispettabili, anche perché quasi mai ipocriti, ma esattamente all'opposto di ciò per cui è impegnato il nostro mondo autonomista, modernamente territorialista, ambientalista e civico.

Buon lavoro a Walter Pruner e alla lista Casa Autonomia, di cui più avanti pubblicheremo altri contributi per farne conoscere il respiro politico e gli impegni programmatici per il Trentino, quindi per tutta la Repubblica delle Autonomie e per l'Europa delle Regioni.

Trento, 17 agosto 2023 - a cura della segreteria interterritoriale

Segnazioni di approfondimento:

https://www.facebook.com/walter.pruner

https://www.casaautonomia.eu/

https://www.autonomieeambiente.eu/forum-2043/98-la-piu-forte-autonomia-potrebbe-anche-autodistruggersi

https://www.autonomieeambiente.eu/forum-2043/96-fuori-dal-sottosviluppo-politico

Nella foto, Walter Pruner. Sotto, il simbolo di Casa Autonomia.

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