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Catalogna

Fare rete in Sardegna e ben oltre

 

Olbia 20 novembre 2021

 

Gentilissimi e gentilissime partecipanti al convegno indetto dall’Assemblea Natzionale Sarda (ANS),

 

in occasione dell’incontro con la presidente dell’Assemblea Nacional Catalana (ANC), Elisenda Paluzie, vi scrivo, impossibilitata a presenziare, in qualità di osservatrice ALE-EFA e delegata di Autonomie e Ambiente.

Vi trasmetto i saluti e gli auguri di buon lavoro della presidente ALE-EFA Lorena Lopez De La Calle e del presidente di Autonomie e Ambiente Roberto Visentin, oltre ai miei personali.

La storia della Catalogna, come territorio autonomo che aspira e quindi lotta per il pieno autogoverno in una Europa confederale, è esemplare e dovrebbe essere d’ispirazione per la Regione Autonoma della Sardegna e per tutti gli altri territori della Repubblica Italiana che aspirano all’autodeterminazione.

La repressione anti-catalana deve essere approfondita e ben compresa da tutti noi. Noncisi può nascondere che tale repressione sia sostenuta in molti modi, espliciti o sotterranei, dalle forze del centralismo sia in Italia che in Europa.

La Repubblica Italiana e l’Unione Europea, come dimostrato una volta di più dall’uso del mandato di cattura europeo come armapoliticaimpropria contro gli esuli catalani, sono percorse da pulsioni autoritarie e centraliste, ma la nostra ammirazione per il percorso deiCatalani non deve fermarsi alla valutazione dei risultati da loro ottenuti, tralasciando l’analisi del metodo seguito per ottenerli.

È necessario capire le fasi del percorso, composto di dialogo, unità di intenti, piccole e grandi strategie e che ha portato la Catalogna a sfiorare il Sogno indipendentista.

Lo loro capacità di crescere, rinnovarsi, fare rete con le forze civiche, ambientaliste, territoriali e locali, spiega molti dei loro risultati.

Alla luce di questo oggi,anchein questa assemblea si possono gettare le basi per un nuovo percorso, che vada verso la maturità dell’autodeterminismo sardo,il qualedeve passare necessariamente dalla celebrazione delle altrui vittorie alla programmazione delle proprie,che sianovittorie a breve, a media, o a lunga scadenza.

La pluralità delle forze che aspirano all’autogoverno della Sardegna è una ricchezza che va incanalata nella capacità di fare squadra, rammentando che il nostro unico avversario storico è il centralismo.

Infine l’auspicio è che il mondo autodeterminista sardo volga lo sguardo anche a quei territori della penisola italiana che soffrono degli stessi mali della nostra terra, che aspirano a forme più o menoavanzatedi autogoverno, che come noi detengono un patrimonio culturale e linguistico oramai a rischio.

Non è da sottovalutareche un lavoro politico comune, tra forze delle diverse nazioni e territori,ci consentirebbe di esercitare maggiori pressioni sulla Repubblica Italiana,anche per una riscrittura della Costituzione in terminipiù avanzati nella direzione dell’autogoverno dei suoi popoli e territori.

Lo statuto della nostra regione è oramai obsoleto,dopo esser stato in gran parte tradito,mentre lo stato italiano sta riguadagnando terrenoin ogni materia.

Sono convinta che sia necessario ristabilire i termini dei rapporti fra stato e regione e sono altresì convinta che non si possa aspirare all’indipendenza se non si è capaci di praticare l’autonomia.

Con l’augurio di un proficuo lavoro vi saluto e vi abbraccio.

Silvia Lidia Fancello

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L'8 marzo più lungo

L'8 marzo 2021 sarà uno dei più lunghi e complicati della nostra vita. Non solo per le ingiustizie dell'attuale crisi sanitaria, economica e sociale, che colpisce le donne più che tutti, ma anche perché domani sarà un giorno che segnerà la storia europea. Il Parlamento europeo voterà in serata sull'immunità di Clara Ponsati, Toni Comin, Charles Puigdemont.

Auguri di cuore a tutte le donne.

Auguri di cuore a Clara Ponsati.

Auguri al Parlamento europeo, che riesca a salvaguardare l'onore e l'integrità dell'Europa, mantenendo l'immunità dei tre eurodeputati catalani minacciati da una proposta ostile originata da ambienti reazionari e sostanzialmente neofranchisti.

Seguite il dibattito su Twitter e sugli altri social:

https://twitter.com/rete_aea/status/1368209682020642819

Il messaggio (diffuso anche in francese e in inglese) del presidente della regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz (della Union Valdôtaine):

https://twitter.com/ErikLavevaz/status/1368615765419716614

 

 

 

Un affettuoso ricordo di Aureli Argemí

  • Autore: Alessandro Michelucci - Firenze, domenica 14 aprile 2024

Pubblichiamo, purtroppo con un po' di ritardo, per via delle sinistre vicende che hanno impedito a EFA e ad Autonomie e Ambiente di partecipare alle elezioni europee, un affettuoso ricordo di Aureli Argemí, inviatoci da Alessandro Michelucci. Tutti coloro che sono ancorati ai valori di Chivasso conoscono già Aureli o almeno conoscono già qualcuna delle iniziative che lui ha promosso, per l'autogoverno di tutti i popoli, dappertutto nel mondo.

Aureli Argemí: un amico, un esempio

Negli ultimi tempi coloro che sono sensibili ai diritti delle minoranze hanno perso alcune figure di riferimento. Nel 2023 sono deceduti Tilman Zülch, fondatore e animatore della Gesellschaft für bedrohte Völker, e lo studioso fiorentino fiorentino Sergio Salvi, che negli anni Settanta fu il primo italiano a trattare il tema delle nazioni senza stato, ignorato se non addirittura censurato dalla cultura dominante. Chi crede che la diversità culturale e linguistica sia una delle ricchezze più grandi ha un enorme debito di riconoscenza verso di loro.

Lo stesso vale per Aureli Argemì (1936-2024), deceduto il 1° aprile scorso, figura diversa dalle due suddette, ma anche lui responsabile di un percorso culturale e politico che ha inciso profondamente sui temi in questione.

Non si contano i convegni e le pubblicazioni che ha realizzato; le conferenze alle quali ha partecipato; le iniziative di respiro europeo e internazionale che in un modo o nell'altro l'hanno visto coinvolto.

Prima esule antifrancista a Milano, dove ha vissuto per vari anni pubblicando la rivista Minoranze. Rientrato in Catalogna dopo la fine della dittatura, ha fondato il CIEMEN e diretto la rivista Europa de les nacions, che nonostante l'interesse prevalente per l'Europa ha dato spazio anche a studiosi e militanti di altri continenti.

Poi, sempre attento al mutare dei tempi, nel 2007 ha fondato Nationalia, un vero e proprio giornale telematico che aggiorna su tutto quello che riguarda le minoranze, i popoli indigeni e le nazioni senza stato, riportando notizie importanti che i media ignorano o confinano in minuscoli trafiletti.

Fu promotore da Barcellona della Dichiarazione universale dei diritti linguistici, del 1996.

Fu fortemente legato alla sua Catalogna, ne ha caldeggiato l'indipendenza, ma sempre con toni pacati e motivazioni intelligenti, senza scadere mai in posizioni estremiste.

Cattolico autentico, mai settario, Aureli ci ha lasciato anche un libro dove racconta la sua vita e le sue molteplici esperienze: si tratta di La llavor sembrada(Pórtic, 2023). Sarebbe bello se un editore italiano lo traducesse.

La sua vita si è chiusa con una coerenza esemplare, lasciando scritto che il modo migliore per onorare la sua memoria era quello di sostenere un'associazione che aiuta i poveri.

Grazie, Aureli, amico catalano. Grazie per quello che ci hai insegnato e per il tuo esempio, che rimarrà per sempre dentro di noi come un tesoro vivo e palpitante.

Firenze, domenica 14 aprile 2024

Alessandro Michelucci

direttore della rivistaLa causa dei popoli

 

 Per approfondire si veda anche:

https://www.ciemen.cat/

https://twitter.com/elciemen/status/1774919678713839638

https://www.valledaostaglocal.it/2024/04/03/leggi-notizia/argomenti/consiglio-valle/articolo/sui-progressi-politici-in-corsica-e-catalunya-bertin-riferisce-al-consiglio.html

https://www.lapatriedalfriul.org/cungjo-aureli-nus-lasse-un-grant-omp-aureli-argemi-che-si-e-batut-pai-dirits-dal-popul-catalan-e-par-chei-di-ducj-i-popui-minorizats-il-comunicat-in-lenghe-catalane-e-furlane/

https://www.rivistaetnie.com/ricordo-di-aureli-argemi-138259/

 

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