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Leggi elettorali più giuste per tutti

Da Livorno e Firenze: il civismo toscano per leggi elettorali più giuste

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, dalla Toscana, una dichiarazione congiunta sulla necessità di riprenderci la rappresentanza e ricostruire la democrazia dal basso, resa da importanti esponenti dell'autonomismo e del civismo.

Livorno –Firenze,2 maggio 2024

Civismo toscano: uniti per riprenderci la democrazia

Comunicato congiunto di
Città Diversa Livorno, RiBella Firenze, OraToscana (Autonomie e Ambiente-EFA)

La lista civica Città Diversa (Livorno), la lista civica RiBella Firenze e la rete territorialista OraToscana (membro della rete Autonomie e Ambiente-EFA) si sono incontrate per rafforzare la propria collaborazione civica interterritoriale.

La democrazia italiana sta declinando vistosamente. Ne è un ulteriore conseguenza l’assenza dalle schede elettorali europee, di molti movimenti ed anche di quella lista europea dei territori che tanti movimenti civici, ambientalisti, autonomisti, stavano preparando, con la famiglia politica europea dei territori, EFA (European Free Alliance), prima che la maggioranza di centrodestra intervenisse con il decreto taglia-liste (decreto-legge n. 7 / 29 gennaio 2024, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 38 / 2024). Le regole del gioco sono state sinistramente cambiate a partita iniziata, nel silenzio assordante dei media e di gran parte del sistema politico italiano.

Non necessariamente il nostro mondo civico toscano avrebbe presentato una lista in più, ma avrebbe potuto contribuire, con pari dignità e con esponenti preparati, in coalizione con altre forze sociali e territoriali, alle importanti elezioni europee del prossimo 8-9 giugno, che si tengono contemporaneamente alle nostre elezioni comunali.

Il prossimo Parlamento europeo dovrà prendere decisioni importanti per una Europa meno burocratica, meno dominata dagli interessi della grande finanza, più democratica, più rispettosa delle diversità e degli interessi dei territori, delle comunità locali, delle piccole imprese, delle famiglie, delle persone comuni.

La voce della Toscana, e in particolare del nostro civismo toscano, con le regole cambiate in corsa, non potrà essere presente direttamente. Speriamo comunque nell’elezione in Italia e in Europa di persone che credono nei territori, nella pace, nel lavoro, nelle autonomie, ma in ogni caso non resteremo in disparte: continueremo il nostro lavoro politico, nei nostri comuni e con nuove forme di collaborazione interterritoriale.

Per ripristinare la democrazia, per riprenderci la rappresentanza, per trasmettere i valori civici, ambientalisti, territorialisti alle generazioni future, abbiamo deciso insieme di partecipare – grazie alla generosità e al senso civico di tante persone - alle elezioni comunali di Livorno (con la lista Città Diversa), a Firenze (con la lista RiBella Firenze), oltre che essere di aiuto e di sostegno alle decine di altre liste civiche indipendenti che si sono attivate, dal basso, per il bene del proprio comune.

Abbiamo inoltre deciso di aderire al Comitato Referendario per la Rappresentanza, che ha depositato il 23 aprile scorso quattro quesiti per abbattere il famigerato Rosatellum (a suo tempo voluto da tutti i partiti, di sinistra, centro e destra, e mai da essi messo in discussione).

Diciamo basta ai parlamentari “nominati” da pochi capi di partito. E’ tempo di riprenderci la rappresentanza e di tornare a far scegliere ai cittadini i loro rappresentanti, territorio per territorio.

Il Comitato Referendario per la Rappresentanza si ispira alle lotte dell’avvocato Felice Besostri, che per il suo impegno contro le leggi elettorali ingiuste e incostituzionali si è guadagnato la fama di “difensore dei diritti elettorali dei cittadini”. Besostri è spirato a Milano il 6 gennaio scorso, ma il suo lavoro per avere in Italia e in Europa più democrazia e più autonomie personali, sociali, territoriali, per tutti, continua!

 

p.Città Diversa Livorno
Marco Cannito

p. RiBella Firenze
Riccardo Galimberti

p. OraToscana (Autonomie e Ambiente-EFA)
Mauro Vaiani

 

Depositati i quattro quesiti anti-Rosatellum

DEPOSITATI IERI IN CASSAZIONE I QUATTRO QUESITI REFERENDARI

Roma, Palazzo Montecitorio 24 aprile 2024

Ieri (23 aprile), alla Camera dei Deputati, il neocostituito comitato promotore del referendum per l’abrogazione parziale delle attuali leggi elettorali per la Camera e per il Senato (il cosiddetto Rosatellum) ha presentato i quesiti referendari appena depositati al competente Ufficio presso la Suprema Corte di cassazione.

Ricordiamo che è necessario registrarsi per aiutare il neonato "Comitato Besostri":

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSevfwm6gxcPfaJdWSwzQ90PCkD7vqaKnED82DSjAoemScGWXg/viewform?pli=1

Il comitato è costituito da cittadini, di diverso orientamento politico e formazione culturale, accomunati dal proposito di restituire a ciascun italiano il diritto di scegliere chi debba rappresentarlo.

Con il Rosatellum, una minoranza sempre più esigua di elettori, finisce per trasformarsi in una maggioranza parlamentare. Onde possiamo dire che oggi, come ieri, a governare il paese non è la maggioranza dei cittadini, ma la meno debole delle minoranze. -ha spiegato il senatore Enzo Palumbo, vicepresidente del Comitato - A questo punto, visto che ogni tentativo per via giurisdizionale è risultato vano, l'unica possibilità di evitare che anche le prossime elezioni si svolgano con una legge elettorale invisa alla maggior parte dei cittadini, è per l'appunto il tentativo di fare pronunziare proprio i cittadini attraverso un referendum popolare, sui punti più palesemente incostituzionali di questa legge”.

I quesiti referendari sono quattro e intervengono su specifici aspetti della normativa in vigore:

1) ABOLIZIONE DEL VOTO CONGIUNTO TRA CANDIDATI UNINOMINALI E LISTE PLURINOMINALI, per consentire al cittadino elettore la libera scelta tra lista proporzionale e candidato uninominale;

2) VIA LE SOGLIE ELETTORALI PER LISTE AUTONOME E COALIZIONI, per ridurre la dispersione di voti validi e garantire, a chi ha un quorum utile anche in un solo collegio o in una sola circoscrizione, di essere rappresentato;

3) TUTTE LE LISTE DEVONO RACCOGLIERE LE FIRME PER PROPORRE CANDIDATURE, ponendo fine al privilegio dell'esonero dalla raccolta di firme per i partiti già presenti in Parlamento, ponendo tutte le liste in condizione di partire alla pari nella competizione elettorale;

4) FINE DELLE PLURICANDIDATURE, per impedire agli apparati di partito di predeterminare la composizione del Parlamento (contenendo il numero dei "nominati").

“A questa iniziativa, che sconta inevitabilmente i paletti costituzionali che la limitano all’essenziale, se ne accompagnerà un’altra: -ha concluso nel suo intervento Enzo Palumbo - una legge d’iniziativa popolare per consentire l’introduzione delle preferenze, in modo che il Parlamento cessi di essere il luogo dei nominati e diventi invece il luogo degli eletti dal popolo, con una nuova legge elettorale che, se approvata tramite il referendum, potremmo anche chiamare “Besostrellum”,  come postumo omaggio a chi l'ha voluta fino a morirne”.

Nel corso della Conferenza stampa è stato proiettato un video di Giorgio Benvenuto,presidente d’onore del Comitato, che era impossibilitato a partecipare.

Da anni in Italia, di elezione in elezione –ha affermato la presidente Elisabetta Trenta nel suo intervento – i votanti sono sempre di meno e, quindi, il Parlamento eletto, meno rappresentativo, perde progressivamente il suo potere a favore del potere esecutivo e di quella che chiamano governabilità. L’attuale legge elettorale nega uno dei principi della Costituzione e cioè che il voto dovrebbe essere personale ed uguale.  I cittadini lo hanno capito e per questo non vanno più a votare, perché non siamo noi a scegliere coloro che ci devono rappresentare ma i capi dei partiti”.

Le sottoscrizioni saranno effettuate anche con l’utilizzo della firma elettronica mediante piattaforme private, a causa del ritardo nella messa a disposizione della piattaforma pubblica.

Questa iniziativa referendaria, ispirata dal compianto Carlo Felice Besostri, sta riscuotendo molte adesioni trasversali agli schieramenti politici e culturali, incontrando l’appoggio di gruppi spontanei di cittadini, associazioni della società civile e gruppi eterogenei di personalità pubbliche.

Sergio Bagnasco, uno dei principali ispiratori del Comitato Referendario per la Rappresentanza (questo il nome ufficiale del comitato promotore) ha spiegato come questa iniziativa anti-Rosatellum sarà un modo di dare voce ai cittadini in cerca di rappresentanza, delusi ed esclusi dall'attuale degrado delle leggi elettorali della Repubblica.

Mauro Vaiani, vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente, membro fondatore del Comitato e uno dei tredici firmatari del deposito in Cassazione, ha ricordato come ormai da vent'anni siamo privi di leggi elettorali che consentano ai cittadini la scelta dei propri rappresentanti (dai tempi del Porcellum, quindi in pratica dal 2004): "I giovani qui presenti non hanno mai visto nella loro vita una elezione libera e competitiva per la scelta del rappresentante del loro territorio. Picconare il Rosatellum è necessario per frenare la deriva dell'elezione diretta di capi, in particolare del podestà d'Italia".

Enzo Paolini, ha ricordato Felice Besostri (di cui è stato uno storico collaboratore) il quale, in occasione di un dibattimento in Calabria in difesa della minoranza etnico-culturale Arbaresh, gli consegnò uno scritto sulla lotta per la rappresentanza che sarà presto pubblicato. Le parole di Besostri sono state lette, nella commozione generale, e sono state sentite da tutti come un vero testamento spirituale del grande difensore dei diritti elettorali dei cittadini.

Ricordiamo che la segreteria organizzativa del comitato è affidata a Riccardo Mastrorillo, Luigi Spanue Thomas Agnoli. Il tesoriere è Pietro Morace. Oltre ai già citati, ricordiamo che del comitato fanno già parte personalità come Marco Cappato, Nella Toscano, Paolo Antonio Amadio, Nicola Bono, Erminia Mazzoni, Mario Walter Mauro, Francesco Campanella, Mat teo Emanuele Maino, Vittorio Delogu, Giuseppe Gullo, Roberto Biscardini, Giuseppe Gargani, Mario Tassone, Marco Perduca.

Sul canale YouTube del COMITATO REFERENDARIO PER LA RAPPRESENTANZA sono già visibili un importante contributo video di Paolo Pagliaro e la registrazione della conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

I quesiti appariranno ad horas sulla Gazzetta Ufficiale (https://www.gazzettaufficiale.it/attiAssociati/1/?areaNode=3):

Per info e contatti:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 348 9044343 - www.iovoglioscegliere.it

Fonti:

  • Ufficio stampa del Comitato Referendario per la Rappresentanza
  • Testimonianze dirette dalla giornata romana del 23 aprile 2024 (genetliaco di Felice Besostri)
  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

 

Dieci giorni contro il ventennio dei nominati

Si aggiungono nuove iniziative dal basso contro le leggi elettorali ingiuste;

https://www.votolibeguale.it/

Sono sulla piattaforma pubblica, gratuita, accessibile, in grado di proteggere la privacy dei cittadini che la usano. 

Sono promosse da cittadini civici, indipendenti, coraggiosi (che conosciamo personalmente e che stimiamo).

Solo che restano pochi giorni, dieci da oggi! Entro il 30 settembre questa iniziativa dovrà terminare (mentre altre andranno avanti, ovviamente).

Migliaia di persone sanno che, ormai da un ventennio, i cittadini non eleggono più i loro parlamentari. Camera e Senato sono piene di "nominati". Persino giornalisti e politici importanti hanno ammesso in pubblico che questo scandolo delle leggi elettorali ingiuste deve finire.

Il silenzio assordante che ha soffocato iniziative come quella dell'anno scorso contro il Rosatellum del Comitato Besostri, può essere aggirato solo da un passaparola esponenziale.

L'orrendo Rosatellum in qualche modo dovrà essere cambiato, perché è insostenibile, contrario alle norme europee e soprattutto incostituzionale.

Chi sa come stanno le cose con il Rosatellum, firmerà per far sentire un po' di pressione popolare! 

Il Rosatellum deve essere cancellato. Coraggio!

 

Milano, 20 settembre 2025 - a cura della segreteria interterritoriale

 

Donare e aiutare per riprenderci la democrazia, abbattendo il Rosatellum

Molti di noi saranno ancora per due settimane impegnati per le elezioni dei propri comuni. Nel Nordest tanti di noi siamo impegnati a sostenere Giovanni Poggiali, unico candidato autonomista in campo alle elezioni europee 2024, contro il centralismo, le ipocrisie del bipolarismo, la deriva verso cui ci spingono gli aspiranti podestà d'Italia e napoleone d'Europa.

Eppure dobbiamo trovare il coraggio e quindi il tempo di aderire in massa alla grande campagna referendaria per la rappresentanza, quella della raccolta di firme per i referendum contro il Rosatellum, nel ricordo e nella continuazione delle lotte del grande difensore dei diritti elettorali dei cittadini, Felice Besostri.

Nessuno più di noi attivisti del civismo, dell'autonomismo storico, del moderno territorialismo, dell'ambientalismo come grande rinnovamento economico e sociale dal basso, sa quanto gravi siano le conseguenze del vivere sotto leggi elettorali ingiuste. Abbiamo un disperato bisogno di una svolta per riprenderci la democrazia e ridonarci la possibilità di scegliere una nuova generazione di leader locali.

Quindi attiviamoci. La raccolta delle firme partirà subito dopo il voto dei giorni 8-9 giugno 2024, ma da subito dobbiamo

DONARE un po' di soldi per la democrazia

https://www.iovoglioscegliere.it/donazioni

Inviate subito contributi, non importa quanto piccoli, direttamente sul conto corrente:

Comitato Referendario per la Rappresentanza

IBAN:  IT96Q0304801600000000082708 (Banca del Piemonte)

 

DONARE tempo, organizzando un comitato locale

https://www.iovoglioscegliere.it/contatti

 

Firenze, 25 maggio 2024 - a cura della segreteria interterritoriale

 

 

 

Due per mille 2025

Sono stati pubblicati i conteggi finali del "2x1000" relativi alle dichiarazioni 2025 (redditi 2024).

Sono disponibili e scaricabili dal sito dell'Agenzia delle entrate.

I dati ci confermano come la Repubblica sia drammaticamente arretrata nell'ordinamento del finanziamento dei partiti politici. Mancano regole semplici e chiare sull'accesso delle formazioni politiche locali, regionali, statali alla contribuzione popolare. La lista dei partiti attualmente ammessi alla contribuzione popolare attraverso il 2x1000 vede la totale assenza di formazioni politiche che sono realmente attive, mentre compaiono partiti che sono solo etichette vuote (oppure etichette di comodo per gruppi in realtà strettamente legati ai partiti maggiori).

Senza entrare nel dettaglio delle norme vigenti, ci limitiamo a ricordare che attraverso l'interpretazione capziosa di una legge malscritta (il decreto-legge n. 149 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 13 del 2014), non possono accedere alla contribuzione popolare attraverso il 2x1000 molti movimenti (fra cui le realtà regionali di Autonomie e Ambiente) per mancanza di collegamento diretto con una componente parlamentare.

Il risultato di questa arretratezza sulle norme di finanziamento della vita politica è evidente nei numeri: solo il 5,21 % degli oltre 40 milioni di contribuenti si avvale dell'opzione del 2x1000 per finanziare un movimento politico:

optanti 2.216.663 5,21
totale dei contribuenti 42.570.078

Fra i poco più di due milioni di cittadini che, nonostante tutto, confermano fiducia a una organizzazione politica, ci sono anche gli oltre seimila contribuenti che scelgono la sigla Y27, quella della storica Valdôtaine, unica fra le nostre forze sorelle EFA che, grazie alla sua rappresentanza parlamentare, compare nell'elenco dei partiti finanziabili. Da notare che migliaia di attivisti delle autonomie sostengono la Union pur non essendo residenti della Valle d'Aosta, come si può vedere da questa tabella:

Regioni   opzioni per la Union Valdôtaine
Valle d'Aosta   1.654
Lombardia   1.226
Piemonte   1.125
Lazio   316
Emilia Romagna   290
Veneto   285
Liguria   263
Toscana   177
Marche   148
Friuli Venezia Giulia   139
Campania   88
Sardegna   84
Sicilia   72
Umbria   48
Abruzzo   42
Trentino Alto Adige   40
Puglia   36
Calabria   18
Molise   0
Basilicata   0
TOTALE   6.062

Abbiamo analizzato i dati di tutti i partiti che sono stati scelti dai contribuenti e abbiamo trovato conferma di alcune realtà già note. Nella crisi generale della partecipazione e della fiducia nella politica, alcuni partiti della sinistra conservano ancora una base militante consapevole che li sostiene (spesso sproporzionata rispetto al loro peso elettorale reale, come se fossero votati in pratica solo dai loro militanti). I partiti moderati sono in crisi. I partiti di destra stanno crescendo, in quanto a sostenitori attivi. Qui la tabella generale con tutte le opzioni:

Partiti e movimenti Scelte-2025
Partito Democratico 632.803
Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale 435.855
Movimento Cinque Stelle 272.880
Europa Verde-Verdi 139.503
Sinistra Italiana 132.020
Lega per Salvini Premier 87.027
Piu' Europa 71.559
Azione 66.275
Italia Viva 55.313
Movimento politico Forza Italia 44.617
Sud chiama Nord 40.208
Lega Nord per l'Indipendenza della Padania 39.887
Radicali Italiani 31.458
Possibile 27.141
Sudtiroler Volkspartei 24.112
Partito Socialista Italiano 19.449
Centro Democratico 18.098
Unione Sudamericana Emigrati Italiani 14.280
Noi Moderati 13.741
Movimento Associativo Italiani all'Estero - MAIE 7.793
Stella Alpina 7.236
Volt Italia 6.157
Union Valdotaine 6.062
Italia dei Valori 5.176
Partito Autonomista Trentino Tirolese 4.769
Democrazia Solidale - DemoS 3.446
Coraggio Italia 2.966
Democrazia Cristiana con Rotondi 2.956
Campobase 2.551
L'Italia c'e'! 1.325
Totale scelte valide 2.216.663
Numero totale contribuenti 42.570.078

Un'altra analisi che ci è parsa significativa è quella della media dei contributi ricevuti da ciascun contribuente. La pubblichiamo in ordine decrescente, a partire dalle forze politiche che sono state finanziate da contribuenti mediamente più capienti, fino a quelle che sono state scelte da persone con redditi più bassi. La media generale della capacità del contribuente che ha esercitato l'opzione a favore dei partiti è poco sopra la metà. Questi i dati:

Partiti politici Versamento medio
Azione € 22,87
Italia Viva € 20,53
Sudtiroler Volkspartei € 18,88
Movimento politico Forza Italia € 17,68
Partito Democratico € 16,70
Democrazia Solidale - DemoS € 15,65
Radicali Italiani € 15,58
Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale € 15,18
MEDIA generale dei contribuenti optanti € 14,70
Piu' Europa € 14,37
Noi Moderati € 14,26
Italia dei Valori € 13,78
Lega per Salvini Premier € 13,13
Union Valdotaine € 13,08
Centro Democratico € 12,98
Sinistra Italiana € 12,78
Lega Nord per l'Indipendenza della Padania € 12,20
Democrazia Cristiana con Rotondi € 12,19
Campobase € 12,09
Partito Autonomista Trentino Tirolese € 11,90
Volt Italia € 11,65
Movimento Cinque Stelle € 11,62
Partito Socialista Italiano € 11,46
Possibile € 11,27
Movimento Associativo Italiani all'Estero - MAIE € 11,11
Europa Verde-Verdi € 11,10
Stella Alpina € 10,22
Coraggio Italia € 10,14
Unione Sudamericana Emigrati Italiani € 9,69
L'Italia c'e'! € 9,42
Sud chiama Nord € 6,08

Non meraviglia che la media dei sostenitori di alcuni partiti sia più alta della media generale (parte verde della tabella). Né che alcuni partiti che hanno un seguito giovanile (di persone quindi spesso e purtroppo con un reddito più basso) importante siano nella parte più bassa (rossa). Però sono possibili anche altre riflessioni, più critiche, che lasciamo agli attivisti che ci leggono.

Un rilievo critico lo vogliamo fare noi. E' evidente che su un numero così basso di optanti (solo 2 milioni su 40 milioni di contribuenti, in pratica), i numeri dei movimenti politici che controllano patronati e centri di assistenza fiscale risultano amplificati. Questa distorsione può preoccupare in una società in cui ci sono sempre più anziani e sempre più persone umili che hanno bisogno di un punto di riferimento per fronteggiare la metastasi normativa e le nuove disuguaglianze digitali.

Questa distorsione, in cui le persone più fragili e più povere rischiano di essere strumentalizzate da organizzazioni politico-clientelari, va monitorata con serietà e in qualche modo superata, perché è un altro pericoloso segnale della generale erosione della democrazia nella Repubblica.

Firenze, 28 gennaio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale

 

Emergenza legge elettorale

Nei lavori preparatori della II Assemblea Generale di Autonomie e Ambiente abbiamo inserito questa recentissima lettera che il  Coordinamento per la Difesa della Costituzione ha inviato a tutti i parlamentari della Repubblica. Si tratta di un documento profondamente consonante con la presa di posizione della nostra sorellanza per una legge elettorale più giusta per tutti.

Riforma elettorale:
ritornare alla Costituzione

 

Onorevole Deputato, Onorevole Senatore

gli eventi politici degli ultimi mesi hanno portato alle estreme conseguenze un malessere profondo che da lungo tempo erode la vita delle istituzioni politiche. In primo luogo la crisi che ha portato alla caduta del Governo Conte 2, aperta proprio nel momento in cui il Paese aveva bisogno di una guida rafforzata per uscire dalla pandemia ed avviare un processo di ricostruzione e di rinnovamento destinato ad incidere sul nostro futuro, ha messo in evidenza la distanza siderale fra i bisogni dei cittadini e le dinamiche dei palazzi della politica. In secondo luogo la nascita di un governo di emergenza, sostenuto da forze politiche contrapposte, ha accelerato i processi di scomposizione dei partiti, sia dal punto di vista della rappresentanza parlamentare (come dimostra la vicenda dei 5 Stelle), sia dal punto di vista politico (come dimostra la vicenda del PD), anche a destra si sono aperte divaricazioni.

Sono anni che registriamo una crescente sfiducia dei cittadini nei partiti e nelle istituzioni politiche rappresentative, un male oscuro che corrode la democrazia italiana ed incoraggia la crescita delle più disparate forme di populismo e di antipolitica. Adesso tocchiamo con mano quanto sia stato dannoso lo snaturamento della rappresentanza politica perseguito inseguendo, con le fallaci scorciatoie di premi di maggioranza, una maggiore governabilità.

Nel disegno costituzionale spetta a tutti i cittadini associati in partiti di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49). Il compito dei partiti è di selezionare una classe dirigente politica con il concorso inscindibile dei cittadini elettori, in modo da creare un canale di comunicazione permanente fra la società e le istituzioni.

Con l’estinzione dei partiti politici come organizzazioni politiche di massa e con l’introduzione di sistemi elettorali sempre più elitari, la composizione delle assemblee parlamentari purtroppo è diventata dominio esclusivo di ristrettissime oligarchie. Gli elettori non possono mettere becco nella scelta dei propri rappresentanti, né attraverso i canali di partito (che non esistono più), né attraverso le preferenze sulla scheda elettorale, non più consentite dal 1994. Di conseguenza i componenti delle assemblee elettive sono, in senso effettivo, non più rappresentanti del popolo, bensì rappresentanti del capo politico che li ha nominati, selezionandoli in base ai livelli di fedeltà alla propria persona. Questa situazione di estraniazione della rappresentanza dalle domande politiche, dai bisogni e dalle aspettative dei cittadini è la causa principale del disagio dei cittadini.

Le convulsioni politiche ed istituzionali che stiamo attraversando impongono un cambiamento di rotta, si deve ripristinare il modello costituzionale fondato sulla centralità del Parlamento, dove le domande, i bisogni ed i conflitti che percorrono la società possano essere rappresentati e trovare composizione attraverso il confronto ed il dialogo politico.

Per ridare valore alla rappresentanza è necessario agire su due fronti, quello dei partiti e quello dei sistemi elettorali. Il metodo democratico deve valere per tutti i partiti che partecipano alla competizione elettorale, non possono essere consentite delle satrapie, ci vogliono delle regole per disciplinare la partecipazione degli iscritti e i loro diritti esigibili, i congressi, il finanziamento, la formazione delle liste. Per questo occorre una legge sui partiti, sul loro funzionamento.

Tuttavia il primo passo per il rinnovamento dei partiti deve venire dal sistema elettorale che deve di nuovo collegare la rappresentanza dei partiti alla volontà espressa dal corpo elettorale, al quale si deve rispondere. Per questo è essenziale ed urgente riavviare il percorso di riforma del sistema elettorale che in questo momento risulta bloccato. A nostro avviso la riforma deve seguire i seguenti criteri.

La rappresentanza di ciascun partito non può essere gonfiata da artifici elettorali, come avviene nei sistemi maggioritari escogitando premi di maggioranza.

I sistemi elettorali devono garantire il pluralismo, senza soglie di accesso se non quelle implicite date dal numero degli eletti, e l’eguaglianza dei cittadini nel voto, sia in entrata che in uscita, consentendo agli elettori, attraverso la loro scelta diretta, di concorrere con i partiti nella selezione del singolo deputato o senatore.

Per questo non è più tollerabile il sistema delle liste bloccate che assicura un privilegio nella scelta dei parlamentari non più al partito-organizzazione di cittadini, ma a ristrette oligarchie, se non ad una singola persona. Il sistema delle preferenze, nel rispetto della differenza di genere e malgrado inconvenienti, che peraltro si possono prevenire con regole adeguate, può ridare dignità e ruolo adeguato all’associazionismo e alle forze vive della società civile, contribuendo in tal modo anche al rinnovamento dei partiti. Possono esistere anche altre possibilità di scelta diretta da parte dei cittadini, sempre a condizione che venga garantito che l’elettore possa indicare direttamente chi lo deve rappresentare.

E’ nei momenti di maggiore difficoltà che devono venire fuori le energie per il cambiamento. In questo momento di crisi della politica è necessario mettere in discussione gli aspetti di incostituzionalità dell’attuale legge elettorale, a partire dal voto unico obbligatorio per il collegio uninominale e la circoscrizione, per dar vita a una riforma elettorale autenticamente proporzionale, che restituisca agli elettori la facoltà di scegliere i propri rappresentanti in piena libertà, e per questa via porre le basi per ricostruire un rapporto di fiducia fra i cittadini e le istituzioni democratiche.

Chiediamo che il Parlamento si assuma la responsabilità di intervenire con urgenza per evitare l’onta che si vada di nuovo a votare con una legge elettorale che la Consulta potrebbe dichiarare incostituzionale, in quanto contraria ai diritti di partecipazione politica dei cittadini. Per quanto ci riguarda prenderemo tempestivamente tutte le iniziative necessarie per evitare che le prossime elezioni politiche si svolgano con una legge elettorale incostituzionale.

P. il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

Il Presidente prof. Massimo Villone

12 marzo 2021

 

 

Enzo Palumbo (Comitato Besostri) sul 25 aprile

Riceviamo dall'ufficio stampa del Comitato Referendario per la Rappresentanza e volentieri diffondiamo:

Co. Re. Ra. - COMITATO REFERENDARIO PER LA RAPPRESENTANZA

(comitato promotore di referendum parzialmente abrogativi del Rosatellum, ispirato al pensiero e all'azione di Felice Besostri)

Comunicato stampa

Enzo Palumbo, vicepresidente vicario del Comitato referendario per la Rappresentanza, ha dichiarato:

I partigiani di ogni colore politico che, dopo l’8 settembre 1943, sono insorti contro l’occupazione nazifascista per riscattare l’onore dell’Italia da una sciagurata guerra di aggressione voluta dal regime fascista, hanno rischiato e spesso perduto la propria vita per dare alle nostre comunità una Costituzione che assicurasse a tutti i cittadini la possibilità di essere liberamente rappresentati nelle istituzioni, dal più piccolo degli enti locali sino al Parlamento.

Grazie alla Costituzione repubblicana, così è stato sino a quando la ventata maggioritaria della c. d. seconda Repubblica ha cominciato a introdurre nel Paese leggi elettorali sempre più incostituzionali che poco alla volta hanno introdotto sistemi elettorali sostanzialmente autocratici, in cui la democrazia si esaurisce in un plebiscito quinquennale verso una sola persona (che sia sindaco, presidente-governatore, premier), che diventa l’unico titolare del potere di decidere le sorti della comunità che l’ha espresso.

Nel momento in cui l’Italia celebra la fine dell’occupazione nazista e della dittatura fascista, il Comitato Referendario si è assunto il compito di restaurare una parte degli istituti di democrazia liberale smarriti negli ultimi decenni proponendo quattro quesiti referendari che mirano a restituire ai cittadini il sacrosanto diritto di eleggere liberamente i propri rappresentanti in Parlamento.

...

Roma, 25 aprile 2024

...

Nella foto, da sinistra, Sergio Bagnasco, Elisabetta Trenta, Enzo Palumbo, Raffaele Bonanni, alla conferenza stampa di presentazione dei referendum anti-Rosatellum, alla Camera, lo scorso 23 aprile 2024

 

 

 

Il civismo che ha radici porterà frutto

Un intervento di Mauro Vaiani in dialogo con il prof. Pino Pisicchio, su quale civismo può veramente produrre innovazione e riforme nella Repubblica delle Autonomie e nell'Europa delle Regioni - (L'intervento è stato ripreso integralmente da Formiche.net : https://formiche.net/2025/08/il-civismo-non-si-esaurisce-con-le-liste-civetta-lintervento-di-vaiani/#content , ndr 9 agosto 2025)

 

Stimolato dall’intervento del prof. Pino Pisicchio, intitolato “Il trionfo delle liste civiche non ha nulla di civico” (apparso su Domani del 30/7/2025), vorrei ricordare come in tutta la Repubblica, nelle elezioni comunali e regionali, la presenza di liste civiche locali, nel senso lato di formazioni prive di simboli di partito, sia un fenomeno antico e consolidato, semplicemente incomprimibile, espressione del diritto-dovere costituzionale dei cittadini di attivarsi per scegliere i propri amministratori locali.

Questa presenza civica non è in crescita solo perché i partiti stessi promuovono liste civiche che in realtà sono liste civetta dietro le quali essi nascondono la propria impopolarità, quelle che il prof. Pisicchio chiama liste “ancillari” di uno dei due campi in cui si vorrebbe polarizzata la vita politica italiana.

Sta crescendo un civismo libero e autonomo, in gran parte indipendente se non in aperta polemica con le piramidi politiche del centrosinistra e del centrodestra. E’ questa è una buona notizia. Un civismo che, sia chiaro, se dalla crisi dei due poli rinascesse una piramide politica di “centro”, sarebbe indipendente anche da essa. Un civismo che sarebbe quanto meno ingeneroso liquidare come espressione di “potentati locali”.

Il civismo migliore è espresso da candidati liberi e autonomi che emergono e talvolta, almeno in ambiti territoriali ristretti, riescono a scardinare il bipolarismo, perché sono portatori di valori, culture, competenze e soluzioni ai problemi della propria comunità locale.

Poiché non esistono soluzioni “italiane” ai problemi dei tanti e diversi territori italiani, questo civismo locale è indispensabile.

I media ci bombardano con gli slogan agitati da pochi capi politici italiani, per uno dei quali dovremmo “tifare”, ma nessuno di questi slogan, da diversi decenni, produce buona politica per risolvere i problemi che si accumulano nelle periferie. Intendiamoci: di tifosi i capi politici italiani ne hanno ancora parecchi, ma ormai la rottura con questa politica italiana e i suoi slogan generici, per due cittadini su tre, è profonda e, al momento, appare irreversibile.

Il civismo di cui parliamo non è riportato dalla “piena” dell’antipolitica o del populismo. Ha radici culturali e politiche molto profonde: l’autonomismo antifascista ed europeista ispirato dalla Carta di Chivasso del 1943 (quello che i leghisti e i loro alleati hanno incredibilmente tradito); il fiume carsico, che potremmo chiamare “olivettiano”, dei civismi laici sempre in cerca di innovazione e bellezza, sensibili al richiamo della “campana” della humana civilitas, che risuona in ogni territorio; il socialismo autonomista di Giacomo Matteotti; la passione civile per le autonomie locale tipica del cristianesimo-sociale.

Il civismo che ha tali radici può generare nuove autonomie personali, sociali, territoriali, in Italia e in Europa, per noi e per le generazioni future.

Mi permetto di contraddire il prof. Pisicchio su un punto: con leggi elettorali più giuste, alcuni esponenti di questo civismo migliore potrebbero davvero riuscire a partecipare alla politica italiana ed europea, come indipendenti e come innovatori. Noi di Autonomie e Ambiente ci crediamo e per questo siamo in dialogo e al lavoro con altre reti del civismo, della solidarietà, del rilancio della partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

Firenze, 31 luglio 2025

 

Mauro Vaiani Ph.D.
vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente

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https://www.autonomieeambiente.eu

 

Il Comitato Referendum per la Rappresentanza si organizza

Il Comitato Referendario per la Rappresentanza si organizza e si appresta a depositare in Cassazione i quesiti per abbattere il Rosatellum e frenare la deriva autoritaria, centralista, presidenzialista. Riceviamo e volentieri pubblichiamo dall'ufficio stampa del Comitato Besostri. Ricordiamo a tutti che è possibile DARE LA PROPRIA DISPONIBILITÀ al Comitato attraverso questo modulo raccolta dati.

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IL COMITATO REFERENDARIO CONTRO IL ROSATELLUM SI ORGANIZZA

Roma, 18 aprile 2024

Si è costituito il 17 aprile, presso lo Studio Notarile Fanfani-Pellegrino di Roma, il Comitato promotore del referendum per l’abrogazione parziale delle attuali leggi elettorali per la Camera e per il Senato, il cosiddetto Rosatellum.

Ne hanno dato notizia l’ex senatore Enzo Palumbo, Paolo Antonio Amadio e Sergio Bagnasco, che sono stati fra i principali promotori dell'iniziativa, in continuità con il lavoro di Carlo Felice Besostri.

Il comitato promotore ha scelto Giorgio Benvenuto come presidente d'onore (nella foto).

2024 04 17 Giorgio Benvenuto presidente onore anti Rosatellum

La presidenza e rappresentanza legale è stata affidata a Elisabetta Trenta (nella foto).

Foto Ministro Trenta 

Vicepresidenti sono stati nominati Vincenzo (Enzo) Palumbo, Raffaele Bonanni, Sergio Bagnasco.

La segreteria organizzativa è stata affidata a Riccardo Mastrorillo, Luigi Spanu e Thomas Agnoli. Il tesoriere è Pietro Morace.

Tra i numerosi componenti figurano Enzo Paolini (storico collaboratore di Felice Besostri), Marco Cappato, Marco Perduca, Nella Toscano, il già citato Paolo Antonio Amadio, Nicola Bono, Erminia Mazzoni, Mario Walter Mauro, Francesco Campanella, Mauro Vaiani (vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente), Matteo Emanuele Maino. Molte altre persone di rilievo saranno cooptate ad horas nel comitato.

Nella mattina di martedì 23 aprile prossimo i quesiti saranno depositati in Cassazione. Alle ore 17:30, presso la sala stampa di Montecitorio, i promotori del referendum presenteranno agli organi d’informazione i quesiti referendari e la campagna per la raccolta delle 500.000 firme necessarie per abbattere il #Rosatellum, legge elettorale ingiusta e incostituzionale, contribuendo così a frenare la deriva centralista e autoritaria del c.d. "premierato" (che sarebbe l'elezione diretta di una sorta di podestà d'Italia).

Nella foto sotto: Mauro Vaiani, Sergio Bagnasco, Enzo Palumbo, Enzo Paolini, in un momento dei lavori di costituzione del Comitato Besostri.

 2024 04 17 un momento della costituzione anti Rosatellum

 

Fonte: Ufficio Stampa del Comitato Referendario per la Rappresentanza

Per info e contatti

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E' già aperta una pagina del comitato sulle reti sociali:

https://www.facebook.com/profile.php?id=61558308164893

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Il rischio di non esserci è accettabile?

Un gruppo importante di esponenti di base delle autonomie del Nordovest della Repubblica ha scritto una lettera aperta alla Union Valdôtaine, un documento sincero quindi duro, ma proprio per questo appassionato e generoso. Lo pubblichiamo integralmente, senza molti commenti.

Le elezioni europee sono ormai vicinissime. Dopo le norme #taglialiste, la presenza della lista Autonomie per l'Europa può essere ancora messa in dubbio? L' Union Valdôtaine, che è titolare dell'unico simbolo che può essere prestato a una lista autonomista a questo punto, può davvero ritirarsi in una sorta di sdegnato isolamento? E' davvero l'assenza la risposta che dobbiamo dare alle ingiustizie elettorali di questa Repubblica? Ciascuno dei nostri leader locali faccia le sue riflessioni. Un caveat necessario: coloro che annunciano candidati (senza sapere come presentarli secondo le norme vigenti) non sono molto utili nella gravità del momento. Non è sgomitando con proposte unilaterali di nomi (vecchi o nuovi), che si risponde alla crisi della democrazia e all'attacco frontale che il centralismo sta muovendo alla Repubblica delle Autonomie.

È arrivato il momento che l'Union Valdôtaine (e nessun altro può farlo al suo posto, nemmeno gli esponenti che partecipano alla Réunion) decida, al più presto e con chiarezza, se ripresenterà o meno la lista Autonomie per l'Europa, la quale, se ci fosse, diventerebbe automaticamente un punto di riferimento per molti.

Questa lista nel 2019 ebbe un risultato modesto, vero (13,85 % in Valle - 0,22 % nella circoscrizione Nordovest, per un totale di 18.000 voti). È giusto riproporla?

A questa domanda l'appello che pubblichiamo integralmente risponde nettamente con un sonoro SÌ.

 Alla vostra lettura e alla vostra riflessione:

Lettera aperta

Per una lista delle Autonomie per l'Europa                

Domenica di Pasqua, 31 marzo 2024

1) Noi sottoscritti, esponenti e attivisti di comunità e formazioni politiche territoriali occitane, francoprovenzali, arpitane, walser, piemontesi, liguri, lombarde, rivolgiamo un appello accorato alla Union Valdôtaine (UV) perché non rinunci a presentare una lista delle Autonomie per l’Europa nella circoscrizione dell’Italia Nordoccidentale, in occasione delle prossime elezioni europee indette nei giorni 8-9 giugno 2024.

2) È una iniziativa che è ancora possibile e che ci pare drammaticamente necessaria in una Repubblica in cui, nel silenzio assordante dei media, si sono cambiate le leggi elettorali a poche settimane dal voto, impedendo alle famiglie politiche europee minori di partecipare alle elezioni; fra le escluse c’è anche EFA (European Free Alliance) a cui fanno riferimento la UV, la rete Autonomie e Ambiente, la maggior parte degli autonomisti italiani.

3) Si deve essere arrabbiati, si deve reagire, si deve avere il senso della gravità della situazione e dei pericoli che si corrono in una democrazia in crisi, quando si rinuncia ad agire le poche facoltà democratiche rimaste, che sono nella disponibilità di una formazione storica e popolare come la UV.

4) È previsto dalla legge che la lista promossa dalla UV si apparenti e ovviamente, per non ripetere gli errori del passato (l’accodamento a forze politiche troppo più grandi del nostro mondo autonomista e troppo centraliste), chiediamo che si consideri il collegamento con forze (magari più piccole ma capaci di superare il 4%), che siano estranee all’immaturo e divisivo “bipolarismo all’italiana”, oltre che concordi con la scelta degli autonomisti di dire un secco no alla scivolosa deriva centralista del “sindaco d’Italia”.

5) Non ci pare ragionevole che si rinunci alla lista delle Autonomie per l’Europa per lentezze nella prospettiva della “Reunion” valdostana (sarebbe incomprensibile all’opinione pubblica e sarebbe percepito come un tradimento del processo stesso); inoltre si dovrebbe prendere atto che l’intera Repubblica delle Autonomie e l’Europa delle regioni, i nostri ideali più profondi, sono minacciati! Gli autonomisti nell’Italia Nordoccidentale non sono affatto così pochi e nel Nordovest votano anche tantissimi cittadini che sono immigrati da tante altre autonomie tradite o mancate (dalla Sicilia al Friuli, dal Trentino alla Sardegna); non deludiamoli!

6) Ci permettiamo di essere franchi perché la situazione è grave; nessuna autonomia è al sicuro se si isola e si chiude in se stessa; ci sono sempre dei rischi in qualsiasi azione politica, ma guai a non fare nulla quando se ne ha la possibilità e l’opportunità.

7) Non lasciamo che a parlare di autonomismo e federalismo siano solo forze sinistre, populiste, seminatrici di divisioni ed egoismi, oppure ciarlatani e avventurieri; è tempo di svegliarsi, di ritornare al coraggio dei tempi di Bruno Salvadori, di essere all’altezza dell’eredità di Émile Chanoux; non per noi e nemmeno per eleggere qualche persona, ma per lanciare un grande messaggio di autogoverno e buongoverno alle generazioni future, in questi tempi così oscuri di guerra, distruzione delle economie locali, delle diversità e delle biodiversità.

Joyeuses fêtes de Pâques à vous tous!

Gli oltre quaranta firmatari:

Diego Natalino Genta Piemonte Valli di Lanzo (territorio francoprovenzale )
Paolo Vinardi Piemonte Coassolo
Lorenzo Luparia Valle d'Aosta Collaboratore del Forum 2043
Mattia Pepino Piemonte Valli occitane
Andrea Isoardi Piemonte Val Varaita
Maria Luisa Stroppiana Piemonte Valli occitane
Flavio Vigna Piemonte Valli di Lanzo
Mauro Rey Piemonte Valli occitane
Maria Isabella Calastri Piemonte Val di Susa
Sonia Cibrario Piemonte Usseglio (Torino)
Ivo Boglione Piemonte  
Enrico Chiapparoli Lombardia Provincia di Pavia – Lombardia Civica
Isa Maggi Lombardia già candidata Autonomie per l’Europa 2019
Bruno rubattino Liguria Associazione Repubblica di Genova
Enrico Collo Piemonte  
Piero Talenti Piemonte  
Mario Giachino Piemonte Cuneese
Alessandro Giorgi Toscana Legato all’Occitania per motivi di famiglia
Davide Cleopadre Lombardia Diaspora dalla Calabria
Giovanna Ruffa Piemonte Coassolo
Maura Gemelli Piemonte  
Paolo Bergero Piemonte Val di Susa
Davide Querio Piemonte Frassinetto
Massimo Suppo Piemonte Val di Susa
Gian Luigi Daniele Piemonte Piemonte
Andrea Macciò Liguria Piemonte
Gennaro Zona Toscana Diaspora dal Napoletano
Nicolò Raimondi Lombardia Monza e Brianza
Michele Pietro Rossi Lombardia Provincia di Pavia
Stefano Bouché Campania Coordinatore Lupi del Sud
Piercesare Moreni Trentino Trentino
Maria Claudia Mereu Piemonte Diaspora dalla Sardegna
Emilio Zangari Lombardia Diaspora dalla Calabria
Davide Scaringella Lombardia Provincia di Como
Enzo Cugusi Piemonte Diaspora dalla Sardegna
Marco Cantone Piemonte Vercelli
Adriano Colnaghi Lombardia  
Gian Paolo Rollero Piemonte Piemonte
Bernard Usel Vallée d’Aoste Gressan
Paolo Brunero Piemonte Viù
Costanza Giussani Lombardia Brianza
Christian Sarteur Vallée d’Aoste * vedi nota di aggiornamento sotto
Joseph Bovard Vallée d’Aoste  
  • Nota di aggiornamento del 6 aprile 2024: Ci sono state polemiche sul tentativo di alcuni membri del piccolo gruppo politico Pays d'Aoste Souverain di mettere il "cappello" su questa iniziativa spontanea dal basso di tanti esponenti autonomisti. Tentativo che i firmatari respingono fermamente. Questo messaggio è per la Union, perché è la Union che ha in mano la facoltà e la responsabilità di ripresentare la lista Autonomie per l'Europa.

 

In dialogo e in lotta per leggi elettorali più giuste

Si è tenuta oggi, venerdì 12 dicembre 2025, la registrazione di un dialogo sulle lotte per leggi elettorali più giuste per tutti, che continuano e a cui la rete di Autonomie e Ambiente non fa mancare il proprio contributo. L'incontro è stato promosso dal Comitato Iniziative Popolari. E' stato moderato da Luigi Spanu con il supporto tecnico di Thomas Agnoli. Sono intervenuti Giovanni Crema, già senatore della Repubblica e sindaco di Belluno, e Mauro Vaiani, il vicepresidente di AeA che esercita anche le funzioni di segretario (e garante di OraToscana).

La registrazione può essere ascoltata integralmente qui:

L'incontro è stato prima di tutto un fraterno riconoscersi fra la grande tradizione socialista autonomista, quella di Giacomo Matteotti e della Lega delle Autonomie, impersonata dalla straordinaria esperienza di Giovanni Crema; l'antica radice autonomista della Carta di Chivasso del 1943, rifiorita nel 2019 con la rete Autonomie e Ambiente e rappresentata dal segretario di AeA, Mauro Vaiani; i nuovi civismi territoriali in cui sono impegnati Luigi Spanu e Thomas Agnoli.

E' stata inoltre una occasione per ribadire, con mitezza e umiltà ma anche con animo resistente, la necessità di difendere l'Europa delle regioni e la Repubblica delle autonomie dalle tentazioni autoritarie, dall'illusione che basti eleggere un "capo", dai pericoli degli imbroglioni del 40 su 40, dalla tentazione (diffusa in entrambe le ali del nostro ottuso bipolarismo all'italiana) di mantenere in vigore l'odioso Rosatellum così com'è.

Sono state rilanciate le iniziative in corso per portare in parlamento delle leggi di iniziativa popolare che ripropongono i temi già affrontati nell'ambito del Comitato Besostri nel 2024. Ricordiamo le due importanti raccolte di firme online che sono in corso, su iniziativa del Comitato Iniziative Popolari e dell'Associazione per la Rappresentanza "Voto Libero e Uguale". Si firma con lo SPID, in pochi minuti, da questi siti:

2025 12 12 comitato iniziative popolari logo https://comitatoiniziativepopolari.it/
2025 12 12 voto libero uguale logo https://www.votolibeguale.it/

Mauro Vaiani, concludendo la registrazione, ha proposto come esempio contro l'erosione della democrazia, l'impegno di OraToscana, documentato nel Forum 2043 di Autonomie e Ambiente, per la dignità dei consiglieri comunali e dei gruppi civici locali:
https://autonomieeambiente.eu/forum-2043/130-per-la-dignita-del-consigliere-comunale

Sono stati annunciati due appuntamenti per il 2026:

  • una iniziativa sabato 17 gennaio 2026, di cui OraToscana (Autonomie e Ambiente) è uno dei principali promotori, a Poggibonsi in Toscana, in cui il mondo civico toscano sottoporrà a una critica serrata le norme elettorali toscane;
  • una iniziativa per tutta Italia, a Genova, prevista per venerdì 30 gennaio 2026, promossa dal Comitato Iniziative Popolari, con un dibattito pubblico su quali saranno le norme elettorali per le elezioni politiche del 2027.

Firenze, 12 dicembre 2025 - a cura della segreteria interterritoriale

 

 

 

 

  

 

 

In ricordo di Felice Besostri

Milano, 6 gennaio 2024

A nome di tutta Autonomie e Ambiente esprimiamo il nostro cordoglio per la scomparsa di Felice Besostri, avvocato, studioso di diritto costituzionale, attivista per restituire ai cittadini leggi elettorali più giuste, antico e rispettato militante socialista. Besostri, classe 1944,  si è spento oggi a Milano dopo una lunga malattia.

Da senatore eletto con l'Ulivo,  fu capogruppo alla prima Commissione Affari Costituzionali, dove da relatore di maggioranza della legge quadro n°482/1999 diede attuazione all’art.6 della Costituzione in materia di tutela della minoranze linguistiche storiche.

Nell'ultima parte della sua vita fu instancabile nella lotta contro la mostruosità delle ultime leggi elettorali, insieme ad altri avvocati giuristi come Claudio Tani, Aldo Bozzi, Giuseppe Bozzi. Riuscì a far cancellare dalla Corte costituzionale il famigerato Porcellum di Calderoli nel 2014. Ottenne nel 2017 la dichiarazione di incostituzionalità dell' Italicum di Renzi. Restano pendenti le sue battaglie contro il Rosatellum e contro la clausola di sbarramento del 4% nel riparto dei seggi italiani al Parlamento europeo. Aveva già cominciato, ricordiamo anche questo, a impegnarsi contro il premierato e ogni degenerazione presidenzialista della nostra Repubblica.

E' stato uno spirito indomito, un uomo di libertà, un lottatore contro ogni ingiustizia.

Che riposi in pace nel seno della Provvidenza.

A cura della segreteria interterritoriale - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Iniziativa per il dialogo fra i promotori dei diversi referendum

Il Comitato Referendario per la Rappresentanza ha diffuso il testo di una lettera aperta ai movimenti e ai partiti promotrici di altri referendum e iniziative popolari, in particolare al largo schieramento che si propone di abolire la legge Calderoli (l'ennesimo imbroglio che viene da quel mondo di ciarlatani, falsi autonomisti, veri neocentralisti, che è quello dei salviniani).

La lettera è stata firmata dalla presidente Elisabetta Trenta, dal presidente onorario Giorgio Benvenuto, dagli altri esponenti di presidenza, dai membri del Comitato Besostri. Il testo integrale della lettera aperta è disponibile qui.

Diffusa alla vigilia del compleanno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella la lettera si apre con la citazione di un suo recente intervento alla Settimana sociale dei cattolici in Italia: “…il principio 'una persona un voto' non può essere distorto attraverso […] marchingegni che alterino la rappresentatività e la volontà degli elettori”, S. Mattarella, Trieste, 3 luglio 2024.

Il Comitato Besostri sta cercando di reagire all'oscuramento che sta colpendo da settimane la campagna per la parziale abrogazione del Rosatellum e chiede una interlocuzione pubblica e urgente alle forze politiche e sociali che si sono impegnate su altri temi, come i referendum sociali della CGIL o i quesiti contro la legge Calderoli sulla presunta "autonomia differenziata" (per comprendere l'inutilità e anzi la potenziale pericolosità di questa legge rimandiamo alle numerose prese di posizione di Autonomie e Ambiente).

I promotori dei quesiti parzialmente abrogativi del Rosatellum chiedono apertamente alle altre realtà politiche e sociali di includere nella loro mobilitazione estiva anche la loro campagna #IoVoglioScegliere (https://www.iovoglioscegliere.it/), in modo da arricchire le proposte riformatrici che potrebbero essere votate nella primavera del 2025, in quella che potrebbe trasformarsi in una grande stagione referendaria di rilancio della partecipazione popolare, proprio assicurando agli elettori la possibilità di esprimersi contro le parti più deteriori del Rosatellum per riprendersi la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento.

Siamo alla vigilia - secondo fonti autorevoli - dell'avvio della piattaforma pubblica per la partecipazione popolare, che sarà sicuramente di grande impulso per i cittadini attivi. Nessuno però, soprattutto fra coloro che pubblicamente si sono sempre detti contrari alle leggi elettorali ingiuste degli ultimi vent'anni, può sottrarsi al dovere di cooperare perché l'opinione pubblica sia informata e possa conseguentemente attivarsi per restituire sostanza alle forme democratiche della Repubblica.

A cura della segreteria interterritoriale - Roma, 23 luglio 2024

 

 

 

 

 

 

Io Voglio Scegliere - Incontro a Milano

Venerdì 28 giugno 2024 al teatro Franco Parenti di via Pier Lombardo 14, a Milano, alle ore 21, avete la possibilità di incontrare in persona diversi esponenti del Comitato Referendario per la Rappresentanza. Interverranno il presidente onorario Giorgio Benvenuto, la presidente Elisabetta Trenta, il vicepresidente Raffaele Bonanni, Marco Cappato (presidente Eumans e membro del Comitato), Stefano Zamagni (il presidente di Insieme per), Mario Staderini (il fondatore di Democrazia Radicale). Interverranno altri esponenti del Comitato e delle associazioni che hanno abbracciato questa iniziativa unitaria e trasversale per porre fine al degrado della democrazia italiana ed europea, fra cui Paolo Antonio Amadio, che, fra le molte cose che fa per il Comitato, è anche il punto di riferimento per la raccolta delle firme in Lombardia.

Il tema della serata è la presentazione dei quesiti referendari per l'abrogazione degli aspetti più critici del Rosatellum, ispirati dalle idee e dalle lotte di Felice Besostri, per rimettere "LA RAPPRESENTANZA PARLAMENTARE AL CENTRO DELLA POLITICA".

Autonomie e Ambiente ha aderito convintamente alla campagna per la rappresentanza, con tutte le sue forze sorelle.

Quiun estratto della partecipazione del vicepresidente segretario Mauro Vaiani (membro del comitato e uno dei primi firmatari dei quesiti) a una conduzione di Canale Italia dedicata all'iniziativa referendaria, con il giornalista Massimo Martire.

Questo è il link per informarsi e firmare: https://www.iovoglioscegliere.it/ .

 

Milano, 26 giugno 2024 - a cura della segreteria interterritoriale

L'imbroglio dell'elezione mediatica del capo

Nel nostro secolare impegno per le autonomie personali, sociali e territoriali, abbiamo sempre resistito a tutte le forme di concentrazione di potere. Continueremo quindi a metterci di traverso agli aspiranti "podestà" d'Italia e "napoleone" d'Europa.

L'elezione diretta di simili capi non è democrazia, ma mediacrazia. Le concentrazioni di potere informativo e, oggi, informatico, decidono non solo quello che i cittadini possono apprezzare, ma anche quello che devono disprezzare. In contesti così ampi nessun rapporto politico e culturale - quindi umano - è possibile fra elettori ed eletti, quindi alle comunità e ai leader locali non resta altro che la scelta di quello che appare come il meno peggio fra due candidati imposti dall'alto e da altrove. Ai cittadini non viene dato più potere, ma solo la possibilità di dividersi in due opposti conformismi. A causa di leggi elettorali ingiuste, che assicurano ai vincenti di occupare le assemblee con i loro "nominati", le istituzioni sono inaccessibili alle voci critiche, ai pensieri divergenti, agli indipendenti, a chi non è fedele ai capi.

I pericoli delle democrazie plebiscitarie e i guai combinati dai capi eletti da folle manipolate dai media sono già storicamente noti e ben chiari a chi ha ancora un po' di senso critico, cultura politica, senso civico.

Nel mondo contemporaneo, in cui stanno crollando i livelli di educazione e libera informazione, dove dilaga l'analfabetismo di ritorno e stanno precipitando persino le più semplici capacità di attenzione e concentrazione, i guasti possono solo ingigantirsi.

Questo disastro riguarda anche l'elezione diretta di capi a livello più basso. Anche le competizioni per governatore di regione, presidente di provincia, sindaco di una grande città, rischiano di essere ridotte a travestimenti della democrazia. I candidati hanno delle possibilità solo se sono già al potere, oppure sono già famosi grazie al potere dei media. I finalisti sono scelti dalle piramidi politiche principali. I confronti sono solo televisivi. I dibattiti sono ridotti alla contrapposizione di slogan semplicistici e fuorvianti. Gli elettori sono ridotti a tifosi passivi.

E' necessario l'emergere, dal basso, di candidati autonomisti, civici, liberi e indipendenti dal verticismo del bipolarismo mediatico. Ma anche sindaci e presidenti che si preparano a chiedere un nuovo mandato - spesso in polemica diretta con i loro stessi capi centralisti e autoritari - dovrebbero essere i primi a immaginare qualcosa di nuovo: godono di una relativa rendita di posizione e dovrebbero usarla per fermare l'erosione delle autonomie, che è anche erosione della democrazia.

In questo quadro desolante, c'è una speranza: coloro che credono nella religione civile delle autonomie, nei principi della sussidiarietà, nel civismo libero e autonomo dai vertici dei partiti centralisti, devono collegarsi, parlarsi, costruire proposte politiche e amministrative serie, competenti, lungimiranti.

Autonomie e Ambiente c'è.

 

Napoli - Firenze - Venezia, 17 gennaio 2025

A cura della presidenza di Autonomie e Ambiente

 

L'incontro di Olbia per una legge elettorale sarda più giusta per tutti

Autonomie e Ambiente, insieme a EFA, attraverso i propri associati riuniti nel comitato Sardigna Pro S'Europa, in collaborazione con il Comitato Spontaneo Olbia contro la speculazione energetica, ha organizzato a Olbia, alla sede del Milan Club (Via Antonelli 13, traversa Viale Aldo Moro), il 6 marzo 2025, alle ore 17.30, l'incontro su un tema drammaticamente importante: "Per la legge elettorale sarda siamo davvero tutti uguali?". La legge elettorale sarda è fra le più ingiuste, ma è purtroppo in linea con il degrado delle norme elettorali nella Repubblica Italiana e altrove in Europa e in altre società che si autodefiniscono democratiche. Stiamo vivendo in una fase storica di autentica erosione della democrazia.

Introduce Silvia Lidia Fancello, delegata EFA in Sardegna, vicepresidente di Autonomie e Ambiente, referente del comitato Sardigna Pro S'Europa. Mauro Vaiani, vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente, porterà un messaggio dalle battaglie per leggi elettorali più giuste che sono in corso in altri territori della Repubblica e dell'Europa.

Intervengono: Antonello Licheri, già sindaco di Banari e consigliere regionale in Sardegna, noto per aver scritto il volume "Elettori silenziati"; Manuel Pirino, Generazione Italie; Danilo Lampis, gruppo costituente Sardegna Chiama Sardegna; Giovanna Casagrande, Sardegna Possibile; Michele Zuddas, avvocato e attivista contro la speculazione energetica, che spiegherà come una legge elettorale ingiusta possa generare un arrogante centralismo autoritario, come è accaduto con la governatrice Todde e in special modo nel trattamento che la presidente sarda ha riservato ai firmatari dell'iniziativa popolare "Pratobello 2024". Alla fine del dibattito, interverrà Roberto Visentin, presidente di Autonomie e Ambiente e vicepresidente EFA.

Olbia, 25 febbraio 2025 - a cura del Comitato Sardigna Pro S'Europa e della segreteria interterritoriale

 

 

 

 

L'uso partigiano del potere d'indizione delle elezioni

Cinque regioni a statuto ordinario sono avviate verso le elezioni, a fine anno o all'inizio del 2026: Veneto, Campania, Puglia, Marche, Toscana. Era atteso un accordo fra le cinque giunte regionali uscenti e il ministero dell'interno, perché s'immaginava di vederle andare al voto in una unica tornata. Questa intesa non pare in vista e anzi si assiste, da parte di alcuni presidenti uscenti, a uno sconcertante uso partigiano del loro potere d'indizione delle elezioni regionali.

Particolarmente imbarazzante l'atteggiamento di Eugenio Giani (uscente di centrosinistra in Toscana) e di Francesco Acquaroli (uscente di centrodestra nelle Marche), perché essi intendono ricandidarsi. Hanno dichiarato di voler indire le elezioni in tutta fretta entro ottobre, con la conseguenza che candidature civiche, indipendenti, nuove, che volessero sfidare le due piramidi politiche del centrosinistra e del centrodestra sarebbero costrette a raccogliere le firme in pieno agosto.

Qui una presa di posizione degli amici di OraToscana contro questo balletto sempre più strumentale sulle date delle elezioni.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente un comunicato di denuncia di queste manovre antidemocratiche, da parte dei civismi toscani riuniti in L'Altra Toscana, rete di cui è garante il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro.

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IL BALLETTO DELLE DATE PER LE REGIONALI È UNO SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA

Il balletto stucchevole sulle date delle prossime elezioni regionali in Toscana, con il presidente Giani che continua a lanciare ipotesi e proclami senza alcuna ufficialità, è ormai diventato uno spettacolo indecoroso, un insulto alla partecipazione democratica.

A oggi non esiste ancora una data certa, non ci sono candidati ufficiali, solo proclami a orologeria dettati da logiche di potere, non da senso istituzionale.

Da settimane assistiamo a un valzer di date ipotetiche, dichiarazioni ambigue e silenzi strategici: non c’è ancora, nessun calendario trasparente, nessun elenco di candidati: l’intero processo elettorale appare più come una manovra di palazzo che un percorso democratico trasparente.

Ma c’è di più, e di peggio.

Se davvero si andrà al voto a ottobre, come ventilato, si configura una vera e propria violazione dello spirito democratico: i soggetti politici che non sono rappresentati in Consiglio regionale oggi — e che quindi devono raccogliere le firme per presentare le proprie liste — si troveranno con tempi strettissimi per farlo, nel cuore dell’estate, quando la partecipazione popolare è naturalmente più difficile.

Un ostacolo non casuale, ma scientificamente progettato per tagliare fuori ogni voce scomoda o alternativa.

Non è la prima volta che accade: già in passato, in Toscana e in altre regioni, il sistema di raccolta firme è stato usato come barriera più che come garanzia. Nel 2010 diverse liste furono escluse dalla competizione regionale proprio per cavilli legati alla tempistica e alla validazione delle sottoscrizioni. L’Associazione Luca Coscioni da anni denuncia l’impossibilità per nuovi soggetti politici di partecipare ad armi pari, e nel 2022 ha chiesto senza successo la digitalizzazione delle firme, oggi ampiamente praticabile ma ancora ignorata dal legislatore.

Anche in occasioni recenti, come le elezioni europee del 2024, l’Italia è finita nel mirino delle istituzioni europee per aver modificato le regole elettorali a pochi mesi dal voto, imponendo una raccolta firme onerosa e opaca, in violazione dei più elementari principi democratici.

Si parla tanto di mancata partecipazione della gente alla vita pubblica e di astensionismo e poi si fa di tutto per allontanare ancor di più i cittadini e comprimere le forme di democrazia.

È un ostacolo pratico che diventa un ostacolo politico. Si impedisce, nei fatti, la partecipazione di nuove forze, si ostacola il pluralismo, si chiude la porta in faccia a chi vuole rappresentare un’altra idea di Toscana.

Quando la burocrazia diventa arma politica, la democrazia è sotto assedio. Quello che sta accadendo in Toscana è grave: non è solo negligenza, è una manovra consapevole per piegare le regole all’interesse di pochi. Si impedisce la nascita di alternative, si soffoca il pluralismo, si chiude la porta al cambiamento.

L’Altra Toscana c’è, e ci sarà. Chiediamo chiarezza, subito. Chiediamo tempi certi e accessibili per tutti. Chiediamo che non si giochi sulla pelle della democrazia.

La Toscana merita molto di più di questo teatrino. E merita, come è stato in altri momenti della sua storia, trasparenza, equità e rispetto delle regole comuni.

 

Giorgio Del Ghingaro

Sindaco di Viareggio e garante del coordinamento civico L’Altra Toscana

 

Viareggio, 4 luglio 2025

 

La democrazia costituzionale si salva a partire dalla rappresentanza

La collaborazione fra le realtà politiche, sociali, culturali, civiche che si sono incontrate nella dura esperienza del Comitato Besostri continua. Diffondiamo un documento che Autonomie e Ambiente ha contribuito a promuovere insieme agli amici di LibEguale e a cui hanno già aderito altri movimenti e gruppi. Non ci scordiamo che la nostra Repubblica ha le leggi elettorali più ingiuste d'Europa. Le caste che sono al potere da decenni non pensino di averci silenziato per sempre. La legge elettorale detta Rosatellum deve essere cambiata ORA.

Il testo integrale dell'appello:

La democrazia costituzionale si salva a partire dalla rappresentanza, qui e ORA

Rilanciamo il nostro pressante appello per il superamento della legge elettorale per il Parlamento nota come “Rosatellum”.

Questa legge elettorale iniqua deve essere superata ora, come avevano chiesto già lo scorso anno i promotori del Comitato Referendario per la Rappresentanza, ispirandosi all’impegno di Felice Besostri.

Il Rosatellum riproduce in maniera sostanziale il meccanismo delle liste bloccate del Porcellum cassato dalla sentenza 1/2014 della Corte Costituzionale, privando il corpo elettorale del diritto di indicare direttamente tutti i propri rappresentanti, come garantito dalla Costituzione, e va persino oltre, privando l’elettore della consapevolezza di quale lista ha votato e di conoscere chi ha contribuito ad eleggere. Questo tramite marchingegni come il voto congiunto, le liste bloccate seppur corte e le pluricandidature.

Dobbiamo continuare a lavorare insieme in difesa del voto personale, eguale, libero e segreto, garantito dall’art. 48 della Costituzione, oltre che per trovare soluzioni ragionevoli, praticabili, stabili, per superare l’astensionismo “involontario” del 10% di cittadini residenti all’estero e del 10% degli elettori fuori sede, ossia elettori che vivono per comprovati motivi di lavoro, studio o altro, in una provincia italiana diversa da quella di residenza, per cui l’Italia è l’unico grande paese UE a non avere una legge e una procedura definitive, siamo ancora alle sperimentazioni avvenute alle europee 2024 e al referendum 2025.

Alle formazioni politiche deve essere garantita la possibilità di presentarsi nelle circoscrizioni in cui lo ritengano opportuno, con modalità chiare e semplici, come avviene nella maggior parte d’Europa.

All'elettore deve essere restituita dopo 20 anni la possibilità di votare non solo una lista, ma anche di dare con facilità l’indicazione per i propri rappresentanti potendo esprimere tra nomi già stampati sulla scheda fino a due preferenze di genere diverso, sia per la Camera che per il Senato.

Il momento di cambiare è ORA. Al più tardi fra due anni si terranno le elezioni politiche e, come raccomandato dalla Commissione di Venezia, l’ultimo anno prima del voto ogni modifica della legge elettorale potrebbe rivelarsi una cura peggiore del male....Il momento di cambiare è ORA, anche di fronte alla sempre più drammatica erosione della nostra Costituzione, delle democrazie e del diritto internazionale. Diamo forza alla partecipazione di tutti, a difesa dei diritti e dei doveri di tutti, nella Repubblica, in Europa, nel mondo. 

Link alle realtà che sottoscrivono l'appello:

https://autonomieeambiente.eu/

https://www.partecipazioneattiva.online/ 

https://comitatodifesacostituzionetrieste.blogspot.com/ 

https://votolibeguale.it

https://www.acaim.it/ 

Roma, 22 giugno 2025 - a cura della segreteria interterritoriale

 

 

La piattaforma pubblica facilita la sottoscrizione delle iniziative anti-Rosatellum

Il 25 luglio 2024 è finalmente partita la piattaforma pubblica per la sottoscrizione di referendum e leggi d'iniziativa popolare. Le iniziative del Comitato Besostri contro il Rosatellum sono state le prime a essere caricate, grazie al generoso volontariato della segreteria (grazie in particolare a Thomas Agnoli). In due giornate scarse di funzionamento, la piattaforma ha attratto 10.000 cittadini attorno all'iniziativa per la rappresentanza, contro il Rosatellum, per porre fine all'odioso ventennio dei "nominati".

Non perdiamo questa occasione. Continuiamo a firmare e a far firmare per la campagna #IoVoglioScegliere. Qui alcune indicazioni operative (da copiare e diffondere con tutti i mezzi):

Campagna #IoVoglioScegliere

📣 Finalmente è possibile firmare online a sostegno del referendum per l’abrogazione parziale della legge elettorale detta "Rosatellum"!

1️⃣ Apri il link https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/ e accedi con lo SPID, la CIE o la CNS.

2️⃣ Seleziona queste iniziative dall’elenco:

✏️ “ABROGAZIONE DEL VOTO CONGIUNTO TRA CANDIDATI E LISTE PLURINOMINALI” (il numero dell’iniziativa è 500004) https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/500004
✏️ “ABOLIZIONE PLURICANDIDATURE: OGNI CANDIDATO IN UN SOLO COLLEGIO UNINOMINALE E/O PLURINOMINALE” (il numero dell’iniziativa è 500008) https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/500008
✏️ TUTTI I PARTITI, ANCHE QUELLI IN PARLAMENTO, DEVONO RACCOGLIERE LE FIRME PER LE CANDIDATURE (il numero dell’iniziativa è 500006) https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/500006
✏️ NIENTE SOGLIE DI ACCESSO PER LISTE AUTONOME E COALIZIONI (il numero dell’iniziativa è 500005) https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/500005
✏️ LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE «Modifiche al testo unico di cui al D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al d.lgs. 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di elezione della camera dei deputati e del senato della repubblica.» (il numero dell’iniziativa è 500013) https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/500013

3️⃣ Premi su sostieni iniziativa, clicca su continua e nuovamente su sostieni iniziativa.

4️⃣ Dopo aver firmato, torna in Homepage e seleziona l’iniziativa successiva, oppure accedici tramite i link sopra.

📲 Condividi per fare passaparola, inoltra questo messaggio ai tuoi contatti e fai firmare anche loro!

 

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A cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente e della segreteria del Comitato Referendario per la Rappresentanza - Roma, 27 luglio 2024

 

La prima campagna contro i nominati: ombre e luci

Il Comitato Referendario per la Rappresentanza, alla chiusura di questa prima campagna contro i nominati, le liste bloccate, la legge elettorale detta Rosatellum, comunica che, malgrado l'impegno profuso, purtroppo non si sono raccolte le 500.000 firme necessarie per inviare i quesiti referendari proposti al vaglio della Corte Costituzionale.

Le firme raccolte, tuttavia, sono state consegnate alla Corte di Cassazione e questo per diversi motivi. 

Il primo è che il Comitato, ispirato alle idee e alle lotte di Felice Besostri, è fiero di aver sollevato il tema della rappresentanza parlamentare nel dibattito politico nazionale. Un tema la cui importanza è direttamente proporzionale alla testardaggine che quasi tutti i partiti hanno messo nell'ignorare l'iniziativa. Hanno evitato non diciamo di criticarla, ma persino di citarla, sistematicamente, in modo che i media non fossero minimamente tentati dall’idea di offrire spazio alla comunicazione delle finalità referendarie.

Scrive il Comitato, nel suo comunicato stampa finale, diffuso a Roma il 30 settembre 2024, dopo la consegna delle firme in Cassazione, che la congiura del silenzio, che ci si aspettava dall'inizio ma non a questo livello, e l'occasionale "sbandierare" l’esigenza di intervenire sulla legge elettorale per reinserire le preferenze, senza però fare mai riferimento alla raccolta firme in corso, è la prova di quanto i partiti abbiano “temuto” l’iniziativa del Comitato Referendario per la Rappresentanza.

Il secondo motivo è il rispetto dei numeri, dietro ai quali ci sono cittadini attivi e generosi:

  • 54.389 firme per il primo quesito contro l'odioso voto congiunto
  • 24.126 per il secondo (abolizione delle soglie elettorali farlocche, che fanno passare partitini con lo "zero virgola" e lasciano fuori liste che hanno ottenuto quorum utili nei loro territori
  • 27.366 per il terzo, contro le modalità assurde di presentazione delle candidature (facili per i potenti, impervie per gli outsider)
  • 36.140 per il quarto, contro l'abuso delle pluricandidature

Sono poche, certo, a confronto delle firme raccolte da altri quesiti, ma in effetti la campagna è stata fatta con scarse risorse finanziare (letteralmente poche migliaia di Euro); poche centinaia i volontari che si sono attivati in piena estate; l'oscuramento mediatico è stato tombale. Tuttavia, scrive il Comitato, ci sono 50.000 cittadini che hanno dato un importante messaggio politico.

Si ringraziano le adesioni arrivate al Comitato da alcune piccole organizzazioni politiche (dal mondo socialista a Possibile, da Insieme a diversi esponenti del mondo cristiano-sociale). Si ringraziano le reti che hanno promosso il Comitato, in particolare EUMANS, Partecipazione Attiva, Autonomie e Ambiente, per citarne solo alcune.

Stride invece l'ipocrisia di quelle organizzazioni più grandi (PD e CGIL, per esempio), i cui leader solo per “immagine” hanno dichiarato di voler eliminare il Rosatellum e rendere ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, ma hanno fatto di tutto perché questa campagna del Comitato Besostri fosse silenziata.

Nel Comitato tutti sapevamo che sarebbe stato difficile e che sarebbe stata necessaria una preparazione maggiore, ma far partire questa prima campagna era urgente. Si doveva tentare questa "profilassi" democratica contro l'avvelenamento in corso. La democrazia in Italia viene erosa dalla pericolosa presunzione che ogni carica esecutiva debba avere, attraverso "marchingegni elettorali", come li ha definiti il presidente Mattarella, una maggioranza assicurata nella propria assemblea.

Era necessario seminare almeno qualche dubbio contro questa follia, anche per prepararci a resistere contro l'elezione diretta del premier e contro la pretesa che il nuovo podestà d'Italia debba poter contare su un Parlamento di nominati da lui o lei.

La vigente legge per le elezioni parlamentari, scrive ancora il Comitato, è incompatibile con i principi della democrazia rappresentativa e dell'antifascismo, quello vero e vissuto, non quello recitato e ostentato.

Il Comitato conclude facendo una osservazione acuta: nella primavera del 2025, quando qualche referendum più "famoso" e più "gradito" ai media e ai salotti buoni della sinistra, probabilmente, avrà problemi a raggiungere il quorum, si sentirà la mancanza di uno o due quesiti che sono vitali per arginare la crisi di una Repubblica in cui nessuno vuole più votare, perché non crede più che il suo voto conti qualcosa.

Ringraziamo comunque tutti coloro che pur essendo elettori e sostenitori di quei partiti che non hanno aderito, si sono impegnati nella campagna.”dichiara Elisabetta Trenta, Presidente del Comitato promotore del Referendum per la Rappresentanza (Co.Re.Ra) “Allo stesso modo, ringraziamo chi ha avuto il "coraggio" di occuparsi della nostra iniziativa, informando i lettori. Quindi, La7, Il Fatto Quotidiano, Avvenire, Fan Page, La Gazzetta del Mezzogiorno, La Sicilia,Il Tirreno,MicroMega, Nuovo Giornale Nazionale, Paese Italia Press, Radio Radicale, Radio Cusano, Radio Capri, Radio Centro Musica, RadioSanto Stefano, Ottolina TV, Irpinia TV, Tele Mia, Lazio TV ed altri, soprattutto impegnati nell'informazione locale e territoriale. Ringraziamo infine chi ha dato il proprio supporto professionale gratuitamente, credendo in questa iniziativa, buttando il cuore oltre l’ostacolo insieme a noi.”

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Roma, 3 ottobre 2024 - Redazionale a cura della segreteria territoriale di Autonomie e Ambiente
Per informazioni e contatti con il Comitato:
Andrea Lamberti Zanardi – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sito: https://www.iovoglioscegliere.it