OraToscana
Manifestazione contro l'aeroporto-ecomostro di Firenze
Riceviamo e volentieri aderiamo all'invito della forza sorella OraToscana di aderire a una manifestazione popolare unitaria contro l'ultimo ecomostro che classi dirigenti centraliste, autoritarie, prepotenti vorrebbero costruire: un nuovo aeroporto nella già martoriata Piana di Pistoia-Prato-Firenze. Sarebbe un'orgia di movimento terra, cemento, ferro, un'altra follia faraonica stile Ponte di Messina, più piccola ma non meno drammatica per il suo impatto sulla vita quotidiana di un milione di Toscani. Un'avventatezza che preoccupa profondamente, ancor più immotivata se si considera che la Toscana ha già un aeroporto intercontinentale sottoutilizzato a Pisa.
A cura della segreteria interterritoriale - Campi Bisenzio, 26 settembre 2023
Per approfondire:
https://x.com/rete_aea/status/1706643331483115943/
https://diversotoscana.blogspot.com/2023/09/manifestazione-contro-laeroporto.html
Nuovi leader "glocal" in cui la Toscana può credere
Riceviamo e volentieri pubblichiamo, pressoché integralmente, una nota dalla rete civica "L'Altra Toscana", a cui partecipano OraToscana e i gruppi civici amici di Autonomie e Ambiente e di EFA. La pubblicazione di una ricerca demoscopica (nella foto sotto una delle schede diffuse) ha fatto molto rumore in Toscana. Ne è emerso che fra i Toscani c'è molta disponibilità verso nuovi leader civici indipendenti dai due poli, quelli che dominano (ed erodono) la democrazia nella Repubblica italiana. Fra di essi spicca Giorgio Del Ghingaro (foto a sinistra), operoso e stimato sindaco di Viareggio (e prima ancora di Capannori), che è il garante dell'aggregazione di realtà civiche "L'Altra Toscana".

Toscana 2025: i cittadini chiedono una terza via che parte dal basso. Appuntamento a Giugno per la presentazione del Manifesto programmatico de L'altra Toscana.
Nel cuore della Toscana, a pochi mesi dalle elezioni regionali del 2025, un recente sondaggio realizzato da Winpoll racconta con chiarezza un cambiamento profondo in atto nel tessuto politico regionale: i cittadini toscani mostrano una crescente insofferenza verso i due blocchi tradizionali, centrodestra e centrosinistra, e manifestano una domanda forte e diffusa di una terza via. Una via che parta dal basso, che sia autonoma, libera, concreta.
Il dato più significativo è che il 55% degli intervistati si dice pronto a votare un candidato civico, indipendente dalle alleanze partitiche. Questo consenso è trasversale a generazioni, aree geografiche e sensibilità politiche: tra gli under 30 raggiunge il 58%, supera il 60% tra gli elettori di Lega, 5 Stelle e Forza Italia, e arriva a picchi come il 66% a Livorno e il 63% a Lucca. È la fotografia nitida di un popolo che chiede rappresentanza fuori dagli schemi e lontana dalle vecchie logiche di apparato.
A rispondere a questa richiesta crescente è in corso un importante coordinamento regionale di realtà civiche toscane, che, pur nella loro autonomia locale, stanno costruendo una rete capace di affrontare le sfide regionali con uno sguardo nuovo, pragmatico e condiviso. Questo coordinamento mira a portare in Regione una visione civica autentica, fondata sulla partecipazione dei cittadini, la competenza amministrativa e la concretezza delle proposte.
A guidare questa prospettiva di rinnovamento è Giorgio Del Ghingaro, sindaco civico di lungo corso, esperto, competente e dalla forte personalità, che ha fatto del civismo un sistema di governo libero, trasversale e profondamente radicato nei territori, ottenendo risultati eccellenti nella gestione della cosa pubblica. La sua figura rappresenta oggi un punto di riferimento per chi crede che sia possibile amministrare con serietà, visione e autonomia dai partiti.
Il sondaggio mostra inoltre una crescente personalizzazione del voto: il 64% degli elettori afferma che sceglierà in base sia al candidato che alla lista, mentre quasi un elettore su cinque (19%) afferma che voterà esclusivamente per la persona, a conferma di quanto sia centrale oggi il tema della leadership credibile e riconoscibile.
In un quadro in cui i cittadini indicano come priorità assolute sanità (62%), sicurezza (31%), lavoro (24%) e costo della vita (19%), emerge chiaramente il desiderio di una politica vicina, concreta, non ideologica. Ed è proprio qui che si colloca la proposta civica: una terza via che parte dal basso, costruita sui territori, e guidata da chi ha già dimostrato di saper fare buona amministrazione.
Un cambiamento arriva, questa volta, dal basso, dalla società civile, da una nuova generazione di leader - locali, ma "glocal" - ancorati a una visione lungimirante, per il bene delle generazioni future.
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A cura della segreteria interterritoriale
Firenze - Lucca - Livorno, 15 maggio 2025 (Festa della Madonna di Montenero, patrona della Toscana)
OraToscana
- Twitter: https://twitter.com/oratoscana
Promossa membro effettivo dalla III assemblea generale del 10 giugno 2023
Associazione di fatto - Membro osservatore dal giugno 2022 (raccoglie attivisti toscani che hanno partecipato alla fondazione di Autonomie e Ambiente, quindi è ad honorem fondatore)
OraToscana
rete di amicizia politica, civismo, ambientalismo, autonomismo,
per l’autogoverno della Toscana
OraToscana si è costituita come associazione politica di fatto il 4 ottobre 2021, dopo il buon esito della nostra partecipazione come attivisti civici, ambientalisti e autonomisti alle elezioni comunali di Vecchiano, impegnati per la lista “Un Cuore per Vecchiano” (7,24% dei voti in una comunità di circa 12.000 abitanti).
Non siamo tuttavia nuovi alla politica. Siamo piuttosto gli eredi di un impegno civico, ambientalista, autonomista di lungo corso, che risale in modo diretto al civismo ambientalista movimentista degli anni ‘90 e degli anni 2000, ma ha in realtà radici ancora più profonde nel socialismo autonomista di Tristano Codignola, nell’autonomismo che era presente in tutti i partiti popolari del secondo dopoguerra del XX secolo, nell’esperienza antifascista e anticentralista del CTLN (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale).
In tempi più recenti siamo stati protagonisti del comitato “Toscani per il No” nel confronto referendario che portò alla bocciatura, il 4 dicembre 2016, del centralismo della orrenda riforma Renzi-Boschi-Verdini.
Siamo stati gli animatori degli anni del Comitato Libertà Toscana 2017-2020, esperienza confederale terminata nel 2021 (non da noi). Una esperienza che non rinneghiamo e di cui anzi stiamo conservando i principi e i programmi e portando avanti le azioni.
I nostri attivisti sono stati promotori, tra le altre iniziative politico-elettorali, del Patto per la Toscana 2020. Dopo la nostra ingiusta esclusione dalle elezioni regionali di quell'anno, abbiamo continuato il dialogo con le altre reti civiche toscane, come i Liberi Fiorentini di Fabrizio Valleri, esponenti storici dell'ambientalismo toscano, alcune figure di Orgoglio Toscana e Toscana Civica, il gruppo dei Socialisti Autonomisti della Toscana, il Polo Civico di Siena, l'esperienza di Onda Etica di Pistoia e tante altre realtà toscane, ai confini della Toscana e oltre.
Sosteniamo quelle che sono state le più importanti riscoperte autonomiste dell'inizio del secolo: la rivoluzione paesana e la rivoluzione rionale. Nel XXI si stanno definitivamente affermando, in ogni territorio del mondo, capacità di autogoverno dal basso al più basso livello possibile, quello del proprio vicinato, villaggio, suburbio, quartiere, contrada, rione. Per le sue intuizioni e capacità, per averci aiutato a riscoprire un antico autonomismo toscano, oltre che una moderna visione decentralista internazionale, Mauro Vaiani, intellettuale e attivista, oltre che uno dei fondatori della rete Autonomie e Ambiente, è il nostro garante.
Stiamo lavorando perché le intuizioni di Mauro Vaiani per un "autogoverno di tutti dappertutto" e per una “Toscana che si autogoverni almeno come il Trentino” diventino una realtà politica per il bene delle generazioni future.
Con il pretesto delle emergenze sanitarie e della guerra, si sta rafforzando un greve centralismo autoritario, che mette in pericolo la Repubblica delle Autonomie personali, sociali, territoriali in Italia, l’Europa delle regioni, dei popoli, dei territori, oltre che la pace e la giustizia tra i popoli del mondo. OraToscana lavora per fermare questa pericolosa deriva.
Settarismo ed estremismo ci sono assolutamente estranei e non coltiviamo certo l’idea della politica come una marcia solitaria e autoreferenziale, ma siamo e restiamo liberi da ogni condizionamento o anche solo influenza da parte di ogni partito centralista italiano.
Ci manteniamo collegati tra di noi principalmente attraverso il canale Telegram: https://t.me/OraToscana, ma ci trovate sulla maggior parte dei social. Il sito web è https://www.biancorosso.me.
Il 5 maggio 2022 abbiamo chiesto ad Autonomie e Ambiente di accoglierci come osservatori. Il procedimento si è chiuso il 14 giugno 2022. Le forze sorelle di Autonomie e Ambiente ci conoscono e sanno di poter contare su di noi.
Il 22 novembre 2025, per Santa Cecilia, abbiamo celebrato a Nodica di Vecchiano la nostra III assemblea confederale, la prima in forma pubblica e ufficiale, in cui abbiamo aggiornato le nostre regole comuni e rinnovato gli organi dirigenti per il quinquennio 2025-2030. Qui i risultati della III assemblea.
Il nostro simbolo, che ha come sfondo le tre pale bianche in campo rosso, ispirate dalla antica "Bella insegna" del barone Ugo di Toscana, i cui colori sono stati poi conservati negli stemmi delle repubbliche di Firenze, Pisa, Siena, Lucca e di moltissimi liberi comuni toscani, è stato creato dalla scrittrice e attivista sarda Silvia Lidia Fancello.
Lucca, 15 giugno 2022 - Ultimo aggiornamento del 28 marzo 2026
Contributori della pagina:
- Mauro Vaiani (Prato, garante)
- Riccardo Galimberti (Firenze, moderatore segretario)
- Ione Orsini (Vecchiano, comoderatrice)
- Cristiano Pennesi (Santa Luce, comoderatore 2021-2025)
Contatti:
https://t.me/OraToscana - https://twitter.com/oratoscana - https://www.facebook.com/OraToscana -
Parole nuove da L'Altra Toscana
A Firenze, sabato mattina 28 giugno 2025, si sono riuniti ottanta amministratori locali e attivisti de "L'Altra Toscana", per la presentazione del proprio manifesto politico-culturale. Due pagine scritte con parole semplici e nuove, che potete leggere integralmente qui o qui.
Da persone nuove, non solo giovani ma anche con una mentalità diversa da coloro che sono in "carriera" nelle piramidi della politica toscana e italiana, non potevano che uscire parole nuove. La Toscana del 2025 ne ha un urgente bisogno: "chiede un linguaggio politico nuovo. I modelli del passato, basati su appartenenze rigide e su un potere distante dai territori, hanno esaurito la loro spinta propulsiva. In questo vuoto si afferma una nuova pratica: il civismo. Un civismo autentico, radicato, autonomo. Non un’ideologia, ma un metodo. Non una bandiera, ma un progetto collettivo. Una politica che nasce dal basso, dalla concretezza delle esperienze locali, e che torna ai cittadini con risultati visibili e verificabili.". Questo è l'incipit del manifesto.
Meno di un anno fa, a Scandicci, alcuni giovani leader locali di questo nuovo civismo autonomo e libero avevano iniziato questo percorso fra cittadini toscani di diverse esperienze, generazioni, territori. Fra di loro le persone attiviste e amiche di OraToscana. Subito è iniziato un dialogo fecondo con molte altre realtà, comunali e intercomunali, fino alla decisione di costituire insieme la rete "L'Altra Toscana".
Il coordinamento, che ormai conta aderenti da tutte le province toscane e da una cinquantina di comuni, è affidata al coordinamento di Giorgio Del Ghingaro (nella foto), l'operoso, stimato, indipendente e "scomodo" sindaco di Viareggio.
Hanno presentato il manifesto: Giovanni Bellosi (Scandicci Civica), Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi), Mauro Vaiani (Ora Toscana - Civici di Prato per le autonomie), Renzo Luchi (Cittadini per Fiesole), Francesco Carbini (Liste Civiche Sangiovannesi).
A inizio lavori hanno portato un saluto Serena Bavuso, assessora a Lamporecchio (che ha sostituito la sindaca civica Anna Trassi, all'ultimo momento impossibilitata); David Saisi (sindaco civico di Gallicano), Alessandro Polcri (sindaco civico di Anghiari e presidente della provincia di Arezzo).
Il dibattito è stato coordinato da Anna Ravoni (già sindaca di Fiesole) e Federico D'Anniballe (Cambiamo Ponsacco).
Ha concluso i lavori Giorgio Del Ghingaro, con un intervento di grande respiro sulla necessità di una nuova stagione di buongoverno della Toscana. Siamo in attesa di rendere disponibile integralmente il suo discorso, insieme ad altri materiali e documenti dell'incontro.
Prato, 30 giugno 2025 - A cura dei moderatori di OraToscana
Approfondimenti:
Parole vive per le autonomie e l'ambiente - Tutti gli interventi e le conclusioni politiche
Sabato 11 marzo 2023 si è tenuto il seminario online organizzato dal Forum 2043, in collaborazione con Autonomie e Ambiente, sul tema "Parole vive per le autonomie e l'ambiente - Rilettura integrale della Carta di Chivasso". Siamo già entrati nell'ottantesimo anno da quando la Carta fu scritta, nel 1943, eppure le parole di Chivasso sono vive, giovani, profumano di primavera per la democrazia, le autonomie, l'ambiente, la pace, la libertà. Sono ancora essenziali per coloro che credono nella Repubblica delle Autonomie, nell'Europa dei popoli, in un mondo liberato da autoritarismi, colonialismi e militarismi.
Com'era nelle intenzioni degli organizzatori, il seminario ha rafforzato tutti i movimenti civici, ambientalisti, storicamente autonomisti, modernamente decentralisti, che hanno partecipato. Essi hanno il compito di portare avanti la visione del partigiano e martire Émile Chanoux e promuovere gli ideali di autogoverno dei territori, sussidiarietà verticale e orizzontale, autonomie personali, sociali e territoriali, che sono incisi nella Costituzione italiana, grazie all’impegno di padri costituenti come Giulio Bordon, Piero Calamandrei, Tristano Codignola, Andrea Finocchiaro Aprile, Emilio Lussu, Aldo Spallicci, Tiziano Tessitori.
Le due sessioni, di un'ora ciascuna circa, sono state registrate e sono disponibili attraverso l'archivio politico multimediale di Radio Radicale:
https://www.radioradicale.it/scheda/693128/parole-vive-per-le-autonomie-e-lambiente
Sul canale YouTube di Autonomie e Ambiente è stata pubblicata, in estratto, la lettura pubblica integrale della Carta di Chivasso.
Come ha sintetizzato Roberto Visentin (presidenza Autonomie e Ambiente, AeA) nelle sue conclusioni, la Carta di Chivasso è ciò che ci unisce e ci definisce. I suoi valori ci sostengono e ci consentono di essere come acqua nel deserto della politica di questa incompiuta "Repubblica delle Autonomie". Le nostre sconfitte sono lezioni. Le nostre differenze sono attrezzi per affrontare e realizzare davvero, territorio per territorio, il grande cambiamento ambientale che ci aspetta.
Hanno partecipato, fra gli altri, Massimo Moretuzzo (nella foto), candidato alla presidenza del Friuli - Venezia Giulia alle elezioni dei prossimi 2-3 aprile 2023, esponente autonomista, civico, ambientalista del Patto per l'Autonomia, sostenuto da gran parte del centrosinistra. E' intervenuto anche Erik Lavevaz, già presidente della Valle d'Aosta, ed esponente dell'Union Valdôtaine, fortemente impegnato nel profondo rinnovamento in corso all'interno dello storico Mouvement e per la ricomposizione delle posizioni autonomiste, che devono riunirsi contro l'eterno ritorno del centralismo.
La rete di Autonomie e Ambiente (AeA) è una larga e inclusiva sorellanza di forze e gruppi politici territoriali attivi nelle varie regioni e province autonome della Repubblica Italiana. Con la collaborazione della famiglia politica europea degli autonomisti, l'Alleanza Libera Europea (ALE - European Free Alliance, EFA), si sta organizzando per la partecipazione alle elezioni europee del 2024.
Di seguito la sinossi completa dell'evento:

Sabato 11 marzo 2023 ore 16-18
Seminario pubblico
PAROLE VIVE
PER LE AUTONOMIE
E L'AMBIENTE
Evento organizzato dal Forum 2043
in collaborazione con Autonomie e Ambiente
Interventi
Parte prima ore 16-17
Mauro Vaiani (OraToscana – segreteria di Autonomie e Ambiente – coordinamento Forum 2043) - Apertura lavori
Eliana Esposito (Siciliani Liberi) – Canto dell’autogoverno
Mauro Vaiani – Introduzione
Sara Borchi e Stefano Fiaschi – Lettura integrale della Carta di Chivasso
Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia Friuli-Venezia Giulia)
Erik Lavevaz (Union Valdôtaine – già presidente della Valle d’Aosta)
Silvia Fancello "Lidia" (rappresentante EFA-ALE e referente AeA in Sardegna)
Alfonso Nobile, "Alessandro" (Siciliani Liberi)
Andrea Acquarone (autonomista ligure e animatore di "Che l'inse!")
Claudia Zuncheddu (Sardigna Libera, attivista per l'autogoverno e per la salute in Sardegna)
Parte seconda ore 17-18.00
Samuele Albonetti (Rumâgna Unida, già coordinatore del Movimento per l’Autonomia della Romagna)
Maria Luisa Stroppiana (Assemblada Occitana - Valadas)
Gino Giammarino (editore e attivista per l'autogoverno di Napoli e del Sud, Forum 2043)
Walter Pruner (autonomista trentino)
Silvia Fancello "Lidia" (rappresentante EFA-ALE e referente AeA in Sardegna)
Giovanna Casagrande (Sardegna Possibile)
Alfonso Nobile, "Alessandro" (Siciliani Liberi)
Milian Racca (Liberi Elettori Piemonte)
Roberto Visentin (vicepresidente europeo EFA-ALE, presidente AeA) – Conclusioni politiche
Mauro Vaiani – Saluti finali
A conclusione dell'evento si è lanciato un appello per le donne, la vita, la libertà di tutti, e per la pace, dappertutto, con l’ascolto della canzone Baraye di Shervin Hajipour nella versione remix di DJ Siavash (fonti: https://youtu.be/I0bEMX6Avp0 - https://djsia.com/)
Hanno mandato un messaggio perché non sono potute intervenire le persone amiche:
Alfredo Gatta (Pro Lombardia, vicepresidente di AeA)
Lucia Chessa (RossoMori - Sardegna)
Luana Farina Martinelli (Caminera Noa)
* * *
Per seguire gli sviluppi dell'evento è indispensabile iscriversi al canale Telegram del Forum 2043: https://t.me/Forum2043
Si ringrazia per la collaborazione tecnica e creativa: Renzo Giannini - Il Lampone - https://www.youtube.com/lorenxman
Informazioni:
Per la dignità del consigliere comunale
- Autore: A cura di OraToscana - lunedì dell'Angelo, 10 aprile 2023
Un appello da OraToscana nel Forum 2043 per tutti i consiglieri comunali della Repubblica
Prato – Santa Luce – San Vincenzo – Siena – Vecchiano, lunedì dell’Angelo, 10 aprile 2023
Introduzione
Alle persone che vengono elette nei consigli di ogni comune vorremmo che fossero restituiti dignità e poteri, necessari non a loro ma alle comunità locali, nell’interesse di molti oggi e delle generazioni future, per migliorare concretamente le cose.
Chi conosce la storia delle gloriose istituzioni comunali, sa bene che nulla garantisce nel tempo una saggia amministrazione quanto la conoscenza reciproca, l’intimità vorremmo dire, la condivisione dello stesso destino fra governanti e governati, esattamente quella che è possibile, appunto, in un comune.
Coloro che possono ascoltare questo appello, discuterlo, migliorarlo, farlo proprio, diventarne attivisti e promotori, militanti solidali fra di loro fino al punto da trasformarsi in un movimento interterritoriale capace d’imporre le riforme necessarie, sono primariamente coloro che consiglieri comunali lo sono, lo sono stati, abbiano tentato di diventarlo, o almeno siano stati vicini a una persona investita di questo gravoso e, oggi, ingrato incarico.

Proposte
- Il consigliere comunale deve godere di permessi dal lavoro durante il suo mandato (e di un sostegno al suo reinserimento lavorativo al termine dello stesso); di un compenso adeguato all’entità del suo impegno; di una tutela previdenziale e assicurativa; di un ufficio da cui condurre la sua attività istituzionale, oltre che portare avanti le proprie convinzioni e battaglie politiche.
- Ogni consiglio comunale è in grado di decidere da sé, considerando le risorse e le dimensioni del suo territorio, di quanti consiglieri debba essere composto.
- Solo il consigliere comunale eletto deve essere impiegato a tempo pieno nell’amministrazione (come assessore o in altri incarichi).
- Ogni consiglio comunale è in grado di decidere in autonomia quanti dei suoi membri debbano essere amministratori a tempo pieno e garantire loro un compenso adeguato.
- Ferma restando la centralità ordinamentale della figura del primo cittadino, ai consigli comunali deve essere consentito adottare una forma di governo direttoriale (collegiale, quindi con consigli che siano anche giunte), specie nelle comunità più piccole.
- Come raccomanda da ottant’anni la Carta di Chivasso, si dovrebbe essere elettori o eleggibili solo dopo un certo periodo che si è residenti e contribuenti del proprio comune, lasciando allo statuto comunale di determinare la lunghezza di tale periodo.
- Premesso che l’unico modo per imparare davvero a fare il consigliere comunale è quello di farlo, chi si candida al consiglio comunale dovrebbe aver dimostrato conoscenza delle lingue locali, parlate e scritte, ed avere - almeno - la formazione e la buona condotta richieste al giudice popolare.
- Per quanto le persone siano (giustamente) diffidenti nel dare il potere a chi non ha un mestiere o una istruzione, si deve prendere atto che nella vita politica sono indispensabili esperienza, competenza e anzianità: per qualcuno la politica può diventare una professione, non solo una vocazione, e di questo ogni comunità dovrebbe tenere conto nel decidere i pur necessari limiti ai mandati (consecutivi o non consecutivi).
- La carica di consigliere comunale dovrebbe essere incompatibile con ogni altra e sarebbe opportuno che nessuno potesse essere eletto o nominato in istituzioni superiori senza prima essere stato eletto consigliere comunale.
- L’espressione di candidature al consiglio comunale dovrebbe essere resa possibile a tutti coloro che ne abbiano i requisiti, con il minimo di formalità, eventualmente stabilendo un numero minimo di concittadini che la supportino.
- La campagna elettorale comunale dovrebbe essere organizzata e pagata dall’amministrazione, assicurando a tutti le stesse opportunità e gli stessi spazi, imponendo divieti, o almeno limiti e controlli rigorosi, alla spesa privata o di parte.
- La scelta dei consiglieri comunali deve essere fino in fondo nelle mani dei cittadini, quindi ogni elettore dovrebbe, obbligatoriamente, votare non più solo un simbolo o uno schieramento, ma prima di tutto una persona (massimo due, di genere diverso), fra i candidati della sua circoscrizione, trovandone i nomi già sulla scheda.
- I comuni devono potersi aggregare in libere associazioni intercomunali, in modo tale da garantire l’esercizio di funzioni associate, secondo principi di sussidiarietà; è opportuno che gli organi di tali associazioni di comuni siano eletti dai consiglieri comunali stessi.
- In tutti i casi in cui il comune, per dimensione demografica o per estensione geografica, sia composto di più comunità distinte (municipi, quartieri, frazioni, altro), si lasci alle popolazioni locali la possibilità di trasformarlo in una unione di comunità.
- Si deve riprendere, con ritrovato entusiasmo per l’autogoverno comunale e territoriale, l’abolizione delle prefetture e di ogni altra istituzione intermedia fra le regioni (o le province autonome) e le libere associazioni o unioni di comuni.
- Al comune, singolarmente o in associazione con altri del territorio, deve tornare il potere di cambiare concretamente le cose, secondo Costituzione, ponendo fine alla paralisi provocata dalla metastasi normativa regionale, statale, europea.
Note
A coloro che si preoccupano delle risorse, ricordiamo che siamo impegnati per la territorializzazione delle imposte, perché esse restino sui territori e perché ci siano fondi di perequazione. I comuni, peraltro, non devono vivere di soli Euro: possono e quindi dovrebbero essere create monete locali complementari, per creare uno scambio di beni e servizi all’interno della comunità o dei territori: l’autonomia energetica con fondi rinnovabili; la produzione sostenibile di cibo lobale; asili e scuole a cui i bambini possano andare a piedi; ambulatori medici di vicinato; riuso del patrimonio abitativo esistente e affitti equi; servizi pubblici locali, fondati sul lavoro cooperativo locale, staccati dal mercato dove tutto si misura in Euro.
Guardiamo con ammirazione a tante iniziative che puntano a restituire risorse alle nostre democrazie locali, come, in ultimo, la campagna "Riprendiamoci il Comune", ma a tanti amministratori, consiglieri, attivisti, gruppi, comitati, noi chiediamo di fare, insieme, qualcosa di molto più radicale: una lunga marcia per decentrare il potere, distribuire le risorse oggi centralizzate, delegificare, restituire dignità e poteri a ciascun comune e ai territori.
Le autorità comunitarie europee e lo stato (e, di riflesso, le regioni e le province autonome) devono finirla di alimentare la metastasi legislativa, che sta paralizzando senza assicurare protezione. Devono, per essere ancora più nitidi, smettere di legiferare sovrapponendosi sulle stesse materie, in plateale disprezzo al principio della sussidiarietà. Devono trattenersi dall’emanare “grida” per tutti i comuni, imponendo le stesse regole a municipi come Santa Luce, San Vincenzo, Vecchiano, Siena, Livorno, Prato, Firenze, come se fossero uguali.
Nel nostro mondo civico, ambientalista, autonomista, confederalista, siamo ostili ai leaderismi, ai presidenzialismi (anche quelli dei presidenti-governatori regionali e dei sindaci-podestà), alle tifoserie mediatiche, all’antipolitica, al populismo, al giustizialismo, all’antistatalismo tardoliberista, a irragionevoli proibizionismi, che riempiono il dibattito pubblico riducendolo a un fatuo chiacchiericcio mediatico, conducendo la Repubblica delle Autonomie alla rovina.
A noi pare evidente che i consiglieri comunali eletti devono urgentemente riprendersi dignità e poteri, perché essi possano davvero fare la differenza, essendo vicini alle persone, alle comunità, al territorio. Poteri e ovviamente doveri, perché eleggendo consiglieri comunali come accade ora, persone senza radici, senza cultura, senza consenso, senza responsabilità, stiamo sprofondando nella palude del ciarlatanismo politico.
Ai comuni è stato imposto, dal 1992 a oggi, di abbandonare beni comuni, di chiudere servizi pubblici universali, di rinunciare a svolgere funzioni economiche, sociali, ambientali, di lasciare potere a opache tecnocrazie (pubbliche ma sempre più spesso private). Ai politici dei comuni è stato imposto di lasciare potere a “tecnici”, che sono diventati un opaco mandarinato, a cui nessuno può chiedere mai di rendere conto. Questo svuotamento dei comuni e questa cancellazione della politica, però, tanto più moltiplica aziende esternalizzate, enti funzionali, agenzie, commissariati, sovrintendenze, autorità, garanti, agende, progetti, conferenze, piani, pubblicazioni, raccomandazioni, circolari, tanto meno protegge concretamente le persone, le comunità, i territori.
Qualcuno ricorderà il 1981 non solo per una sciagurata scelta di privatizzazione dei debiti pubblici, ma anche per un importante documento dei vescovi cattolici italiani sulle prospettive del paese. Da allora, dobbiamo ammetterlo con franchezza, ogni tentativo di fermare il declino agendo sul potere centrale italiano (o europeo) è sostanzialmente fallito. La Repubblica, schiacciata da troppe leggi ma senza più legge, sta letteralmente sprecando la vita di decine di migliaia di funzionari pubblici, spesso qualificati lavoratori del diritto e della conoscenza, ma ormai persone perse, che ricevono stipendi, magari importanti, ma il cui lavoro nelle burocrazie del centralismo è totalmente inutile se non controproducente per le comunità e per i territori.
Siamo debitori, per questo appello, ai costituenti che hanno voluto sancire i principi di “sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza” (art. 118 della Costituzione); a coloro che ispirarono, scrissero, attuarono la rivoluzionaria, per i tempi, legge 142 del 1990 (onoriamo il ricordo di persone come Fiorenzo Narducci e Alfredo Gracili); ai fondatori delle liste verdi storiche (in particolare l’avventuara umana, politica e amministrativa di Giannozzo Pucci); alle tradizioni politiche della Firenze che è stata la città di Giorgio La Pira e dalla sua “giunta parallela”, composta da Mario Fabiani, Tristano Codignola, Romano Bilenchi; ai pionieri della rivoluzione paesana e rionale; alle tante realtà civiche che sono riuscite a vincere la guida del proprio comune, con le proprie forze, senza l’aiuto di alcun partito o di alcun potentato (o che ci stanno provando, come il Polo Civico di FabioPacciani nella Siena di questa primavera 2023); a coloro che, come i socialisti di Vecchiano, custodiscono le migliori tradizioni della politica dei partiti popolari della Repubblica delle Autonomie; a coloro che contribuiscono al Forum 2043 e che si stanno impegnando per costruire un grande movimento interterritoriale per le autonomie e l’ambiente.
Un caveat conclusivo
Siamo in una situazione grave: stiamo invecchiando, impoverendoci, spopolandoci nei nostri territori periferici rispetto alla globalizzazione; siamo minacciati dalla nostra stessa civiltà industriale che distrugge l’ambiente e disumanizza la vita; in poche mani sono concentrati strumenti di digitalizzazione e virtualizzazione talmente potenti da cancellare la stessa realtà, sostituendola con un sinistro conformismo planetario, un orwelliano appiattimento culturale e spirituale; le elite della finanza globale concentrano ricchezze immense e praticano un capitalismo predittivo che ci telecomanda nei nostri consumi e, in una prospettiva paurosa, nei nostri stessi pensieri e desideri; pochi poteri politici praticano la sorveglianza universale, con una pervasività mai vista prima nella storia; i loro apparati militari-industriali ci ordinano di amare gli oppressori e odiare gli oppressi, rendendo accettabili ai nostri occhi le loro guerre infinite. Non c’è più tempo da perdere: è il momento di una riscossa popolare.
Non possono farla gli ultimi, i troppo anziani, i malati, gli oppressi, i rifugiati, gli sradicati, i diseredati della Terra. Nemmeno la faranno coloro che sono integrati nella mentalità dominante, né, d’altra parte, coloro che sono stati abbagliati da prospettive settarie, cospirazioniste, apocalittiche. Come scrive Mauro Vaiani nel suo Cosmonauta Francesco, la rivoluzione la devono fare i penultimi: le persone che ancora hanno una cultura, una memoria, un’identità, un lavoro, una loro proprietà o un’attività economica privata, una capacità di comprendere in modo critico la parola scritta, una minima connessione alle reti sociali globali contemporanee, una capacità “donmilianiana” di avanzare i propri dubbi con parole chiare e appropriate, una spiritualità se non una fede. Persone che sanno distinguere se una cosa funziona meglio in Svizzera piuttosto che in Cina o negli Stati Uniti, a San Marino piuttosto che a Bruxelles, con un’anima libertaria e una cultura riformista, ma ancorate a una etica della responsabilità, piuttosto che della fanatica convinzione.
Sorgano quindi cavalieri di civismo, ambientalismo, autonomismo del XXI secolo, in difesa dei molti, contro i pochi, perché la vita resti umana e il pianeta abitabile: una nuova generazione di leader locali, a chilometro zero, capaci di generosità e sacrificio, disposti a concorrere alle loro elezioni locali e determinati a vincere.
* * *
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Per la pace si riparta dal cessate il fuoco
Nella nostra rete di forze territoriali abbiamo avuto e abbiamo ancora posizioni articolate su come arrivarci, ma non ci sono dubbi su dove dobbiamo andare: l'Europa deve gettare il proprio peso politico ed economico nell'arrivare al più presto a un cessate il fuoco in questa terribile guerra tra la Federazione Russa e l'Ucraina. Questo conflitto ormai decennale (che dalla prima mattinata del 24 febbraio 2022 è diventato una operazione militare su larga scala, ma che risale almeno al 2014), deve essere fermato.
Tutto è possibile, dopo il cessate il fuoco: salvaguardare la sovranità e la natura democratica della repubblica di Ucraina; restituire ai cittadini dei territori contesi una speranza e una voce sul loro futuro; frenare la deriva militarista e nazionalista nella Federazione Russa, i cui popoli non sono nemici dell'Europa e nemmeno nemici del popolo ucraino; riaprire il dialogo a tutto campo, in tutto il mondo, con tutte le potenze, sul disarmo e contro la proliferazione nucleare.
Per questo molti nostri attivisti dell'Italia centrale partecipano alla marcia della pace Perugia-Assisi di oggi domenica 21 maggio 2023.
Per questo la nostra forza sorella Siciliani Liberi ha aderito all'iniziativa dei referendum contro la guerra e per la sanità pubblica. Per un approfondimento su questa iniziativa popolare, consigliamo l'ascolto di questa "tribuna" con il prof. Ugo Mattei, ospitata da Radio Radicale: https://www.radioradicale.it/scheda/698585/dibattito-sui-tre-referendum-sanita-e-guerra
A cura della segreteria interterritoriale
Firenze, 21 maggio 2023
Prato sceglie il suo futuro e forse non solo il suo

Prato è una delle principali città al voto i prossimi 24-25 maggio 2026. Nonostante decenni di delocalizzazione e finanziarizzazione, è ancora una delle capitali del tessile e uno dei distretti industriali più importanti d'Europa. E' ancora una città del lavoro, che quindi attrae immigrati da tutto il mondo. Un quarto dei suoi quasi 200.000 abitanti sono immigrati non ancora cittadini della Repubblica. A Prato vivono persone provenienti da oltre 130 paesi del mondo, ma la comunità straniera più importante è quella formata dai 33.000 residenti registrati provenienti dalla Cina Popolare. A questi va aggiunta la presenza di immigrati non registrati, che è difficile da stimare.
Una presenza allogena così concentrata è praticamente un unicum. Gli immigrati cinesi sono originari per lo più della prefettura di Wenzhou, (provincia delloZhejiang, sulla costa, a sud di Shanghai). I cittadini cinesi che vivono a Prato parlano quindi in maggioranza il dialetto di Wenzhou (Wenzhounese - 温州话), una variante ben distinta del gruppo linguistico Wu, tanto da essere stata definita "la lingua del diavolo" per la sua complessità, che la rende poco comprensibile persino agli altri parlanti Wu, tanto meno ai parlanti delle tante altre lingue native della Cina meridionale (ricordiamoci che la Cina postcomunista è grande quanto un continente: ha una lingua ufficiale unica, il Mandarino, ma è abitata da centinaia di popoli diversi).
E' stata l'immigrazione a forgiare la Prato industriale del XX secolo. Subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale arrivarono a Prato prima immigrati dalle campagne e dalle montagne toscane. Poi durante il boom industriale sono arrivati lavoratori da tutte le altre regioni italiane, in particolare dalle aree relativamente più povere di Veneto, Abruzzo, Mezzogiorno, Sicilia, Sardegna. Più tardi sono arrivati lavoratori dal Marocco e altri paesi mediterranei, in tempi più recenti anche dal Pakistan e dal Bangladesh. Dopo il 1989 erano arrivate immigrazioni importanti da paesi ex comunisti come l'Albania e la Romania. L'arrivo dei Wu, a partire dagli anni '90, ha apportato un ennesimo cambiamento ben più profondo, non solo quantitativo. Le altre immigrazioni hanno fornito manodopera all'industria pratese, ma la comunità cinese, per le sue dimensioni e per le sue specificità, ha creato quella che, per semplificare, può essere considerata una economia parallela dentro il distretto industriale.
Il territorio ha tutti i problemi ambientali delle zone intensamente antropizzate: eccesso di cementificazione e inquinamento; riduzione del patrimonio agricolo e naturale; dissesto idrogeologico. I limiti quantitativi della crescita demografica ed economica sono già stati ampiamente raggiunti e le conseguenze negative sull'abitabilità del territorio e la salute delle prossime generazioni sono già davanti agli occhi di tutti.
Prato condivide con altri territori della Toscana, d'Italia e d'Europa problemi che non si possono più risolvere parlando genericamente di "crescita": l'invecchiamento della popolazione; la distruzione della sanità di prossimità (a opera dei "modernizzatori" di ogni colore che si sono alternati al potere in Europa e in Italia negli ultimi decenni); l'impoverimento delle classi medie; l'indebolimento dei servizi pubblici e sociali dovuto a decenni di austerità; la fuga di giovani "cervelli"; i pericoli della concentrazione di potere tecnologico; la rapida senescenza e la carente manutenzione dell'edilizia pubblica e delle principali infrastrutture. Gli enormi costi della manutenzione affliggono anche gran parte dell'immenso patrimonio immobiliare privato, specie degli edifici industriali.
Non sono in crisi i valori del lavoro e della solidarietà, che anzi resistono e sono trasversali all'intera società, ma la loro traduzione in progetti politici, in una visione a lungo termine, è sempre più difficile.
Questa è la realtà complessa in cui si è dovuta muovere la piccola realtà dei Civici di Prato per le Autonomie, la quale, attraverso OraToscana, è collegata ad Autonomie e Ambiente (AeA) e alla European Free Alliance (EFA). Interagisce inoltre con altre reti, come i Civici Toscani, il Cuore d'Italia, il coordinamento Vivibilità. Il civismo toscano appassionato di autonomie s'impegna con grande libertà nei propri comuni. La maggior parte dei gruppi s'impegna in autonomia dai poli della politica italiana, ma non mancano esperienze di collaborazione con il centrosinistra e con le forze moderate. Si tiene sempre ovviamente la dovuta distanza dai centralisti, dagli autoritari, dai populisti, dai bigotti, dai reazionari. Si sceglie, comune per comune, guardando alle persone, alle loro competenze, alla loro capacità di ascoltare e servire le proprie comunità.
Dal 2025, a seguito dell'avvio di un dialogo tra il mondo delle autonomie e le formazioni d'ispirazione cristiano-sociale, in particolare con l'avvio della Rete Civica Solidale, i civici autonomisti di Prato avevano dato il loro contributo al progetto "Prato Civica Solidale", insieme ad esponenti di Demos (che a Prato ha una significativa presenza) e ad altri cittadini civici e indipendenti.
Il panorama politico di Prato si è impoverito, sia a sinistra che a destra, sia nei partiti che nelle realtà indipendenti. Con l'avvicinarsi del voto la forza politica storicamente dominante, il PD, ha richiamato il suo esponente più popolare, Matteo Biffoni, che l'anno scorso era stato eletto nel parlamento regionale della Toscana con un record assoluto di preferenze personali.
Biffoni è già stato sindaco per due mandati, dal 2014 al 2024. I propositi del suo secondo mandato (2019-2024) erano stati travolti dall'emergenza Covid e dalle alluvioni del 2023. Gli era succeduta l'amministrazione di Ilaria Bugetti, prima sindaca donna della storia di Prato, anche lei persona con grande consenso e con programmi innovativi, ma la sindaca si è dimessa dopo solo un anno, per affrontare più serenamente, libera da responsabilità amministrative, l'inchiesta su presunti favori elettorali in cui si è trovata coinvolta. Alle dimissioni della Bugetti nel 2025 è seguito lo scioglimento degli organi politici e il commissariamento per un anno.
Matteo Biffoni, oggi ricandidato, ha ripetutamente dimostrato di essere una persona competente e capace di ascoltare le persone e le comunità. Da questo punto di vista tutti, sia amici che avversari, gli riconoscono di non avere rivali. Ha annunciato una "nuova stagione": tutto dovrà essere diverso rispetto alla sua precedente esperienza amministrativa, perché il mondo, Prato e anche lui sono cambiati.
L'impegno di Biffoni è sfidante, perché i comuni sono schiacciati dalla metastasi normativa. Sono stati privati di autonomia, risorse e poteri. Eppure il comune è ancora, specie in una città grande e relativamente ricca come Prato, un punto di riferimento e un faro di speranza per le proprie comunità.
In questo momento così difficile della storia di Prato, di fronte ai gravi problemi ambientali, sociali e di legalità nell'economia, il gruppo promotore di Prato Civica Solidale è stato sollecitato a impegnarsi con Matteo Biffoni in un'area civica più vasta, che potesse esprimere un governo innovativo e unificante della città e del comune. Così si è arrivati alla decisione di partecipare, con altre esperienze civiche e democratiche, alla lista civica unitaria "BIFFONI SINDACO".

Cinque sono le persone candidate da Prato Civica Solidale nella lista Biffoni (nella foto sopra, da sinistra): Simone Puggelli (musicista, dirigente Demos); Caterina Ramogida (professoressa e da poco avvicinatasi a Demos); Mauro Vaiani (funzionario pubblico, referente dei Civici di Prato per le Autonomie, dirigente OraToscana e AeA); Sandra Mugnaioni (insegnante in pensione, già consigliera comunale per Demos); Moreno Sarti (avvocato ed esponente civico indipendente).
Tutte le persone candidate nella lista "BIFFONI SINDACO" si sono assunte una grande responsabilità, insieme a Matteo Biffoni. Per gli amici e gli attivisti delle autonomie personali, sociali, territoriali, in Toscana e oltre, questa scelta di impegnarsi direttamente per il buon governo concreto di quartieri, frazioni, periferie di una città così complessa su un territorio così esausto, è una sfida da far tremare i polsi. Questa scelta di governo dirà qualcosa d'importante per il futuro delle autonomie e dei civismi ben oltre Prato.
Per parafrasare una popolare espressione toscana, per tutti loro "finisce il culturale e principiano le grane della politica". Per approfondire la loro esperienza e le loro motivazioni, rimandiamo a questo approfondimento: https://diversotoscana.blogspot.com/2026/04/prato-civica-solidale-con-biffoni.html.
Per cominciare a conoscere tutti i candidati sindaco e tutte le liste presenti alle votazioni comunali di Prato, rimandiamo alla presentazione, al solito curatissima, pubblicata da "I Simboli della Discordia" del dott. Gabriele Maestri: https://www.isimbolidelladiscordia.it/2026/05/prato-simboli-e-curiosita-sulla-scheda.html.
Prato, 3 maggio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente
Precisazione di OraToscana rispetto ad altre formazioni
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da OraToscana
Atraverso la stampa e i media si è saputo che alle prossime elezioni regionali della Toscana potrebbe presentarsi una lista con un nome simile al nostro. Anche nel panorama politico nazionale circolano ipotesi di nuove realtà politiche che abbiano nel proprio nome la parola "ora".
"Ora" è una parola importante in italiano e per come si parla l'italiano in Toscana. OraToscana non ne è proprietaria in alcun modo. Tuttavia riteniamo utile precisare:
- OraToscana è una formazione politica nata il 4 ottobre 2021, appartenente alla rete Autonomie e Ambiente e alla famiglia politica europea delle autonomie, la European Free Alliance.
- Diffidiamo chiunque dall'accostare OraToscana alla costituenda lista del candidato presidente Tomasi (segretario regionale di Fratelli d'Italia e probabile candidato del centrodestra in Toscana). Lo diciamo nel massimo rispetto della persona del sindaco di Pistoia: la distanza fra il mondo delle autonomie e questo governo centralista è incolmabile.
- Agiremo, con tutti gli strumenti giuridici possibili, contro chiunque, nella politica toscana e italiana, usasse elementi verbali o grafici che possano indurre confusione nell'opinione pubblica. OraToscana ha diritto a non essere copiata, confusa, danneggiata, come ogni altra formazione politica.
Aggiungiamo che OraToscana sta valutando la situazione politica regionale, in vista delle elezioni toscane del 12-13 ottobre 2025, insieme al coordinamento L'Altra Toscana, di cui è co-promotrice e parte integrante. Il garante de L'Altra Toscana, lo ricordiamo, è il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro.
Prato - Firenze - Pontedera - Livorno
12 agosto 2025
I moderatori di OraToscana
Per approfondire:
https://autonomieeambiente.eu/rete/oratoscana
Qualcosa di nuovo, di concreto, dal basso: l'Altra Toscana
Grazie all'incontro fra diverse reti, gruppi e liste civiche attive in Toscana, fra le quali la nostra realtà sorella OraToscana, si è costituito nella regione il coordinamento civico "L'Altra Toscana".
Dopo mesi di preparazione, il coordinamento si è presentato pubblicamente a Firenze sabato 5 aprile 2025. Referente, portavoce e garante dell'iniziativa è stato nominato il sindaco civico di Viareggio Giorgio Del Ghingaro, uno degli amministratori più dinamici, competenti, autonomi della Toscana. Un cammino è iniziato e dobbiamo augurarci che arrivi lontano.
Questa iniziativa civica dal basso, avviata con uno stile confederale, è un segno di speranza, anche in vista delle regionali che si terranno nel periodo 2025-2026.
E' un esempio che ci auguriamo trovi imitatori in ogni territorio, per combattere le piramidi della politica centralista, le loro leggi elettorali ingiuste, la loro ossessione per la spartizione dei posti fra i loro fedelissimi, la loro incapacità di selezionare competenze e promuovere innovazione e riforme, l'erosione continua della democrazia.
Particolarmente significativa è stata, nella giornata toscana, la meditazione del prof. Stefano Rolando sulle città, i territori, le regioni come cellule vive e pulsanti dell'Europa, e come argine al ritorno dei nazionalismi.
Un approfondimento su questa importante iniziativa toscana può essere letto qui:
https://diversotoscana.blogspot.com/2025/04/laltra-toscana-ce.html
Prato, 6 aprile 2025 - A cura della segreteria interterritoriale
RiBelli per tutti i territori della Toscana e oltre
OraToscana, rete di civismi appassionati di autonomie nata nel 2021 ma erede di una tradizione pluridecennale di attivismo civico, autonomista, ambientalista in Toscana, ha tenuto sabato 22 novembre 2025, per la festa di Santa Cecilia, la propria III Assemblea confederale dei delegati dei territori. L'assemblea si è tenuta nella sala parrocchiale di Nodica di Vecchiano, grazie al supporto organizzativo della lista civica locale "Un Cuore per Vecchiano". L'evento è stato totalmente autofinanziato dai partecipanti.
La realtà politica OraToscana fa parte della rete italiana Autonomie e Ambiente (AeA) e della European Free Alliance, la confederazione europea degli storici autonomismi e dei nuovi territorialismi, impegnata per l'Europa delle regioni e dei popoli. Il tema dell'assemblea era ispirato dall'esperienza fiorentina della lista civica RiBella Firenze: "RiBellarsi per amore dei territori e delle comunità in Toscana e oltre". L'intento è quello di "RiBellarsi" allo status quo anche nel senso di tornare a fare bello il posto in cui viviamo, con competenza, diligenza, cura.
Sono stati adottati dei cambiamenti statutari per promuovere un'azione politica confederale, una scelta controcorrente e ambiziosa in una politica toscana e italiana dominata da pochi leader mediatici, dove gli attivisti locali sono ormai ridotti a tifosi dei loro capi.
E' stata eletta la nuova Moderazione, l'organo di coordinamento fra i gruppi e le liste civiche che aderiscono alla rete, mantenendo peraltro la totale autonomia del proprio impegno civico e politico locale. Ne fanno parte sette moderatori, ciascuno dei quali espresso dai territori già connessi: Francesca Marrazza (presidente di RiBella Firenze, per la città di Firenze); Ione Orsini (Vecchiano, San Giuliano, Pisa); Alberto Andreoli (Pontedera e Valdera); Marco Cannito (storico leader di Città Diversa, per Livorno e provincia); Riccardo Galimberti (Grosseto e provincia); Andrea Ridi (Valdelsa fiorentina); Mauro Vaiani (Prato e provincia). Vaiani è stato anche confermato garante della rete e responsabile dei rapporti di OraToscana con le altre reti italiane ed europee.
E' stata confermata la volontà di amicizia e collaborazione con gli altri civismi toscani, in particolare con Toscana Civica, i civici indipendenti, i giovani leader civici della "Toscana dei cittadini" e tutte le realtà civiche e territoriali collegate attraverso l'iniziativa "L'Altra Toscana".
Ha partecipato all'assemblea il presidente di Autonomie e Ambiente, Roberto Visentin, che ha portato anche il saluto di Lorena Lopez, la presidente europea di EFA. E' intervenuto l'on. Franco Manes, deputato della Valle d'Aosta, anche a nome del presidente della Union Valdôtaine, Joel Farcoz, annunciando l'impegno dello storico movimento autonomista per riportare le autonomie, i territori, i civismi al centro della vita politica della Repubblica e dell'Europa, contro vecchi e nuovi centralismi, autoritarismi, militarismi.
Samuele Albonetti ha portato il saluto del movimento Rumâgna Unida, forza sorella di OraToscana nella rete Autonomie e Ambiente. Hanno inviato un messaggio Silvia Lidia Fancello, dirigente AeA ed EFA attiva in Sardegna, e Paolo Marrocchesi di Toscana Civica.
Laura Nieddu, una delle coordinatrici della lista ospite Un Cuore per Vecchiano, ha presentato il progetto civico per le elezioni comunali che a Vecchiano si terranno nel 2026. Esponenti e gruppi di OraToscana, peraltro, saranno impegnati in molte elezioni comunali l'anno prossimo in Toscana, fra cui Prato, Pistoia, Sesto Fiorentino, Figline e Incisa Valdarno.
Sono intervenuti alcuni consiglieri comunali del territorio aderenti a questo civismo in rete, fra cui Vincenzo Carnì (Un Cuore per Vecchiano) ed Elisabetta Mazzarri (Civica di San Giuliano Terme). Ha portato un saluto Mario De Luca, consigliere di Vecchiano eletto in una lista moderata locale.
OraToscana ha confermato di essere un punto di riferimento per un civismo che ha radici storiche profonde nella cultura delle autonomie che in Toscana si ricollega direttamente a Piero Calamandrei e Tristano Codignola, ma anche con l'eredità politica e culturale di portata italiana ed europea dei martiri antifascisti Giacomo Matteotti ed Émile Chanoux.
Confermato l'impegno per leggi elettorali ed ordinamenti politici più giusti per tutti, per fermare l'erosione della democrazia e riportare i cittadini al voto e alla partecipazione, a partire dall'impegno per restituire dignità e poteri ai consiglieri comunali. E' intervenuto all'assemblea Bartolomeo Nicolotti, dell'Associazione per la Rappresentanza Voto Libero ed Eguale, alle cui proposte di legge d'iniziativa popolare per superare l'odioso Rosatellum, OraToscana darà il proprio sostegno.
OraToscana promuoverà iniziative per correggere la legge elettorale toscana, in modo da restituire maggiore rappresentantività ai territori e alle minoranze. Su questo tema è stato portato un importante contributo da Davide Bacarella, dirigente riformista-europeista vicino al neoeletto consigliere regionale Federico Eligi.
I temi di un impegno civico amico delle autonomie personali, sociali, territoriali sono sempre più urgenti: riorganizzare le nostre comunità e i nostri servizi per una popolazione di anziani; la sanità pubblica riorganizzata secondo principi di prossimità e restituendo centralità al rapporto fra le persone e il proprio medico di fiducia; l'impegno per la montagna e per i territori più periferici; la centralità delle piccole imprese nell'economia locale; la restituzione di competenze e risorse ai territori e alle comunità locali, anche alle più piccole e marginali, contro i rischi di spopolamento e desertificazione sociale, economica e culturale. La Moderazione raccoglierà tutti i contributi raccolti nel dibattito generale e nei gruppi locali in un documento politico che sarà diffuso al più presto.
Vecchiano, sabato 22 novembre 2025, festa di Santa Cecilia - A cura di Mauro Vaiani, garante di OraToscana
Nella foto in alto a sinistra l'intervento dell'on. Franco Manes alla III Assemblea confederale di OraToscana. Alla sua destra Mauro Vaiani e Ione Orsini che hanno fatto parte della presidenza dell'adunanza.

Una foto di un gruppo di partecipanti alla III Assemblea. Da sinistra si riconoscono: Riccardo Barea, Alessandro Tritoli, Laura Nieddu, Domenico Zucca, Marco Cannito, Riccardo Galimberti, l'ospite Bartolomeo Nicolotti (attivista anti-Rosatellum), Mauro Vaiani, Andrea Ridi, Elisabetta Mazzarri, Elisabetta Scatena, Vincenzo Carnì, Ione Orsini.

Nella foto i membri della presidenza della III Assemblea confederale di OraToscana del 22 novembre 2025. Da sinistra: Riccardo Galimberti, Ione Orsini, Mauro Vaiani.
Toscana, animo!
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da OraToscana
Nella notte fra il 2 e il 3 novembre 2023 molte comunità della Toscana hanno affrontato i pericoli e le sofferenze dell'alluvione, pochi mesi dopo la sorella Romagna, pochi giorni dopo altri territori, come il Milanese e il Parmigiano.
Il fattore scatenante è stato una pioggia insistente e violenta, portata dalla perturbazione Ciaran, sulla zona più abitata e cementificata della Toscana, da Pontedera alla piana di Pistoia-Prato-Firenze, fino all'imbocco della Val di Bisenzio. E' importante essere consapevoli, prima di addentrarci nei confronti con il passato, che inmezzo secolo la cementificazione dei suoli si è quadruplicata (si veda questo studio WWF) e nelle zone interessate da questa crisi la situazione è forse anche peggiore.
In poche ore è caduta acqua quanto nel lontano e terribile 1966 ne avevamo avuta nell'arco di intere lunghe giornate. I cumulati del 2 novembre 2023 sono arrivati fino a 200 mm in tre-quattro ore. Nel novembre 1966 la stazione di Badia Agnano, nell'alta valle dell'Arno, registrò un valore record di oltre 430 mm, ma in 48 ore, non in 4.
Non importa essere esperti per capire che 20 cm di pioggia in un'area coperta di edifici diventano rapidamente un metro d'acqua davanti alla porta di casa.
Non è inutile ricordare che molti si sono ritrovati allagati non per la rottura di qualche argine, ma perché le fognature e gli scarichi si sono trasformati in fontane che restituivano i liquami in eccesso. Questo è accaduto anche in edifici relativamente recenti come l'ospedale di Prato o il centro commerciale dei Gigli di Campi Bisenzio.
Nel Forum 2043 abbiamo pubblicato riflessioni approfondite sulla serietà e la gravità del riscaldamento dell'atmosfera terrestre (quello che i media comunicano, spesso banalizzandolo, come cambiamento climatico con riferimento alla moltiplicazione di eventi estremi e che, per inciso, non risolveremo certo comprandoci delle macchine elettriche).
E' davanti ai nostri occhi una cruda realtà: se sul suolo c'è più cemento e nell'atmosfera c'è più energia, siamo di fronte non a una disgrazia imprevedibile, ma a una situazione permanentemente pericolosa.
Non è il momento delle polemiche, ma della necessaria solidarietà verso coloro che hanno avuto danni (e lutti, sette vittime al momento in cui diffondiamo questo scritto), oltre che della gratitudine per la rete della protezione civile territoriale, che non va mai confusa con il cialtronismo e l'incompetenza del governo centralista e dei suoi improbabili ministri. Soprattutto nei piccoli comuni, la protezione civile locale, fatta di volontari, pompieri, forze dell'ordine, tecnici delle diverse amministrazioni, esperti e scienziati conoscitori del posto, è stata ancora una volta determinante per salvare vite.
Verrà il momento in cui i rappresentanti che abbiamo eletto negli enti locali, dovranno spiegare se e cosa avrebbero potuto fare meglio, riguardo ai loro doveri di manutenzione quotidiana dell'esistente, di gestione degli allarmi, di organizzazione degli aiuti, di programmazione a breve termine dell'uso del territorio. Dare la colpa solo al fato o alla meteorologia (che non è una scienza esatta), non sarà più sufficiente. Una manutenzione migliore è sempre possibile e può fare la differenza (basti pensare all'impegno per la pulizia dell'alveo del fiume-torrente Bisenzio, che risale ai tempi di Fabrizio Mattei), ma, come ci permettiamo di dire più avanti, non è certo sufficiente.
Una cosa va detta con chiarezza al presidente Eugenio Giani e al sindaco metropolitano Dario Nardella: sarebbe molto grave se nemmeno dopo questa crisi prendesse avvio un ripensamento rispetto ai loro progetti di ulteriore cementificazione della piana tra Firenze e Prato, in particolare (ma non solo) per la sciagurata idea di un nuovo aeroporto a Peretola.
Tuttavia, di fronte alla pericolosità della situazione, non bastano la pur necessaria frenata su qualche progetto folle, né una mera messa a punto della manutenzione dell'esistente.
Occorre una svolta politica e culturale profonda, che a nome di OraToscana, rete di civismo, ambientalismo, autonomismo e territorialismo, vorremmo sintetizzare in due punti:
1) restituzionedi spazio all'acqua, con un programma audace di allargamento degli alvei, riapertura dei corsi d'acqua e delle gore tombate, rinaturalizzazione del territorio (con conoscenza della storia e dell'ambiente, con competenza scientifica, con progetti a lungo termine, con serietà, insomma);
2) riappropriazione da parte delle comunità locali, dei singoli comuni o delle loro associazioni intercomunali, di tutte le competenze che oggi sono frammentate, oltre che delle risorse che oggi sono scarse ma purtroppo anche disperse fra troppi attori.
Sull'adesione a questi due punti OraToscana è pronta a sostenere, nella primavera del 2024 in cui vanno al rinnovo centinaia di enti locali in Toscana e in tutta la Repubblica, ogni candidatura che si dimostri capace di rinnovamento civico, ambientalista, territorialista.
Non è più il tempo di essere "green" a chiacchiere, di progetti assurdi di ulteriore cementificazione, di svendita di beni comuni, di esternalizzazione di servizi pubblici essenziali in società anonime con la testa lontana dal territorio (come la c.d. "multiutility" in formazione in Toscana).
Non c'è un solo strumento edilizio in vigore in Toscana che possa restare così come oggi. Non è più accettabile che ci sia una frammentazione di competenze in aziende verticalizzate ed esternalizzate (una con il compito di pulire sotto un tombino, l'altra con il compito di pulire sopra il caditoio, come avviene oggi).
Saremo al fianco di quanti si sentiranno impegnati per un cambiamento profondo e andremo di traverso a tutti gli altri. Contateci.
Prato, sabato 4 novembre 2023 - aggiornato domenica 5 novembre 2023
Mauro Vaiani Ph.D.
garante di OraToscana