Solidarietà con gli innamorati d'Iran


Udine, 16 novembre 2022 - Autonomie e Ambiente esprime la propria solidarietà con la protesta popolare nonviolenta che sta attraversando ormai da oltre due mesi lo stato dell'Iran, al grido di "donna, vita, libertà" (Zhen, Zhian, Azadi - in persiano; Jin, Jiyan, Azadi - in curdo). La rivolta dei giovani e delle donne di questo autunno è esplosa a seguito della terribile vicenda della giovane curda Mahsa Amini.

Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la scarsa eco che questa ribellione sta avendo nella politica e nei media italiani, con poche lodevoli eccezioni, fra le quali le iniziative del Partito Radicale Transnazionale.

Nel campo dell'informazione segnaliamo lo straordinario lavoro svolto dal giornalista Mariano Giustino, corrispondente da Istanbul di Radio Radicale.

Lo stato dell'Iran e lo stato italiano sono uniti da rapporti amichevoli di vecchia data, oltre che da importanti legami economici (come è stato dimostrato una volta di più dalla recente liberazione di una turista italiana che era stata arrestata in coincidenza con l'esplosione delle proteste), ma questo non dovrebbe impedire, ma piuttosto consentire più incisive azioni di solidarietà con le vittime della repressione e con le istanze popolari.

Lo stato dell'Iran deve tornare a essere una repubblica per tutti gli Iraniani, ai quali devono essere restituite più ampie autonomie personali, sociali e territoriali.

Tutti gli Iraniani sono stanchi degli aspetti più deteriori del regime. Noi, per il nostro impegno per l'autogoverno di tutti dappertutto, non possiamo dimenticare che la repressione degli ambienti clericali più retrivi e corrotti e delle loro squadracce paramilitari (i criminali Basiji delle cosiddette "Guardie Rivoluzionarie"), colpisce più duramente nel nord il popolo curdo del territorio del Rohilat (il Kurdistan d'Iran) e nel sud il popolo baluchi della provincia del Sistan-Baluchistan.

Come ha scritto Mariano Giustino, questa rivoluzione vincerà e cambierà il volto dello stato e, considerate le dimensioni, l'importanza e l'influenza dell'Iran, cambierà profondamente anche la storia del Medio Oriente, del Levante, dei rapporti fra Occidente e Persia, del mondo intero.

La rivolta potrebbe vincere, perché è fondata sull'amore: gli Iraniani si ribellano cantando, ballando, baciandosi per strada, non solo bruciando il velo (lo Hijab) o gridando slogan politici contro il dittatore Khamenei e gli aspetti più repressivi del regime d'ispirazione islamica scita conservatrice.

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