Non solo un capo per la Campania, ma un vero parlamento
La regione Campania va al voto domenica 23 e lunedì 24 novembre 2025. Siamo anche qui in una situazione di erosione della democrazia, di crisi dei partiti, di dissolvimento delle culture politiche, di allontanamento dei cittadini dal voto, di assenza di spazi di dibattito o anche solo di corretta informazione sui media, di assoluta difficoltà per la maggior parte dei candidati di farsi davvero conoscere e valutare dagli elettori.
Scarseggiano contenuti e proposte politiche, ma ancora di più mancano l'agibilità politica, gli spazi, i tempi per una campagna elettorale più rispettosa del pluralismo. I media più potenti telecomandano gli elettori verso un epilogo già scritto. Il confronto andato in onda su SKY è stato rivelatore: ne sono stati protagonisti soltanto Cirielli (centrodestra) e Fico (campo largo). Altro che par condicio: ormai i risultati elettorali sembrano decisi in anticipo direttamente dagli studi televisivi.
Eppure dobbiamo tenere accesa una piccola luce nell'oscurità: Napoli e la Campania non hanno bisogno tanto di un nuovo capo, dopo i due mandati da governatore di Vincenzo De Luca, quanto di un nuovo consiglio. Un parlamento per la regione che sappia dare voce ai territori, alle diversità, a soluzioni innovative e locali per affrontare sia problemi antichi che sfide nuovissime.
L'operosità e la popolarità del presidente uscente De Luca non sono in discussione, ma non sono nemmeno più sulla scheda. Si deve sperare in qualcosa di nuovo. Le persone che potrebbero diventare consiglieri della Campania sono più importanti dei partiti, degli schieramenti, della stessa scelta del prossimo presidente. Ricordiamo anche che esiste il voto disgiunto e le comunità di cittadinanza attiva devono usarlo.
Napoli e la Campania non sono solo una regione, ma la capitale e il cuore di un Mezzogiorno che ha il diritto e il dovere di essere un territorio d'Europa e d'Italia, fedele alla sua storia e alla sua cultura, protagonista di cambiamento, a partire dalla necessaria svolta ecologica, capace di un autogoverno responsabile e solidale. Un progetto di autogoverno territoriale, quello a cui è votata Autonomie e Ambiente, che va sempre tenuto ben distinto dagli equivoci, dagli imbrogli, dai fallimentari progetti della c.d. autonomia differenziata.
D'intesa con il Comitato Charta di Melfi, alcune candidature dei diversi schieramenti vengono segnalate al pubblico di Autonomie e Ambiente.
Si candida in modo indipendente dai due principali schieramenti di centrosinistra e centrodestra la lista "PER le Persone e le Comunità", che candida Pasquale CAMPANILE alla presidenza, insieme ad esponenti del mondo cristiano-sociale, di Insieme, della Rete Civica Campania.
Nella lista "Cirielli presidente per la Campania - Moderati e riformisti", si candida Maria MUSCARA' (detta Mari), come esponente di Sud Protagonista. Già eletta nelle fila del primo Movimento 5 Stelle, ne ha preso le distanze in aperta polemica con i passaggi politici decisi dai vertici dei pentastellati. Ha continuato da consigliera indipendente della Regione Campania una serie di battaglie per il territorio e per l'ambiente, distinguendosi per la presenza e la continuità del suo lavoro.
Nella lista Movimento Cinque Stelle 2050, si candida l'indipendente Gennaro COPPOLA (detto Genny), un amico delle autonomie personali, sociali, territoriali. Coppola è autore, ideatore e produttore di format televisivi attenti alle eccellenze e alle realtà dei territori, sempre cercando di dar voce a personaggi più o meno noti, impegnati nella tessitura di reti attuative positive. Ricordiamo fra gli altri "Mattina 9" e, più recentemente, "Vista Mare" per RAI1, in onda il sabato mattina durante il periodo estivo, con ottimi risultati di pubblico.
Napoli, 19 novembre 2025 - A cura della segreteria interterritoriale
Nell'immagine di corredo al post alcuni dei candidati presidente e delle liste che li sostengono, ma per un approfondimento su tutte le forze in campo raccomandiamo, come altre volte, la lettura de "I simboli della discordia" del prof. Gabriele Maestri.