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Rojhilat

Un anno di rivoluzione e di speranza

L'Iran e tutti i suoi popoli, un anno dopo la morte di Mahsa Amini, non sono ancora stati domati. Il regime dovrà cedere alla realtà che le persone, le comunità, i territori, i popoli vogliono più libertà e più giustizia. Il motto "donna vita libertà" risuona ancora e milioni di donne si rifiutano d'indossare il velo.

Il prezzo, in vite umane spezzate per strada e dalle impiccagioni sommarie, in accecamenti e altre violenze inenarrabili, in persecuzioni degne dei peggiori regimi totalitari, è altissimo, ma l'esito è certo. I preti corrotti, i loro lacché, le loro milizie, sono destinati a essere sconfitti e la transizione, in un modo o nell'altro, inizierà.

Segnaliamo alcuni approfondimenti:

  • Radio Radicale, come sempre, anche grazie alle preziose corrispondenze di Mariano Giustino, è sempre in prima linea nella solidarietà con i popoli dell'Iran
  • Attraverso Facebook sono contattatibili i principali gruppi di esiliati attivi in Italia per raccogliere aiuti e solidarietà per gli oppressi dal centralismo autoritario iraniano
  • Su altri siti si possono navigare notizie sul Rojhilat (Kurdistan orientale, provincia curda inclusa nello stato iraniano)
  • Più difficile è avere notizie dalla regione abitata dal popolo dei Beluci (o Baluci), il Sistan-Baluchistan, soggetta al centralismo di Teheran

Il Patto Autonomie e Ambiente sosterrà sempre le libertà di tutti i popoli dell'Iran, in un futuro stato confederale o come essi decideranno, con gradualità e pragmatismo, alla fine di questa lunga e dolorosa rivolta nonviolenta.

Roma, 16 settembre 2023 - a cura della segreteria interterritoriale