Con i contadini e con le generazioni future

Le manifestazioni dei contadini esprimono una sofferenza che deve trovare ascolto.
Non siamo meravigliati del fatto che sinistre, centri, destre, leghisti, pentastellati, tecnici, tutti malati di centralismo, in decenni di potere non siano riusciti a rendere più semplice e più sicura la vita dei contadini.
I coltivatori diretti hanno subito l'oppressione burocratica e fiscale che il centralismo non risparmia a nessuna piccola e media impresa, come hanno evidenziato con chiarezza i lavori del Comitato Charta di Melfi.
Prendiamo atto dell'assordante silenzio delle associazioni ufficiali del mondo contadino, che si sono rassegnate nel tempo a svolgere la mera funzione di assistere le imprese agricole nelle centinaia di adempimenti imposti dalle burocrazie europee, italiane, regionali. Le proteste agricole forse saranno guidate da persone inesperte, improvvisate, poco rappresentative, ma questo è inevitabile se gli "esperti", i "competenti", i "capi" del mondo rurale se ne stanno chiusi nella rigida e sterile difesa di se stessi e dell'esistente.
Nelle proteste c'è qualche strumentalizzazione anti-europeista, populista, neonazionalista? Sì, sicuramente, ma è nostro dovere ammettere che il disastro della politica agricola europea è di vecchia data, come riconoscono persone che non sono certo sospettabili di cialtronismo.
Per noi, famiglia di attivisti territoriali che si sta candidando alle elezioni europee dell'8-9 giugno 2024, è necessario prepararsi a dare una risposta diversa, per sostenere i contadini nel loro impegno a essere davvero sovrani del loro lavoro, produttori di cibo sano, primi difensori della biodiversità e delle tradizioni, nell'interesse della salute di tutti e per il bene delle generazioni future.
Prato, 28 gennaio 2024 - a cura della segreteria interterritoriale