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Per l'autogoverno della Sardegna dopo il voto


Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Claudia Zuncheddu (Sardigna Libera - associata di Autonomie e Ambiente) questo commento alle elezioni regionali sarde di domenica 25 febbraio 2024

 

Con il 45,3% si aggiudica la vittoria il campo largo con Alessandra Todde, presidente e leader del M5S. Il centro destra, con Paolo Truzzu di FdI e sindaco di Cagliari si arresta al 45%.

Note importanti di cronaca, un sardo su due non è andato a votare e sui voti alle liste delle due coalizioni emerge che la differenza fra il campo largo e il centro destra, è di circa 40 mila voti a favore del centro destra.

Al successo di Alessandra Todde, sul filo di lana, ha concorso sicuramente il voto disgiunto, in parte l’estrema polarizzazione imposta a reti unificate dai media italiani, nonché il clima di repressione poliziesca culminato con le manganellate ai giovani manifestanti di Pisa.

La Coalizione Sarda, con Renato Soru candidato presidente, non ha superato le “forche elettorali” del 10%. Stessa sorte con l’1% alla candidata Lucia Chessa della coalizione Sardigna R-esiste. La discriminante legge elettorale, varata per blindare il bipolarismo italiano, ancora una volta condanna circa 70 mila sardi, a non essere rappresentati nella nostra massima istituzione.

Tuttavia il risultato elettorale va analizzato non solo con i criteri delle coalizioni italiane. Il risultato della Coalizione Sarda, pur non rappresentata in Consiglio regionale, non è una disfatta. La percentuale dell’8,6%, nettamente inferiore alle aspettative, è la base di partenza di un progetto ampio e ambizioso, con testa e piedi in Sardegna, fuori dalle dinamiche delle politiche centraliste italiane. L’aspirazione all’autogoverno e all’autodeterminazione è il profondo solco che ci separa dal bipolarismo centralista italiano.

Siamo consapevoli che gli schieramenti italiani in Sardegna, sino ad oggi, sono stati capaci di reggere le burrasche e di resistere ai terremoti. E’ in questa lotta impari che l’8,6%, della Coalizione Sarda con Renato Soru, non è una inutile testimonianza, ma una base da cui andare avanti per ulteriori sfide.

Questa esperienza elettorale, maturata nel giro di pochi mesi, ha dato un forte impulso al dibattito nei territori sui grandi temi delle criticità sanitarie, economiche e sociali. Le lotte sulla difesa dei territori dall’attacco all’eolico, imposto per decreto, danno vita alla necessità di autonomia decisionale dei territori e di autogoverno delle comunità sulle proprie risorse. Queste esperienze hanno aggregato forze vitali e differenti su un grande progetto rappresentato da Soru e in parte già sperimentato dal suo precedente governo.

Per questa esperienza e per il suo futuro, un ringraziamento speciale a Renato Soru. Grazie anche a tutti i candidati, agli attivisti, ai numerosissimi sardi che hanno creduto nel progetto. Un saluto fraterno, senza rancore ma anzi con speranza di ritrovarsi su terreni di autogoverno e buongoverno, anche ai sardi che nella cabina elettorale si sono rassegnati a votare “italiano”.

Claudia Zuncheddu – Sardigna Libera