Bordignon smaschera l'imbroglio della differenziata

Il prof. Massimo Bordignon, docente di Scienze della finanza alla Cattolica di Milano, federalista, ci aiuta a capire che la cosiddetta autonomia differenziata leghista e salvinista, sotto la regia del ministro Calderoli, è una pagliacciata.
NON è autonomia, perchè si basa su meccanismi di compartecipazione statali, anzichè su tributi locali e regionali, pertanto, ha spiegato in più occasioni Bordignon, le risorse delle regioni sono dipendenti dalle decisioni del governo centrale. Se per esempio la compartecipazione è sull’Irpef e il governo decide di intervenire sul tributo riducendo il gettito, la regione non può che subire le conseguenze della scelta centralista. Non solo, se c’è un imprevisto, la regione non ha spazi di autonomia tributaria per sollevare maggior gettito e deve per forza batter cassa dallo stato, trasformandosi da amministrazione autonoma in soggetto dipendente costretto a elemosinare dai potenti di Roma (o di Bruxelles).
Per dare autonomia e responsabilità - e serietà - ai bilanci delle regioni, esse dovrebbero essere dotate dei tributi propri previsti dalla Costituzione.
Invece uno dei principali tributi formalmente di competenza regionale, l’Irap, è in fase di smantellamento. Una seconda fonte tributaria, l’addizionale regionale sull’Irpef, non è più pagata da una larga fetta di contribuenti, a partire dai lavoratori autonomi in regime forfettario.
In pratica, con i progetti calderolesi di autonomia differenziata, si parla a vanvera di devolvere ulteriori competenze alle regioni, mentre si continua a deresponsabilizzarle sul piano delle entrate. Si sta creando una situazione pericolosa, che al limite servirà per nascondere i guasti del centralismo e alimentare sempre maggiori "fake news" sugli enti locali.
Bordignon ha spiegato bene che il percorso di decentramento avviato negli anni '90 ha subito colpi e azzoppamenti crescenti, a causa dei pasticci combinati dai governi Lega-Berlusconi, tecnici, giallo-rossi, con la complicità di sinistre sempre più centraliste.
In un sistema federale efficiente le regioni devono essere responsabilizzate sulle proprie basi imponibili, perché questo offre un incentivo ai governi regionali a farle crescere in modo responsabile, il che è vantaggioso per tutta la collettività nazionale. Ma:
a) non tutta la crescita (o decrescita) delle basi imponibili regionali dipende dai comportamenti dei governi regionali, ma da molti altri fattori che non sono sotto il controllo della regione;
b) è opportuno che il governo centrale funzioni anche come assicurazione per le regioni, contro il rischio di una crescita insufficiente del gettito;
c) ciò implica anche la necessità che le regioni stesse contribuiscano a fondi di perequazione gestiti centralmente per evitare che si possa determinare una distanza eccessiva nella distribuzione delle risorse tra regioni.
Sembra complicato, ma il modello di perequazione regionale introdotto con il decreto 56/2000, poi soppresso qualche anno dopo, funzionava esattamente così, secondo Costituzione e con un buon senso che ormai si è smarrito.
Ringraziamo il prof. Bordignon per la sua serietà e lucidità, per diradare gli imbrogli della "differenziata" secondo i leghisti salvinisti.
Torino, 18 dicembre 2025 - a cura di Milian Racca (Liberi Elettori Piemonte)
Approfondimenti:
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