Ceccanti sulla riforma elettorale

Autonomie e Ambiente continua a impegnarsi per nuove leggi elettorali più giuste per tutti, insieme a tante altre realtà, fra cui quelle raccolte nel Comitato Iniziative Popolari e nell'associazione per la rappresentanza Voto Libero Eguale.
Non abbiamo alcuna ricetta, né pregiudizi. Siamo disposti a dialogare e a mediare, però partendo dai principi su cui ci siamo attestati sin dall'inizio della vita della nostra confederazione, il più importante dei quali potrebbe essere sintetizzato come segue: se su un territorio circoscritto (un collegio, una circoscrizione) una lista o una candidatura indipendente ottengono un quorum utile, devono vedersi riconosciuta l'elezione, senza scorpori, soglie elettorali truffaldine, magheggi, alchimie, macchinazioni.
A causa dell'impressionante successione di leggi elettorali ingiuste degli ultimi vent'anni, si è formata una giurisprudenza costituzionale che ambisce a frenare i partiti dalla loro estenuante ricerca di modifiche elettorali a loro uso e consumo.
Ci sono seri problemi costituzionali anche nell'ultima proposta di riforma annunciata dal centrodestra, insieme a qualche elemento migliorativo rispetto all'orrendo Rosatellum in vigore.
In un articolo su Il Foglio, il costituzionalista Stefano Ceccanti, esponente di punta dell'associazione Libertà Eguale, riassume i principali vincoli che la riforma proposta dal centrodestra non deve superare, per non fare la fine dell' Italicum di Matteo Renzi, che fu bocciato dalla Corte Costituzionale senza mai arrivare ad essere usato per le elezioni politiche.
Fra questi vincoli c'è il divieto assoluto di assicurare al campo politico di maggioranza relativa un premio di maggioranza artificiale che lo porti a superare il 55%, soglia oltre la quale anche l'elezione degli organi di garanzia finirebbe alla portata della maggioranza pro tempore, ponendo fine alla repubblica parlamentare e al sistema di pesi e contrappessi, voluti dai padri costituenti.
Un caveat importante, un limite inaggirabile.
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Firenze, 17 marzo 2026 - a cura della segreteria interterritoriale