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Prato sceglie il suo futuro e forse non solo il suo


2026 04 23 Biffoni annuncia nuova stagione

Prato è una delle principali città al voto i prossimi 24-25 maggio 2026. Nonostante decenni di delocalizzazione e finanziarizzazione, è ancora una delle capitali del tessile e uno dei distretti industriali più importanti d'Europa. E' ancora una città del lavoro, che quindi attrae immigrati da tutto il mondo. Un quarto dei suoi quasi 200.000 abitanti sono immigrati non ancora cittadini della Repubblica. A Prato vivono persone provenienti da oltre 130 paesi del mondo, ma la comunità straniera più importante è quella formata dai 33.000 residenti registrati provenienti dalla Cina Popolare. A questi va aggiunta la presenza di immigrati non registrati, che è difficile da stimare.

Una presenza allogena così concentrata è praticamente un unicum. Gli immigrati cinesi sono originari per lo più della prefettura di Wenzhou, (provincia dello Zhejiang, sulla costa, a sud di Shanghai). I cittadini cinesi che vivono a Prato parlano quindi in maggioranza il dialetto di Wenzhou (Wenzhounese - 温州话), una variante ben distinta del gruppo linguistico Wu, tanto da essere stata definita "la lingua del diavolo" per la sua complessità, che la rende poco comprensibile persino agli altri parlanti Wu, tanto meno ai parlanti delle tante altre lingue native della Cina meridionale (ricordiamoci che la Cina postcomunista è grande quanto un continente: ha una lingua ufficiale unica, il Mandarino, ma è abitata da centinaia di popoli diversi).

E' stata l'immigrazione a forgiare la Prato industriale del XX secolo. Subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale arrivarono a Prato prima immigrati dalle campagne e dalle montagne toscane. Poi durante il boom industriale sono arrivati lavoratori da tutte le altre regioni italiane, in particolare dalle aree relativamente più povere di Veneto, Abruzzo, Mezzogiorno, Sicilia, Sardegna. Più tardi sono arrivati lavoratori dal Marocco e altri paesi mediterranei, in tempi più recenti anche dal Pakistan e dal Bangladesh. Dopo il 1989 erano arrivate immigrazioni importanti da paesi ex comunisti come l'Albania e la Romania. L'arrivo dei Wu, a partire dagli anni '90, ha apportato un ennesimo cambiamento ben più profondo, non solo quantitativo. Le altre immigrazioni hanno fornito manodopera all'industria pratese, ma la comunità cinese, per le sue dimensioni e per le sue specificità, ha creato quella che, per semplificare, può essere considerata una economia parallela dentro il distretto industriale.

Il territorio ha tutti i problemi ambientali delle zone intensamente antropizzate: eccesso di cementificazione e inquinamento; riduzione del patrimonio agricolo e naturale; dissesto idrogeologico. I limiti quantitativi della crescita demografica ed economica sono già stati ampiamente raggiunti e le conseguenze negative sull'abitabilità del territorio e la salute delle prossime generazioni sono già davanti agli occhi di tutti.

Prato condivide con altri territori della Toscana, d'Italia e d'Europa problemi che non si possono più risolvere parlando genericamente di "crescita": l'invecchiamento della popolazione; la distruzione della sanità di prossimità (a opera dei "modernizzatori" di ogni colore che si sono alternati al potere in Europa e in Italia negli ultimi decenni); l'impoverimento delle classi medie; l'indebolimento dei servizi pubblici e sociali dovuto a decenni di austerità; la fuga di giovani "cervelli"; i pericoli della concentrazione di potere tecnologico; la rapida senescenza e la carente manutenzione dell'edilizia pubblica e delle principali infrastrutture. Gli enormi costi della manutenzione affliggono anche gran parte dell'immenso patrimonio immobiliare privato, specie degli edifici industriali.

Non sono in crisi i valori del lavoro e della solidarietà, che anzi resistono e sono trasversali all'intera società, ma la loro traduzione in progetti politici, in una visione a lungo termine, è sempre più difficile.

Questa è la realtà complessa in cui si è dovuta muovere la piccola realtà dei Civici di Prato per le Autonomie, la quale, attraverso OraToscana, è collegata ad Autonomie e Ambiente (AeA) e alla European Free Alliance (EFA). Interagisce inoltre con altre reti, come i Civici Toscani, il Cuore d'Italia, il coordinamento Vivibilità. Il civismo toscano appassionato di autonomie s'impegna con grande libertà nei propri comuni. La maggior parte dei gruppi s'impegna in autonomia dai poli della politica italiana, ma non mancano esperienze di collaborazione con il centrosinistra e con le forze moderate. Si tiene sempre ovviamente la dovuta distanza dai centralisti, dagli autoritari, dai populisti, dai bigotti, dai reazionari. Si sceglie, comune per comune, guardando alle persone, alle loro competenze, alla loro capacità di ascoltare e servire le proprie comunità.

Dal 2025, a seguito dell'avvio di un dialogo tra il mondo delle autonomie e le formazioni d'ispirazione cristiano-sociale, in particolare con l'avvio della Rete Civica Solidale, i civici autonomisti di Prato avevano dato il loro contributo al progetto "Prato Civica Solidale", insieme ad esponenti di Demos (che a Prato ha una significativa presenza) e ad altri cittadini civici e indipendenti.

Il panorama politico di Prato si è impoverito, sia a sinistra che a destra, sia nei partiti che nelle realtà indipendenti. Con l'avvicinarsi del voto la forza politica storicamente dominante, il PD, ha richiamato il suo esponente più popolare, Matteo Biffoni, che l'anno scorso era stato eletto nel parlamento regionale della Toscana con un record assoluto di preferenze personali.

Biffoni è già stato sindaco per due mandati, dal 2014 al 2024. I propositi del suo secondo mandato (2019-2024) erano stati travolti dall'emergenza Covid e dalle alluvioni del 2023. Gli era succeduta l'amministrazione di Ilaria Bugetti, prima sindaca donna della storia di Prato, anche lei persona con grande consenso e con programmi innovativi, ma la sindaca si è dimessa dopo solo un anno, per affrontare più serenamente, libera da responsabilità amministrative, l'inchiesta su presunti favori elettorali in cui si è trovata coinvolta. Alle dimissioni della Bugetti nel 2025 è seguito lo scioglimento degli organi politici e il commissariamento per un anno.

Matteo Biffoni, oggi ricandidato, ha ripetutamente dimostrato di essere una persona competente e capace di ascoltare le persone e le comunità. Da questo punto di vista tutti, sia amici che avversari, gli riconoscono di non avere rivali. Ha annunciato una "nuova stagione": tutto dovrà essere diverso rispetto alla sua precedente esperienza amministrativa, perché il mondo, Prato e anche lui sono cambiati.

L'impegno di Biffoni è sfidante, perché i comuni sono schiacciati dalla metastasi normativa. Sono stati privati di autonomia, risorse e poteri. Eppure il comune è ancora, specie in una città grande e relativamente ricca come Prato, un punto di riferimento e un faro di speranza per le proprie comunità.

In questo momento così difficile della storia di Prato, di fronte ai gravi problemi ambientali, sociali e di legalità nell'economia, il gruppo promotore di Prato Civica Solidale è stato sollecitato a impegnarsi con Matteo Biffoni in un'area civica più vasta, che potesse esprimere un governo innovativo e unificante della città e del comune. Così si è arrivati alla decisione di partecipare, con altre esperienze civiche e democratiche, alla lista civica unitaria "BIFFONI SINDACO".

2026 04 30 Prato Civica Solidale

Cinque sono le persone candidate da Prato Civica Solidale nella lista Biffoni (nella foto sopra, da sinistra): Simone Puggelli (musicista, dirigente Demos); Caterina Ramogida (professoressa e da poco avvicinatasi a Demos); Mauro Vaiani (funzionario pubblico, referente dei Civici di Prato per le Autonomie, dirigente OraToscana e AeA); Sandra Mugnaioni (insegnante in pensione, già consigliera comunale per Demos); Moreno Sarti (avvocato ed esponente civico indipendente).

Tutte le persone candidate nella lista "BIFFONI SINDACO" si sono assunte una grande responsabilità, insieme a Matteo Biffoni. Per gli amici e gli attivisti delle autonomie personali, sociali, territoriali, in Toscana e oltre, questa scelta di impegnarsi direttamente per il buon governo concreto di quartieri, frazioni, periferie di una città così complessa su un territorio così esausto, è una sfida da far tremare i polsi. Questa scelta di governo dirà qualcosa d'importante per il futuro delle autonomie e dei civismi ben oltre Prato.

Per parafrasare una popolare espressione toscana, per tutti loro "finisce il culturale e principiano le grane della politica". Per approfondire la loro esperienza e le loro motivazioni, rimandiamo a questo approfondimento: https://diversotoscana.blogspot.com/2026/04/prato-civica-solidale-con-biffoni.html.

Per cominciare a conoscere tutti i candidati sindaco e tutte le liste presenti alle votazioni comunali di Prato, rimandiamo alla presentazione, al solito curatissima, pubblicata da "I Simboli della Discordia" del dott. Gabriele Maestri: https://www.isimbolidelladiscordia.it/2026/05/prato-simboli-e-curiosita-sulla-scheda.html.

Prato, 3 maggio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente