Per una Alleanza Libera Europea più ampia

Gandia, Assemblea Generale dell'EFA, 6 giugno 2026
Mozione 26 (- approvata all'unanimità -) VERSIONE ITALIANA (qui l'originale inglese)
Presentata all'assemblea da Roberto Visentin e Mauro Vaiani a nome delle realtà sorelle di Autonomie e Ambiente (Patto per l’autonomia, Rumâgna Unida, Ora Toscana, Siciliani Liberi)
Un argomento a favore di una più ampia Alleanza Libera Europea di Autonomie e Autonomismi
L'autonomia dichiarata dai rappresentanti di queste valli si applica a tutti i territori.
(Émile Chanoux, martire antifascista della Valle d'Aosta e coautore della Carta di Chivasso del 1943)
L'europeismo che abbiamo conosciuto è finito, a causa dell'incoerenza degli Stati, della resistenza tecnocratica al cambiamento e delle crescenti minacce provenienti dall'esterno del continente. Siamo costretti a prendere decisioni sagge sulla nostra famiglia politica europea e sulla visione dell'Europa in cui crediamo. L'EFA ha bisogno di riscoprire le ragioni profonde della propria esistenza, di acquisire autonomia politica e visibilità indipendente con temi e proposte proprie. È un principio riconosciuto che, fin dalla nostra fondazione nel 1981, siamo stati promotori della diversità linguistica e culturale. Nel tempo siamo diventati una roccaforte contro le vecchie e nuove forme di centralismo autoritario, e questo è il nostro potenziale di sviluppo. Senza indipendenza e visibilità, saremo, nella migliore delle ipotesi, inutili alleati di altri partiti che ci useranno per scopi estranei ai nostri obiettivi, mettendo a repentaglio le diversità che siamo qui per difendere. Per questi motivi, dopo aver riconosciuto i cambiamenti epocali che stiamo vivendo e la necessità di rafforzare la nostra formazione politica, riteniamo utile esprimere alcune proposte operative.
1. La nostra visione di una confederazione europea di città, territori, regioni e popoli è un progetto ambizioso e una grande sfida. Per contribuire a questo progetto, dobbiamo uscire dalla nostra zona di comfort e comunicare in modo più efficace per ottenere una visibilità pubblica adeguata alle diversità territoriali che desideriamo proteggere. La campagna politica contro la centralizzazione dei fondi europei per l'agricoltura (EFA) è stata un esempio di metodo operativo innovativo ed efficace.
2. Disponiamo di un gruppo di lavoro sulla comunicazione ben preparato, creativo e produttivo. Il passo successivo dovrebbe essere quello di adattarne i risultati al contesto locale. Dovremmo promuovere competenze comunicative, calibrate sulle specificità di ciascuna regione europea, con particolare attenzione ai media locali. Le diverse, e talvolta persino divergenti, posizioni socio-culturali dei nostri membri non ci impediscono di consultarli e di fornire loro risposte concrete.
3. Infine, una raccomandazione: rimanere statici mette a repentaglio la nostra stessa esistenza. Dobbiamo avere il coraggio di confrontarci con nuove realtà che, pur con diverse sfumature, lottano per il proprio autogoverno territoriale all'interno di un'Europa confederale. Dobbiamo quindi includere con coraggio nuove componenti provenienti sia da centinaia di regioni europee, dove l'EFA è ancora sconosciuta, sia dai nostri stessi territori, dove esistono altri movimenti civici, gruppi indipendenti e autonomisti. Allargarsi è rischioso, ma necessario per contrastare centralismo, populismo ed estremismo. La nostra forza risiederà nella capacità di interagire con coloro che, con diversi gradi di comprensione, condividono la nostra visione di un'Europa confederale di città, territori, regioni e popoli.
Gandia, Assemblea Generale dell'ALE (EFA), 6 giugno 2026
Approvata all'unanimità
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Gandia, EFA General Assembly, 6 June 2026
Motion number | 26 (- unanimously approved -) |
Name of the persons | Roberto Visentin & Mauro Vaiani |
Member party | Parties of AeA (Patto per L’autonomia, Rumâgna Unida, OraToscana, Siciliani Liberi |
Title (of the Motion) | A Case for a Wider European Free Alliance of Autonomies and Autonomists |
The autonomy the representatives of these valleys have stated, applies to all territories.
(Émile Chanoux, anti-fascist martyr from the Aosta Valley and coauthor of the Chivasso Charter of 1943)
The Europeanism we have known is over, because of states’ incoherence, technocratic resistance to change, and increasing menaces from outside the Continent. We are forced to make wise decisions about our European political family and the vision of Europe we believe in. EFA needs to reclaim the profound reasons of her existence, to gain political autonomy, and independent visibility with its own distinctive themes and proposals. It is a recognized acquis we have been since our foundation in 1981 the advocate for linguistic and cultural diversity. We have become in time a stronghold against old and new forms of authoritarian centralism, and this is our potential to develop. Without independence and visibility, we will be, at best, useless allies of other parties that will use us for purposes unrelated to our goals, while putting in peril the diversities we are here to defend. These are the reasons why, after acknowledging the epochal changes we are experiencing and the need to boost our political formation, we believe it is useful to express some operational proposals.
1. Our vision of a European confederation of cities, territories, regions, and peoples, is an ambitious project and a great challenge. To contribute to this project, we must step out of our comfort zone and communicate more effectively to achieve public visibility tailored to territorial diversities we wish to protect. The political campaign to oppose the centralization of European agricultural funds has been an example of an innovative and effective operational method.
2. We have a well-prepared, creative and productive communications working group. The next step should be to localize its outputs. We should promote communication skills, tailored to the specificities of each European region, with a special attention to local media. The diverse, and perhaps sometimes even divergent, socio-cultural positions of our members do not prevent us from consulting them, and give them concrete answers.
3. Finally, a recommendation: remaining static endangers our very existence. We must have the courage to engage with new realities that, albeit with different nuances, are fighting for their own territorial self-government, within a confederal Europe. We must then courageously include new components both from hundred of European regions, where EFA is still unknown, and also from within our own territories, where other civic movements, independent groups, and autonomists exist. Enlarging is risky, but necessary to contrast centralism, populism, and extremism. Our strength will lie in our ability to engage with those who, with varying degrees of understanding, share our vision of a confederal Europe of cities, territories, regions and peoples.
Gandia, EFA General Assembly, 6 June 2026
Carried by unanimity
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