L'eterno ritorno delle vecchie province

La maggioranza di centrodestra in Friuli-Venezia Giulia ha deciso per il ritorno delle vecchie province: Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste. Siamo quindi ripiombati alle cartine colorate che si studiavano alle elementari trenta, cinquanta, ottanta anni fa. Un leghismo senza più valori autonomisti, senza competenze, senza capacità di ascolto, ci condanna al ritorno a un passato istituzionale, quello delle vecchie province prefettizie dello stato centralista, che non ha più alcun senso per l'oggi e tanto meno per le necessità di collaborazione intercomunale e territoriale delle generazioni future. Oltre al danno, la beffa: l'operazione viene "venduta" alla pubblica opinione come "ritorno alla democrazia", attraverso l'elezione diretta dei presidenti e dei consigli di questo obsoleto ente intermedio.
Vista dagli altri territori, questa deriva passatista, è la conferma che nella Repubblica la frattura tra le comunità locali e i capi politici continua ad allargarsi pericolosamente. Le persone e le comunità sono sempre più ignorate ed emarginate. I capi politici, eletti "direttamente" attraverso costose campagne mediatiche, vivono in un mondo tutto loro, quello delle cartine geografiche della loro infanzia, dove non si vedono le diversità territoriali, le tradizioni e le identità più antiche e preziose, le novità radicali portate dal cambiamento economico e sociale.
Udine, 2 luglio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente (AeA)