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Perché rinascano le autonomie europee


Chi potrà davvero occuparsi degli anziani, se non autonomie locali rafforzate?

Chi altri se non le nostre istituzioni locali porrà fine alla produzione di rifiuti, all'inquinamento, ai disastri ambientali?

Chi se non forti e responsabili governi territoriali può proteggere il futuro dei contadini, dei pescatori, degli allevatori, degli artigiani, delle piccole e medie imprese, proteggendo economia locale e coesione sociale?

Siamo garanti di identità e solidarietà, quelle che nascono dal vivere insieme nella comunità locale, facendoci prossimo gli uni degli altri, ben sapendo che nella vita di ogni giorno abbiamo molti doveri, non solo diritti.

Per le persone e per le comunità dobbiamo riunirci e alzare la nostra voce nella politica italiana ed europea.

Siamo diversi, ma abbiamo robuste e risalenti radici comuni (le eredità spirituali e politiche di Chanoux, Olivetti, Matteotti, fra tante altre della nostra storia, sono state recentemente ricordate).

E' compito di tutti noi autonomisti, forze territoriali e realtà civiche, resistere a populisti, estremisti e soprattutto ai nazionalisti, i quali, incapaci di riformare l'Europa e la Repubblica, ingannano i cittadini con proclami sovranisti.

Sappiamo bene che l'Europa degli stati è in crisi, perché le cancellerie del continente hanno tradito i principi di sussidiarietà, solidarietà e sicurezza comune, ma sappiamo ancora di più quanto sia stato autoritario, distruttivo, sanguinario il nazionalismo centralista italiano e ci opporremo sempre al suo ritorno, in qualsiasi forma.

Il posto delle autonomie locali italiane è dove sono sempre state: nell'Europa dei popoli, dei territori, delle città e delle regioni, unita da ragionevoli vincoli confederali.

Il mondo delle autonomie è l'unica speranza perché le generazioni future possano vivere in un mondo a misura di persona umana, paesino per paesino, quartiere per quartiere, territorio per territorio.

Siamo la prima linea della resistenza contro tutte le forme di concentrazione di potere, siano esse politiche, burocratiche, culturali, economiche, finanziarie, tecnologiche, militari. 

Nonostante le leggi elettorali ingiuste e la continua erosione della democrazia, dobbiamo continuare il lavoro per unire autonomismi, territorialismi, civismi, per portare avanti la nostra missione storica.

 

Firenze, 30 agosto 2026

A cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente

L'immagine è un particolare del simbolo di "Autonomie per l'Europa", lista promossa dalla Union Valdôtaine alle elezioni europee del 2019