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Tre anni dopo la pulizia etnica dell'Artsakh


Tre anni dopo l'espulsione dell'intera popolazione armena anticamente radicata nell'Artsakh, l'Azerbaigian (Azerbaijan) sta procedendo in una drammatica azione di distruzione, pianificata dal regime, dell'intera eredità culturale armena nel territorio. Dopo la pulizia etnica di circa 120.000 persone, oggi rifugiate in gran parte nello stato armeno, si stanno distruggendo monumenti e simboli. Si stanno cancellando le tracce della comunità armena anche dalla toponomastica.

La situazione è stata oggetto di un incontro di aggiornamento e di denuncia, promosso da Christian Solidarity International (CSI), una organizzazione non governativa attiva presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (UN-ECOSOC), tenutosi a Ginevra lo scorso 29 settembre 2026.

Nonostante gli ordini delle giurisdizioni internazionali in loro favore, gli Armeni dell'Artsakh non stanno ricevendo alcun aiuto per un loro possibile ritorno nella loro terra, in condizioni di libertà e dignità. Tanto meno il regime azero sta consentendo il rilascio dei prigionieri politici armeni, mentre prosegue la distruzione dei siti storici armeni, specialmente quelli religiosi.

Lorena López de Lacalle Arizti, presidente di European Free Alliance (EFA), la famiglia politica europea delle autonomie e dei civismi, ha partecipato all'incontro, riaffermando la storica solidarietà del mondo delle autonomie europee con l'Artsakh, in difesa del suo autogoverno. Ricordiamo che fra i 40 movimenti che fanno parte di EFA c'è anche il Partito Democratico dell'Artsakh, oggi in esilio nella diaspora armena.

La presidente EFA ha riaffermato il diritto di tutte le comunità all'autodeterminazione, valore centrale nella storia delle autonomie europee. Ha chiesto la prosecuzione di ogni impegno diplomatico, politico, culturale per la liberazione di tutti gli ostaggi armeni in mani azere e per esigere che si ponga fine al silenzio internazionale sulle distruzioni in corso.

Nell'incontro si è ribadita la necessità che il regime azero apra a ispezioni dell'UNESCO e permetta visite ai prigionieri da parte del Comitato ONU contro la tortura.

Maggiori informazioni e la registrazione dell'evento sono disponibili qui:

https://www.csi-int.org/news/impunity-for-azerbaijan-putting-armenia-at-risk-un-side-event-warns/

Nella foto a fianco del post, da sinistra verso destra, gli oratori dell'incontro: Joel Veldkamp, dirigente CSI; Lorena López de Lacalle Arizti; Karnig Kerkonian, membro del Comitato per la tutela dei diritti fondamentali del popolo dell'Artsakh, istituito dal governo in esilio della provincia conquistata dagli Azeri; Armine Aleksanyan, già vice ministro degli esteri della Repubblica dell'Artsakh (Nagorno-Karabakh) e anche lei membro del Comitato; Thibault van den Bossche, European Centre for Law and Justice (ECLJ).

La locandina dell'evento:

Roma, 4 ottobre 2026, festa di San Francesco d'Assisi - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente