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Al via i ricorsi contro lo Stabilicum


Si è da poco conclusa alla Camera dei Deputati, nella sala stampa di Via della Missione 4 a Roma, una conferenza stampa unitaria per annunciare una campagna di ricorsi contro l'ennesima legge elettorale ingiusta appena varata, il cosiddetto Stabilicum, la legge 9 ottobre 2026, n. 180, nota anche come Legge Bignami Bis o, polemicamente, come Melonellum.

All'iniziativa hanno partecipato Pietro Adami, Simona Bonafè, Maria Elena Boschi, Enrico Grosso, Riccardo Magi, Roberto Zaccaria, fra gli altri. L'intero arco delle opposizioni politiche parlamentari del cosiddetto "Campo Largo" sostiene questa campagna di ricorsi, che intendono arrivare al più preso davanti alla Corte Costituzionale per chiederle di abbattere alcuni degli aspetti più discutibili di questa legge.

Al netto dell'inevitabile ipocrisia di molte componenti parlamentari, che in passato hanno proposto esse stesse leggi elettorali ingiuste almeno quanto la presente, e che hanno ignorato negli anni le lotte di Felice Besostri per la rappresentanza, prendiamo atto con soddisfazione di questa mobilitazione. Liquidarla come strumentale, come ha fatto inopportunamente l'ex giudice costituzionale (ed ex molte altre cose) dott. Giuliano Amato, è ingiusto.

E' nell'interesse generale dei cittadini di questa Repubblica che un nuovo pronunciamento della Corte ponga un freno a questo succedersi quasi coatto a produrre sempre nuove norme elettorali e sempre invariabilmente ingiuste.

Da fonti del Comitato Iniziative Popolari (CIP) e dall'associazione per la rappresentanza https://www.votolibeguale.it/ abbiamo ricevuto questa sintesi dell'oggetto dei ricorsi:

1) la contestazione della quantità e delle modalità di assegnazione del premio di maggioranza a una coalizione che eventualmente superasse il 42% sia alla Camera che al Senato;

2) il collegamento fra i risultati della Camera e del Senato, che molti ritengono incompatibile con l'assetto costituzionale bicamerale paritario; annotiamo con particolare soddisfazione che in molti, finalmente, si ricordano dell'art. 57 della Costituzione, che fino a poco tempo sembrava dimenticato da tutti; ogni regione deve essere una circoscrizione autosufficiente, in cui si perfeziona l'elezione dei propri senatori, sulla base di quorum locali, senza alcun collegamento a quorum nazionali; questa critica dovrebbe portare anche, conseguenzialmente, al ripristino della autonomia elettorale costituzionale della Valle d'Aosta;

3) i listoni bloccati del premio di maggioranza, i capolista bloccati, le preferenze limitate;

4) i pericoli per la parità di genere;

5) l'indicazione obbligatoria di un candidato premier nel programma da depositare insieme alla lista, pena la nullità della stessa; un vero e proprio premierato surrettizio, inaccettabile per molti e in particolare per il nostro mondo delle autonomie;

6) il numero abnorme di firme per presentare liste, con una inaccettabile disparità di trattamento fra vecchie e nuove formazioni politiche;

7) l'assetto assolutamente irragionevole del voto dei cittadini residenti all'estero e della selezione dei loro rappresentanti; si è persino peggiorata la situazione creata dall'errore storico e politico compiuto con l'approvazione della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1 (quella che distaccò gli elettori all'estero dalla loro circoscrizione di origine in favore dell'elezione di parlamentari di farlocche circoscrizioni mondiali).

Autonomie e Ambiente e tutto il mondo delle autonomie - purtroppo con la notevole e notata eccezione della SVP - appoggiano questi ricorsi, sperando che le norme elettorali possanno essere in qualche modo corrette prima delle elezioni politiche generali previste per la seconda metà del 2027.

La registrazione della conferenza stampa è stata archiviata dal CIP sul proprio canale: https://www.youtube.com/watch?v=a33371tNswU .

 

Roma, 12 ottobre 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente (AeA)