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Autonomie europee, cura dell'estremismo


Continuano i lavori preparatori della V assemblea confederale del mondo delle autonomie europee.

L'assemblea si terrà a Roma, presso la Fondazione Matteotti, il prossimo 13 novembre 2026. La parte pubblica dell'assemblea sarà dalle 11 alle 14 circa. Nel resto del pomeriggio si svolgerà una sessione chiusa al pubblico, riservata ai delegati.

Il motto ispiratore dell'assemblea è "AUTONOMIE EUROPEE: la cura degli estremismi". Le autonomie locali, le antiche identità regionali e territoriali, possono rispondere al bisogno di sicurezza e di protezione delle persone, delle comunità, delle piccole imprese, delle realtà economiche locali. Ovunque le autonomie personali, sociali, territoriali sono forti, non trovano spazio derive estremiste, populiste, sovraniste, nazionaliste.

Parteciperanno delegati dalle 15 realtà territoriali della rete Autonomie e Ambiente (AeA), la rappresentanza della Union Valdôtaine, gli inviati di alcune altre realtà civiche territoriali alleate. Sarà presente Roberto Visentin, già senatore della Repubblica, mentore del Patto per l'Autonomia del Friuli-Venezia Giulia, vicepresidente di EFA, la famiglia politica europea delle autonomie e dei civismi. In EFA collaborano insieme forze moderate e progressiste, in nome della costruzione dell'Europa delle Regioni, dei territori, delle città, dei popoli, che, nella visione di questa comunità di federalisti europei dal basso, è l'unica possibile.

Le autonomie europee non sono un ennesimo partito del centro politico italiano, ma negli anni hanno rafforzato la loro collaborazione confederale per resistere insieme alla crisi della Repubblica delle autonomie e all’erosione della democrazia in Italia e in Europa, contro ogni forma di estremismo, populismo, sovranismo, nazionalismo.

In vista delle elezioni politiche 2027 sono in dialogo con le altre forze e reti civiche e politiche riformiste, democratiche, antipopuliste, sulla base degli antichi principi di sussidiarietà e solidarietà sanciti dalla Carta di Chivasso del 1943.

Fra i paletti che le autonomie europee pongono nelle trattative pre-elettorali c’è il rifiuto assoluto di ogni forma di presidenzialismo e premierato, una critica severa a ogni forma di elezione diretta di sindaci d’Italia o di napoleoni d’Europa. Le autonomie europee sono gelose della loro fedeltà alla Repubblica parlamentare e per questo si sono battute, sin dall’avvento del famigerato Porcellum fino all’odierno antidemocratico Stabilicum, contro tutte le leggi elettorali ingiuste.

Contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Roma, 23 ottobre 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente (AeA)