Regionali 2025: 12 simulacri per 6 regioni

Con l'eccezione della Valle d'Aosta, dove vigono regole più democratiche, le imminenti elezioni regionali di fine 2025 in sei regioni italiane (Veneto, Marche, Toscana, Campania, Puglia, Calabria) sono già state trasformate dal conformismo mediatico in altrettanti plebisciti fra le due principali piramidi che dominano la vita politica nella Repubblica, centrodestra e centrosinistra.
Sono i guai delle elezioni dirette in tempi di mediacrazia e di bipolarismo tossico all' "italiana". I due poli ci hanno imposto l'elezione diretta di "governatori" che la maggior parte degli elettori potrà solo vedere, figuriamoci valutare, in televisione o sulle reti sociali. La democrazia italiana ed europea viene erosa da forze potenti che ci vogliono polarizzati e divisi in tifoserie arrabbiate (e magari settarie e violente).
Fiumi di parole scorrono per demonizzare le autocrazie, ma nei fatti le normative elettorali e sul pluralismo dei media della Repubblica Italiana sono fra le peggiori d'Europa. E qualcuno vorrebbe addirittura peggiorarle, copiando la Francia o addirittura la Turchia.
Dodici candidati alla presidenza ci sono stati imposti dai due vertici. In alcuni l'arroganza dei capi della destra e della sinistra è tale che si riservano d'imporre il loro nominato all'ultimo momento. I prescelti sono persone, ma verranno usate come "simulacri", figure mediatiche, come nel grande romanzo distopico di Philip Dick.
La voce delle comunità politiche locali, più o meno organizzate in partiti, movimenti territoriali, realtà civiche locali, gruppi e candidature indipendenti, si è sentita poco e quelle poche volte è stata facilmente marginalizzata dalla concentrazione di potere politico, finanziario, mediatico, tecnologico.
Non intendiamo sminuire in alcun modo le persone dei dodici nominati. Avranno qualche possibilità di mostrare la loro competenza e la loro visione, se ne hanno. Nemmeno dubitiamo che alcuni di loro, se lasciati liberi dai capi politici che tiranneggiano, da Roma e da Milano, sul centrodestra e sul centrosinistra, avrebbero già fatto e potrebbero in futuro fare qualcosa di nuovo e di migliore per gli anziani, per le piccole imprese, per i territori marginali condannati dal centralismo allo spopolamento e all'impoverimento.
Né intendiamo in alcun modo incoraggiare alcuna forma di astensionismo o antipolitica. Con la nostra cultura politica autonomista restiamo in campo spes contra spem. Con appositi focus su queste regionali ci impegneremo per far conoscere i pochi candidati indipendenti, civici, liberi, appassionati di autonomie, che ci sono. Ci esporremo per favorirli.
Ancona, sabato 13 settembre 2025 - a cura della segreteria interterritoriale
Fonte dell'immagine: https://roma.corriere.it/notizie/politica/25_agosto_21/tajani-candidati-regionali-76a44e2e-649c-4cda-bb16-32c1712ebxlk.shtml