Memoria, consapevolezza, lotta contro le macchine genocidarie

Il mondo delle autonomie celebra il Giorno della memoria (International Holocaust Remembrance Day), questo 27 gennaio 2026, come sempre.
L'olocausto degli Ebrei d'Europa, sterminati e inceneriti insieme a zingari, disabili, omosessuali, prigionieri e ogni tipo di oppositori politici, fu reso possibile da una grande concentrazione di potere e di obbedienza a un leader supremo, un uomo solo al comando, un führer: la Germania nazista, un grande stato industrializzato, militarizzato, totalitario, trasformato in una gigantesca e spaventosa macchina genocidaria.
Zygmunt Bauman, in uno dei suoi ultimi interventi pubblici (a Firenze, nel 2012) ci avvertì che la modernità partorisce tuttora grandi e mostruose macchine genocidarie: non solo criminalità, terrorismi, settarismi, monopoli, mercanti di morte, tecnocrazie, oligarchie finanziarie, partiti unici, concentrazioni di potere economico e tecnologico, ma soprattutto, oggi come allora, grandi e medie potenze centraliste e autoritarie, con i loro leader autocratici (i peggiori dei quali sono spesso quelli eletti direttamente dal popolo, cioè dalla mediacrazia). Stati-macchine oggi dotate di sempre più sosfisticate capacità di sorveglianza universale e di arsenali capaci di distruggere il mondo una dozzina di volte, che fanno impallidere la potenza di quelle che furono le potenze dell'Asse (Germania, Italia, Giappone).
Nessuno più delle comunità locali, delle città, delle regioni, dei territori, delle minoranze linguistiche, delle piccole patrie, dei popoli senza stato, sa quanto sono essenziali memoria, consapevolezza e lotta per non essere spazzati via, oggi più di allora, dalle concentrazioni di potere centralista e autoritario.
Non c'è solo da avere una profonda e lucida memoria storica. Fermare e smontare gli stati-macchine - tutti, a partire dal proprio - con audacia e pragmatismo, un antico e sapiente realismo, insieme con le più aggiornate forme di resistenza nonviolenta, per evitare l'ecodio e i genocidi, è un compito del nostro presente e delle generazioni future.
Firenze, 27 gennaio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale
La foto è un dettaglio tratto da questa fonte: https://www.internazionale.it/opinione/cecilia-attanasio-ghezzi/2015/09/04/cina-parata-militare