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Messina

Niscemi, l'ennesimo disastro del centralismo

Nel mondo delle autonomie, ogni volta che vediamo dispiegarsi un disastro naturale, ci mobilitiamo perché arrivino aiuti, secondo principi di prossimità, sussidiarietà e solidarietà, per superare l'emergenza. Contemporaneamente ci dedichiamo a studiare se e quanto sia mancata la prevenzione, che è il fondamento del buongoverno del territorio, delle comunità, degli ecosistemi locali.

Anche a Niscemi e in altri territori recentemente colpiti dalla forza della natura, in Sicilia e nel Sud, troviamo ancora una volta i disastri del centralismo. Le autonomie locali sono da decenni tradite, deresponsabilizzate, definanziate, svuotate di competenze e risorse, riempite di un personale politico subalterno ai poteri centrali, che si preoccupa solo di compiacere i propri capi (siano essi a Palermo, a Napoli, a Roma, a Bruxelles).

Il centralismo domina anche imponendo la pigrizia mentale, culturale, politica, ottenendo che poco o nulla venga fatto di quello che era possibile fare localmente, per tempo e in tempo, con le proprie forze, senza affidarsi ad altri, più in alto, altrove.

Non manca mai, negli stati centralisti, dopo il danno la beffa: coloro che sono stati resi impotenti, incompetenti, dipendenti dalle autorità centrali, vengono poi anche additati o persino derisi, per non esser stati previdenti ed efficienti...

Dietro ogni disastro naturale c'è quasi sempre un disastro politico, stavolta incarnato emblematicamente da figure del centralismo italiano che sono da decenni al potere come Nello Musumeci (detto Nullo, nella vox populi siciliana), ma anche dalla sinistra parabola populista dei seguaci di Cateno De Luca, che dopo essersi fatti megafoni dell'assurdo progetto del ponte di Messina, oggi si sono improvvisamente convertiti alla richiesta (peraltro giusta) di abbandonare quella follia e dirottare quelle enormi risorse sulla manutenzione dei territori. 

Risuonano, ancora una volta, le terribili e profetiche parole di una pagina di Tocqueville, scritte all'inizio della nostra modernità centralista e autoritaria. Leggetele, se volete essere davvero autonomisti e anticentralisti, con animo riformista, competenza e passione per un vero autogoverno di tutti dappertutto.

Niscemi, 30 gennaio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente 

 

Approfondimenti:

https://www.sicilianiliberi.org/2026/01/22/ciclone-harry-lindifferenza-dopo-la-tempesta/

https://autonomieeambiente.eu/news/91-una-pietra-sopra-il-ponte-di-messina

https://autonomieeambiente.eu/news/54-gli-aspiranti-faraoni-d-italia-riparlano-di-ponte-sullo-stretto

https://autonomieeambiente.eu/forum-2043/182-il-centralismo-paralizza-soffoca-e-infine-uccide

 

Fonte della foto:

https://www.siciliainprogress.com/niscemi-disastro-annunciato/

 

Voci siciliane contro il faraonico progetto del ponte sullo Stretto di Messina

Ci sono voci siciliane che si sono sempre opposte alla costruzione di un ponte sullo Stretto di Messina. A conservarle con coerenza nel tempo, senza mai cedere agli ondeggiamenti opportunistici della politica siciliana, italiana ed europea, sono stati gli attivisti del Movimento Siciliani Liberi, la giovane organizzazione fondata il 3 gennaio 2016 a Pergusa. Siciliani Liberi ha raccolto l'antico patrimonio culturale e politico degli storici movimenti per il pieno autogoverno della Sicilia in Europa. Il movimento è membro di Autonomie e Ambiente e di European Free Alliance. Fra le molte ragioni "No Ponte", una è insuperabile: dopo cinquant'anni in cui si è lentamente preso coscienza che abbiamo antropizzato, inquinato, sfruttato, cementificato, imbruttito troppo il pianeta, un'opera di ingegneria umana così faraonica è semplicemente insostenibile. Nulla e nessuno può giustificare un cambiamento così radicale della geografia della grande isola al centro del Mediterraneo (e della vicina piccola penisola delle Calabrie). Non c'è nessun disprezzo per l'ingegneria e per le tecnologie, in questa obiezione. Si tratta di avere maturato un senso del limite, per amore del Creato e delle generazioni future, oppure brancolare ancora nel buio, accecati dalla hybris che sta conducendo la specie umana verso l'autodistruzione.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalla segreteria del Movimento Siciliani Liberi:

 

Siciliani Liberi, partito della tradizione indipendentista per l'autogoverno, aderirà al corteo "No Ponte del 9 agosto 2025 in piazza a Messina. Il partito scende in piazza accanto ai cittadini per protestare contro una decisione capestro che non apporterà nessun beneficio e schiaccia i diritti dei cittadini attraverso pratiche scorrette. Alla manifestazione parteciperà anche la Segretaria del partito, Eliana Esposito,  candidata alla presidenza della Regione Siciliana alle ultime regionali.

Ancora una volta Siciliani Liberi è al fianco del comitato "No Ponte", che riunisce tante realtà associative e civiche, per ribadire il proprio NO ad una infrastruttura che devasterebbe il nostro territorio senza che ve ne siano i benefici. 

La Sicilia è centro del Mediterraneo e non periferia o Terminal d'Europa. La Sicilia deve cambiare prospettiva. Dobbiamo divenire un centro logistico del Mediterraneo, crocevia di flussi turistici e commerciali sostenibili fra Europa, Medio Oriente, Africa e Asia.

Segreteria Siciliani Liberi

Palermo - Catania - Messina, 8 agosto 2025

- - - Approfondimenti - - -  

La storica "pietra" sopra il ponte del prof. Massimo Costa  

 

 

L'intervento contro l'ecomostro faraonico dell'arch. Ciro Lomonte

2021 11 22 Ciro Lomonte Alleanza x Palermo