Skip to main content

Siena

Colloquio con Pierluigi Piccini sulle speranze di un civismo che è qui per restare

Pierluigi Piccini, sindaco di Siena alla fine del XX secolo e da vent'anni mentore del civismo di Siena e oltre, a colloquio con Mauro Vaiani, vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente e garante di OraToscana. Il colloquio rilancia valoci civici, competenza amministrativa, sussidiarietà, democrazia, amore per gli altri e per i propri territori, sacrificio e candore dell'impegno politico, autonomia personale, sociale, territoriale. Questo colloquio fra Pierluigi Piccini e Mauro Vaiani è dedicato alle nuove generazione di leader territoriali.

E’ stato possibile grazie all’amicizia fra Per Siena, OraToscana, Autonomie e Ambiente, EFA.

Pierluigi Piccini era già intervenuto sul Forum 2043 di Autonomie e Ambiente:Il civismo che è qui per restare

Per conoscere il movimento Per Siena:https://www.persiena.it/

Il blog di Pierluigi Piccini, una vera miniera di cultura politica, civismo, filosofia e arte:https://pierluigipiccini.it/

Per conoscere OraToscana, forza sorella di Autonomie e Ambiente ed EFA in Toscana:https://www.biancorosso.me/

Per conoscere la rete Autonomie e Ambiente, partner di EFA nella Repubblica Italiana:https://www.autonomieeambiente.eu

Grazie a Renzo Giannini DJ (Youtube: Il Lampone -   / @il_lampone  ) per la collaborazione.

I contenuti del canale di Autonomie e Ambiente sono liberamente utilizzabili e ridistribuibili secondo i termini della licenza CC BY-SA. Registrazione realizzata il 18 giugno 2025 e pubblicata il 21 giugno 2025.

 

Il civismo che è qui per restare

  • Autore: Pierluigi Piccini - Siena, 6 luglio 2023

Pierluigi Piccini è oggi uno degli intellettuali più impegnati, attraverso il suo blog e il suo impegno nell’associazione civica “Per Siena”, in quella che dobbiamo chiamare, senza paura di apparire enfatici, una primavera del civismo nella Repubblica italiana. Il civismo di Siena, anche nelle ultime elezioni amministrativedel 14-15 maggio 2023, ha dimostrato di essere una presenza determinante: quasi 3.000 persone personalmente impegnate come sostenitrici e candidate, sette liste civiche a sostegno della candidatura civica indipendente di Fabio Pacciani, un risultato al primo turno di oltre 6.000 voti (22,65%). Dopo vent’anni di lavoro politico e culturale, il civismo di Siena non è riassorbibile, né riducibile agli schemi semplicistici delle piramidi politiche nazionali e costituisce un punto di riferimento per coloro che credono, maperdavvero, in una Repubblica di autonomie personali, sociali, territoriali. Il presente contributosviluppa,con alcuni adattamenti al contesto del Forum 2043,le riflessionidi Pierluigi Piccini del 12 giugno 2023, intitolateCi siamo dimenticati che si può essere democratici ma di destra e populisti ma di sinistra”.

 

Marco Da Milano (l’11 giugno 2023) sul quotidiano “Domani” scrive che gli schieramenti – intende quelli generali che si propongono in tutta Italia e anche in Europa, che sarebbero la sinistra, la destra, il centro – starebbero tornando e che ci sarebbero quindi nuove occasioni per le leadership nazionali, quella della Schlein (ma anche per quella della Meloni).

Eppure, mentre starebbero tornando la sinistra, la destra, il centro, è anche vero che ci siamo dimenticati che si può essere democratici, ma di destra, e populisti, ma di sinistra.

Tornano gli schieramenti – forse - ma continua ad aumentare la percentuale di persone a cui la sostanza politica di questi schieramenti sfugge e che vogliono essere protagoniste di qualcosa di diverso, da esse stesse creato, territorio per territorio.

Siamo moltitudine di individui, che dovrebbero comprare occasionalmente prodotti preconfezionati e messi sul mercato elettorale, o siamo persone capaci ancora di cittadinanza attiva?

Il polo civico di Siena, che si è riproposto ancora una volta e con forza, è un fenomeno locale, che risente delle dimensioni e delle peculiarità del nostro contesto locale, eppure è anche parte di un fenomeno esteso, presente in tutta Italia e in realtà anche oltre.

Siamo stati un movimento di ricostruzione dal basso di una politica fondata sulla serietà, la competenza, la ricerca della mediazione fra interessi legittimi, la protezione dei beni comuni con un occhio particolarmente attento alle generazioni future.

Eppure siamo stati trattati con disprezzo dal PD, che ha considerato il civismo come un intruso, mentre loro incarnerebbero la politica vera, quella dei partiti. Il loro attacco è stato rivolto in una unica direzione, la nostra. Errore imperdonabile, perché un autentico problema del PD è esattamente la capacità di costruire alleanze con forze autonome e innovative, diverse e soprattutto realmente rappresentative, come appunto il nostro civismo.

Come abbiamo già scritto più volte il bipolarismo non paga, perché c’è sempre bisogno di forze intermedie che non si accontentino di slogan generali, proposte semplicistiche, contrapposizioni mediatiche. Forse intermedia che non sono sempre partitiche, ma sempre più spesso, come è accaduto a Siena, civiche.

Territori ed Europa, nazioni e globalizzazione, ceti medi impoveriti ed elite, diritti individuali e sociali, sono sono soltanto alcune delle antinomie in essere, per le quali non ci sono facili ricette. Non le hanno i conservatorismi, i sovranismi, i populismi. Non le ha la sinistra, il cui sguardo sulla società non è più complessivo, anche se vorrebbe ancora essere egemonico.

Il civismo, che è stato ed è sicuramente anche fluidità, moderazione e pragmatismo, sta maturando e consolidando una una base valoriale.

Stiamo tornando a fare politica a partire dal patrimonio della Costituzione (seguendo uno stimolo, fra tanti altri, come quello di Giuseppe Cotturri, sul fare cittadinanza attiva contro ogni forma di populismo).

I cittadini, con i loro movimenti civici, potrebbero cambiare molte cose, nella loro vita quotidiana, nelle loro amministrazioni locali, nei loro territori, se si riprendesse il cammino verso la piena attuazione, fra gli altri, dell’art. 118 della Costituzione:

Art. 118. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

La direzione del cambiamento è già indicata nella Costituzione e in altri documenti che nel tempo si sono aggiunti per rispondere a bisogni fondamentali di fronte alla complessità della contemporaneità, come le convenzioni internazionali sui diritti politici e sociali, la Carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei, le carte internazionali sui diritti del malato e di altre persone umane fragili, i moltissimi documenti che raccomandano la responsabilità sociale e ambientale delle imprese (i diritti e i doveri di “cittadinanza” dell’impresa). Il cambiamento ha già una direzione, che non è data in astratto, ma viene data da concrete battaglie di cittadinanza.

La Costituzione è anche il terreno d’incontro con le realtà civiche, ambientaliste, autonomiste di questo Forum 2043, che rileggono e rilanciano la Carta di Chivasso del 1943, perché ciò che allora gli antifascisti di montagna chiesero per le loro valli, “valeper tutte le regioni italiane, per i piccoli popoli che formano quel tutto che è il popolo italiano” (Émile Chanoux).

Questo è un terreno di lavoro, difficile ma affascinante, che potrebbe determinare, per chi lo condivide e lo fa proprio, anche nuove alleanze e un rilancio effettivo della democrazia partecipata. Su questo il civismo continuerà a lavorare, e non solo a livello locale, ritrovando radici, restituendo significato alle parole, ritrovando capacità di governo, senso del dovere civico, dedizione ai beni comuni e alla res publica

Pierluigi Piccini

(pubblicato il 6 luglio 2023)

 

Seguite il blog di Pierluigi Piccini: https://pierluigipiccini.it/

Visitate il sito dell'associazione civica Per Siena: https://persiena.it/

Per approfondire l'esperienza della coalizione civica che ha candidato Fabio Pacciani alle elezioni comunali di Siena del 14-15 maggio 2023: https://diversotoscana.blogspot.com/2023/05/per-la-rivoluzione-civica-di-siena.html

La fonte della foto è https://www.radiosienatv.it/

 * * *

Per seguire il Forum 2043:

  • aderite al canale Telegram https://t.me/forum2043
  • iscrivetevi alla lista postale di Autonomie e Ambiente
  • seguite Autonomie e Ambiente sulle reti sociali
  • scriveteci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

Il potere che incide sulla vita

  • Autore: Pierluigi Piccini - Siena - Firenze, 20 gennaio 2026, San Sebastiano

A margine di un seminario dei civismi e degli appassionati di autonomie personali, sociali, territoriali, tenutosi a Poggibonsi il 17 gennaio 2026, promosso da OraToscana e da Toscana Civica, sul cruciale tema dell'astensionismo e sulla necessità di manutere le nostre democrazie locali, Pierluigi Piccini ci ha inviato una riflessione su come il potere che incide davvero sulle nostre vite quotidiane si sia allontanato dalle istituzioni che ci rappresentano e si sia spostato nel controllo di flussi materiali e immateriali. L'astensionismo e i problemi della democrazia richiedono quindi, agli eredi dei valori della Carta di Chivasso e agli attivisti delle democrazie locali, un supplemento di studio, consapevolezza, impegno. Siamo con realismo manutentori della qualità democratica delle nostre regole elettorali, politiche, istituzionali, ma dobbiamo attrezzarci per cambiamenti ben più profondi. Lo stesso Piccini suggerisce nelle sue righe i titoli di alcune letture cruciali, per coloro che vogliono davvero intraprendere con competenza il cammino del buongoverno.

Il potere che incide sulla vita quotidiana non risiede principalmente nelle sedi rappresentative.

La crisi della democrazia si manifesta oggi in modo evidente nell’astensionismo. Non è semplice disinteresse né rifiuto della politica in sé, ma la percezione diffusa che le decisioni reali vengano prese altrove. Si partecipa meno perché si decide meno. Il nodo non è chi governa, ma su cosa si governa. È la frattura tra decisione e vita concreta che svuota l’azione politica (Hannah Arendt, Vita activa).

Il potere che incide sulla vita quotidiana non risiede più principalmente nelle sedi rappresentative, ma nei flussi materiali che attraversano i territori: energia, acqua, rifiuti, suolo, mobilità, lavoro, dati. Sono questi flussi a determinare condizioni concrete, opportunità e disuguaglianze. Il governo si esercita sempre più attraverso dispositivi, infrastrutture e regolazioni dei processi, non attraverso il comando diretto (Michel Foucault, Sicurezza, territorio, popolazione). Quando questi flussi sfuggono al controllo pubblico, la democrazia resta formalmente in piedi ma perde sostanza.

In questo quadro i dati diventano una questione politica centrale. I dati che descrivono i flussi non sono neutri, ma non appartengono a una parte. Non sono patrimonio della maggioranza né strumento dell’opposizione. Sono infrastruttura di governo. Senza dati accessibili, verificabili e condivisi, la politica è cieca e quindi subordinata. La produzione dei dati, il modo in cui vengono organizzati e utilizzati, può rafforzare o indebolire la capacità di decisione collettiva (James C. Scott, Seeing Like a State).

La socializzazione dei dati non è trasparenza rituale né partecipazione di facciata. È una scelta di potere. Significa rendere un territorio capace di leggere se stesso, di valutare alternative, di misurare conseguenze. In una fase storica in cui i dati tendono a concentrarsi e a essere privatizzati, il loro governo pubblico diventa una condizione della democrazia (Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza). È una partita complessa, che richiede tempo, competenze e infrastrutture, ma è una partita che va giocata e che ha già iniziato a essere impostata.

La cultura, in questo ragionamento, non è un’aggiunta alla politica né un ambito separato. È ciò che rende possibile il passaggio dai flussi ai giudizi, dai dati alle decisioni. Senza cultura, i dati restano materia tecnica; con la cultura diventano spazio di confronto democratico. Eventi, mostre, festival e pratiche culturali costruiscono socialità, immaginario, appartenenza: è così che una comunità prende forma. Ma è nello stesso spazio che la cultura compie il suo gesto politico decisivo, quando rende leggibili i processi, mette in comune il sapere, trasforma l’esperienza in capacità di giudizio (Ivan Illich, La convivialità).

Un primo esempio concreto è il teleriscaldamento pubblico. Non è solo un servizio energetico, ma un’infrastruttura sociale. Il calore distribuito in modo uniforme alle famiglie produce sicurezza, stabilità, riduzione delle disuguaglianze. Questo è possibile solo perché il flusso energetico è conosciuto, misurato e governato. Qui un bene essenziale viene organizzato come risorsa condivisa attraverso regole e responsabilità collettive (Pierre Dardot – Christian Laval, Del comune, o della rivoluzione nel XXI secolo).

Un secondo esempio è l’economia circolare legata alla trasformazione del riccio della castagna in bioplastica. In questo caso i dati riguardano l’intera filiera: disponibilità dello scarto, processi di trattamento, resa dei materiali, impatti ambientali, valore che resta sul territorio. Senza questa conoscenza condivisa, l’economia circolare resta uno slogan. Con essa diventa una scelta politica concreta, che riancora produzione e lavoro alla società e al territorio (Karl Polanyi, La grande trasformazione).

Questi esempi mostrano che la democrazia non si rigenera per nostalgia né per moltiplicazione delle procedure. Non esiste un ritorno possibile alla sovranità novecentesca. La politica deve tornare a misurarsi con i vincoli materiali e territoriali, non con astrazioni universali (Bruno Latour, Dove atterrare).

Un territorio che non controlla i propri dati è strutturalmente dipendente: da consulenze esterne, da interessi privati, da narrazioni che sostituiscono l’analisi. Un territorio che invece organizza e socializza i propri dati, e costruisce gli strumenti culturali per interpretarli, sviluppa una sovranità pratica: la capacità di scegliere entro vincoli reali.

La posta in gioco non è la trasparenza, ma la decisione. Socializzare i dati e costruire cultura attorno ad essi significa restituire alla politica locale una funzione reale: governare i flussi che rendono possibile la vita quotidiana. Tutto il resto viene dopo.

Il potere che incide sulla vita - Pierluigi Piccini per il Forum 2043 - Siena-Firenze, 20 gennaio 2026, San Sebastiano

 

Per seguire il Forum 2043:

  • aderite al canale Telegram https://t.me/forum2043
  • iscrivetevi alla lista postale di Autonomie e Ambiente
  • seguite Autonomie e Ambiente sulle reti sociali
  • scriveteci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • perché questo Forum 2043