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Toscana

Al lavoro per la manutenzione della democrazia toscana

In tempi difficili, mentre siamo bombardati da notizie cupe sullo stato deille democrazie e dei diritti umani nel mondo, alcune forze civiche locali della Toscana hanno deciso di reagire cominciando da ciò che si può fare qui e ora, con le nostre forze, senza aspettare interventi dall'alto, da altri, da altrove: possiamo e quindi dobbiamo manutenere e migliorare la nostra democrazia locale. 

Ieri, 17 gennaio 2026, festa di Sant'Antonio Abate, si è svolto a Poggibonsi il seminario pubblico convocato dalle reti OraToscana e Toscana Civica sul tema: NON RASSEGNIAMOCI ALL’ASTENSIONISMO - Proposte dei civismi toscani per le necessarie riforme delle norme elettorali toscane (e non solo).

2026 01 17 civici a Poggibonsi contro astensionismo

I lavori sono stati introdotti da Paolo Marrocchesi (Toscana Civica) e da Mauro Vaiani (OraToscana - Autonomie e Ambiente - EFA) (nella foto, da sinistra, Paolo Marrocchesi, Mauro Vaiani e Alessandro Tomasi, portavoce dell'opposizione nel Parlamento toscano).

Hanno contribuito civici esponenti della lista civica "E' Ora" (che ha partecipato alle ultime elezioni regionali della Toscana, ottenendo il 2,37%) e altri gruppi civici indipendenti, fra i quali Giorgio Boncompagni, esponente civico della Valdichiana. Ha portato un contributo una delle realtà italiane impegnate contro il Rosatellum ed altre norme elettorali ingiuste, l'Associazione per la rappresentanza "Voto libero ed eguale" (https://www.votolibeguale.it/), con l'intervento di Francesco Ruggieri (Schierarsi - Firenze).

Queste realtà civiche, appassionate di autonomie personali, sociali, territoriali, non pretendono di avere in tasca una ricetta contro la minaccia dell'astensionismo e la crisi della partecipazione. Però fra le molte cause dell'attuale scollamento tra cittadini e istituzioni, si possono mettere anche le norme elettorali ingiuste, che escludono, allontanano, creano sfiducia, impediscono il rinnovamento delle elite dirigenti.

Le leggi elettorali della Repubblica Italiana sono tutte criticabili: da quella che regola l'elezione delle amministrazioni nei piccoli comuni, passando per le norme in vigore per i comuni con più di 15.000 abitanti, per le province, per le regioni, per la Camera, per il Senato, fino alla legge elettorale europea. In questo quadro difficile la legge elettorale della Toscana forse non è nemmeno la peggiore, ma è quella su cui possiamo incidere con il nostro impegno civico e politico locale.

Le forze locali che sono state escluse, impedendo loro di entrare in consiglio o addirittura di presentarsi alle elezioni, possono e quindi devono premere sul nuovo consiglio regionale appena eletto, il 12-13 ottobre 2025 scorso, perché le norme elettorali regionali siano corrette. I promotori del seminario, uniti in un coordinamento in stile confederale nel rispetto delle autonomie locali e delle diversità culturali e politiche, intendono dialogare con i 41 membri del Parlamento toscano per ottenere dei miglioramenti. Questa iniziativa di riforma potrebbe essere un contributo significativo contro la sfiducia e il rancore, che dilagano tra le persone e le comunità, specie le più piccole e periferiche della nostra terra.

Un primo elenco di problemi che possono essere portati all'attenzione dei legislatori toscani comprende: 

  • la richiesta di una "par condicio" toscana, cioè un maggior accesso all'informazione da parte di tutte le forze civiche e politiche che intendono proporre candidati; per un tempo molto più lungo e con condizioni di maggiore parità di quelle previste dalla "par condicio" italiana;
  • l'allungamento del tempo fra l'indizione e lo svolgimento delle elezioni (attualmente di circa 60 giorni, di cui solo 25-30 utili per la raccolta delle firme); questo per consentire la partecipazione non solo alle forze esistenti e ai candidati già noti, ma anche a persone e realtà nuove (magari promosse da persone che vivono del proprio e non sono già nel "mestiere" della politica); peraltro, in una società che invecchia e in cui stanno declinando tutte le forme di attivismo, poter contare su tempi più lunghi e quindi più calmi sarebbe sicuramente un vantaggio per tutti;
  • adempimenti uguali per tutti coloro che intendono presentarsi alle elezioni (come peraltro avviene per le elezioni comunali); considerando che gli "insider" sono già in partenza più forti o più organizzati, rispetto agli "outsider" nuovi od emergenti, non è giustificabile che gli uscenti-incombenti possano presentarsi raccogliendo 130 firme, mentre nuove formazioni ne devono raccogliere 13.000; questa disparità di trattamento deve essere colmata; in ogni caso l'attuale numero di firme richieste, con la relativa autenticazione e certificazione, è davvero eccessivo;
  • la registrazione dei contrassegni elettorali, nel rispetto dell'identità e dei simboli storici di tutti, deve essere posta prima e non dopo la presentazione delle liste (la Toscana ha collezionato una serie di tristi vicende di contestazioni ed esclusioni, da quelle contro la lista di Renzo Macelloni nel 2005, a quella contro la Lega Toscana nel 2015, a quella che portò all'ingiusta esclusione del Patto per la Toscana nel 2020);
  • revisione delle norme sul finanziamento delle campagne elettorali, introducendo forme di supporto pubblico - anche solo logistico e comunicativo - uguali per tutti;
  • va preso in considerazione il divieto di ogni forma di finanziamento delle campagne elettorali da parte di persone giuridiche (anche perché la Toscana è piena di società che sono "private" sono formalmente e sono in realtà dipendenti dalla politica; nessuno si sorprende che queste società finanzino sempre i candidati degli schieramenti più forti, magari gli uscenti che le hanno già favorite in passato, ma è chiaro che siamo di fronte a continui e scivolosi conflitti di interesse);
  • vanno superate le attuali regole di assegnazione dei seggi, che sovrarappresentano la provincia di Firenze e, all'interno della provincia, la città di Firenze (interessante in proposito un intervento del prof. Enrico Calossi);
  • va migliorata la rappresentanza di territori meno popolosi e più periferici, dalle montagne alle isole della Toscana (anche prendendo in considerazione un aumento del numero dei membri del Parlamento toscano, immaginando anche di superare la previsione centralista e frutto di una odiosa demagogia antipolitica contenuta nel DECRETO-LEGGE 13 agosto 2011, n. 138, art. 14, comma 1);
  • in molti consideriamo fortemente discutibile che il presidente eletto debba avere una maggioranza assicurata nell'assemblea; va contro una autentica separazione dei due poteri, strangola il pluralismo e in definitiva, come è evidente a tutti, nel lungo termine sta facendo degradare la democrazia;
  • via le soglie di sbarramento (che peraltro sono intrinseche in una assemblea piccola come quella della Toscana);
  • se si continua a credere nell'elezione diretta del presidente della Toscana, essa deve avvenire con la maggioranza assoluta dei voti validi (50% + 1); basta con questa finzione di democrazia per cui si vince con solo il 40% (un problema politico che peraltro va molto oltre la Toscana);
  • se si conserva l'elezione diretta del presidente, il voto disgiunto deve diventare un voto su due schede separate (per eliminare le distorsioni e gli errori, che peraltro hanno condotto al caso "Toscana Rossa - Bundu", dove ben 72.000 cittadini toscani si sono sentiti beffati e privati della rappresentanza);
  • si dovrebbero rivedere (diminuire) le possibilità di pluricandidatura;
  • si dovrebbe consentire la partecipazione a gruppi civici e politici locali, anche quando essi fossero presenti e disponibili a candidarsi in una sola o in poche circoscrizioni;
  • sarebbe importante discutere della possibilità di candidature di indipendenti non collegati a schieramenti che sostengono uno dei candidati presidenti;
  • va immaginata una misura che consenta maggiore partecipazione al voto da parte di cittadini toscani residenti all'estero, oppure fuori sede per motivi di salute, lavoro e studio, oppure impediti da particolari condizioni di fragilità; va pensato un sistema di registrazione per il voto ("register to vote") magari anche online, assicurando segretezza e sicurezza del voto.

Questo elenco va considerato interlocutorio e non esaustivo. Non si tratta di slogan che possano essere agitati sui media e sulle reti sociali, ma che richiedono attenzione, ponderazione, approfondimento insieme ai legislatori e agli esperti, nell'interesse pubblico, con generosità, con una visione a lungo termine.

Paolo Moschi (presidente di Toscana Civica) e Francesca Marrazza (Ribella Firenze - OraToscana), fra gli altri, hanno posto l'accento sul fatto che questa manutenzione della democrazia toscana può essere una occasione per promuovere rinnovamento e alternanza.

Alessandro Tomasi, portavoce dell'opposizione nel Parlamento toscano, che ha partecipato all'intero seminario, si è messo a disposizione su queste e altre proposte provenienti dal mondo civico.

La presidente del consiglio regionale Stefania Saccardi e i consiglieri di maggioranza Matteo Biffoni e Federico Eligi, che non hanno potuto essere presenti, hanno inviato un messaggio di disponibilità all'ascolto e all'interlocuzione.

Per interloquire con gli organizzatori del seminario, si prega di scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . 

Prato, 19 gennaio 2026 - a cura degli organizzatori del seminario 

2026 01 18 candidarsi e votare deve essere facile

Anche in Toscana qualcosa sta cambiando

Si sono tenute gli scorsi 12-13 ottobre 2025 le importanti elezioni regionali della Toscana. Dalla forza sorella OraToscana riceviamo le congratulazioni per due persone indipendenti e competenti la cui elezione nel nuovo parlamento toscano era tutt'altro che scontata (nell'immagine di corredo al post i loro ritratti estratti dai rispettivi manifesti elettorali): Federico Eligi, riformista antico amico dei civismi e dei movimenti per le autonomie e per i diritti civili, eletto a Pisa; Diletta Fallani, una ambientalista amica dei civismi, eletta a Livorno, anche con il sostegno di Città Diversa Livorno (una delle realtà costituenti di OraToscana).

Anche le elezioni toscane sono state trasformate dai media in una mera competizione diretta fra il candidato del centrosinistra - il presidente Eugenio Giani, riconfermato - e il candidato del centrodestra - il sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi. Fra di loro c'è stata la solita corsa a chi vince "perdendo meno voti", come si legge in una riflessione di Mauro Vaiani (garante di OraToscana, oltre che vicepresidente segretario di Autonomie e Ambiente), ma alla fine, nonostante i partiti verticali della Repubblica Italiana facciano di tutto per allontanare la gente dalle urne, qualcosa alla fine è cambiato.

Il nuovo consiglio regionale è, inaspettatamente, molto più plurale e articolato del precedente, nonostante la partecipazione al voto dei Toscani sia scesa a minimi storici: 1.435.329 votanti su un totale di 3.007.061 aventi diritto (47,73%). Hanno votato soprattutto i tifosi degli attuali partiti, è vero, ma la gran parte dei votanti ha anche utilizzato il voto personale e diretto ai candidati della propria circoscrizione, i cui nomi in Toscana sono già stampati sulle schede. Questo ha portato sorprese e novità. Non ci sono solo partiti confermati e partiti sconfitti. Anche all'interno delle diverse formazioni politiche e dei diversi territori della Toscana sono emerse figure nuove e diverse, che potrebbero correggere il grigiore, la pigrizia e i molti errori della precedente amministrazione Giani e di quelle che la hanno preceduta.

OraToscana ci trasmette anche l'affetto per diversi candidati che purtroppo non ce l'hanno fatta. Il movimento è loro grato per averci provato. Fra di essi: Francesco Carbini (civico riformista, circoscrizione di Arezzo); Andrea Ulmi (civico moderato, circoscrizione di Grosseto); Alessandro Giorgi (civico autonomista della circoscrizione di Pisa); Salvatore Bimonte (giovane esponente cristiano-sociale di Prato).

No, non è bastato ai Toscani l'ennesimo referendum fra sinistra e destra, secondo OraToscana. E' evidente che le persone, le famiglie, le piccole imprese, i contadini, gli artigiani, vogliano qualcosa di diverso. La rete di OraToscana si sente più impegnata che mai per leggi elettorali più giuste, per una diversa rappresentanza delle autonomie dei territori, per la promozione di civismi capaci di generare nuove autonomie personali, sociali, territoriali.

OraToscana ha convocato la propria III assemblea generale per il 22 novembre 2025, la festa di Santa Cecilia, a Nodica di Vecchiano.

Firenze, 15 ottobre 2025 - a cura della segreteria interterritoriale

 

Buon 2026 dalla Toscana con un confederalismo antico ma più attuale che mai

Ieri lunedì 29 dicembre 2025 a Pontedera, ospitato dal gruppo Presidio Civico, si è tenuto il brindisi di fine anno 2025 e di auguri per un sereno e operoso 2026, fra i civismi appassionati di autonomie che sono in rete attraverso OraToscana.

Queste reti di civismo hanno radici antiche, che risalgono alle origini della Repubblica delle Autonomie e dell'Europa delle Regioni, nelle parole della Carta di Chivasso del 1943, ma il loro progetto di confederalismo dal basso è più contemporaneo e necessario che mai.

La rete OraToscana, dopo la III Assemblea celebrata a Vecchiano lo scorso 22 novembre, è animata da sette moderatori, in rappresentanza di altrettanti territori: Francesca Marrazza (presidente di RiBella Firenze, per la città di Firenze); Ione Orsini (Un Cuore per Vecchiano, anche in rappresentanza di San Giuliano e Pisa); Alberto Andreoli (Presidio Civico, per Pontedera e Valdera); Marco Cannito (storico leader di Città Diversa, per Livorno e provincia); Riccardo Galimberti (Grosseto e provincia); Andrea Ridi (Più Certaldo, in rappresentanza della Valdelsa fiorentina); Mauro Vaiani (Civici Pratesi per le Autonomie, per Prato e provincia). Sono tutte persone che vivono del proprio e sono impegnate in politica mettendoci il proprio tempo libero dagli impegni di lavoro e di famiglia.

La rete è già in contatto con decine di altre realtà civiche in ogni provincia della Toscana, per contribuire a una fioritura a lungo termine della cultura delle autonomie civiche in tutta la Toscana.

OraToscana è a sua volta connessa con la rete italiana Autonomie e Ambiente e con la famiglia politica europea delle autonomie EFA (European Free Alliance).

Il metodo confederale assicura a ogni gruppo civico locale la totale libertà politica per perseguire i propri obiettivi locali di buongoverno, attraverso il rafforzamento delle proprie istituzioni democratiche locali, la ricostruzione di una sanità pubblica e prossima, l'impegno per una vita semplice e sicura a misura sia di anziani che di bambini, la protezione dell'ambiente e dell'economia locali, la promozione delle piccole imprese, del commercio e dell'artigianato di prossimità, dei beni comuni, dei servizi pubblici locali.

Non si sono messi in rete come civici qualsiasi. Come ha ribadito la presidente di Ribella Firenze, Francesca Marrazza, siamo una rete "civista" non solo "civica". Civico può definirsi chiunque non abbia (più) una tessera di un partito nazionale, ma il nostro civismo ha identità e radici più profonde, in una cultura dell'autonomia che ci distingue chiaramente dagli schieramenti di centrosinistra e centrodestra.

Uno dei primi impegni della rete OraToscana per il 2026 è la prosecuzione della lotta per leggi elettorali più giuste per tutti. Le cattive norme elettorali sono una delle cause della sfiducia e dell'astensionismo, perché allontanano i cittadini dall'impegno politico in prima persona o in sostegno ai loro leader locali. Un appuntamento pubblico contro l'astensionismo e per la correzione della legge elettorale toscana, è già stato organizzato insieme ad altre realtà civiche toscane per sabato 17 gennaio 2026 alle 16, a Poggibonsi, presso l'Hotel Alcide.

Nella foto sottostante alcuni dei partecipanti all'evento di OraToscana di ieri a Pontedera. Da sinistra: Marco Vanni; Alberto Andreoli; Francesca Marrazza; Riccardo Galimberti; Claudia Filippeschi; Mauro Vaiani.

2025 12 29 auguri moderno confederalismo foto gruppo

 Pontedera, 30 dicembre 2025 - A cura della Moderazione di OraToscana

 

 

 

 

 

 

 

  

Civismo toscano autonomo: appuntamento per sabato 28 giugno 2025

Il prossimo appuntamento del nuovo civismo autonomo toscano, raccolto nel coordinamento L'Altra Toscana, è a Firenze per sabato 28 giugno 2025, alle ore 9.30 presso l'Hotel Florence Metropole in Via del Cavallaccio 36 a Firenze.

Sarà presentato il manifesto della nuova rete, con gli interventi di Giovanni Bellosi (Scandicci Civica), Claudio Lucii (Vivi Poggibonsi), Mauro Vaiani (Ora Toscana - Civici di Prato per le autonomie), Renzo Luchi (Cittadini per Fiesole), Francesco Carbini (Liste Civiche Sangiovannesi).

Ci saranno i saluti di Anna Trassi (sindaca civica di Lamporecchio), David Saisi (sindaco civico di Gallicano), Alessandro Polcri (sindaco civico di Anghiari e presidente della provincia di Arezzo). 

Coordinano il dibattito Anna Ravoni (già sindaca di Fiesole) e Federico D'Anniballe (Cambiamo Ponsacco).

Conclude il sindaco di Viareggio, Giorgio del Ghingaro, garante del coordinamento.

 

Da Livorno e Firenze: il civismo toscano per leggi elettorali più giuste

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, dalla Toscana, una dichiarazione congiunta sulla necessità di riprenderci la rappresentanza e ricostruire la democrazia dal basso, resa da importanti esponenti dell'autonomismo e del civismo.

Livorno –Firenze,2 maggio 2024

Civismo toscano: uniti per riprenderci la democrazia

Comunicato congiunto di
Città Diversa Livorno, RiBella Firenze, OraToscana (Autonomie e Ambiente-EFA)

La lista civica Città Diversa (Livorno), la lista civica RiBella Firenze e la rete territorialista OraToscana (membro della rete Autonomie e Ambiente-EFA) si sono incontrate per rafforzare la propria collaborazione civica interterritoriale.

La democrazia italiana sta declinando vistosamente. Ne è un ulteriore conseguenza l’assenza dalle schede elettorali europee, di molti movimenti ed anche di quella lista europea dei territori che tanti movimenti civici, ambientalisti, autonomisti, stavano preparando, con la famiglia politica europea dei territori, EFA (European Free Alliance), prima che la maggioranza di centrodestra intervenisse con il decreto taglia-liste (decreto-legge n. 7 / 29 gennaio 2024, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 38 / 2024). Le regole del gioco sono state sinistramente cambiate a partita iniziata, nel silenzio assordante dei media e di gran parte del sistema politico italiano.

Non necessariamente il nostro mondo civico toscano avrebbe presentato una lista in più, ma avrebbe potuto contribuire, con pari dignità e con esponenti preparati, in coalizione con altre forze sociali e territoriali, alle importanti elezioni europee del prossimo 8-9 giugno, che si tengono contemporaneamente alle nostre elezioni comunali.

Il prossimo Parlamento europeo dovrà prendere decisioni importanti per una Europa meno burocratica, meno dominata dagli interessi della grande finanza, più democratica, più rispettosa delle diversità e degli interessi dei territori, delle comunità locali, delle piccole imprese, delle famiglie, delle persone comuni.

La voce della Toscana, e in particolare del nostro civismo toscano, con le regole cambiate in corsa, non potrà essere presente direttamente. Speriamo comunque nell’elezione in Italia e in Europa di persone che credono nei territori, nella pace, nel lavoro, nelle autonomie, ma in ogni caso non resteremo in disparte: continueremo il nostro lavoro politico, nei nostri comuni e con nuove forme di collaborazione interterritoriale.

Per ripristinare la democrazia, per riprenderci la rappresentanza, per trasmettere i valori civici, ambientalisti, territorialisti alle generazioni future, abbiamo deciso insieme di partecipare – grazie alla generosità e al senso civico di tante persone - alle elezioni comunali di Livorno (con la lista Città Diversa), a Firenze (con la lista RiBella Firenze), oltre che essere di aiuto e di sostegno alle decine di altre liste civiche indipendenti che si sono attivate, dal basso, per il bene del proprio comune.

Abbiamo inoltre deciso di aderire al Comitato Referendario per la Rappresentanza, che ha depositato il 23 aprile scorso quattro quesiti per abbattere il famigerato Rosatellum (a suo tempo voluto da tutti i partiti, di sinistra, centro e destra, e mai da essi messo in discussione).

Diciamo basta ai parlamentari “nominati” da pochi capi di partito. E’ tempo di riprenderci la rappresentanza e di tornare a far scegliere ai cittadini i loro rappresentanti, territorio per territorio.

Il Comitato Referendario per la Rappresentanza si ispira alle lotte dell’avvocato Felice Besostri, che per il suo impegno contro le leggi elettorali ingiuste e incostituzionali si è guadagnato la fama di “difensore dei diritti elettorali dei cittadini”. Besostri è spirato a Milano il 6 gennaio scorso, ma il suo lavoro per avere in Italia e in Europa più democrazia e più autonomie personali, sociali, territoriali, per tutti, continua!

 

p.Città Diversa Livorno
Marco Cannito

p. RiBella Firenze
Riccardo Galimberti

p. OraToscana (Autonomie e Ambiente-EFA)
Mauro Vaiani

 

Dibattito sulle autonomie ospitato da Il Nuovo Trentino

  • Autore: Mauro Vaiani, Claudia Zuncheddu, Ciro Lomonte, Roberto Visentin - 28 febbraio / 3 marzo 2023

Grazie all'impegno personale di Piercesare Moreni e alla lungimiranza del direttore Paolo Mantovan, Il Nuovo Trentino ha pubblicato quattro interventi in quattro giorni nel quadro di un dibattito sul futuro dell'autonomia del Trentino, che è cruciale per il futuro di tutte le autonomie nello stato italiano e forse anche oltre. Per gentile concessione del quotidiano trentino, pubblichiamo qui, in ordine cronologico, i quattro articoli, scritti rispettivamente dal dott. Mauro Vaiani (28 febbraio 2023), dalla dott.ssa Claudia Zuncheddu (1 marzo 2023), dall'arch. Ciro Lomonte (2 marzo 2023) e dal vicepresidente EFA-ALE e presidente Autonomie e Ambiente (AeA) Roberto Visentin (3 marzo 2023). Si avverte che: i testi qui riprodotti sono quelli integrali inviati dagli autori. Sulle pagine de Il Nuovo Trentino potrebbero essere stati soggetti a minimi ritocchi per esigenze d'impaginazione.

1) Martedì 28 febbraio 2023 - Mauro Vaiani (OraToscana, segreteria di Autonomie e Ambiente)

Titolo: Il Trentino non è autonomia "etnica"

INT 2023 02 28 Vaiani 1Testo

Quella della Provincia di Trento è per molti aspetti l’autonomia più avanzata e più ammirata della nostra Repubblica. Dall’esterno – chi scrive è un Toscano che vive e lavora in Toscana – non la vediamo affatto come una autonomia “etnica”, come l’ordinamento originale di un cantone montano, come l’autogoverno di un territorio in qualche modo marginale o periferico, che si sia trovato nella Repubblica Italiana per un accidente della storia e che quindi avrebbe bisogno di un qualche ordinamento speciale.

Al contrario, l’autonomia trentina è comprensibile e quindi ammirata in tutti gli altri territori, perché si è realizzata in una territorio percepito come “italiano” e comunque non periferico, ma al contrario ben inserito nella principali reti economiche e sociali della globalizzazione e dell’integrazione europea.

In ogni altro territorio dove è presente un movimento civico autonomista o anche solo vagamente territorialista, l’autonomia del Trentino è vista come una fonte di ispirazione. Sbagliamo a vedervi così? Non lo crediamo affatto.

E’ stato autolimitante e alla lunga distruttivo, per gli stessi autonomisti del Trentino e di altre realtà alpine, pensare al proprio autogoverno come una necessaria e speciale solidarietà fra gente di montagna.

Nella Provincia di Trento sono affidate alle amministrazioni locali molte responsabilità e la necessità di far funzionare concretamente cose essenziali alla vita quotidiana. Poiché chi governa è molto vicino a chi è governato, nel tempo si sono selezionati pubblici funzionari e un personale politico le cui prestazioni sono molto superiori alla media italiana (e anche a quella di parecchi stati europei).

Sarebbe semplicistico continuare a credere che la buona qualità dell’autogoverno locale a Trento sia una eredità culturale dell’antica solidarietà montanara o di altre, pur preziose, eredità storico-culturali.

E’ stato decisivo, invece, aver trattenuto sul territorio poteri, risorse, competenze. Questo ha significato per il Trentino una accumulazione di capitale sociale in pochi decenni! Una trasformazione moderna, che va ben oltre la rivendicazione di identità e tradizioni.

Le vostre montagne erano povere quanto e forse più di quelle del nostro Appennino, dopo la Seconda guerra mondiale, ma oggi, dopo decenni di autogoverno, la situazione è completamente cambiata.

Il vostro territorio è fra i più benestanti d’Europa, mentre le nostre province appenniniche, che sono state governate da autorità centrali (e spesso centraliste) chiuse nei loro palazzi romani (o milanesi, o, più recentemente, bruxellesi), si sono spopolate, impoverite, degradate. Qua e là magari i nostri territori peninsulari sono stati fatti oggetto di una qualche rinascita artificiale, turistica o connessa con la “signorilizzazione” (“gentrification”, direbbero i più globalizzati), ma il “buon ritiro” in montagna è assolutamente insufficiente a restituire vitalità a comunità locali romagnole, toscane, umbre, marchigiane, abruzzesi, campane, lucane o calabresi, che continuano a declinare.

Non si dovrebbe chiudere l’autonomismo entro il recinto dell’autodifesa di una comunità montanara. Nelle contraddizioni della globalizzazione, tutti i territori, anche le pianure, le coste, le isole, persino le città più grandi e più ricche, hanno bisogno di un maggior autogoverno, che significhi controllo sui propri beni comuni, sui servizi pubblici locali, sulla pubblica istruzione, su un servizio sanitario capillare, sui faticosi ma necessari processi di transizione ambientale, perché ogni territorio resti abitabile e sia consegnato intatto alle generazioni future.

Nel nostro Forum 2043 ci stiamo preparando al centenario della Carta di Chivasso del 1943, perché consideriamo che quelle antiche parole autonomiste e confederaliste scritte da resistenti antifascisti alpini siano più vive e più attuali che mai per tutti e dappertutto.

Come ha scritto Walter Pruner, in suo contributo al nostro Forum 2043, anche a Trento sono arrivate la crisi della partecipazione civile e l’eclissi della diligenza nelle elite, che mettono in pericolo anche l’autonomia italiana di maggior successo.

Gli errori della politica italiana (ed europea) sono tanti e non possono certo essere trattati qui: il declino del pluralismo nei media, ormai in mano a poche centrali globali di conformismo; le vergognose leggi elettorali, che impediscono ai cittadini di scegliere liberamente i loro leader locali; la distruzione dei partiti politici popolari. I contraccolpi negativi sono arrivati a far danni anche in Trentino, lasciando spazio a varie forme di populismo (non solo quello leghista o pentastellato, sia chiaro, ma anche a un certo populismo “dall’alto” in stile renziano), oltre che, più recentemente, a una destra piena di idee centraliste, presidenzialiste, nazionaliste, tutte drammaticamente vecchie e sbagliate.

Il Trentino, ha scritto Walter Pruner al Forum 2043, “all’opzione autonomista ha preferito l’allineamento con Roma, con un voto oltremodo prevedibile e reso incontendibile a causa di un incontinente lassismo politico, in Trentino non meno che nella più generale scena italiana.”.

La fase politica che stiamo vivendo ha bisogno di più autonomie personali, sociali, territoriali, non certo di meno. Ciò che però nessun autonomismo dovrebbe più fare, a nostro parere, è isolarsi.

I nostri ideali hanno grandi padri e madri trentine: la Repubblica delle Autonomie, l’Europa delle regioni, il confederalismo per un mondo emancipato dal colonialismo, dall’autoritarismo, dal militarismo.

Coloro che li condividono devono tornare a fare rete tra di loro, consapevoli e fieri del proprio passato, ma consapevoli che la posta in gioco è altissima e richiede un supplemento d’anima: un futuro più “trentino”, cioè una vita comunitaria a misura di persona umana, non solo per i Trentini, ma per tutti, dappertutto.

 

2) Mercoledì 1 marzo 2023 - Claudia Zuncheddu (Sardigna libera, attivista per la salute e per l'autogoverno della Sardegna)

Titolo: Ondate di populismi e naufragi autonomisti

INT 2023 03 01 Zuncheddu

I processi di globalizzazione in corso, per poter attuare il proprio dominio economico e culturale, necessitano dell’eliminazione di qualsiasi identitàe diversità, di ogni forma di dissenso,di autonomia personale, sociale, territoriale. Tuttavia la storia delle varie comunitànon è così facilmente cancellabile. Ha determinato fenomeni di appartenenza e di condivisione culturale, sociale ed economica, che tutt’ora, nonostante i processi di disgregazione violenta della globalizzazione,persistonodandosostanza, dal locale al globale, a diversità cheintendono organizzarsiin modo differente.

L’esperienza di autonomia del Trentino è per gli autonomisti e per tutti i movimenti identitari che mettono in discussione il centralismo dello Stato italiano, un buon esempio diautogoverno. E’ un’esperienza di emancipazione che va ben oltre le sabbie mobili del localismo in cuiin moltivorrebbero veder scomparire le autonomie.

AllaSardegna, a differenzadelTrentino,è stato impedito peroltre 70 annidi attuare le previsioni delloStatutospeciale. A certificare questo, sin dalla conquista formale dell’Autonomia,sono statel’imposizione di attività militari in 24 mila kmq di territorio sardo (62% della militarizzazione italiana), l’imposizione di una cultura industrialeestranea agli interessi dell’Isola, la creazione di “bolle” turistiche gestite da capitali stranieri, decretando sino a oggi uno status coloniale, con altissimi costi in termini sociali, economici, ambientali e sanitari.

L’ ”antistorico successo di Fratelli d’Italia” è un’anomalia politica che nondeve mettere in discussione l’esperienza autonomista alla base dell’emancipazione del Trentino,né delle speranze di altri territori, come la Sardegna, il cui autogoverno è rimasto incompiuto.

ll fenomeno della perdita di capacità progettualedei partiti, con il confondersi dei valori di destra e di sinistra, nel nome diunapretesa unità nazionaleo della rigidità dei vincoli esterni, ha generato governia cui hanno partecipato tutte le forze politiche, compresa l’antipolitica realtà dei Cinque Stelle,ma che sono risultati troppo simili nel governo dell’esistente.Lo star fuori “formalmente” di Fratelli d’Italia da questi governi e la diffusa sfiducianella possibilità di un miglioramento reale delle condizioni economiche e sociali, hapremiato elettoralmente questa formazione dianticamatrice neofascista,così come prima aveva premiato altre forze.

Queste ondate anti-sistema hanno avuto ripercussioni in tutte le regioni, senza esclusione di quelleautonome, conil connessosvilimento dell’autonomia del personale politico locale, e quindidell’ autogoverno e autodeterminazione delle comunità.

In Sardegna, per esempio, l’onda lunga della Legasalviniana alle elezioni regionali del 2019, ha contribuito alla vittoria del centrodestrainalleanzacon ilPsd’Az.Quest’ultimo però non era più ilpartito storico dell’autonomiasarda, ma una mera appendice del salvinismo.Ilpresidente Solinas,passato dalcentrodestra alla guida del Psd’Az, haincarnatoquestaderiva, imbarcando nel partitole seconde e terze file del centrodestra italiano.Ora lo stesso accadrà, in molti territori, con la parabola crescente di Fratelli d’Italia.

Per lamancataautonomia,la Sardegna è il territorio più spopolato d’Italia, trai più impoveriti e più inquinati(dove siregistra,fra l’altro, la più alta percentuale di rinunce alle cure sanitarie, in primis per ragioni economiche).Nessun territorio, nemmeno il Trentino, è al riparo da un simile declino, venendo a mancare una politica autonoma e autonomista,

In tutti i territori sipuò e sideve resistere,magari conoscendoci e cooperando di più, restando attaccati a una antica enuovaideadiautonomia diffusa e interconnessa in modo solidale,con un respiro europeo e internazionale.

 

3) Giovedì 2 marzo 2023 - Ciro Lomonte (segretario del Movimento Siciliani Liberi)

Titolo: Le Dolomiti viste dall'Etna, il fuoco dell'autogoverno

INT 2023 03 02 Lomonte

Una delle caratteristiche da noi ammirate nei politici autenticamente autonomisti di Trento e di Bolzano è la loro capacità di farsi eleggere al Parlamento Italiano senza essere costretti a farsi rappresentare da partiti centralisti. Quando gli eletti autonomisti vengono sollecitati a dare un supporto al voto di maggioranze traballanti, chiedono in cambio benefici per i rispettivi territori, non per sé stessi. Un comportamento coerente che ha garantito benessere e sviluppo a due comunità da tempo in vetta alle classifiche della qualità della vita.

Ci si potrebbe chiedere come mai i siciliani – non parliamo di Siciliani Liberi, forza politica ancora troppo giovane e troppo debole per essere presente nelle istituzioni – non abbiano mai fatto altrettanto per la propria terra. Eppure sono sempre stati numerosi in Parlamento. Hanno espresso capi di Governo, ministri e ultimamente pure un Presidente della Repubblica, tutti assolutamente ignavi o passivi riguardo alla “questione finanziaria siciliana”. I media nascondono la realtà che la Sicilia è trattata come una colonia interna, a cui vengono sottratti ogni anno 10 miliardi di euro provenienti dalle stesse tasse dei siciliani. E i rappresentanti isolani dei partiti centralisti tacciono.

L’istituzione dell’autonomia speciale siciliana (1946) e la nuova Costituzione repubblicana (1948) non hanno funzionato come l’autonomia trentina, proprio per il rifiuto del governo centrale di porre fine alla sottrazione di risorse dall’Isola verso lo stato centrale. Oggi sembra incredibile, ma il Regno di Sicilia (1130-1816) è stato una realtà fiorente e sviluppata per circa settecento anni, uno degli stati più ricchi del mondo, prima di essere soppresso dai Borbone e poi, definitivamente, dal Regno d’Italia. A suo tempo la Sicilia era terra d’immigrazione. L’emigrazione dei siciliani è iniziata dopo il 1860 (come pure altri gravi guasti, come la mafia, fenomeno studiato a fondo da alcuni storici quali Francesco Benigno).

L’attuale assetto statuale è sorretto da forze poderose: i vincoli internazionali (militari, non solo politici); i rapporti economici di dipendenza; le strutture statali che sono ancora centraliste e prefettizie; il monopolio dell’educazione e dell’informazione. Non sono mancate neppure brutalità e violenza, perché i siciliani si sono ribellati, in alcuni momenti storici, ma sono stati repressi.

Il fuoco dell’aspirazione all’autogoverno non è certo spento, come non è mai spento il nostro vulcano che domina la Piana di Catania. È lì, cova ininterrottamente e prima o poi avrà porrà fine alle conseguenze negative del colonialismo interno.

Tutti i territori aspirano a maggior autogoverno e tuttavia servono metodo, astuzia, costanza, perché il centralismo è forte.

Le richieste di maggiore autonomia, la cosiddetta “autonomia differenziata” chiesta da Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, sono anch’esse minate da una grave incomprensione di come concretamente si costruiscano processi di autogoverno. Le tasse sul fatturato di un’azienda che ha sede fiscale a Milano, per esempio, non sono “lombarde”. Esse dovrebbero restare nei territori dove si producono beni e manufatti. Senza principi seri di territorializzazione delle imposte, le aspirazioni di queste grandi regioni saranno (giustamente) liquidate come “secessione dei ricchi” e quei territori resteranno ostaggio del centralismo italiano.

Le autonomie a cui guardiamo con ammirazione, per ciò che hanno realizzato con grande sacrificio e sagacia, quella di Trento come anche quella di Bolzano, non si sentano al sicuro. Il centralismo è pronto a riprendersi ciò che è stato costretto a lasciarvi gestire con le vostre forze e secondo la vostra volontà (da accordi internazionali, non da buoni sentimenti filo-autonomisti, che erano e sono ancora minoritari nella politica italiana).

Trento e Bolzano non si lascino omologare, conservino le loro solide politiche locali (ammirevoli, per inciso, quelle che sono in essere per la famiglia e la natalità, la sanità e la vecchiaia, l’agricoltura e la cultura). Restino d’esempio, in un mondo che tende a sopprimere le identità territoriali in nome di una globalizzazione massificante e disumanizzante. Per noi è necessario promuovere forme di collaborazione più intense fra i politici di Trento e di Bolzano ed i nostri – intendiamo quelli sinceramente impegnati nello sviluppo dei rispettivi territori – all’interno di contesti come la rete “Autonomie e Ambiente”.

4) Venerdì 3 marzo 2023 - Roberto Visentin (vicepresidente ALE-EFA, presidente di Autonomie e Ambiente in rappresentanza del Patto per le Autonomie Friuli-Venezia Giulia)

Titolo: Autonomisti trentini, avete perso la bussola

INT 2023 03 03 Visentin

Non riesco mai a dimenticare che spesso o meglio quasi sempre chi vince le elezioni ed arriva a governare, lo fa grazie a demerito o incapacità degli avversari, più che per meriti propri.

Il successo prima dei “salviniani” e poi di Fratelli d’Italia, persino in Trentino, una delle province di più antica e operosa cultura autonomista, è certamente connesso con una stanchezza e una sfiducia generali, che hanno spinto troppi elettori in tutta la Repubblica e in molte altre parti d’Europa, a smettere di votare o a dare un voto di protesta a forze immature e a leader populisti.

Va tuttavia messo in conto anche agli autonomisti trentini, che evidentemente si sono limitati a gestire, ma hanno smesso di investire nella coesione sociale delle loro comunità locali.

I Sudtirolesi hanno un collante etnico, che per ora attenua i loro problemi, che in Trentino non c’è (e anzi non c’è nella maggior parte dei territori dello stato italiano – compreso il mio Friuli - se non nell’immaginazione di qualche frangia identitaria).

Questi anni di crisi e declino, dovuti alle contraddizioni della globalizzazione, stanno conducendo alla disgregazione delle comunità locali, dei loro legami sociali, del loro sentirsi responsabili del proprio territorio.

I recenti successi di partiti centralisti sono anche responsabilità di autonomisti locali incapaci di comunicare in un mondo che cambia. Si sono persi troppi anni, anche in Trentino, pensando che la propria autonomia speciale fosse il frutto di qualcosa di, appunto, “speciale”: la cultura “montanara”, o le tradizioni dell’ “arco alpino”, o i legami storici con il “popolarismo austro-tedesco”. Fantasie, non politica, che hanno impedito di vedere l’affievolirsi, giorno dopo giorno, della capacità delle comunità locali di garantire inclusione, emancipazione, senso di appartenenza.

Questo obliga tutta la nostra area politica, cioè le persone e i movimenti che, almeno dalla Carta di Chivasso del 1943 in poi, credono nelle autonomie, a studiare e faticare di più; a riflettere criticamente e autocriticamente su perché da quasi venticinque anni (dai tempi del Titolo V del 2001) la Repubblica delle Autonomie è messa sempre più in discussione, invece di avanzare; a mettere in discussione il nostro linguaggio e la nostra postura autonomista. Senza un cambiamento profondo e senza un altrettanto profondo rinnovamento generazionale, si diventa un peso morto, invece che un motore, per la causa autonomista.

Mi sia consentito di essere brutale: si può rimanere al potere anche senza avere un progetto per la propria terra, come è successo al PSDAZ (succede in politica di non sapere più come sistemare le cose che non vanno e allora ci si riduce a sistemare se stessi). Anche altri partiti autonomisti, anche lo storico PATT, sono a rischio di fare la fine del PSDAZ.

Non definirei antistorico il successo di Fratelli d’Italia in Trentino. E’ al contrario la conseguenza dell’abbandono del campo da parte di chi dovrebbe rappresentare i territori, lasciando spazio a esponenti di un centralismo vecchio e fallimentare, che non porterà da nessuna parte.

L’autonomia non è di sinistra o di destra e nessuno può rivendicare il diritto di rappresentarla in esclusiva, ma è inaccettabile che i ciarlatani di “prima gli italiani” e “via le accise dalla benzina”, siano considerati credibili come amministratori di comunità complesse come lo sono tutte le autonomie locali di questa Repubblica, non solo quelle speciali.

La proposta di autonomia differenziata fatta dall’autore del “Porcellum“ andrebbe definita con la stessa parola da lui suggerita – porcata – se fosse una cosa seria, cosa che ovviamente non è. Serve solo a fomentare tensioni e divisioni, a uso e consumo di chi vuole portare lo stato italiano verso il presidenzialismo, cioè una deriva centralista per noi inaccettabile.

Lo scontro c’è e va affrontato a viso aperto, tra chi persegue un progetto centralista e chi invece crede nell’autogoverno dei territori.

In Autonomie e Ambiente stiamo costruendo una rete politica interterritoriale per una nuova generazione civica, ambientalista, territorialista. Siamo e restiamo estranei a ogni nordismo, sudismo, alpinismo, montanarismo. Il nostro progetto, per tutti i territori della Repubblica e d’Europa, è “contro nessuno ma in favore di se stessi”.

 

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Emergenza cemento in Toscana

OraToscana si mobilita a fianco di Presidio Civico di Pontedera, una delle liste civiche locali collegate nel sistema confederale della nostra forza sorella toscana, contro la cementificazione dell'area del Chiesino. In Toscana, dietro la cortina fumogena di una incessante retorica "green", il problema del consumo di suolo è gravissimo. Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa di OraToscana, uscito nel pomeriggio del 25 novembre 2025. 

Firenze, 25 novembre 2025

L'amministrazione comunale di Pontedera, uno dei comuni con il più alto e avventato consumo di suolo della Toscana, vuole portare avanti la maxi lottizzazione nell'area del Chiesino.

Si tratta di un intervento monstrum, già fortemente criticato dagli uffici regionali competenti e criticato duramente da tutti gli attivisti ambientalisti del territorio.

Quello di Presidio Civico di Pontedera, con il consigliere avvocato Alberto Andreoli, fu l'unico voto contrario della precedente consiliatura.

Altri 25 ettari di suolo vergine verranno cementificati, fra Pontedera e Fornacette, aree peraltro tra le più antropizzate della Toscana, con gravi conseguenze di inquinamento, traffico, vivibilità, aumento dei rischi alluvionali.

La questione merita di essere portata all'attenzione del nuovo consiglio regionale e della nuova giunta del confermato presidente Eugenio Giani, oltre che al nuovo portavoce dell'opposizione Alessandro Tomasi, visto che sia il centrosinistra che il centrodestra di Pontedera si sono uniti nel voler fare questa salto nel buio, indifferenti alle critiche tecniche e contraddicendo la retorica delle elite al potere in Toscana che continuamente si vantano di essere "green". 

L'appello che PRESIDIO CIVICO avanza nei confronti del consiglio comunale di Pontedera è di non approvare questa variante e di conservare l'area quale polmone verde insostituibile.  

Per un approfondimento rimandiamo alla pagina sociale di Presidio Civico, realtà civica autonoma collegata con OraToscana 

L'immagine in testa è tratta dallo stesso post, fonte La Nazione.

Per conoscere meglio OraToscana:

https://www.biancorosso.me/ 

 

I podcast di Radio Onyx per Autonomie e Ambiente

Radio Onyx, una emittente svizzera di lingua italiana, intervista esponenti di Autonomie e Ambiente. Sono già disponibili le conversazioni con Mauro Vaiani (rappresentante di Comitato Libertà Toscana nella presidenza collegiale di AeA), Alfonso Nobile (rappresentante di Siciliani Liberi nello stesso organismo che regge AeA), Daniel Baissero (assistente nel Gruppo consiliare regionale del Patto per l'Autonomia Friuli-Venezia Giulia); Fabrizio Barnabè (Movimento per l'Autonomia della Romagna), Emiliano Racca (rappresentante di Liberi Elettori Piemonte nella presidenza AeA), Luca Azzano Cantarutti (Patto Autonomia Veneto), Julijan Čavdek (Slovenska Skupnost). E il viaggio nei diversi territori continua...

Qualche giorno dopo la loro messa in onda, saranno disponibili i podcast, sul canale YouTube di Autonomie e Ambiente.

Radio Onyx si ascolta via internet, grazie alla app TuneIn. Per maggiori informazioni: https://www.facebook.com/onyxradio.

Qui una guida ai podcast già disponibili:

1) Intervista a Mauro Vaiani (rappresentante di Comitato Libertà Toscana nella presidenza collegiale di AeA): cosa è Autonomie e Ambiente; la prospettiva dell'autogoverno di tutti dappertutto; non servono nuovi partiti nazionali, ma una nuova generazione di attivisti locali; nel breve termine AeA lotterà per il ritorno alla Costituzione e agli Statuti come essi sono; in prospettiva ogni territorio dovrà poter seguire il proprio percorso verso l'autogoverno e, insieme, puntiamo a una nuova repubblica ispirata al confederalismo; non ci contenteremo di niente di meno dell'autogoverno di cui godono comuni e cantoni svizzeri - Andata in onda lunedì 18 gennaio 2021.

2) Intervista ad Alfonso Nobile (rappresentante di Siciliani Liberi nella presidenza collegiale di AeA) : cosa vuol dire avere un partito per la Sicilia, Siciliani Liberi; in un mondo di forze politiche verticiste e autoritarie, lideristiche e personalistiche, Siciliani Liberi sta costruendosi come strumento per consentire la partecipazione dei cittadini siciliani al loro autogoverno; lo Statuto speciale della Sicilia è stato tradito, mentre, se attuato, può essere un esempio per tutti i territori - Andata in onda lunedì 25 gennaio 2021.

3) Intervista a Daniel Baissero (assistente del gruppo consiliare regionale del Patto per l'Autonomia Friuli-Venezia Giulia): il Patto, una forza autonomista giovane e innovativa, erede di aspirazioni antiche; impegnata per le comunità locali in una regione crocevia (dove si parlano friulano, italiano, sloveno e tedesco) - andata in onda lunedì 1 febbraio 2021.

4) Intervista a Fabrizio Barnabè (segreteria e coordinamento del Movimento per l'Autonomia della Romagna - MAR); il MAR, una lunga storia di promozione, per via democratica, attraverso un referendum, dell'autonomia della Romagna; in dialogo, con Autonomie e Ambiente, con le forze decentraliste di tutta Italia ed Europa; il caso emblematico del tradimento della volontà popolare di Montecopiolo e Sassofeltrio - in onda lunedì 8 febbraio 2021.

5) Intervista a Emiliano Racca (Liberi Elettori Piemonte); i Liberi Elettori del Piemonte stanno creando una nuova stagione autonomista in Piemonte, dal basso, attraverso la rinascita delle culture e delle lingue locali, entrando nei piccoli comuni per portare innovazione e buongoverno; il movimento sostiene le istanze di autogoverno che hanno radici profonde, basti pensare alla Carta di Chivasso, all'Ossola, alle comunità occitane, ai Walser, alla storia valdese, alle tante lotte per l'emancipazione sociale e la tutela ambientale delle valli alpine, alla rinascita della lingua e della cultura piemontese - in onda lunedì 15 febbraio 2021.

6) Intervista ad Alfredo Gatta (Pro Lombardia Indipendenza); la voce di un movimento storico nella regione più grande e popolosa della Repubblica Italiana, che cerca di coniugare antiche istanze di autogoverno con le nuove urgenze sociali e ambientali; l'impegno a superare gli errori del passato (nordismo miope, gestione verticistica del leghismo) - in onda lunedì 22 febbraio 2021.

7) Intervista a Luca Azzano Cantarutti (Patto Autonomia Veneto): la voce di un movimento nuovo in una regione come il Veneto dove la volontà popolare di autogoverno è massiccia, ma non riesce a trovare uno sbocco politico, attorno a un progetto di autonomia praticabile, dopo trent'anni di inconcludenza leghista e nordista - in onda lunedì 1 marzo 2021.

8) Intervista a Julijan Čavdek (Slovenska Skupnost): la parola a un esponente della minoranza slovena che vive in una trentina di comuni, ai confini tra Friuli e Venezia Giulia con la repubblica di Slovenia - in onda lunedì 8 marzo 2021.

9) In preparazione: intervista a Patrie Furlane.

 

 

 

 

 

 

 

 

III Assemblea di OraToscana

Sabato 22 novembre 2025, festa di Santa Cecilia, si terrà la III Assemblea di OraToscana, a Nodica di Vecchiano, dalle ore 16.

Vecchiano, sabato 22 novembre 2025, festa di Santa Cecilia

III Assemblea di OraToscana

rete di civismi, ambientalismi, autonomismi, organizzazione membro di Autonomie e Ambiente e della European Free Alliance

OraToscana è una rete che riunisce, con modalità confederali, realtà civiche comunali e territoriali, membro della rete italiana "Autonomia e Ambiente" (AeA) e della rete europea EFA (Free European Alliance). La famiglia politica di EFA riunisce rappresentanti da oltre quaranta regioni d’Europa. E’ la casa storica delle autonomie personali, sociali, territoriali in Europa.

Tema dell’assemblea:

RiBellarsi per amore
dei territori e delle comunità
in Toscana e oltre

L’assemblea si terrà nella frazione di Nodica del comune di Vecchiano, nella sala parrocchiale. Questa l'agenda dei lavori:

  • ore 16 - adunanza dei delegati di OraToscana per gli adempimenti statutari e il rinnovo delle cariche
  • ore 17 - saluti istituzionali, presentazione di documenti, interventi politici (saranno invitati esponenti civici e politici amici delle autonomie, della partecipazione, della democrazia deliberativa, delle libertà personali, sociali, territoriali), dibattito ed eventuali votazioni sugli ordini del giorno presentati
  • ore 19 - apericena di autofinanziamento

La presidenza dell'assemblea è affidata a Ione Orsini (Un Cuore per Vecchiano), Riccardo Galimberti (RiBella Firenze), Mauro Vaiani (garante di OraToscana – Civici di Prato per le Autonomie).

-> E' gradito un preannuncio di partecipazione al dibattito pubblico e all'apericena finale di autofinanziamento a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. <-

L'evento è reso possibile dall'amicizia e dall'ospitalità della lista civica ambientalista autonomista "Un Cuore per Vecchiano":

 Logo 10 cm Un Cuore per Vecchiano

 

III Assemblea di OraToscana - promemoria

2025 11 22 MANIFESTO III assemblea OraToscana

Comunicato stampa - Promemoria

A Vecchiano la III Assemblea di OraToscana - sabato 22/11/2025

Firenze, 15 novembre 2025 

Sabato prossimo, 22 novembre 2025, per la festa di Santa Cecilia, a Vecchiano, si riunisce la III Assemblea dei delegati di OraToscana, la rete dei civismi toscani appassionati di autonomie personali, sociali, territoriali.

OraToscana, nata nel 2021, è una rete confederale di gruppi civici toscani. E' collegata con la rete italiana Autonomie e Ambiente (AeA) e con la rete europea delle autonomie European Free Alliance (EFA), i cui eurodeputati siedono sia nel gruppo parlamentare Greens-EFA che nel gruppo dei conservatori ECR.

I civismi e le autonomie coltivano non solo la trasversalità politica, ma difendono l'indipendenza delle realtà locali dagli eccessi della polarizzazione destra-sinistra.

Promuovono il protagonismo dei cittadini, la democrazia diretta e il federalismo di stile svizzero.

Privilegiano l'autonomia e la competenza delle persone elette, prima delle appartenenze.

L'assemblea di OraToscana rinnoverà gli organi del movimento.

Rilancerà i propri progetti per l'autonomia dei comuni - unici enti che possono assicurare servizi pubblici universali per l'autonomia e la dignità degli anziani, dei bambini, delle famiglie, oltre che proteggere i territori dal degrado ambientale e dalla desertificazione economica.

Sono attesi dirigenti europei e italiani delle autonomie, esponenti civici toscani sia di centrodestra, che di centrosinistra, che indipendenti, oltre ad intellettuali e attivisti di diversa estrazione.

L'assemblea sarà aperta al pubblico dalle 17 alle 19. 

Tutti i dettagli qui:

https://autonomieeambiente.eu/news/448-iii-assemblea-di-oratoscana

 La segreteria

Per conoscere meglio OraToscana:

https://www.biancorosso.me/

 

Il civismo che è qui per restare

  • Autore: Pierluigi Piccini - Siena, 6 luglio 2023

Pierluigi Piccini è oggi uno degli intellettuali più impegnati, attraverso il suo blog e il suo impegno nell’associazione civica “Per Siena”, in quella che dobbiamo chiamare, senza paura di apparire enfatici, una primavera del civismo nella Repubblica italiana. Il civismo di Siena, anche nelle ultime elezioni amministrativedel 14-15 maggio 2023, ha dimostrato di essere una presenza determinante: quasi 3.000 persone personalmente impegnate come sostenitrici e candidate, sette liste civiche a sostegno della candidatura civica indipendente di Fabio Pacciani, un risultato al primo turno di oltre 6.000 voti (22,65%). Dopo vent’anni di lavoro politico e culturale, il civismo di Siena non è riassorbibile, né riducibile agli schemi semplicistici delle piramidi politiche nazionali e costituisce un punto di riferimento per coloro che credono, maperdavvero, in una Repubblica di autonomie personali, sociali, territoriali. Il presente contributosviluppa,con alcuni adattamenti al contesto del Forum 2043,le riflessionidi Pierluigi Piccini del 12 giugno 2023, intitolateCi siamo dimenticati che si può essere democratici ma di destra e populisti ma di sinistra”.

 

Marco Da Milano (l’11 giugno 2023) sul quotidiano “Domani” scrive che gli schieramenti – intende quelli generali che si propongono in tutta Italia e anche in Europa, che sarebbero la sinistra, la destra, il centro – starebbero tornando e che ci sarebbero quindi nuove occasioni per le leadership nazionali, quella della Schlein (ma anche per quella della Meloni).

Eppure, mentre starebbero tornando la sinistra, la destra, il centro, è anche vero che ci siamo dimenticati che si può essere democratici, ma di destra, e populisti, ma di sinistra.

Tornano gli schieramenti – forse - ma continua ad aumentare la percentuale di persone a cui la sostanza politica di questi schieramenti sfugge e che vogliono essere protagoniste di qualcosa di diverso, da esse stesse creato, territorio per territorio.

Siamo moltitudine di individui, che dovrebbero comprare occasionalmente prodotti preconfezionati e messi sul mercato elettorale, o siamo persone capaci ancora di cittadinanza attiva?

Il polo civico di Siena, che si è riproposto ancora una volta e con forza, è un fenomeno locale, che risente delle dimensioni e delle peculiarità del nostro contesto locale, eppure è anche parte di un fenomeno esteso, presente in tutta Italia e in realtà anche oltre.

Siamo stati un movimento di ricostruzione dal basso di una politica fondata sulla serietà, la competenza, la ricerca della mediazione fra interessi legittimi, la protezione dei beni comuni con un occhio particolarmente attento alle generazioni future.

Eppure siamo stati trattati con disprezzo dal PD, che ha considerato il civismo come un intruso, mentre loro incarnerebbero la politica vera, quella dei partiti. Il loro attacco è stato rivolto in una unica direzione, la nostra. Errore imperdonabile, perché un autentico problema del PD è esattamente la capacità di costruire alleanze con forze autonome e innovative, diverse e soprattutto realmente rappresentative, come appunto il nostro civismo.

Come abbiamo già scritto più volte il bipolarismo non paga, perché c’è sempre bisogno di forze intermedie che non si accontentino di slogan generali, proposte semplicistiche, contrapposizioni mediatiche. Forse intermedia che non sono sempre partitiche, ma sempre più spesso, come è accaduto a Siena, civiche.

Territori ed Europa, nazioni e globalizzazione, ceti medi impoveriti ed elite, diritti individuali e sociali, sono sono soltanto alcune delle antinomie in essere, per le quali non ci sono facili ricette. Non le hanno i conservatorismi, i sovranismi, i populismi. Non le ha la sinistra, il cui sguardo sulla società non è più complessivo, anche se vorrebbe ancora essere egemonico.

Il civismo, che è stato ed è sicuramente anche fluidità, moderazione e pragmatismo, sta maturando e consolidando una una base valoriale.

Stiamo tornando a fare politica a partire dal patrimonio della Costituzione (seguendo uno stimolo, fra tanti altri, come quello di Giuseppe Cotturri, sul fare cittadinanza attiva contro ogni forma di populismo).

I cittadini, con i loro movimenti civici, potrebbero cambiare molte cose, nella loro vita quotidiana, nelle loro amministrazioni locali, nei loro territori, se si riprendesse il cammino verso la piena attuazione, fra gli altri, dell’art. 118 della Costituzione:

Art. 118. Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

La direzione del cambiamento è già indicata nella Costituzione e in altri documenti che nel tempo si sono aggiunti per rispondere a bisogni fondamentali di fronte alla complessità della contemporaneità, come le convenzioni internazionali sui diritti politici e sociali, la Carta dei diritti fondamentali dei cittadini europei, le carte internazionali sui diritti del malato e di altre persone umane fragili, i moltissimi documenti che raccomandano la responsabilità sociale e ambientale delle imprese (i diritti e i doveri di “cittadinanza” dell’impresa). Il cambiamento ha già una direzione, che non è data in astratto, ma viene data da concrete battaglie di cittadinanza.

La Costituzione è anche il terreno d’incontro con le realtà civiche, ambientaliste, autonomiste di questo Forum 2043, che rileggono e rilanciano la Carta di Chivasso del 1943, perché ciò che allora gli antifascisti di montagna chiesero per le loro valli, “valeper tutte le regioni italiane, per i piccoli popoli che formano quel tutto che è il popolo italiano” (Émile Chanoux).

Questo è un terreno di lavoro, difficile ma affascinante, che potrebbe determinare, per chi lo condivide e lo fa proprio, anche nuove alleanze e un rilancio effettivo della democrazia partecipata. Su questo il civismo continuerà a lavorare, e non solo a livello locale, ritrovando radici, restituendo significato alle parole, ritrovando capacità di governo, senso del dovere civico, dedizione ai beni comuni e alla res publica

Pierluigi Piccini

(pubblicato il 6 luglio 2023)

 

Seguite il blog di Pierluigi Piccini: https://pierluigipiccini.it/

Visitate il sito dell'associazione civica Per Siena: https://persiena.it/

Per approfondire l'esperienza della coalizione civica che ha candidato Fabio Pacciani alle elezioni comunali di Siena del 14-15 maggio 2023: https://diversotoscana.blogspot.com/2023/05/per-la-rivoluzione-civica-di-siena.html

La fonte della foto è https://www.radiosienatv.it/

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Il Cuore d'Italia nell'Europa delle Regioni

CUORE D’ITALIA, l'avvio di un percorso politico confederale, una speranza per i territori

Sabato 28 marzo 2026 a Orvieto si sono riuniti esponenti di civismi territoriali dell’Italia centrale: Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo (in arrivo anche rappresentanti delle Marche).

Hanno partecipato esponenti di diverse realtà territoriali che in questi anni hanno caratterizzato il dibattito culturale e le iniziative di rinnovamento a livello istituzionale e sociale nei diversi territori delle regioni centrali. Fra le altre, ricordiamo OraToscana (Autonomie e Ambiente-EFA), le Liste Civiche Sangiovannesi, esponenti della pionieristica Federazione Civici Europei, del civismo umbro (fra cui i mentori dell'originale esperienza "Umbria dei Territori"), degli Abruzzi e della Tuscia.

Si è deciso di iniziare un dialogo politico confederale, perché l'Italia centrale abbia un ruolo nel dibattito sul rinnovamento della Repubblica, nella prospettiva di un’Europa riformata in senso federale. L'Italia centrale può riorganizzarsi in una prospettiva euroregionalista, una realtà dinamica in cui i confini amministrativi si superano in ragione di progetti comuni nell'interesse delle generazioni future.

Si possono superare le politiche imposte dall’alto da trattative tutte interne alla logica bipolare delle coalizioni nazionali, per costruire dal basso risposte concrete ai problemi di sanità, trasporti, energia, ambiente, turismo, cultura, istruzione e formazione. Non possiamo rassegnarci a essere territori periferici in cui si penalizzano le fasce sociali più fragili o in difficoltà, i giovani che se ne vanno, gli anziani che non trovano i servizi necessari.

Hanno coordinato l’incontro gli esponenti civici umbri Franco Raimondo Barbabella e Giovanni Fanfano. Sono intervenuti esponenti delle diverse regioni presenti: Giampaolo Sodano, Floriano Pizzichini, Mauro Vaiani, Nicola Di Simone, Marco Sciarrini, Francesco Carbini, Giuseppe Bea, Sergio Batino, Fabio Scalzini.

Ferma restando la massima autonomia delle diverse realtà convenute, il civismo territoriale del Cuore d'Italia intende affrontare la sfida di una necessaria riforma del regionalismo. Ritiene essenziale affrontare la presente e pericolosa deriva della democrazia, anche a partire dalla necessità di leggi elettorali più giuste, in cui ai cittadini sia restituita la facoltà di scegliere i propri rappresentanti.

È stato costituito un comitato, aperto naturalmente ad ulteriori apporti, composto da: Giampaolo Sodano, Mauro Vaiani, Nicola Di Simone, Marco Sciarrini, Francesco Carbini, Giuseppe Bea, Sergio Batini, Fabio Scalzini, Franco Raimondo Barbabella, Giovanni Fanfano, Paolo Brancaleoni, Stefano Talamoni, Giancarlo Armenia, Giuseppe Bea, Sebastiano Ballone, Cesare Salvatori, Andrea Ridi, Riccardo Galimberti, Edoardo Colella, Silvio Manglaviti, Vincenzo Fumi, Leandro Pacelli, Giovanni Codovini. Il coordinamento operativo è stato affidato a Franco Raimondo Barbabella, Giovanni Fanfano, Mauro Vaiani, Nicola Di Simone, Fabio Scalzini, Marco Sciarrini.

Qui il testo integrale del documento politico

Orvieto, 31 marzo 2026

 

La mappa dell'Italia centrale qui riprodotta è tratta da Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_centrale

Qui un estratto della mappa delle màtrie di un'altra Italia di Massimo Angelini, relativo all'Italia centrale:

2024 01 01 dettaglio territori Italia centrale dalla carta Matrie

 

 

In memoria di Renzo Giannini, un amico impegnato per le autonomie personali, sociali, territoriali

Renzo Giannini, classe 1963, è mancato per un malore improvviso nei giorni scorsi, subito dopo il suo onomastico, San Lorenzo, 10 agosto 2025. Vogliamo ricordarlo per un lato della sua vita che non tutti conoscono, la sua amicizia con Autonomie e Ambiente e il suo impegno spirituale e culturale per le autonomie personali, sociali, territoriali.

E' stato un popolare e creativo DJ per generazioni di giovani, specialmente nella sua città, Prato, in altri locali della Toscana e, per un certo periodo della sua vita, anche a Ibiza nelle Baleari. Negli ultimi anni aveva lavorato come creativo di contenuti digitali. Per farsi un'idea della sua eclettica curiosità, ironia, creatività, consigliamo di visitare il suo canale YouTube: https://www.youtube.com/@il_lampone/ .

Il suo sostegno ad Autonomie e Ambiente è stato continuo, sempre volontario e gratuito.

Una delle cose più importanti che gli dobbiamo è la registrazione e il montaggio della lettura integrale del testo della Carta di Chivasso:

https://autonomieeambiente.eu/forum-2043/114-lettura-pubblica-integrale-della-carta-di-chivasso

La sua cultura cristiana e libertaria ha reso Renzo Giannini un critico lungimirante e spesso sorprendente delle tendenze centraliste e autoritarie del nostro tempo, sempre con ironia e leggerezza. Vogliamo segnalarvi alcuni suoi video, per chi volesse ricordarlo o conoscerlo meglio:

-- una sua meditazione del 2020 sulla disumanizzazione che stiamo subendo e che sarebbe corretto chiamare per quello che è: ASSERVIMENTO  

 

-- un po' d'ironia sulla storia che si ripete dal 1920 al 2020... E' così difficile vedere che coloro che governano la NAZIONE hanno bisogno di sudditi, più che cittadini?

 

-- uno dei suoi contributi alla resistenza civile contro il famigerato obbligo di "Green Pass" imposto dal governo Draghi a partire dal 15 ottobre 2021

 

Autonomie e Ambiente esprime le sue più sentite condoglianze per la prematura perdita di Renzo Giannini a tutti i suoi amici più stretti (fra di loro Mauro Vaiani, vicepresidente segretario di AeA e garante di OraToscana).

Prato, 15 agosto 2025, festa di Santa Maria Assunta e Ferragosto

A cura della segreteria interterritoriale

 

 

 

L'imbroglio dell'elezione mediatica del capo

Nel nostro secolare impegno per le autonomie personali, sociali e territoriali, abbiamo sempre resistito a tutte le forme di concentrazione di potere. Continueremo quindi a metterci di traverso agli aspiranti "podestà" d'Italia e "napoleone" d'Europa.

L'elezione diretta di simili capi non è democrazia, ma mediacrazia. Le concentrazioni di potere informativo e, oggi, informatico, decidono non solo quello che i cittadini possono apprezzare, ma anche quello che devono disprezzare. In contesti così ampi nessun rapporto politico e culturale - quindi umano - è possibile fra elettori ed eletti, quindi alle comunità e ai leader locali non resta altro che la scelta di quello che appare come il meno peggio fra due candidati imposti dall'alto e da altrove. Ai cittadini non viene dato più potere, ma solo la possibilità di dividersi in due opposti conformismi. A causa di leggi elettorali ingiuste, che assicurano ai vincenti di occupare le assemblee con i loro "nominati", le istituzioni sono inaccessibili alle voci critiche, ai pensieri divergenti, agli indipendenti, a chi non è fedele ai capi.

I pericoli delle democrazie plebiscitarie e i guai combinati dai capi eletti da folle manipolate dai media sono già storicamente noti e ben chiari a chi ha ancora un po' di senso critico, cultura politica, senso civico.

Nel mondo contemporaneo, in cui stanno crollando i livelli di educazione e libera informazione, dove dilaga l'analfabetismo di ritorno e stanno precipitando persino le più semplici capacità di attenzione e concentrazione, i guasti possono solo ingigantirsi.

Questo disastro riguarda anche l'elezione diretta di capi a livello più basso. Anche le competizioni per governatore di regione, presidente di provincia, sindaco di una grande città, rischiano di essere ridotte a travestimenti della democrazia. I candidati hanno delle possibilità solo se sono già al potere, oppure sono già famosi grazie al potere dei media. I finalisti sono scelti dalle piramidi politiche principali. I confronti sono solo televisivi. I dibattiti sono ridotti alla contrapposizione di slogan semplicistici e fuorvianti. Gli elettori sono ridotti a tifosi passivi.

E' necessario l'emergere, dal basso, di candidati autonomisti, civici, liberi e indipendenti dal verticismo del bipolarismo mediatico. Ma anche sindaci e presidenti che si preparano a chiedere un nuovo mandato - spesso in polemica diretta con i loro stessi capi centralisti e autoritari - dovrebbero essere i primi a immaginare qualcosa di nuovo: godono di una relativa rendita di posizione e dovrebbero usarla per fermare l'erosione delle autonomie, che è anche erosione della democrazia.

In questo quadro desolante, c'è una speranza: coloro che credono nella religione civile delle autonomie, nei principi della sussidiarietà, nel civismo libero e autonomo dai vertici dei partiti centralisti, devono collegarsi, parlarsi, costruire proposte politiche e amministrative serie, competenti, lungimiranti.

Autonomie e Ambiente c'è.

 

Napoli - Firenze - Venezia, 17 gennaio 2025

A cura della presidenza di Autonomie e Ambiente

 

La Toscana al voto il 12-13 ottobre 2025

Le elezioni regionali della Toscana si terranno domenica e lunedì prossimi, i giorni 12 e 13 ottobre 2025. OraToscana, la rete dei civismi, degli indipendenti, degli autonomisti legati ad Autonomie e Ambiente e alla famiglia politica europea EFA, ha rinunciato a partecipare dopo che purtroppo non è andato in porto uno sforzo unitario fra realtà civiche autonome, come era stato proposto da civici e autonomisti storici come Paolo Marrocchesi (Toscana Civica) e Mauro Vaiani (OraToscana - Autonomie e Ambiente).

Per gli amici delle autonomie personali, sociali, territoriali non è ora il tempo delle polemiche contro chi si è sottratto alla competizione. E' invece il tempo di valorizzare coloro che, candidandosi, si sono messi a disposizione per fare la differenza. E' necessario votare delle persone, le persone che conosciamo, come è stato ribadito in un recente appello di Autonomie e Ambiente.

Qui di seguito le segnalazioni che OraToscana ha ricevuto e che rilancia per incoraggiare ogni persona ad andare a votare e a esercitare in cabina tutte le sue facoltà: - scegliere uno dei candidati presidenti; - scegliere con una croce una lista di candidati consiglieri presente nella propria circoscrizione; - mettere una crocetta, più piccola, accanto al simbolo della lista prescelta, anche a uno o due nomi dei candidati, già stampati (nel caso si decide votare due candidati, devono essere di sesso diverso).

Forse i giochi imposti dal bipolarismo fra i due maggiori candidati (Tomasi per il centrodestra e Giani, l'uscente ricandidato dal centrosinistra) sono già fatti, ma in ogni circoscrizione uno spostamento anche di poche centinaia di voti dai partiti maggiori alle liste che hanno un contenuto civico, verso candidati civici e indipendenti, può fare davvero la differenza.

 2025 10 candidato Ulmi box

 

Andrea ULMI 

Candidato civico indipendente a Firenze 1 e a Grosseto
(consigliere uscente del gruppo Merito e Lealtà)

Lista alleanza NOI MODERATI - CIVICI

Pagina Facebook

Segnalato dai Liberi Fiorentini e da civici amici di OraToscana di diversi territori della Toscana

 2025 10 candidato Giorgi box

 

Alessandro GIORGI

Candidato candidato civico autonomista a Pisa

Lista alleanza NOI MODERATI - CIVICI

Contatto Facebook

Segnalato dai civici amici di OraToscana di Pisa, Pontedera, Vecchiano, Santa Luce

 

 2025 10 candidato Carbini box

 

Francesco CARBINI

Candidato civico indipendente ad Arezzo

Lista Casa Riformista 

Facebook

Segnalato dai civici amici di OraToscana della provincia di Arezzo

 

 2025 10 candidato Bimonte box

 

Salvatore BIMONTE

Candidato indipendente espressione di Demos Toscana a Prato

Lista Partito Democratico

Facebook

Segnalato dagli amici del mondo di Demos Toscana e dai civici d'ispirazione cristiano-sociale di Prato

 

 2025 10 candidata Fallani box

 

Diletta FALLANI

Candidato civica indipendente a Livorno

Lista Alleanza Verdi-SI

Facebook

Segnalata da Città Diversa Livorno, realtà civica di OraToscana

 

Nei contatti Facebook pubblicati troverete altre informazioni. Non c'è bisogno di aggiungere altro, qui, perché tocca a ciascuno di voi che leggete conoscere e scegliere le persone che voterete.

Nelle 13 circoscrizioni elettorali in cui è divisa la Toscana troverete sicuramente altri candidati che hanno forti valori, competenza, apertura mentale alle necessità che esprime il nostro mondo di civismi amici delle autonomie personali, sociali, territoriali. Informatevi! Scegliete!

Chiudiamo con alcune considerazioni che sono anche le nostre speranze.

Non possiamo fare a meno di notare che anche questa volta il procedimento elettorale toscano è stato contratto nei tempi, è rimasto complicato, ha continuato a privilegiare gli uscenti ricandidati rispetto a nuove proposte. Anche quando, nonostante l'invecchiamento delle nostre comunità e l'indebolirsi delle reti di partecipazione e collaborazione civica, gruppi di cittadini riescono a mettere insieme un numero sufficiente di candidati e di firme di sostenitori, non c'è alcuna parità d'accesso all'informazione e al finanziamento pubblico delle campagne. E' preclusa dalla legge elettorale toscana la possibilità per i cittadini di candidarsi non solo come indipendenti nelle liste, ma anche come indipendenti dalle liste collegate ai candidati presidenti. Il consiglio regionale continua a essere formato come una assemblea che deve essere "amichevole" per il presidente eletto. E' saltata, quindi, in una istituzione di autogoverno importante, riconosciuta dalla Costituzione e dai Trattati europei, la separazione fra potere esecutivo e legislativo. Non sono problemi solo toscani, ovviamente, ma qualcosa in Toscana potrebbe, dovrebbe cambiare, per essere degni delle nostre tradizioni e libertà.

Per un approfondimento sull'intero quadro politico ed elettorale segnaliamo l'importante articolo, come sempre dettagliato, pubblicato dal noto blog I Simboli della Discordia.

Infine ricordiamo che è in corso, proprio in questo periodo elettorale così difficile e dove l'opinione dei cittadini trova poco ascolto e poca rappresentanza, una meritoria iniziativa popolare: la raccolta di firme per il Referendum consultivo sulla sanità di prossimità, contro le mega-ASL. E' una iniziativa importante e, se riuscirà, influenzerà la politica toscana almeno quanto le elezioni regionali. La foto di corredo di questo post ritrae proprio il consigliere regionale Andrea Ulmi a uno dei banchetti di questa raccolta di firme, di cui è stato uno dei promotori con il gruppo consiliare Merito e Lealtà.

Venerdì 10 ottobre alle 24 la campagna elettorale terminerà, ma la raccolta di firme continuerà!

Firenze, 6 ottobre 2025 - a cura dei moderatori di OraToscana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Toscana dei civismi e delle autonomie non si rassegna all'astensionismo

NON RASSEGNIAMOCI ALL’ASTENSIONISMO

Un invito di OraToscana e di Toscana Civica a un seminario pubblico, rivolto a coloro che si sono impegnati con liste civiche nei loro comuni e ai consiglieri regionali toscani neoeletti

Proposte dei civismi toscani per le necessarie riforme delle norme elettorali toscane (e non solo)

SABATO 17 GENNAIO 2026
ORE 16 A POGGIBONSI
HOTEL ALCIDE
Viale G.Marconi 67/A

 

Introdurranno il dibattito
PAOLO MARROCCHESI (Toscana Civica)
MAURO VAIANI (OraToscana-Autonomie e Ambiente)

Seguiranno interventi da tutti i territori e da parte di tutte le componenti civiche.

Le conclusioni saranno lasciate ai consiglieri regionali neoelettipresenti, i quali potranno rispondere pubblicamente alle istanze sollevate dai civismi toscani. Ha già confermato la sua presenza Alessandro Tomasi, portavoce dell’opposizione nel Consiglio.

E’ gradita la presenza di ogni consigliere regionale eletto, in qualità di legislatore responsabile delle prossime e necessarie riforme.

Vi aspettiamo

Prato - Poggibonsi, 10 gennaio 2026 - A cura di OraToscana e di Toscana Civica

 

Manifestazione contro l'aeroporto-ecomostro di Firenze

Riceviamo e volentieri aderiamo all'invito della forza sorella OraToscana di aderire a una manifestazione popolare unitaria contro l'ultimo ecomostro che classi dirigenti centraliste, autoritarie, prepotenti vorrebbero costruire: un nuovo aeroporto nella già martoriata Piana di Pistoia-Prato-Firenze. Sarebbe un'orgia di movimento terra, cemento, ferro, un'altra follia faraonica stile Ponte di Messina, più piccola ma non meno drammatica per il suo impatto sulla vita quotidiana di un milione di Toscani. Un'avventatezza che preoccupa profondamente, ancor più immotivata se si considera che la Toscana ha già un aeroporto intercontinentale sottoutilizzato a Pisa.

A cura della segreteria interterritoriale - Campi Bisenzio, 26 settembre 2023

Per approfondire:

https://x.com/rete_aea/status/1706643331483115943/

https://diversotoscana.blogspot.com/2023/09/manifestazione-contro-laeroporto.html

 

Memoria e liberazione

 

Il Giorno della memoria del 27 gennaio 2023 viene ricordato dalle forze civiche, ambientaliste, autonomiste, come momento di consapevolezza che furono i grandi stati centralisti e autoritari ad organizzare persecuzioni, deportazioni e sterminio. Senza una enorme stato burocratizzato, industrializzato, militarizzato, interamente mobilitato, capace di invadere e occupare per anni l'intera Europa, non ci sarebbe stato l'abisso della "soluzione finale", non sarebbe stata possibile la Shoah. Non dobbiamo deflettere dal nostro sostegno a tutti i popoli del mondo in cammino verso la liberazione, in lotta contro.l'oppressione che è sempre possibile nei grandi stati centralisti. Vale per tutti i territori, non solo per chi resiste, si ribella e muore in Russia, Ucraina, Cina, Iran, Etiopia, Nigeria, America Latina. Vale anche per le nostre lotte decentraliste in Italia, in Europa e nei paesi dell'Occidente.

Massimo Moretuzzo, candidato civico, ambientalista, autonomista, alla presidenza della regione Friuli Venezia Giulia, ha ricordato il nostro impegno per una memoria che sia risveglio e liberazione, partecipando alla cerimonia di commemorazione per le vittime della Shoah alla Risiera di San Sabba,a Trieste.

In Toscana, gli esponenti civici, ambientalisti, autonomisti, raccogliendo un suggerimento della lista Un Cuore per Vecchiano e della rete OraToscana, celebrano la Giornata della memoria ricordando che siamo entrati nell'85° anno da quando furono firmate le infami leggi razziali del 1938, dall'infame Savoia, nella reggia di San Rossore (qui un post storico).

In Piemonte il mondo civico, ambientalista, autonomista, di difesa delle culture e delle lingue alpine, coordinato dai Liberi Elettori Piemonte, si avvia a promuovere, insieme con il Forum 2043, un anno di studi e celebrazioni dell'80° anniversario della Carta di Chivasso, che contiene parole vive, oggi più attuali che mai, contro il centralismo autoritario e per la promozione dell'autogoverno di tutti dappertutto.

Alla riflessione contro il centralismo autoritario, che fa strage di diritti e quindi di popoli, hanno contribuito i recenti incontri di Forlì del Movimento per l'Autonomia della Romagna (XXIV assemblea del 21 gennaio 2023, con la commemorazione di Stefano Servadei), e l'assemblea di Siciliani Liberi a Pergusa (22 gennaio 2023, nel settimo anniversario della loro costituzione).

 

 

Nuovi leader "glocal" in cui la Toscana può credere

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, pressoché integralmente, una nota dalla rete civica "L'Altra Toscana", a cui partecipano OraToscana e i gruppi civici amici di Autonomie e Ambiente e di EFA. La pubblicazione di una ricerca demoscopica (nella foto sotto una delle schede diffuse) ha fatto molto rumore in Toscana. Ne è emerso che fra i Toscani c'è molta disponibilità verso nuovi leader civici indipendenti dai due poli, quelli che dominano (ed erodono) la democrazia nella Repubblica italiana. Fra di essi spicca Giorgio Del Ghingaro (foto a sinistra), operoso e stimato sindaco di Viareggio (e prima ancora di Capannori), che è il garante dell'aggregazione di realtà civiche "L'Altra Toscana".

2025 05 15 chi conoscono i toscani giani delghingaro tomasi

Toscana 2025: i cittadini chiedono una terza via che parte dal basso. Appuntamento a Giugno per la presentazione del Manifesto programmatico de L'altra Toscana.

Nel cuore della Toscana, a pochi mesi dalle elezioni regionali del 2025, un recente sondaggio realizzato da Winpoll racconta con chiarezza un cambiamento profondo in atto nel tessuto politico regionale: i cittadini toscani mostrano una crescente insofferenza verso i due blocchi tradizionali, centrodestra e centrosinistra, e manifestano una domanda forte e diffusa di una terza via. Una via che parta dal basso, che sia autonoma, libera, concreta.

Il dato più significativo è che il 55% degli intervistati si dice pronto a votare un candidato civico, indipendente dalle alleanze partitiche. Questo consenso è trasversale a generazioni, aree geografiche e sensibilità politiche: tra gli under 30 raggiunge il 58%, supera il 60% tra gli elettori di Lega, 5 Stelle e Forza Italia, e arriva a picchi come il 66% a Livorno e il 63% a Lucca. È la fotografia nitida di un popolo che chiede rappresentanza fuori dagli schemi e lontana dalle vecchie logiche di apparato.

A rispondere a questa richiesta crescente è in corso un importante coordinamento regionale di realtà civiche toscane, che, pur nella loro autonomia locale, stanno costruendo una rete capace di affrontare le sfide regionali con uno sguardo nuovo, pragmatico e condiviso. Questo coordinamento mira a portare in Regione una visione civica autentica, fondata sulla partecipazione dei cittadini, la competenza amministrativa e la concretezza delle proposte.

A guidare questa prospettiva di rinnovamento è Giorgio Del Ghingaro, sindaco civico di lungo corso, esperto, competente e dalla forte personalità, che ha fatto del civismo un sistema di governo libero, trasversale e profondamente radicato nei territori, ottenendo risultati eccellenti nella gestione della cosa pubblica. La sua figura rappresenta oggi un punto di riferimento per chi crede che sia possibile amministrare con serietà, visione e autonomia dai partiti.

Il sondaggio mostra inoltre una crescente personalizzazione del voto: il 64% degli elettori afferma che sceglierà in base sia al candidato che alla lista, mentre quasi un elettore su cinque (19%) afferma che voterà esclusivamente per la persona, a conferma di quanto sia centrale oggi il tema della leadership credibile e riconoscibile.

In un quadro in cui i cittadini indicano come priorità assolute sanità (62%), sicurezza (31%), lavoro (24%) e costo della vita (19%), emerge chiaramente il desiderio di una politica vicina, concreta, non ideologica. Ed è proprio qui che si colloca la proposta civica: una terza via che parte dal basso, costruita sui territori, e guidata da chi ha già dimostrato di saper fare buona amministrazione.

Un cambiamento arriva, questa volta, dal basso, dalla società civile, da una nuova generazione di leader - locali, ma "glocal" -  ancorati a una visione lungimirante, per il bene delle generazioni future.

. . . . .

A cura della segreteria interterritoriale
Firenze - Lucca - Livorno, 15 maggio 2025 (Festa della Madonna di Montenero, patrona della Toscana)
 

OraToscana

Promossa membro effettivo dalla III assemblea generale del 10 giugno 2023

Associazione di fatto - Membro osservatore dal giugno 2022 (raccoglie attivisti toscani che hanno partecipato alla fondazione di Autonomie e Ambiente, quindi è ad honorem fondatore)

OraToscana

rete di amicizia politica, civismo, ambientalismo, autonomismo,
per l’autogoverno della Toscana

OraToscana si è costituita come associazione politica di fatto il 4 ottobre 2021, dopo il buon esito della nostra partecipazione come attivisti civici, ambientalisti e autonomisti alle elezioni comunali di Vecchiano, impegnati per la lista “Un Cuore per Vecchiano” (7,24% dei voti in una comunità di circa 12.000 abitanti).

Non siamo tuttavia nuovi alla politica. Siamo piuttosto gli eredi di un impegno civico, ambientalista, autonomista di lungo corso, che risale in modo diretto al civismo ambientalista movimentista degli anni ‘90 e degli anni 2000, ma ha in realtà radici ancora più profonde nel socialismo autonomista di Tristano Codignola, nell’autonomismo che era presente in tutti i partiti popolari del secondo dopoguerra del XX secolo, nell’esperienza antifascista e anticentralista del CTLN (Comitato Toscano di Liberazione Nazionale).

In tempi più recenti siamo stati protagonisti del comitato “Toscani per il No” nel confronto referendario che portò alla bocciatura, il 4 dicembre 2016, del centralismo della orrenda riforma Renzi-Boschi-Verdini.

Siamo stati gli animatori degli anni del Comitato Libertà Toscana 2017-2020, esperienza confederale terminata nel 2021 (non da noi). Una esperienza che non rinneghiamo e di cui anzi stiamo conservando i principi e i programmi e portando avanti le azioni.

I nostri attivisti sono stati promotori, tra le altre iniziative politico-elettorali, del Patto per la Toscana 2020. Dopo la nostra ingiusta esclusione dalle elezioni regionali di quell'anno, abbiamo continuato il dialogo con le altre reti civiche toscane, come i Liberi Fiorentini di Fabrizio Valleri, esponenti storici dell'ambientalismo toscano, alcune figure di Orgoglio Toscana e Toscana Civica, il gruppo dei Socialisti Autonomisti della Toscana, il Polo Civico di Siena, l'esperienza di Onda Etica di Pistoia e tante altre realtà toscane, ai confini della Toscana e oltre.

Sosteniamo quelle che sono state le più importanti riscoperte autonomiste dell'inizio del secolo: la rivoluzione paesana e la rivoluzione rionale. Nel XXI si stanno definitivamente affermando, in ogni territorio del mondo, capacità di autogoverno dal basso al più basso livello possibile, quello del proprio vicinato, villaggio, suburbio, quartiere, contrada, rione. Per le sue intuizioni e capacità, per averci aiutato a riscoprire un antico autonomismo toscano, oltre che una moderna visione decentralista internazionale, Mauro Vaiani, intellettuale e attivista, oltre che uno dei fondatori della rete Autonomie e Ambiente, è il nostro garante.

Stiamo lavorando perché le intuizioni di Mauro Vaiani per un "autogoverno di tutti dappertutto" e per una “Toscana che si autogoverni almeno come il Trentino” diventino una realtà politica per il bene delle generazioni future.

Con il pretesto delle emergenze sanitarie e della guerra, si sta rafforzando un greve centralismo autoritario, che mette in pericolo la Repubblica delle Autonomie personali, sociali, territoriali in Italia, l’Europa delle regioni, dei popoli, dei territori, oltre che la pace e la giustizia tra i popoli del mondo. OraToscana lavora per fermare questa pericolosa deriva.

Settarismo ed estremismo ci sono assolutamente estranei e non coltiviamo certo l’idea della politica come una marcia solitaria e autoreferenziale, ma siamo e restiamo liberi da ogni condizionamento o anche solo influenza da parte di ogni partito centralista italiano.

Ci manteniamo collegati tra di noi principalmente attraverso il canale Telegram: https://t.me/OraToscana, ma ci trovate sulla maggior parte dei social. Il sito web è https://www.biancorosso.me.

Il 5 maggio 2022 abbiamo chiesto ad Autonomie e Ambiente di accoglierci come osservatori. Il procedimento si è chiuso il 14 giugno 2022. Le forze sorelle di Autonomie e Ambiente ci conoscono e sanno di poter contare su di noi.

Il 22 novembre 2025, per Santa Cecilia, abbiamo celebrato a Nodica di Vecchiano la nostra III assemblea confederale, la prima in forma pubblica e ufficiale, in cui abbiamo aggiornato le nostre regole comuni e rinnovato gli organi dirigenti per il quinquennio 2025-2030. Qui i risultati della III assemblea.

Il nostro simbolo, che ha come sfondo le tre pale bianche in campo rosso, ispirate dalla antica "Bella insegna" del barone Ugo di Toscana, i cui colori sono stati poi conservati negli stemmi delle repubbliche di Firenze, Pisa, Siena, Lucca e di moltissimi liberi comuni toscani, è stato creato dalla scrittrice e attivista sarda Silvia Lidia Fancello.

Lucca, 15 giugno 2022 - Ultimo aggiornamento del 28 marzo 2026

Contributori della pagina:

  • Mauro Vaiani (Prato, garante)
  • Riccardo Galimberti (Firenze, moderatore segretario)
  • Ione Orsini (Vecchiano, comoderatrice)
  • Cristiano Pennesi (Santa Luce, comoderatore 2021-2025)

 

Contatti:

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