40 giorni per dire ancora NO al Rosatellum

Autonomie e Ambiente lotta sin dalla sua nascita per leggi elettorali più giuste per tutti.
Le lotte contro il Rosatellum e per normative elettorali più ragionevoli non sono andate bene, negli ultimi anni, soprattutto per l'agghiacciante silenzio dei media e l'ignavia dei leader dei partiti (ai quali tutte le leggi elettorali da vent'anni a questa parte hanno consegnato un potere praticamente assoluto nella scelta dei futuri senatori, deputati, ma anche dei principali candidati a ogni altra carica pubblica). Tuttavia non sono ancora finite! Ora e sempre resistenza contro il furto di democrazia.
Ora il centrodestra, maggioranza pro tempore a sostegno del governo Meloni, ha incardinato in Parlamento la discussione su una proposta di manutenzione del Rosatellum. Entro poche settimane, quindi, si vedrà se sono possibili delle correzioni migliorative con consenso bipartisan e nel rispetto dei principi costituzionali, autorevolmente sintetizzati dal prof. Stefano Ceccanti in un suo recente intervento.
Usiamo anche noi queste settimane, per sostenere i generosi cittadini dell'associazione https://www.votolibeguale.it/ che stanno ancora portando avanti proposte che erano del Comitato Besostri 2024. raccogliendo firme su alcune leggi di iniziativa popolare sul portale pubblico delle firme digitali (presso il Ministero di Grazia e Giustizia):
- per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere il proprio rappresentante (un voto personale di tipo nuovo, non la riedizione delle vecchie preferenze) - https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200003
- contro le multicandidature come strumento per i capi dei partiti di catapultare i propri fedelissimi e condizionarne l'elezione - https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200001
- per l'abolizione dell'odioso voto congiunto, forse il peggior difetto dell'attuale Rosatellum - https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/5200000
Restano solo una quarantina di giorni per firmare queste proposte con la propria identità digitale (SPID o CIE). Firmiamo per mandare un messaggio chiaro al Parlamento: se c'è anche una minima possibilità di migliorare le attuali norme, non sprecatela.
Non facciamoci illusioni, ma ricordiamo a tutto il mondo delle autonomie e dei civismi ciò che Autonomie e Ambiente, spalleggiata dalla famiglia politica europea EFA, pretende da sempre:
1) circoscrizioni elettorali di dimensioni contenute, nelle quali gli elettori possano votare per candidati riconoscibili, potendo dare il proprio voto ad almeno due candidati (un uomo e una donna), il cui nome sia già stampato sulla scheda elettorale;
2) circoscrizioni disegnate nel rispetto delle diversità territoriali e culturali, delle autonomie riconosciute dalla Costituzione nonché dei diritto di rappresentanza delle minoranze linguistiche, già previsto dalle leggi in materia; in nessun caso esse devono essere più grandi delle regioni e delle province autonome;
3) la raccolta delle sottoscrizioni e la presentazione di simboli, liste e candidature - anche indipendenti - devono essere rese più semplici e consentite anche per via telematica;
4) chi nella propria circoscrizione ottiene un quorum utile, deve essere eletto, indipendentemente dalla presenza di soglie d'accesso a livello statale;
5) siamo contrari alla presentazione di “candidati premier”, perché la riteniamo incompatibile con l’ordinamento della Repubblica parlamentare, oltre che essere ingannevoli nei confronti degli elettori, rendendoci ridicoli di fronte all’opinione pubblica europea e internazionale.
Restiamo fermi su questi principi. L'Europa delle generazioni future ha bisogno di una Italia dove la democrazia non sia una parola vuota.
Roma, 1 aprile 2026 - a cura della segreteria interterritoriale