Autonomie anche alla Camera
Qui il post Facebook con cui è stato dato l'annuncio
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Apprendiamo da Palazzo Chigi che sono state firmate le ennesime "preintese" tra il Governo e le regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. Continuano i magheggi del ciarlatano in capo Roberto Calderoli in materia di "autonomia differenziata". All'incontro di approvazione degli "schemi di intesa preliminare" per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, hanno partecipato il presidente della regione Liguria Marco Bucci, il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio e il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. Si recita un altro atto di una commedia che sta mettendo in pericolo la Repubblica delle autonomie che ci sono e ancora di più quelle che ci potrebbero essere. Autonomie e Ambiente resta ferma, con le porte aperte, a tutti i veri autonomisti che sono stanchi di essere presi in giro.
Roma, 19 febbraio 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente AeA - partner EFA nella Repubblica Italiana

L'autonomista friulano Roberto Visentin è stato per anni un protagonista delle prime leghe regionali. Quando il movimento finì sotto la tirannia del Bossi solo al comando, scelse di ritirarsi da quella che vedeva come una degenerazione delle aspirazioni autonomiste originarie dei diversi territori. Qui una sua interessante intervista a Marco Ballico del Messaggero Veneto, sulla morte del leghismo e sulla necessità di superarlo definitivamente. Oggi Roberto Visentin, dopo essere stato uno degli ispiratori del Patto per l'Autonomia Friuli-Venezia Giulia, è presidente di Autonomie e Ambiente e vicepresidente europeo di EFA, la famiglia politica europea delle autonomie e dei civismi.
Con l'invenzione della "Padania", con il "nordismo", il leghismo è diventato una piramide politica nel nord della Repubblica. Il tentativo di Roberto Maroni e di altri autonomisti storici di farla ritornare una casa plurale di autonomie è purtroppo abortito, anche per la prematura scomparsa di "Bobo". Quando a capo della piramide leghista è arrivato Matteo Salvini, al "comandante" il nord è rimasto stretto. La piramide è diventata italianista, nazionalista, centralista, autoritaria, bigotta e reazionaria. Così Salvini ha potuto aspirare a diventare podestà d'Italia invocando pieni poteri dalle spiagge del Papeete. Ancora oggi, pur ridimensionato, continua a imperversare come "pontefice" del faraonico nastro di cemento da innalzare nel cielo dello Stretto di Messina.
Udine, 20 giugno 2026 - a cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente (AeA)