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Giuvintù Siciliana Libira

Dai Vespri siciliani all'alba dell'autogoverno

  • Autore: A cura di Marco Lo Dico, Movimento Siciliani Liberi - 30 marzo 2023

Il 30 marzo 1282 per la Sicilia è una ricorrenza simbolica di grande significato. Quel giorno lontano i Siciliani cacciarono gli Angioini, un potere estraneo al proprio territorio, ma non sarebbe stata l'ultima rivolta. Il ricordo di quel moto di ribellione è rimasto come simbolo di una speranza di emancipazione per il popolo della Sicilia, un simbolo che ha ispirato artisti, intellettuali, filosofi e politici, ogni volta che è stato necessario lottare per la propria autodeterminazione.

Non è quindi folklore, non è solo un lontano passato, non è una rivendicazione astorica, non è una nostalgia indipendentista fatta solo di parole che non costano nulla.

Oggi, in questo XXI secolo, la Sicilia è ancora subalterna e in uno stato coloniale di dipendenza, nonostante costituzionalmente dovrebbe godere di un'Autonomia Speciale riconosciuta e non concessa, essendo precedente alla Costituzione stessa e alla nascita della stessa Repubblica Italiana cui dovrebbe essere considerata confederata.

La Sicilia, come ogni altro territorio e ogni altro popolo della Terra, oggi si trova nel mezzo di un cambiamento epocale, che riguarda l'intera umanità.

Le contrapposizioni classiche (destra/sinistra, est/ovest, cultura occidentale/cultura orientale, nord/sud) sono superate. Nella globalizzazione il potere e le ricchezze si vanno concentrando sempre più in mano a pochi e il fatto che alcuni di questi pochi si proclamino “buoni”, non li rende affatto più rassicuranti dei “cattivi”.

I poteri centralisti e autoritari, ingigantiti dal loro predominio sul mercato mondiale e rafforzati dalle loro tecnologie di sorveglianza universale, indipendentemente da quali siano le ideologie che li ispirano, sono semplicemente disumani (demoniaci, direbbe Romano Guardini).

Il senso di insicurezza e di impotenza delle persone comuni, delle famiglie, delle piccole imprese e delle comunità locali è pervasivo e paralizza ogni forma di reazione. Ed è dalla rete di relazioni e da una presa di coscienza comunitaria che si deve trovare la forza di reagire e creare il modo di ridisegnare e riprogettare il nuovo mondo non secondo un “nuovo ordine”, ma a partire dalle comunità, che sono invece antiche, ma parte viva della storia siciliana e, in definitiva, della storia di ogni popolo.

Le narcomafie, i ministeri italiani, la tecnocrazia europea, le multinazionali, le agende globali, indipendentemente dalla loro “moralità/amoralità” sono grandi macchine livellatrici, che vogliono appiattire e cancellare identità, diversità, eredità, spiritualità, in una parola: l'insopprimibile diversità, che rende umano l'uomo e provvidenziale la natura.

Il Vespro siciliano, oggi, è parte di una rivolta globale, decentralista e territorialista, perché solo con la moltiplicazione di una miriade di democrazie locali sempre più forti, competenti, sovrane, si potranno fermare le grandi macchine livellatrici, portatrici di omologazione, distruzione ambientale, disumanizzazione (o peggio, transumanizzazione).

Oggi, più di sempre, l'autogoverno del proprio territorio è l'unico modo per comunità responsabilmente coese di fare la differenza, rispetto al destino miserevole che viene riservato dalla globalizzazione a tutte le sue periferie.

In un tempo di crisi e di impoverimento, in cui i media globali ci stordiscono con il loro pensiero unico, in cui le grandi potenze ci tengono perennemente in guerra, in cui le tecnocrazie ci raccontano che stiamo passando da una emergenza all'altra (per cui c'è sempre bisogno di loro...), che un nuovo Vespro si animi, qui in Sicilia e ovunque.

    1. Contro i pregiudizi e per restituire significato alle parole

Il Forum 2043 sta mobilitando attivisti e intellettuali di una vasta area civica e ambientalista, impegnata per l’autogoverno dei propri territori, smontando le narrazioni che cercano di allontanare i cittadini dalla necessità di auto-organizzarsi politicamente, dal basso, rovesciando le piramidi di partiti e partitini centralisti, autoritari, settari.

Pur da posizioni ideali diverse, le diverse sensibilità nell’autogoverno del territorio devono contribuire all’insieme di tasselli e varietà che compongono il mosaico della storia dell’uomo e della sua “umanità”.

La narrazione sulla “mala gestio” locale, per esempio, viene alimentata dalle effettive perversioni del clientelismo. Eppure cosa è il clientelismo, se non la rinuncia programmatica e pragmatica alla responsabilità dell’autogoverno? Il clientelismo distrugge interi territori, come la nostra Sicilia, proprio quando questi territori, invece che raccogliere e gestire responsabilmente in autonomia le loro risorse, ne ricevono da altri poteri.

La globalizzazione non garantisce affatto “maggiori opportunità”, ma la certezza che per ogni vincitore ci saranno milioni di sconfitti. Il successo di ogni singolo e gigantesco attore della globalizzazione, del grande “produttore mondiale”, comporta la rovina per tutti gli altri. Il fiorire di alcune capitali economiche planetarie comporta la desertificazione di tutti gli altri territori. Una globalizzazione che spogli, però, i territori, le comunità, le persone della loro capacità di provvedere a se stesse, non potrà che trasformarsi in un regime, o essere percepita come tale.

La realtà ci sta dimostrando, attraverso gli squilibri crescenti all’interno del mercato comune europeo e del mercato globale, che non c’è economia locale e amministrazione locale dei beni comuni e di tutti i servizi pubblici, senza istituzioni di autogoverno.

Mai come oggi, quindi, le persone, territorio per territorio, devono sentire l’urgenza di assumersi la responsabilità di autogestirsi.

La Sicilia è, come è, un antico e ancora vivo paese d’Europa. Presto, anche grazie ai Siciliani, coloro che hanno immaginato di imporre un unico regime economico, fiscale, giuridico alla Baviera, al Salento, alla Sicilia stessa, saranno messi di fronte alla loro follia.

Allontanando sempre più poteri e risorse dai territori, non si crea alcuna efficienza, ma solo il moltiplicarsi di norme astratte, di imposizioni incomprensibili, di un senso di esclusione delle persone dalla responsabilità del proprio futuro.

Stiamo reagendo a questa globalizzazione (e a quella forma di globalizzazione in sedicesimo ma più intensiva che è la “europeizzazione”), attraverso la riscoperta delle diversità e delle identità.

Alcune parole, nella nostra storia e nel nostro impegno politico, sono importanti e devono essere restituite al loro significato migliore:

- anticolonialismo: la Sicilia è entrata nella modernità come una colonia interna, prima del Regno di Napoli, poi dei Savoia, poi del sistema euro-atlantico, un domani chissà; i valori e i fatti della resistenza al colonialismo interno all’Italia e poi all’Unione Europea devono essere studiati, compresi e infine trasformati in una resistenza e in una rinascita (su questo lavora da anni il prof. Massimo Costa);

- indipendentismo: una parola con una storia nobile, una speranza che, con il crollo delle menzogne e dell’oppressione fasciste, nella Sicilia fu abbracciata da un vasto movimento popolare; l’indipendentismo fu rappresentato nella Costituente della nuova Repubblica da figure come quella di Andrea Finocchiaro Aprile; l’indipendentismo, insieme e non contro i rappresentanti degli altri territori del crollato Regno sabaudo, raccogliendo le sfide poste dalla Carta di Chivasso, arrivò a stringere un patto confederale fra la nuova Repubblica Italiana e la nuova Regione Siciliana; il fatto che questo patto, e lo Statuto speciale che lo custodiva, siano stati traditi, o che nel tempo i movimenti indipendentisti siano stati ridotti a fenomeno marginale e parolaio, non ne diminuisce in alcun modo il valore sia storico che di aspirazione per le generazioni future; tutti i territori, nella globalizzazione, devono aspirare a essere sempre meno dipendenti, pur nella umana e planetaria interdipendenza;

- nazionalismo: altra parola che sappiamo essere, almeno dai tempi di Tom Nairn ma per molti aspetti sin dall’Ottocento, sempre scivolosa e ambigua; negativa quando viene sposata dai capi di uno stato grosso che distrugge i popoli che vivono al suo interno, o addirittura quelli vicini; positiva e spesso nobile, quando si lega al sentimento identitario dalle piccole nazioni e nazionalità che non vogliono essere cancellate; nelle piccole nazioni o nei territori ancora privi di una statualità o di istituzioni di autogoverno, peraltro, il nazionalismo non deve mai diventare esclusivo e divisivo, ma deve essere la storia politica di un identitarismo maturo, di un impegno contemporaneo per il decentralismo e per l’autogoverno di tutti e dappertutto, per conservare radici, interessi e valori, attaccamento alla propria terra, senza mai cedere alle lusinghe di chi ci vuole senza patria (senza “matria”), senza identità, senza legami, senza responsabilità, transumani o, in fondo, subumani, invece che umani.

 

    1. Per un processo di sempre minore dipendenza

Il Movimento Siciliani Liberi, soprattutto attraverso la formazione di una nuova generazione di giovani leader locali competenti e diligenti, si offre come luogo di ricomposizione di tante divisioni e come punto di incontro fra diversità, per attivare un processo virtuoso di sempre minore dipendenza della Sicilia.

I temi e i progetti concreti che difendiamo sulla scena dell’attualità politica siciliana e italiana sono noti e più urgenti che mai, a partire dal ritorno allo Statuto, alla sua piena attuazione, con alcuni corollari che sono la Zona Economica Speciale Integrale (compatibile anche con l’attuale rigido assetto dei Trattati europei) e il traguardo storico della territorializzazione delle imposte.

Tuttavia questo non è sufficiente.

Sappiamo di essere in una emergenza ambientale e che quasi tutto nella nostra economia dovrà tornare a essere sostenibile e compatibile con la salvaguardia del creato.

Non vogliamo che la cosiddetta “transizione” avvenga secondo canoni imposti da poteri anonimi e lontani, centralisti e autoritari, che si travestono di verde, propugnando un ambientalismo posticcio e mediaticamente spendibile. Un vero ecologismo non può costruirsi creando altra povertà, altre migrazioni, altre infelicità. Le istituzioni della Sicilia, il Parlamento della Sicilia, devono contare qualcosa, perché è in esse che le persone che vivono in Sicilia possono sentire di poter fare la differenza.

L’azione comunitaria dal basso dei cittadini siciliani, attraverso istituzioni di autogoverno in ciascuno dei nostri territori e nella nostra intera Isola, può davvero realizzare percorsi di indipendenza energetica, di autosufficienza alimentare, di conservazione dell’acqua buona come bene comune, di protezione del nostro patrimonio naturale e culturale per le generazioni future. Questo è indipendentismo, oggi, nel XXI secolo.

Sicuramente noi siamo una parte, anzi siamo una minoranza nella nostra stessa terra.

Tuttavia, in un mondo globalizzato, nell’Unione Europea, nella attuale Repubblica Italiana, le minoranze possono costruire solidarietà interterritoriali e intersezionali, per aiutarsi vicendevolmente a ridare voce e in prospettiva potere alle comunità, a tanti “noi”, non al’ “io” dei tardoliberisti. Nuovi traguardi di autogoverno, insieme, sono possibili per il bene comune con il protagonismo di molti e non di pochi, nell’interesse di tutti i viventi e delle prossime generazioni.

Crediamo nella solidarietà fra diversi, per costruire lotte di popoli, attaccati ai loro paesi, contro le élite avide e cieche della globalizzazione.

Crediamo nella sovranità come capacità di resistere insieme, governati e governanti loro prossimi, alle attuali dinamiche distruttive che dominano il mondo, con esiti genocidi (scomparsa di lingue e culture, come la nostra siciliana) ed ecocidi (lo sterminio di innumerevoli specie viventi e l’immissione su scala megaindustriale di veleni nell’ambiente).

Tutti gli esseri umani vogliono essere LIBERI, ma per essere liberi bisogna essere onesti gli uni con gli altri e leali! Capaci di vivere e autogovernarsi, INSIEME, territorio per territorio. Così si è liberi e responsabili, e solo così, andrebbe aggiunto senza sposare toni apocalittici, si resta vivi e si tramanda ciò che siamo alle generazioni future.

Sappiamo che la situazione è grave, a causa degli eccessi di centralismo autoritario, e avvertiamo un senso di emergenza, ma non da soli, in quanto Siciliani, ma insieme ai Sardi, ai Toscani, ai Friulani, a mille altre nazioni e comunità del pianeta.

Per questo siamo in Autonomie e Ambiente e lavoriamo per una nuova stagione di azione politica con EFA (la nostra famiglia politica europea: l’Alleanza Libera Europea), con cui parteciperemo alle prossime elezioni europee del 2024 e anche ad altre competizioni elettorali interterritoriali.

Con umiltà, ma con coraggio, vogliamo contribuire a un rinnovato decentralismo internazionale, contro tutti gli irredentismi, i colonialismi, gli imperialismi, per la pace.

Palermo, giovedì 30 marzo 2023

a cura di Marco Lo Dico - Movimento Siciliani Liberi

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EFAy con i giovani Siciliani Liberi

Lo scorso fine settimana (18-19 marzo 2023) sono venuti in Sicilia i vertici di EFAy - European Free Alliance Young, la rete di movimenti giovanili dei partiti che fanno parte dell'alleanza delle forze territorialiste. EFA - European Free Alliance è, insieme agli ambientalisti e ad altre realtà civiche, la quarta forza nel Parlamento Europeo.

L'incontro è stato organizzato dalla Giuvintù Siciliana Lìbira, movimento giovanile del partito Siciliani Liberi. I giovani membri del bureau europeo hanno partecipato a un seminario del Prof. Massimo Costa sulle Costituzioni siciliane nella storia. C'è stata anche l'occasione per introdurre gli ospiti, per molti dei quali era la prima volta in Sicilia, ai tesori di Palermo.

Il coordinatore di Giuvintù Siciliana Lìbira, Giorgio Priolo, ed Elena Gumina, coordinatrice dei rapporti con EFAy, erano stati a loro volta ospiti in Galizia in occasione della Coruña Winter School di EFAy.

Durante questi incontri internazionali i giovani Siciliani Liberi ed EFAy hanno modo di confrontarsi sui problemi sociali dei giovani, specie quelli che, a causa delle distorsioni della globalizzazione, sono costretti ad emigrare dalle periferie verso le capitali economiche dell'Eurozona.

“Gli incontri fra i giovani delle realtà autonomiste, federaliste e indipendentiste operanti in Europa rappresentano una esperienza utile e formativa per la crescita di una classe dirigente con una visione moderna delle realtà politiche territoriali”, ha dichiarato Priolo, coordinatore di Giuvintù Siciliana Lìbira.

Approfondite la notizia dell'iniziativa attraverso la vasta eco che ha avuto sulla blogosfera e sui media siciliani:

https://www.ecodegliblei.it/palermo-vertice-di-efay-european-free-alliance-young.htm

https://360econews.wordpress.com/2023/03/23/a-palermo-i-vertici-di-efay-dopo-la-visita-in-galizia/

https://www.madonienews.it/2023/03/23/giuvintu-siciliana-libira-organizza-la-riunione-di-efay-a-palermo-visita-guidata-e-seminario-sulla-storia-costituzionale-siciliana/

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In collaborazione con l'ufficio stampa di Siciliani Liberi

Festa dell'identità siciliana 2024

Riceviamo dal Movimento Siciliani Liberi e con gioia pubblichiamo:

L'1 e il 2 giugno si terrà a Palermo, presso la chiesa Chiesa San Curato D'Ars, in via Girolamo Scaccia 13 a Palermo, la "FESTA DELL'IDENTITÀ SICILIANA": convegni, tavole rotonde, presentazione di libri, spettacoli, stand di artigianato, laboratori e... tanto altro.  L'evento è patrocinato dalla parrocchia.

Prevede interventi di molti Siciliani Liberi: Ciro Lomonte, Eliana Esposito, Marco Lo Dico, Massimo Costa, Carmelo Sardella, Angelo Russo e Mario Pagliaro.

L'iniziativa è supportata con grandi sacrifici, poche risorse, ma altrettanto entusiasmo e voglia di fare da un gruppo di iscritti a SL.

Vogliamo che questo evento diventi periodico e costituisca il prototipo per eventi successivi da organizzare in altre località della Sicilia.

QUESTA È LA FESTA DEI SICILIANI LIBERI E SAREBBE GRADITA LA PRESENZA DI TUTTI GLI ISCRITTI E SIMPATIZZANTI PER DARE LUSTRO ALL'EVENTO.

Vieni alla tua... Festa dell'Identità Siciliana 💛❤️

Maggiori informazioni:
 
Palermo, 31 maggio 2024 - a cura della segreteria interterritoriale
 
 
 

Giuvintù Siciliana Lìbira e EFAy

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Il movimento giovanile del partito politico Siciliani Liberi, Giuvintù Siciliana Lìbira, dopo un anno come osservatore, da oggi è membro effettivo di EFA Youth (EFAy), il raggruppamento giovanile del partito European Free Alliance, presente al Parlamento Europeo. La delibera è stata presa nel corso dell'Assemblea Generale di EFA Youth, in corso di svolgimento in questo week-end nello Schleswig, una regione la cui parte nord appartiene alla Danimarca e quella sud alla Germania. Esprimono la propria soddisfazione i delegati di GSL presenti all'Assemblea, Elena Gumina e Mario Cuffaro, e il Coordinatore nazionale dell'esecutivo del movimento giovanile indipendentista, Giorgio Priolo che afferma: «Oggi è un grande giorno per i giovani siciliani: potranno essere rappresentati in Europa attraverso GSL che può dare loro voce, proponendo varie mozioni come quella sulla lingua siciliana a cui stiamo già lavorando». Anche il partito Siciliani Liberi fa parte della famiglia di EFA, schieramento che raggruppa partiti e movimenti territoriali, autonomisti e indipendentisti di tutta Europa.

Palermo, 23 aprile 2023 - dall'Ufficio stampa dei Siciliani Liberi - mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

II Festa dell'Identità Siciliana a Camastra 2025

Riceviamo e volentieri diffondiamo il programma della II Festa dell'Identità Siciliana, organizzata dalla forza sorella Movimento Siciliani Liberi con il patrocinio del Comune di Camastra per i giorni 19-20 luglio 2025.

Siamo entusiasti di annunciare la seconda edizione della Festa dell’Identità Siciliana, in programma a Camastra il 19 e 20 Luglio 2025. L’iniziativa è organizzata da Siciliani Liberi e Siculomania e con il patrocinio e la preziosa collaborazione del Comune di Camastra. 

Dopo la bellissima esperienza dell’anno scorso e la entusiasmante collaborazione con il sindaco del Comune di Camastra quest’anno, auspichiamo che questa iniziativa possa diventare un vero e proprio "formato" da proporre e portare in giro per tutta la Sicilia, per celebrare l’identità siciliana, in ogni angolo della nostra terra, anche più volte all’anno.

Approfondisci sul sito dei Siciliani Liberi:

https://www.sicilianiliberi.org/2025/07/11/vi-aspettiamo-a-camastra/

Palermo, 17 luglio 2025

 

 

Voci siciliane contro il faraonico progetto del ponte sullo Stretto di Messina

Ci sono voci siciliane che si sono sempre opposte alla costruzione di un ponte sullo Stretto di Messina. A conservarle con coerenza nel tempo, senza mai cedere agli ondeggiamenti opportunistici della politica siciliana, italiana ed europea, sono stati gli attivisti del Movimento Siciliani Liberi, la giovane organizzazione fondata il 3 gennaio 2016 a Pergusa. Siciliani Liberi ha raccolto l'antico patrimonio culturale e politico degli storici movimenti per il pieno autogoverno della Sicilia in Europa. Il movimento è membro di Autonomie e Ambiente e di European Free Alliance. Fra le molte ragioni "No Ponte", una è insuperabile: dopo cinquant'anni in cui si è lentamente preso coscienza che abbiamo antropizzato, inquinato, sfruttato, cementificato, imbruttito troppo il pianeta, un'opera di ingegneria umana così faraonica è semplicemente insostenibile. Nulla e nessuno può giustificare un cambiamento così radicale della geografia della grande isola al centro del Mediterraneo (e della vicina piccola penisola delle Calabrie). Non c'è nessun disprezzo per l'ingegneria e per le tecnologie, in questa obiezione. Si tratta di avere maturato un senso del limite, per amore del Creato e delle generazioni future, oppure brancolare ancora nel buio, accecati dalla hybris che sta conducendo la specie umana verso l'autodistruzione.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalla segreteria del Movimento Siciliani Liberi:

 

Siciliani Liberi, partito della tradizione indipendentista per l'autogoverno, aderirà al corteo "No Ponte del 9 agosto 2025 in piazza a Messina. Il partito scende in piazza accanto ai cittadini per protestare contro una decisione capestro che non apporterà nessun beneficio e schiaccia i diritti dei cittadini attraverso pratiche scorrette. Alla manifestazione parteciperà anche la Segretaria del partito, Eliana Esposito,  candidata alla presidenza della Regione Siciliana alle ultime regionali.

Ancora una volta Siciliani Liberi è al fianco del comitato "No Ponte", che riunisce tante realtà associative e civiche, per ribadire il proprio NO ad una infrastruttura che devasterebbe il nostro territorio senza che ve ne siano i benefici. 

La Sicilia è centro del Mediterraneo e non periferia o Terminal d'Europa. La Sicilia deve cambiare prospettiva. Dobbiamo divenire un centro logistico del Mediterraneo, crocevia di flussi turistici e commerciali sostenibili fra Europa, Medio Oriente, Africa e Asia.

Segreteria Siciliani Liberi

Palermo - Catania - Messina, 8 agosto 2025

- - - Approfondimenti - - -  

La storica "pietra" sopra il ponte del prof. Massimo Costa  

 

 

L'intervento contro l'ecomostro faraonico dell'arch. Ciro Lomonte

2021 11 22 Ciro Lomonte Alleanza x Palermo