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Ambientalismo

Ringraziamento a Il Nuovo Trentino

Come ha scritto Walter Pruner, nei suoi dieci mesi di presenza nelle edicole, "Il Nuovo Trentino", liberamente e con coraggio guidato in questi mesi dall’ ottimo Paolo Mantovan, ha arricchito il quadro della comunicazione locale e territoriale, fuori da logiche compromissorie e di subalternità ai poteri forti.

Il quotidiano nato lo scorso ottobre dalle ceneri de “Il Trentino” (che era stato chiuso nel gennaio 2021) uscirà per l'ultima volta nelle edicole il prossimo 13 agosto 2023. L'editore SIE ha annunciato che i giornalisti saranno ricollocati all'interno del sito web, che continuerà le pubblicazioni e anzi sarà potenziato. Ce lo auguriamo di tutto cuore, perché anche in rete c'è assoluto bisogno di testate d'informazione locale e territoriale di qualità.

Dal nostro patto per le autonomie, l'ambiente, l'Europa, la pace, esprimiamo sincera solidarietà e l'augurio che questa voce amica delle autonomie personali, sociali, territoriali non si spenga.

Siamo grati a "Il Nuovo Trentino" per aver ospitato i nostri principali leader e attivisti, anticipando e lanciando a un pubblico molto più vasto alcuni degli interventi che hanno poi arricchito il nostro Forum 2043.

Auguriamo al direttore Mantovan, ai giornalisti, a tutti i lavoratori e collaboratori, ogni bene per il proseguo.

(a cura della segreteria interterritoriale - 6 agosto 2023)

Qui una selezione degli autori e degli scritti che abbiamo avuto l'onore di condividere con "Il Nuovo Trentino":

Autonomisti in rinnovamento, unico argine al centralismo

Erik Lavévaz, Union Valdôtaine (già presidente della Valle d'Aosta) - Aosta-Trento, 12 aprile 2023

Imparare a essere autocritici dal Friuli al Trentino e oltre

Roberto Visentin, presidente di Autonomie e Ambiente - Udine-Trento, Pasqua, 9 aprile 2023

Per autonomie che facciano crescere altre autonomie

Geremia Gios, autonomista trentino - 13 marzo 2023

Dibattito sulle autonomie ospitato da Il Nuovo Trentino

Mauro Vaiani, Claudia Zuncheddu, Ciro Lomonte, Roberto Visentin - 28 febbraio / 3 marzo 2023

La più forte Autonomia potrebbe anche autodistruggersi?

Walter Pruner, autonomista trentino - Trentino, 29 novembre 2022

 

 

 

 

Seminario sulle parole vive di Chivasso

Seminario online

PAROLE VIVE PER LE AUTONOMIE E L'AMBIENTE

Sabato 11 marzo 2023, ore 16
(conclusione lavori prevista per le ore 18 circa)

Promosso dal Forum 2043
in collaborazione con la presidenza di Autonomie e Ambiente (AeA)

Piattaforma: https://zoom.us/j/97267541503?pwd=KytzRmNzcngzeDIxUnpVNW1mdnE5Zz09

Presentazione

Crediamo in una primavera politica animata da valori civici, ambientalisti, autonomisti. Al deserto di idee e progetti, alle regole elettorali antidemocratiche, alla mancanza di dibattito civile su una stampa libera e pluralista, reagiamo rivendicando il nostro posto e assumendoci le nostre responsabilità in Italia e in Europa. I nostri movimenti, gruppi, intellettuali, attivisti territoriali sono ancorati ai principi della Carta di Chivasso del 1943, di cui quest'anno celebreremo l'ottantesimo anniversario.

Le parole di Chivasso sono vive, qui e ora, per noi che crediamo nella Repubblica delle Autonomie, nell'Europa dei popoli, in un mondo liberato da autoritarismi, colonialismi e militarismi.

Il nostro compito è portare avanti la visione del partigiano e martire Émile Chanoux e promuovere gli ideali di autogoverno dei territori, sussidiarietà verticale e orizzontale, autonomie personali, sociali e territoriali, che sono incisi nella Costituzione italiana, grazie all’impegno di padri costituenti come Giulio Bordon, Piero Calamandrei, Tristano Codignola, Andrea Finocchiaro Aprile, Emilio Lussu, Aldo Spallicci, Tiziano Tessitori.

Ciò che la nostra storia di lotte per l'autogoverno ci tramanda è essenziale per chi vuole difendere l’acqua, la terra, la salute, le autonomie, le nostre comunità ed economie locali, i doveri dei contemporanei e i diritti delle generazioni future.

I nostri pensieri devono essere lucidi, le nostre azioni risolute, oggi più di sempre, contro i cialtroneschi avventurieri di un falso autonomismo "differenziato" che in realtà tradiscono da venticinque anni le autonomie esistenti e vogliono condurci verso il disastro del presidenzialismo, come se l'Italia non fosse già uno stato sufficientemente centralista e autoritario, dove chi è temporaneamente al potere crede ancora, ottant'anni dopo, in "Roma doma".

Programma

  • Lettura pubblica della Carta di Chivasso (le voci sono di Sara Borchi e Stefano Fiaschi)
  • Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia Friuli - Venezia Giulia)
  • Mauro Vaiani (OraToscana, segreteria di AeA, coordinamento del Forum 2043)
  • Silvia Fancello, "Lidia" (rappresentante EFA-ALE e referente AeA in Sardegna)
  • Alfonso Nobile, "Alessandro" (Siciliani Liberi, vicepresidente di AeA)
  • Claudia Zuncheddu (Sardigna Libera, attivista per l'autogoverno e per la salute in Sardegna, Forum 2043)
  • Andrea Acquarone (autonomista ligure e animatore di "Che l'inse!")
  • Samuele Albonetti (Rumâgna Unida, già coordinatore del MAR)
  • Gino Giammarino (editore e attivista per l'autogoverno a Napoli e nel Sud, Forum 2043)
  • Alfredo Gatta (Pro Lombardia, vicepresidente di AeA)
  • Maria Luisa Stroppiana (Assemblada Occitana - Valadas)
  • Milian Racca (Liberi Elettori Piemonte)
  • Walter Pruner (autonomista trentino)
  • Erik Lavevaz (Union Valdôtaine)
  • Roberto Visentin (Patto per l'Autonomia Friuli - Venezia Giulia, vicepresidente EFA-ALE, presidente AeA)

 

Per accedere all'evento è indispensabile iscriversi al canale Telegram del Forum 2043: https://t.me/Forum2043

Collaborazione tecnica: Renzo Giannini - Il Lampone - https://www.youtube.com/lorenxman

 Collegamento sulla rete sociale:

https://www.facebook.com/events/502898198487883/

Informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

 

 

 

Senza paura verso nuove autonomie

“Chi ha paura delle autonomie? Oltre il dibattito sull’autonomia differenziata” è il titolo dell’incontro promosso dal Gruppo Consiliare del Patto per l’Autonomia-Civica F-VG, che si è tenuto mercoledì 5 luglio 2023, nella Sala Pasolini della sede della Regione Friuli-Venezia Giulia a Udine.
L'incontro è stato introdotto e moderato da Elia Mioni del Patto per l’Autonomia.
E' intervenuto Marco Boato, già parlamentare e componente della Commissione Affari costituzionali per diverse legislature, che ha fatto un significativo riassunto della storia di decenni di fallimento delle riforme costituzionali, ammonendo che uno dei motivi di questo fallimento è lo scontro, ancora irrisolto in questa Repubblica, fra centralisti e coloro che ispirano a forme più avanzate di autonomie personali, sociali, territoriali.
Da remoto è intervenuto Danilo Lampis, portavoce di “Sardegna chiama Sardegna” (una iniziativa civica, ambientalista, per nuove forme di autogoverno, recentemente promossa da una rete di giovani dell'isola). Lampis ha ribadito che gli attuali progetti di autonomia differenziata sono, oltre che impraticabili, tesi a cristallizzare rapporti di dipendenza e le disparità derivanti da una lunga storia di colonialismo interno. Ha tuttavia invitato a un rilancio, in Italia e in Europa, un contrattacco di coloro che aspirano ad autogovernarsi, nella solidarietà fra territori, contro i riflessi centralisti e autoritari.
E' intervenuta Elena Ostanel, consigliera regionale del Veneto con la lista “Il Veneto che Vogliamo”, che ha espresso le preoccupazioni del mondo civico per il centralismo non solo statale, ma anche regionale.
Infine, Massimo Moretuzzo, capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica F-VG nel consiglio regionale di Trieste, ha invitato ad accettare le sfide dell'autonomia, un'autonomia diffusa e capillare, che riguardi tutte le comunità. Una autonomia che può consentire a tutti e ovunque di sperimentare e realizzare soluzioni più avanzate di quelle che ci stanno riservando al momento i centri del potere statale ed europeo.
L'autonomia differenziata di Calderoli e della Lega, essendo un imbroglio politico ed essendo minata da pesanti contraddizioni interne, fallirà. E' tempo che civismo, ambientalismo, autonomismo, movimenti per l'autodeterminazione, si preparino, dialogando e collaborando, a un rilancio, innovativo e coraggioso, per una cultura e buone pratiche di autogoverno, di respiro europeo.

Solidarietà a Monza e alla Brianza

Esprimiamo solidarietà al territorio di Monza e Brianza, che è stato colpito da un maltempo eccezionale. Ormai anche nella zona temperata in cui sono posti i territori della penisola italiana si assiste al moltiplicarsi di eventi estremi. Non è solo l'aumento delle temperature medie che preoccupa, aumento a cui secondo gran parte della comunità scientifica contribuisce l'enorme inquinamento prodotto dagli esseri umani. Preoccupa ancora di più che nell'atmosfera si accumuli un'energia capace di scatenare eventi a cui, alle nostre latitudini, non siamo preparati.

Monza e la Brianza hanno conosciuto, fra molti altri danni, lo sterminio di alberi adulti, spesso anche sani. La caduta degli alberi nei parchi pubblici e nei giardini privati è emblematica della necessità di cambiare, al più presto, il nostro atteggiamento nei confronti dei nostri territori. Nella storia non siamo mai stati così tanti, non abbiamo mai cementificato così tanto. Senza gli alberi, città e paesi, zone industriali e commerciali, diventano invivibili. Senza il verde, la vita è insopportabile, soprattutto per gli anziani, che sono ormai la maggioranza della nostra popolazione, oltre che per i bambini, per tutte le persone più fragili, per gli animali domestici.

Deve cambiare profondamente l'amministrazione del territorio, paese per paese, comune per comune, sia nelle zone urbane che nelle zone ancora rurali. Segnaliamo, fra le tante, la riflessione di un agronomo che ha lavorato per il verde a Monza, intervistato il 27 luglio 2023 da Il Cittadino di Monza e Brianza, Ambrogio Cantù, che propone spunti interessanti e, soprattutto, lancia un allarme sulla mancanza di custodi competenti del verde pubblico e privato, che invece dovrebbero essere presenti in tutte le comunità e territori.

La foto del post è tratta da un video del "Contadino Nick", un coraggioso e brillante giovane di Desio, agricoltore per passione, che purtroppo ha sofferto anche nel suo campo la caduta di alberi che erano forti e sani.

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A cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Desio, 28 luglio 2023

 

Solidarietà alla Romagna

Riceviamo e volentieri diffondiamo questo comunicato degli autonomisti romagnoli che si stanno attivando attraverso Rumâgna Unida (da Faenza, 6 maggio 2023):

ANNO 2023: ALLUVIONE IN ROMAGNA

Romagna, 6 maggio 2023

Esprimiamo enorme dolore per quanto accaduto in Romagna nei giorni scorsi; condoglianze ai famigliari dei deceduti e solidarietà a chi è stato colpito da alluvioni e frane che hanno coinvolto abitazioni ed attività. L’augurio sincero è che quanto prima si possa tornare ad una situazione di normalità.

Ora non è il momento delle polemiche e nemmeno delle passerelle dei politici di turno. Ora è il momento di rimboccarsi le maniche e spalare il fango. Verrà in seguito anche il tempo di analizzare in profondità cause ed eventuali responsabilità.

Sebbene non si ricordino fenomeni simili in area romagnola da tempo, già oggi possiamo affermare che è sbagliato considerare tali eventi come “eccezionali”. Si rischia la sottovalutazione, che evidentemente c’è stata.

Le criticità idrauliche del Lamone e di altri corsi e canali, sono lì da sempre! Inoltre sappiamo da anni che il cambiamento climatico in atto ci pone di fronte a nuove sfide e ci deve portare ad adottare misure di prevenzione più efficaci. Le domande che ci poniamo a che porremo alle istituzioni competenti in materia sono numerose. Vi erano risorse stanziate per le opere di prevenzione e di manutenzione dei corsi d’acqua? Tali risorse erano adeguate? Correttamente ripartite? Utilizzate pienamente? Che ruolo ha giocato la attuale amministrazione regionale? Se emergeranno responsabilità, esse dovranno avere conseguenze.

Nel ringraziare vigili del fuoco, protezione civile e tutti coloro che si stanno adoperando per il ritorno alla normalità, auspichiamo un reale rapido ristoro economico, al di là degli annunci roboanti di queste ore, da parte degli organismi regionali e statali competenti.

Infine, siamo fermamente convinti che il governo del territorio debba essere locale. Chi è del posto meglio conosce le proprie specificità. Con adeguate e proporzionate risorse, pur sapendo che non si potranno del tutto evitare certi eventi, ci si potrà però difendere meglio. Certamente meglio di quanto mostrato in questi primi giorni di maggio 2023 quando è venuta a galla l'impreparazione, su diversi fronti della gestione idraulica, di quella regione troppo grande e troppo composita, formata da Romagna e province emiliane, che qualcuno dei suoi responsabili insiste nel definire esemplare... Mentre, a nostro parere, fuori da Bologna e a Est del fiume Sillaro, essa è uno strumento di governo inadeguato.

Un gruppo di autonomisti romagnoli di Rumâgna Unida

 

 

Un ricordo di Alex Langer

Grazie alle ACLI e all'iniziativa del giornalista e studioso Francesco Lauria, giovedì scorso 18 settembre 2025 è stata ricordata a Prato in Toscana la figura di Alex Langer. Sono intervenuti il prof. Marco Deriu, professore di sociologia a Parma, e Uwe Staffler, amico personale e ultimo assistente di Langer, durante il suo mandato come eurodeputato capogruppo dei Verdi al Parlamento europeo. E' stata una delle iniziative che vengono organizzate nel trentesimo anniversario della morte dell'importante figura dell'ambientalismo europeo.

Alex (Alexander all'anagrafe) Langer nacque a Sterzing-Vipiteno il 22 febbraio 1946 in Sudtiriolo, da una famiglia borghese liberale e antinazista. Ricevette una formazione cristiano-socale nella sua terra natale. La Toscana e Firenze, dove si era laureato in giurisprudenza ed aveva potuto frequentare La Pira, don Milani, padre Balducci, erano una seconda heimat per lui. Nella sua ricerca di radicalità, abbracciò Lotta Continua e successivamente diventò un pioniere delle nuove sinistre radicali e libertarie, fino al momento in cui si impegnò totalmente nell'organizzazione di una risposta politica e culturale alla crisi ambientale dell'umanità su questo pianeta.

La sua scelta ambientalista è stata definita una vera e propria conversione all'ecologia. Langer riteneva necessari cambiamenti negli stili di vita individuali, insieme alle trasformazioni sociali. La sua vita personale era coerente con queste convinzioni, aspirando a un rigore quasi monacale. Come politico a tempo pieno, fu un esempio di rigore nell'amministrazione del suo appannaggio europarlamentare. In un mondo dominato dall'egemonia culturale del neoliberismo che impone di essere sempre "competitivi", veloci e feroci, lanciò il motto lentius, profundius, suavius (più lentamente, più profondamente, più dolcemente) e cercò sempre di metterlo in pratica.

Comprese molto prima di altri i pericoli della manipolazione genetica del creato e della stessa persona umana. Ben conosciuto è l'impegno del politico sudtirolese per le autonomie, la convivenza interetnica, la promozione dei diritti umani, la pace, la riconciliazione dopo il dramma della dissoluzione violenta della Federazione della Jugoslavia. Rifiutò gli schematismi e le rigidità delle vecchie divisioni sinistra-centro-destra. Fu sempre uomo di dialogo e promotore di cooperazione tra famiglie ed esponenti politici diversi, in particolare con il mondo cristiano-sociale e con le autonomie.

Alla soglia dei cinquant'anni, la sua radicalità gli divenne un macigno insopportabile e pose fine tragicamente alla sua vita, a Firenze, il 3 luglio 1995, lasciando un biglietto, scritto nella sua lingua madre, in cui quasi chiese scusa di non farcela più e ci pregò di continuare ciò che era ed è giusto fare.

Riposa in pace, Alex Langer.

Prato, 20 settembre 2025 - a cura della segreteria interterritoriale 

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Per approfondire la figura e gli scritti di Alexander Langer :   

https://www.alexanderlanger.org/it

http://www.ecologist.it/index.html (edita da Giannozzo Pucci, impegnato per l'ecologia profonda e mentore della Lista Verde di Firenze)

https://transform-italia.it/wp-content/uploads/2023/01/A-L-e-il-suo-contributo-al-pensiero-ecologista.pdf 

 

Un'alleanza per salvare Palermo

Riceviamo dalla Segreteria del Movimento Siciliani Liberi e volentieri rilanciamo:

UN'ALLEANZA PER SALVARE PALERMO

Domenica 21 novembre 2021 si è svolto un incontro, l'ennesimo, in vista delle prossime elezioni amministrative di Palermo a Palazzo Varvaro Pantelleria.

È da circa un anno che l'arch. Ciro Lomonte, il segretario di Siciliani Liberi, partecipa a incontri con varie realtà di Palermo e dialoga, nel segno del civismo, con associazioni di cittadini, gruppi di volontariato, in vista dell'appuntamento di giugno 2022 per il rinnovo dell'amministrazione della città.

La riunione di domenica è stata aperta dall'appello del segretario a ragionare sul metodo, più che sui programmi. La coalizione cui si prova a dare vita vuole essere un'alternativa seria ai partiti italiani.

Il dibattito è stato animato da Giuseppe Vizzolo, Marcello Muratore e Pippo Catalano (Forza Palermo); Fabio Alfano, Liboria Ribaudo, Rita Barbera, Gaspare Citarrella (Bene Collettivo - Progetta Palermo); Nadia Spallitta, candidata sindaco nel 2017; Danilo Lannino, Francesco Raffa (Rigeneriamo Palermo); Claudio Fogazza; Giulia Argiroffi, attuale consigliere; Giovanni Moncada, presidente Associazione Comitati Civici; Marco Lo Dico, vicesegretario Siciliani Liberi. Erano presenti fra gli altri Giacomo Pillitteri, Filippo Occhipinti (ex consigliere comunale), Fabrizio Romeo. Hanno inviato dei messaggi, in quanto stavolta non potevano essere presenti, Daniele Pirrello (Sicilia, Futuro e Rinascita) e Alessandro Fontanini (Palermo merita di più).

Si punta a creare un comitato che coordini la coalizione, con le tre donne più rappresentative: Nadia Spallitta (vicepresidente del consiglio comunale nel periodo 2012-2017), Giulia Argiroffi (nota per la sua opposizione sempre ben argomentata in consiglio comunale), Rita Barbera (direttrice di carceri, fra cui il Pagliarelli). Questo comitato terrà le fila, in attesa di scegliere una o un candidato sindaco di comune accordo, con un programma di rinascita di Palermo condiviso da tutte le realtà dell'alleanza.

Per seguire questo cammino di autogoverno politico e amministrativo di Palermo:

https://www.sicilianiliberi.org/2021/11/21/unalleanza-per-salvare-palermo/

Una pietra sopra il ponte di Messina

 Un breve ma fulminante intervento contro il ponte sullo Stretto di Messina del professore Massimo Costa, mentore del movimento politico Siciliani Liberi, in campagna elettorale per le regionali siciliane del 25 settembre 2022, come candidato vicepresidente a fianco di Eliana Esposito, candidata presidente dei Siciliani Liberi. Parlare del ponte è il diversivo di tutti i politici che non sanno più cosa dire al popolo siciliano, un vero e proprio strumento di distrazione di massa.

Il ponte è un progetto faraonico, dai costi improponibili, contrario a ogni prospettiva di transizione ambientale. E' irrealizzabile ma se anche lo fosse sarebbe da respingere come progetto colonialista e centralista, che renderebbe la Sicilia ancora più periferica e marginale, un'area da cui continuare a estrarre risorse e da cui far emigrare manodopera per lo sviluppo delle capitali economiche italiane.
Autonomie e Ambiente diffonde questo conciso e duro intervento del professore Massimo Costa, perché il no a questa opera faraonica è un tema largamente condiviso nella nostra rete e già trattato sul nostro sito con un intervento dell'arch. Ciro Lomonte, segretario politico dei Siciliani Liberi.

Fermare la follia del ponte di Messina non è solo un dovere dei Siciliani Liberi e di Eliana Esposito, l'unica candidata presidente che si oppone (gli altri cinque - tutti subalterni al sistema politico centralista e privi di cultura dell'autogoverno - hanno già detto sì).

E' una scelta che necessariamente riguarda e coinvolge tutti i movimenti civici, ambientalisti, autonomisti, decentralisti d'Italia e d'Europa.

 

Vivibilità Italia si riunisce a Firenze il 21 febbraio 2026

Sabato 21 febbraio 2026 si riunisce a Firenze la terza conferenza nazionale delle realtà locali in rete con il movimento "Vivibilità Italia".

I lavori si svolgeranno al cinema teatro "La Compagnia", in via Cavour 50R, dalle 10.30 alle 13. Il tema scelto è

CITTÀ E TERRITORI A MISURA D’UOMO

Dopo Napoli e Roma, la terza Conferenza sulla Vivibilità vede Firenze ospitare le delegazioni dei comitati e delle associazioni civiche che si occupano di Vivibilità Urbana, gestione e fruizione dello spazio pubblico nel rispetto dei diritti dei residenti.

Questo terzo appuntamento vuole consolidare e ampliare con nuovi soggetti questa rete di gruppi civisti, fatta di professionisti competenti e cittadini appassionati, che intendono difendere i luoghi in cui vivono e che si candidano come interlocutore attivo e propositivo nel panorama nazionale, non più solo spettatori o, al massimo, oppositori di un sistema, ma promotori di idee, iniziative, nonché controllori attenti del rispetto delle regole finalizzato a conservare una corretta socialità di vicinato.

Il cortocircuito creato dal potere economico/finanziario/politico inficia il rapporto fra cittadini e politica stessa a causa di una pianificazione urbanistica che appare sempre più volta ad un interesse economico immediato e non alla qualità della vita, creando disuguaglianze socioeconomiche e disparità di vivibilità che credevamo patrimonio del passato. Tutto ciò impone al movimento di salire quel gradino che obblighi gli amministratori a prestare maggiore attenzione alle comunità e alla qualità della vita. L'Italia ha bellissime città dove i cittadini non sono felici perché i bisogni dei fruitori e degli investitori sembrano avere la precedenza sui bisogni di chi le abita. Locali, spazi, orari, patrimoni immobiliari pubblici sono declinati in funzione di un turismo sempre più invadente ed invasivo che non tiene conto del disagio che questo continuo Luna Park ed occupazione dello spazio comporta ai residenti. La fuga dei cittadini dai centri storici, la speculazione immobiliare dei grandi fondi di investimento, con il passaggio da economia a finanza, sono gli effetti più evidenti, ma possono essere ben intuibili gli effetti di queste scelte sul medio e lungo termine: dipendenza da una economia di export, lavoro povero, costi energetici altissimi e insicurezza a 360 gradi. A Firenze si discuterà di questi ed altri temi, si cercherà soprattutto di concretizzare un impegno comune, una collaborazione sempre più strutturata e produttiva per contrastare questa visione di città come "miniere" da cui estrarre risorse, grazie alla speculazione immobiliare e all' "overtourism".

L'incontro fiorentino ospiterà anche coloro che si oppongono allo sfruttamento distruttivo di territori rurali, zone montane, piccole e grandi isole.

Il futuro di Firenze e delle altre piccole e grandi città, delle valli, dei territori, non è finire sotto il dominio della "torre nera" (così alcuni chiamano il famoso "cubo" che ha deturpato il panorama dopo l'insensata distruzione del bellissimo teatro comunale.

I cittadini possono reagire, con forme antiche o nuove di partecipazione attiva e di ripristino dell'intangibilità dei beni comuni.

Elenco degli interventi in scaletta:

RICCARDO GALIMBERTI - Segretario di "RiBella Firenze"; moderatore di “Ora Toscana - Autonomie e Ambiente – E.F.A.", che ha svolto un ruolo cruciale nell'organizzazione dell'evento

LAURA MANGANARO (studiosa e attivista per la difesa del patrimonio urbano di Firenze)

GENNARO ESPOSITO (presidente "Comitato vivibilità cittadina" e consigliere comunale di Napoli)

MARTINA ZENNARO (presidente "Comitato danni da Movida" di Venezia)

NICOLA ALBERTO BARONE (presidente "RACV - Rete di associazioni per una città vivibile")

ANNA LA BRUNA (coordinamento associazioni e comitati residenti centro storico di Catania)

MAURO VAIANI (segretario di "Autonomie e Ambiente" e garante di "Ora Toscana")

MARCO MONTICELLI (capogruppo di Fare Città nel consiglio comunale di Campi Bisenzio)

MICHELE ZUDDAS (attivista della popolare iniziativa sarda anti-speculazione eolica “Pratobello24")

ALBERTO MARTINI (fondatore di "Aria nuova per Firenze")

FABRIZIA IEZZI MUGELLO (a nome di T.E.S.S. - Transizione energetica senza speculazioni)

FRANCESCA MARRAZZA FIRENZE (Presidente di "RiBella Firenze" - moderatrice di "OraToscana")

Link al programma della III assemblea di Vivibilità Italia a Firenze, 21 febbraio 2026

 

Firenze, 14 febbraio 2026, San Valentino, a cura dei promotori del III convegno "Vivibilità Italia" 

 

Voci siciliane contro il faraonico progetto del ponte sullo Stretto di Messina

Ci sono voci siciliane che si sono sempre opposte alla costruzione di un ponte sullo Stretto di Messina. A conservarle con coerenza nel tempo, senza mai cedere agli ondeggiamenti opportunistici della politica siciliana, italiana ed europea, sono stati gli attivisti del Movimento Siciliani Liberi, la giovane organizzazione fondata il 3 gennaio 2016 a Pergusa. Siciliani Liberi ha raccolto l'antico patrimonio culturale e politico degli storici movimenti per il pieno autogoverno della Sicilia in Europa. Il movimento è membro di Autonomie e Ambiente e di European Free Alliance. Fra le molte ragioni "No Ponte", una è insuperabile: dopo cinquant'anni in cui si è lentamente preso coscienza che abbiamo antropizzato, inquinato, sfruttato, cementificato, imbruttito troppo il pianeta, un'opera di ingegneria umana così faraonica è semplicemente insostenibile. Nulla e nessuno può giustificare un cambiamento così radicale della geografia della grande isola al centro del Mediterraneo (e della vicina piccola penisola delle Calabrie). Non c'è nessun disprezzo per l'ingegneria e per le tecnologie, in questa obiezione. Si tratta di avere maturato un senso del limite, per amore del Creato e delle generazioni future, oppure brancolare ancora nel buio, accecati dalla hybris che sta conducendo la specie umana verso l'autodistruzione.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalla segreteria del Movimento Siciliani Liberi:

 

Siciliani Liberi, partito della tradizione indipendentista per l'autogoverno, aderirà al corteo "No Ponte del 9 agosto 2025 in piazza a Messina. Il partito scende in piazza accanto ai cittadini per protestare contro una decisione capestro che non apporterà nessun beneficio e schiaccia i diritti dei cittadini attraverso pratiche scorrette. Alla manifestazione parteciperà anche la Segretaria del partito, Eliana Esposito,  candidata alla presidenza della Regione Siciliana alle ultime regionali.

Ancora una volta Siciliani Liberi è al fianco del comitato "No Ponte", che riunisce tante realtà associative e civiche, per ribadire il proprio NO ad una infrastruttura che devasterebbe il nostro territorio senza che ve ne siano i benefici. 

La Sicilia è centro del Mediterraneo e non periferia o Terminal d'Europa. La Sicilia deve cambiare prospettiva. Dobbiamo divenire un centro logistico del Mediterraneo, crocevia di flussi turistici e commerciali sostenibili fra Europa, Medio Oriente, Africa e Asia.

Segreteria Siciliani Liberi

Palermo - Catania - Messina, 8 agosto 2025

- - - Approfondimenti - - -  

La storica "pietra" sopra il ponte del prof. Massimo Costa  

 

 

L'intervento contro l'ecomostro faraonico dell'arch. Ciro Lomonte

2021 11 22 Ciro Lomonte Alleanza x Palermo