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Sanità PUBBLICA e PROSSIMA

Cavarzere e Cona, una straordinaria esperienza di medicina di prossimità

Dopo la IV assemblea generale di Imola, valorizziamone i contenuti.

Partiamo dalla straordinaria esperienza portataci dalla dott.ssa Ornella Mancin e dalla dott.ssa Tiziana Mattiazzi. Sono scese a Imola dal loro territorio, i comuni di Cavarzere e Cona (che fanno parte della provincia di Venezia, oggi Città Metropolitana).

La loro straordinaria esperienza può essere ascoltata dalla loro voce qui:

I due comuni sono relativamente isolati, stretti a sud della laguna e poco a nord del delta del Po. Sono lontani dagli ospedali e hanno anche perso il piccolo ospedale di comunità che, prima dell'avvento dell'austerità, era il presidio sanitario del territorio. La popolazione è di poco meno di 15.000 abitanti, con età media avanzata e peraltro crescente (come ormai dappertutto, ma in particolare nei territori periferici).

Ornella Mancin è medico di famiglia e presidente della Cooperativa Medicina Futura, una esperienza decennale di Medicina Generale Integrata (MGI), secondo l'intuizione feconda che era stata resa possibile dal Decreto Balduzzi del 2012, purtroppo rimasto largamente inattuato.

Medicina Futura è un esempio di medicina territoriale pubblica (con la collaborazione di medici liberi professionisti). Una esperienza reale, mentre la politica, negli ultimi anni, piange lacrime di coccodrillo. Ridotti e sprofessionalizzati i medici di famiglia, lasciati declinare i distretti sanitari, chiusi i piccoli ospedali, oggi coloro che hanno creato il disastro vorrebbero farci credere che lo risolveranno con le "case di comunità" di Draghi e del PNRR. Vedremo.

Ornella Mancin ha studiato (anche all'estero, per esempio l'esperienza portoghese diffusa dal Livro Azul) e soprattutto praticato una sanità pubblica di prossimità, fondata sulla relazione di fiducia tra il paziente e il medico di famiglia, l'ascolto, la prevenzione, l'integrazione fra cure e servizi sociali. Tiziana Mattiazzi, già amministratrice locale nel territorio, oggi è dirigente della cooperativa Medicina Futura e animatrice di una cultura della solidarietà comunitaria.

2024 12 06 Imola Mancin

Qui gli appunti sulla eccezionale esperienza di Cavarzere e Cona, lasciatici dalla dott.ssa Mancin (nella foto sopra).

2024 12 06 Imola Mattiazzi

Qui la riflessione di Tiziana Mattiazzi.

A nome di tutta l'assemblea e in particolare del nostro gruppo di lavoro politico Sanità Pubblica e Prossima, ringraziamo le oratrici. Siamo profondamente incoraggiati dal successo di questa esperienza, che è riuscita a vincere - cosa per nulla facile - le diffidenze e le pigrizie della politica locale,  regionale, centrale.

Imola, 13 dicembre 2024

A cura della segreteria interterritoriale e delle oratrici

 

Il compito delle autonomie verso le elezioni del 2026 e del 2027

Autonomie e Ambiente (AeA) è una sorellanza di movimenti territoriali, gruppi civici, attivisti appassionati di autonomie personali, sociali, territoriali. La nostra rete esiste per farli incontrare e collaborare sul piano politico ed elettorale, non certo per irreggimentarli in una qualche forma di organizzazione unitaria. Siamo lo strumento confederale al servizio di ciò che ci viene chiesto in tanti messaggi e disponibilità che ci arrivano dalla primavera dell'autonomia trentina, dai territorialisti pugliesi, dalla Toscana, da ogni regione e territorio d'Italia e anche dall'Europa, dove siamo partner EFA per portare avanti l'ideale dell'Europa delle regioni, dei territori, dei popoli - l'unica possibile!

Le nostre radici sono profonde. Siamo ancorati alla Carta di Chivasso del 1943. Siamo gli eredi di coloro che hanno combattuto per la Repubblica delle autonomie. Siamo ispirati dalle intuizioni del Movimento Comunità di Adriano Olivetti, fondato il 3 giugno 1947 (di cui nel 2027 onoreremo l'ottantesimo anniversario). Riscopriamo il pensiero e l'azione di Bruno Salvadori e delle liste Federalismo, che unirono le forze promotrici di autogoverno dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, dalla Sardegna al Friuli. Recuperiamo le lungimiranti esperienze di confederalismo politico delle originarie liste verdi e delle prime leghe. Nel 2019 siamo ripartiti, con Autonomie e Ambiente, dalle macerie lasciateci dai ciarlatani, dai populisti e dai nazionalisti

Stiamo tuttora attraversando una lunga zona d'ombra, in cui pochissimi media si accorgono di noi. Nei sondaggi politico-elettorali siamo ancora nascosti fra gli "altri", ma riusciremo ad emergere. Siamo già un punto di riferimento per gli autonomismi storici, i gruppi civici autonomi, i nuovi territorialismi. Abbiamo sgombrato i canali di comunicazione verso gli amici della sussidiarietà e delle autonomie personali, sociali, territoriali, che ritroviamo nelle migliori tradizioni cristiano-sociali, socialiste riformiste, liberal-democratiche, civiche e civili.

Siamo forse una minoranza, ma una minoranza necessaria per chiunque voglia costruire una nuova stagione riformista per l'Italia e per l'Europa, dopo l'impressionante serie di fallimenti del centralismo politico degli ultimi trent'anni (sia che governassero le sinistre, i centrismi, le destre, i populismi, o i tecnocrati sedicenti "migliori").

 

2025 11 nuovo logo EFA AeA insieme

 

In questo anno 2026 le realtà di Autonomie e Ambiente promuoveranno insieme la partecipazione al referendum costituzionale sull'ordinamento giudiziario del 22-23 marzo, rifiutando gli eccessi di polarizzazione e le strumentalizzazioni. Essendo il tema assai risalente e non avendo la riforma contenuti centralisti, i nostri leader locali voteranno secondo le proprie convinzioni, nella massima libertà.

Successivamente ci dedicheremo alle elezioni amministrative. Ci candideremo oppure appoggeremo i candidati amici delle autonomie, specialmente i civici indipendenti e autonomi, per il buongoverno dei nostri territori, comune per comune. Solo amministrazioni locali forti e competenti possono, secondo i principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza (art. 118), garantire efficacia, efficienza e prossimità ai cittadini, in particolare ai più anziani, ai più fragili, alle piccole e medie aziende, ai piccoli agricoltori custodi del territorio, alle comunità più periferiche e marginali. I consiglieri comunali sono un baluardo cruciale in questo tempo di erosione della democrazia e continueremo a lottare per restituire loro dignità e poteri.

Deve continuare la nostra lotta nonviolenta, insieme a molte altre realtà politiche, culturali e della società civile, seguendo il magistero, fra gli altri, del compianto Felice Besostri, per avere leggi elettorali più giuste per tutti. E' necessario superare il Rosatellum e dobbiamo spenderci per una legge elettorale migliore con cui andare alle elezioni politiche previste per il 2027. Settarismo, estremismo, una velenosa polarizzazione, l'incubo del presidenzialismo, populismi, nazionalismi, vecchie e nuove forme di centralismo autoritario, saranno fermate solo restituendo centralità a istituzioni rappresentative di molti, non di pochi.

Il mondo delle autonomie deve avere una voce più forte nelle istituzioni, a ogni livello. Autonomie e Ambiente ci crede e lavora per questo, non in solitudine, ma aprendosi a ogni necessaria collaborazione politica ed elettorale.

Per dialogare con Autonomie e Ambiente: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Genova, domenica 1 febbraio 2026 - A cura della segreteria interterritoriale

Messaggio diffuso con la newsletter di lunedì 2 febbraio 2026, festa della Candelora

L'immagine di corredo al post è una vista rasserenante e ispirante dei Prati di Sant'Orso, che richiama le radici spirituali del nostro impegno per le autonomie, tratta da questo sito del FAI

 

Per una sanità pubblica e prossima

Parte oggi, giovedì 7 settembre 2023, un gruppo di lavoro politico interterritoriale per una sanità PUBBLICA e PROSSIMA in tutti i territori della Repubblica delle Autonomie. Cominciamo dalle cose semplici, necessarie, urgenti: ogni persona ha diritto a un medico di fiducia, che la aiuti ad ammalarsi di meno, non solo a curarsi; ogni comunità locale ha diritto a un ambulatorio sanitario di prossimità. Senza ricostruire questi due fondamentali presidi, aggiornandoli alle esigenze di oggi, le autorità locali non potranno gestire adeguatamente le strutture più complesse, dalle case della salute agli ospedali più specializzati.

Dobbiamo ritornare umani, anche in sanità. Il servizio sanitario pubblico deve tornare a essere una missione di solidarietà e coesione sociale. E' tempo di dire basta all'aziendalismo, al trattamento delle persone come numeri o come bestiame, alla ricerca sconsiderata del profitto attraverso la vendita di farmaci e dispositivi medicali.

Con questo gruppo di lavoro politico interterritoriale, il Patto Autonomie e Ambiente si fa carico in Europa, nello stato italiano, nelle regioni e province autonome, nei comuni, di un radicale rovesciamento di mentalità, per conservare quanto di buono c'è stato fin qui, fermare il declino, avviare la ricostruzione di una sanità pubblica, prossima, a misura di persona umana.

C'è un centralismo anche in sanità, che è ancora più autoritario e crudele di altri, perché priva la persona umana di un sostegno nei momenti più cruciali e difficili: la nascita, la crescita, la sovranità sul proprio corpo, la malattia, l'incidente, l'invecchiamento, una morte dignitosa quando è giunto il momento. Questo centralismo sanitario viene mascherato da una martellante propaganda sulla necessità di austerità, sulla pretesa che la tecnologia e il digitale possano sostituire il rapporto umano, sull'arrogante presunzione di regolare tutto da pochi centri di potere - peraltro condizionati dagli interessi delle grandi multinazionali.

Il gruppo di lavoro politico interterritoriale viene promosso dalla presidenza, in attuazione delle decisioni della II e della III assemblea generale del nostro Patto Autonomie e Ambiente, in collaborazione con il Forum 2043 e con autorevoli attivisti per la sanità pubblica nei diversi territori, prima fra tutte Claudia Zuncheddu, la nostra associata impegnata da sempre per la sanità pubblica di prossimità, una battaglia che nel suo territorio è intimamente legata alle lotte per l'autogoverno della Sardegna.

La partecipazione è aperta ad attivisti, operatori, amministratori, cittadini che credono nei valori della Carta di Chivasso e nelle autonomie personali, sociali, territoriali.

Per restare informati, è necessario iscriversi alla newsletter di Autonomie e Ambiente.

Per coloro che vogliono contribuire operativamente, è stato aperto un gruppo Telegram pubblico:

https://t.me/PattoAeASanitaPubblicaProssima

Rimanete collegati.

Quella per la sanità pubblica e prossima è una campagna cruciale, dove si manifestano immediatamente i vantaggi di una maggiore vicinanza fra amministrati e amministratori, con forme di autogoverno al più basso livello possibile.

Udine - Venezia - Milano - Torino - Firenze - Cagliari - Napoli - Palermo, 7 settembre 2023

A cura della segreteria interterritoriale del Patto Autonomie e Ambiente

 

Primi spunti di lavoro per la sanità pubblica e prossima

Impegno del Patto Autonomie e Ambiente a lavorare politicamente per la sanità pubblica e prossima: primi spunti di lavoro

Venezia – Milano – Firenze – Roma – Napoli – Palermo – Cagliari, 11 settembre 2023

Siamo impegnati, come sorellanza di forze, gruppi e persone impegnate politicamente nei territori della Repubblica italiana e in Europa, per una sanità pubblica e prossima, gratuita e universale, sostenuta dalla ricerca pubblica, indipendente dalle multinazionali, gestita valorizzando merito e competenza, autodeterminata dalle persone, autogovernata dalle autorità locali, capillarmente presente in ogni territorio andando incontro alle reali necessità delle popolazioni.

Per questo abbiamo costituito il gruppo di lavoro politico interterritoriale per una Sanità Pubblica e Prossima, costituito da persone competenti e impegnate: amministratori, studiosi, operatori, attivisti della resistenza territoriale contro l’austerità e le chiusure dei presidi.

Concretizzeremo i principi di autonomia politica, culturale ed economica della Carta di Chivasso in progetti che pongano fine all’attuale metastasi normativa, alla burocrazia che soffoca le persone, ai disastri del centralismo sanitario (europeo, italiano e in atto in molte sanità regionali), che provoca insieme degrado, sprechi, incuria dei beni pubblici e umiliazione delle persone umane.

Nel nostro lavoro politico, per mettere in grado il Patto Autonomie e Ambiente di fare proposte competenti e serie, mettendo ben a fuoco le responsabilità del disastroso stato della sanità pubblica, mai ci vedrete a fare “iniziative” insieme a coloro che della sanità sono stato sino a oggi i carnefici: tecnocrati internazionali, partiti centralisti, alta e media dirigenza sanitaria conformista e prona alle multinazionali, capi di sindacati ripiegati su posizioni corporative.

Il lavoro inizia con la definizione di un obiettivo politico ambizioso e insieme minimale: il pieno dispiegamento di una sanità territoriale di prossimità.

Di seguito alcuni stimoli di lavoro, con prese di posizioni che oggi a molti appariranno lunari ma che invece devono tornare a essere terrestri, anzi territoriali:

1 La sanità, secondo il Patto Autonomie e Ambiente, deve essere pubblica e prossima, per la salute di oggi e il bene delle generazioni future.

2 La persona umana ha diritto ad avere un medico generale di fiducia, che la assista nel rispetto della sua autonomia costituzionale (Art. 32).

3 Al medico di famiglia deve essere garantita autonomia professionale, scientifica, logistica, economica, oltre che autorità nel sistema sanitario pubblico (Art. 33).

4 Il medico di famiglia deve seguire e visitare ciascuna persona che gli si è affidata, anche a domicilio se necessario, facendo quanto in suo potere perché ella si ammali il meno possibile.

5 Ogni comunità locale deve avere un suo ambulatorio locale pubblico, dove i cittadini possano incontrare facilmente il proprio medico di fiducia, o un suo sostituto, oltre che una segreteria e una infermeria per le necessità più comuni.

6 A nessuna persona dovrà mai essere imposta un'identità digitale per accedere ai servizi sanitari.

7 Nessun medico che decide di lavorare nella sanità pubblica territoriale può svolgere attività a pagamento

8 Nessun medico della sanità pubblica territoriale può partecipare ad attività informative o formative che non siano organizzate da una università pubblica.

9 Dopo il pieno dispiegamento della sanità territoriale di prossimità, le autorità territoriali potranno più ragionevolmente dimensionare le strutture sanitarie per cure più intensive, complesse, specialistiche, secondo principi costituzionali di sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione (Art. 118).

10 Non chiediamo alla sanità pubblica territoriale di porre rimedio ai guasti prodotti da una società malata: non ci saranno mai risorse sanitarie sufficienti per curare esseri umani avvelenati e rovinati dal degrado ambientale, dal consumismo sfrenato, dal pensiero unico indotto dalle multinazionali e dai loro media.

11 Per fermare le tendenze ecocide, genocide e suicide del nostro tempo, il Patto Autonomie e Ambiente è impegnato in un programma più generale per le autonomie personali, sociali, territoriali, in continuità con i valori della Carta di Chivasso, che sono alla radice del nostro umanesimo autonomista.

 

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