Maurizio Onnis sul 25 febbraio 2024: Coalizione Sarda, perché i Sardi scelgano il proprio destino
ELEZIONI REGIONALI IN SARDEGNA - AL VOTO IL 25 FEBBRAIO 2024
Intervento di Maurizio Onnis
(Sindaco di Villanovaforru, candidato nella Coalizione Sarda, Lista Vota Sardigna - Circoscrizione Medio Campidano, associato di Autonomie e Ambiente)
Villanovaforru, 4 febbraio 2024
A venti giorni dalle elezioni regionali della Sardegna, possiamo stabilire alcuni punti fermi. Ai miei occhi di indipendentista, di sindaco di Villanovaforru (piccolo comune del sud dell’isola), e di candidato della Coalizione Sarda, appaiono chiare tre cose.
1. In Sardegna l’urgenza maggiore non è battere la destra, ma battere la destra e la sinistra. Quest’ultima ha infatti, nel disfacimento della nostra regione, le stesse responsabilità della destra. Maturate negli anni in cui è stata al governo e segnatamente nel corso della legislatura 2014-2019. Allora, così come sotto la destra nel quinquennio 2019-2024, non si sono affrontati e non si è riusciti a dare nemmeno una parvenza, un inizio di soluzione ai terribili problemi che affliggono la Sardegna, relegata agli ultimi posti di ogni graduatoria europea: che si tratti di qualità dei servizi o di indice infrastrutturale, di numero di laureati o di trasparenza della pubblica amministrazione.
2. La Coalizione Sarda non è una tradizionale alleanza di sigle accomunate dall’ideologia, quest’ultima pressoché sparita dal dibattito politico. E nemmeno, se non da pochi ed essenziali, punti di programma. È molto più simile a un rassemblement alla francese, garantito da chi l’ha creato. Spetta a Renato Soru il compito di dare corpo alla dichiarata “sardità” della Coalizione. E spetta a lui, per primo, il compito di piegare a questa sardità chi della Coalizione fa parte. Fino a quando tale “sardità” verrà assicurata, in programmi e azioni, ci staremo dentro: io e molti altri che lottano da tanto tempo per l’autodeterminazione dei Sardi.
3. È importante anche il dopo. È fondamentale che la Coalizione Sarda duri oltre il 25 febbraio, giorno delle elezioni. Perché il vero obbiettivo è inserire un cuneo, una zeppa, nel bipolarismo di marca italiana, recepito anche dalla ingiusta legge elettorale sarda. Questa dà un fortissimo premio di maggioranza al candidato presidente che superi il 25% dei voti ed esclude dal Consiglio regionale il candidato presidente che arrivi terzo. Svellere il bipolarismo significa portare a breve nelle istituzioni e nella lotta politica una nuova forza, davvero fondata sul desiderio dei Sardi di scegliere il proprio destino, prima e oltre i dettati del governo romano, prima e oltre le alchimie dei partiti italiani.
In poche parole: bisogna cambiare. E cambiare a partire dalla campagna elettorale, che personalmente conduco secondo i criteri della decenza: dire quel che si pensa, badare al concreto, non brigare, non mentire, non offendere, non fare vacue promesse. A queste condizioni, si può persino sperare di offrire alla Sardegna e ai Sardi un servizio utile.
Maurizio Onnis
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