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Cacciari cavat lapidem


Massimo Cacciari ha pubblicato un articolo su La Stampa dal titolo "Il riformismo che manca all'opposizione" (pag. 25, La Stampa di domenica 30 novembre 2025).

Cogliamo questa occasione per esprimere, per prima cosa, solidarietà al quotidiano di Torino, che è stato vittima di un atto di squadrismo sè-dicente "rosso".

Approfittiamo però di questo intervento di Cacciari per riconoscergli, una volta di più, il grande contributo che il filoso, politico e amministratore veneziano - e veneto, italiano, europeo, conosciuto e studiato in tutto il mondo - ha saputo dare nel tempo a un pensiero e a un'azione anticentraliste, antiautoritarie, civiche, ambientaliste, federaliste e confederaliste.

Ancora una volta Cacciari ci ricorda che il potere deve centralizzato, che servono cambiamenti istituzionali per separare e responsabilizzare le funzioni, che non c'è alternativa senza riforme decentraliste, che non si possono battere i centralisti senza un supplemento d'anima, di cultura, di un riformismo amico delle autonomie.

I leader mediatici che oggi comandano in Italia stanno ballando su una sorta di titanic, che sta per scontrarsi con l'iceberg della secessione dei cittadini dalla coesione sociale, di cui il crescente astensionismo non è altro che una sinistra anticipazione. Serve una reazione dal basso, dal mondo delle autonomie, della sussidiarietà, della responsabilità.

Cacciari non può essere facilmente silenziato dai media dominanti, ma la sua voce può essere apparsa debole, negli anni. Eppure somiglia molto alla goccia che spacca le pietre, evocata nell'antico motto latino gutta cavat lapidem.

Un antico riformismo autonomista sembra essere stata cancellato dalla scena mediatica, dopo la timida apertura che al tema fu concessa sul finire del secolo scorso (quando tutti si dicevano federalisti).

Ci sono state certamente timidezze, incapacità, errori da parte dei leader locali e territoriali - lo stesso Cacciari ha spesso parlato dei suoi - ma c'è stata anche una vera e propria "reazione" conservatrice, violenta, autoritaria, feroce contro la sussidiarietà e la responsabilità delle autonomie personali, sociali, territoriali.

La lettura dell'intervento di Cacciari di oggi su La Stampa ribadisce e insiste: la questione federalista in Italia, in Europa, nel mondo, non è eludibile.

Vale la pena di ripercorrere a ritroso la profondità, la continuità, la necessità del suo magistero.

Rileggiamo Cacciari che mette a fuoco i disastri della Lega nel 2025:
https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/venezia-mestre/politica/25_marzo_14/massimo-cacciari-il-progetto-federalista-e-stato-l-ultima-utopia-oggi-non-e-rimasto-nulla-la-lega-ha-fatto-disastri-f1474cbc-03ba-4dd6-bb1a-1b68cb9bexlk.shtml

Riascoltiamo Cacciari, in questa bella tavola rotonda del 2015, con Ilvo Diamanti, Mario Bertolissi, Paolo Zabeo, in cui venne anche commemorato Giuseppe "Bepi" Bertolussi: 

 

Cacciari contro una politica in cui gli schieramenti, il leaderismo, gli slogan avevano già sostituito i progetti, nel 2006:
https://www.filcams.cgil.it/article/rassegna_stampa/_intervista_m_cacciari_la_politica_non_ha_piu_progetti_#

Cacciari, quando da sindaco di Venezia, sollevò il tema del federalismo dal basso, nel 1995:
https://ilmanifesto.it/archivio/1995016346

Senza questa continuità di pensiero federalista e decentralista, senza queste radici, la Repubblica delle Autonomie e l'Europa delle regioni, dei territori, dei popoli, saranno spazzate via da vecchie e nuove forme di centralismo autoritario.

Altro che alternativa, altro che Europa, altro che pace, altro che transizione ambientale, ci aspetta,no se tutti coloro che sono gocce del decentralismo non si concentrano sui punti che possono spaccare le pietre del conformismo imposto dalle grandi concentrazioni di potere politico, economico, tecnologico.

Torino-Venezia, 30 novembre 2025 - A cura della segreteria interterritoriale di Autonomie e Ambiente