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Nonviolenza oppure l'abisso


2003 Grozny dettaglio Belyakov APP

Nel ritaglio dell'immagine di corredo a questo post si vede la distruzione di Grozny durante l'ultima guerra russo-cecena nel 2000. La foto è di Dmitry Belyakov per AP/Photo. Fonte: https://www.ilpost.it/2016/10/02/battaglia-di-grozny-aleppo/.

Al centro della scelta per la nonviolenza nel mondo contemporaneo c'è una riflessione cruciale: gli stati e le altre concentrazioni di potere politico, economico, culturale, non sono mai state così potenti come nella nostra modernità globalizzata.

Se coloro che si ribellano in difesa delle proprie cause, le ingaggiano sul loro terreno, la loro rovina è certa. Non importa quanto giuste fossero le loro ragioni. Non importa quanta solidarietà mediatica, economica, politica, essi abbiano ricevuto, anzi la solidarietà rischia di essere solo altra benzina sul fuoco.

Le grandi macchine della modernità non sono semplicemente in grado di fermarsi, una volta scatenate. L'esito è prevedibile: genocidio di intere popolazioni, ecocidio di interi territori. E non è affatto detto che si trovino degli arbitri, delle potenze terze, disposte a imporsi e interporsi.

Grozny, Aleppo, Gaza, le città curde, intere province d'Africa e d'Asia sono lì davanti a noi, solo come ultimi moniti.

Per il nostro mondo autonomista, per definizione composto da comunità circoscritte, che custodiscono i propri piccoli territori, la nonviolenza è l'unica via.

Non rifiutiamo violenza, terrorismo, settarismo, fanatismo, nazionalismo, guerre, solo per convinzioni più o meno radicate, ma primariamente perché siamo realisti. Conosciamo le nostre forze e vogliamo che i nostri territori e i nostri piccoli popoli sopravvivano.

Questa riflessione è fondamentale, per il nostro compito autonomista nel XXI secolo. Per questo dobbiamo confrontarci con i profeti, i pionieri, i tattici e gli attivisti della nonviolenza. Nel Forum 2043 abbiamo appena pubblicato un omaggio ad Aldo Capitini, profeta in Italia di disarmo, nonviolenza, pace.

Assisi, 19 ottobre 2025 - a cura della segreteria interterritoriale