Appunti dalla II sessione della Assemblea Generale 2021

Udine,21 marzo 2021

La II Assemblea Generale haavutocome tema “Ritorno alla Costituzione e agli Statuti -Fermare insieme il centralismo autoritario - Salvare la Repubblica delle Autonomie - Costruire un futuro di autogoverno per tutti dappertutto nella Repubblica Italiana e nell'Europa delle regioni, dei territori, dei popoli.”.

Hamoderatoi lavori Roberto Visentin, noto autonomista friulano, in rappresentanza del Patto per l’Autonomia Friuli-Venezia Giulia, la forza territoriale che esercita, con mandato triennale (2020-2023) la presidenza della rete, La segreteria dell’assemblea è stata affidata a Mauro Vaiani (esponente di Comitato Libertà Toscana).

Qui alcune note di rilievo dalla II sessione di ieri 20 marzo 2021, dedicata al nostro impegno nella Repubblica Italiana perché diventi una vera Repubblica delle Autonomie.

Ringraziamenti per i contributi preregistrati ricevuti

Anne Tomasi - II Assemblea Generale Autonomie Ambiente 2021 (in corsu)dirigente EFA che ci ha parlato di temi concreti di autogoverno della Corsica

Contributo del sen. Albert Lanièce per Autonomie e Ambiente II A.G. 2021sulle prospettive di resistenza al centralismo e il ritorno a un cammino comune verso il federalismo

Agostino D'Antonio - Montecopiolo e Sassofeltrio, il referendum tradito– Una testimonianza emblematica sul tradimento della volontà popolare nei territori

Massimo Costa (Univ. di Palermo - mèntore Siciliani Liberi) - Monete fiscali e locali– Un intervento cruciale per una profonda riforma delle finanze locali, dello stato e della Eurozona

Carlo Lottieri (Nuova Costituente) - Intervento alla II Ass. Generale Autonomie e Ambiente– Non siamo soli, facciamo rete per la democrazia e per le autonomie, facendo riferimento anche ad altre esperienze come il Comitato 22 ottobre

Luca Pardi (CNR-ASPO) Contributo sull'emergenza ambientale per la II Assemblea Generale di AeA– Un contributo cruciale per comprendere l’emergenza ambientale

No al deposito unico nucleare - Contributo di Liberu per la II Assemblea AeA - Giulia Lai (Liberu)– Un unico deposito delle scorie nucleari sarebbe una mostruosità, men che meno in Sardegna

https://www.autonomieeambiente.eu/news/38-emergenza-legge-elettorale (Coordinamento Difesa Costituzione)

https://www.autonomieeambiente.eu/news/37-sostiene-giuseppe-remuzzi (Scambio di idee con il prof. Giuseppe Remuzzi sulla necessità di cure domiciliari e precoci)

Interventi degli ospiti e dei delegati

Guido Grimod (https://www.unionvaldotaine.org/) - Riprendiamo l’utopia che fu lanciata da Bruno Salvadori – Uniamoci contro il centralismo, per l’autogoverno responsabile dei nostri territori

Per Franco Devias (https://www.liberu.org/ ) - In dialogo da tempo con Autonomie e Ambiente, per fare insieme un cammino di resistenza al centralismo e di decentramento dello stato italiano – Un passaggio necessario prima che un territorio come quello sardo, spopolato e impoverito dal colonialismo interno, possa perseguire il suo pieno autogoverno

Igor Gabrovec (https://slovenskaskupnost.org/ ) - Questo progetto politico è concreto, incontra nuovo interesse e nuove adesioni, per l’attuazione, intanto, delle autonomie come sono già previste dalla Costituzione e dagli Statuti

Moira Traversi (https://www.comitatolibertatoscana.eu/ ) - Impegno per l’autogoverno della Toscana e di tutti i territori – Centralità del ricostruire una sanità di prossimità, vicina a ciascuna persona – Verso autonomie più responsabili nei confronti del loro territorio e dell’ecosistema

Chantal Certan (presidente emerito di AeA, esponente della forza storica ALPE http://www.alpevda.eu/ ) - Grande soddisfazione nel vedere il ritorno in rete di forze storiche come la Union Valdôtaine – Impegno per la scuola, la cultura, l’ambiente, verso una primavera delle autonomie

Alfredo Gatta (http://www.prolombardia.eu/ ) - Una riflessione critica e autocritica su cosa è stato essere “indipendentista” in un territorio ampio, complesso e plurale come la Lombardia – Uscire dal centralismo italiano per un nuovo centralismo milanese? Evidentemente no – Criticare l’Italia per sposare un certo “nordismo”? Neanche – Noi siamo per l’autogoverno dei nostri territori in una vera Europa dei popoli

Emiliano Racca (https://www.facebook.com/liberielettori/ ) - Democrazia diretta e autogoverno nei territori, un progetto che nessuno finora ha mai coltivato – Non è più il tempo dei ragli antipolitici o del rancore – E’ tempo di impegnarsi, comune per comune, territorio per territorio

Gianluca Castriaciano (https://www.sicilianiliberi.org/ ) - Intanto dobbiamo ripristinare l’autonomia speciale della Sicilia, sulla carta la più avanzata – Tornare ad autogovernarci, trattenendo sul nostro territorio risorse e competenze, per ricostruire l’economia locale e porre rimedio alla devastazione del nostro ambiente e del nostro patrimonio culturale nazionale siciliano – In prospettiva, come la sorella Sardegna, la Sicilia punta al proprio pieno autogoverno

Federico Simeoni (https://www.facebook.com/patriefurlane/) - Un appello contro il centralismo italiano ma anche europeo – Facciamo rete per avere rappresentanza nelle istituzioni della Repubblicacon una legge elettorale che dia effettiva rappresentanza ai territori– Resistenza contro l’autoritarismo e il pensiero unico –Si tenta di mettere a tacere ogni opinione divergente e noi siamo tutti portatori di un pensiero non conformista

Fabrizio “Caveja” Barnabè (https://www.regioneromagna.org/ ) -Il potere centrale impedisce ai territori di essere quello che ritengono giusto, per esempio romagnoli, come i comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio; situazione emblematica di come è ridotta la Repubblica – Trent’anni di storia del MAR sono valorizzati dall’essere in questa rete che ci proietta verso il futuro – Autonomie e Ambiente ha demolito lo stereotipo odioso che rappresenta coloro che vogliono più autogoverno come “campanilisti” folkloristici – Ogni territorio lotta, a proprio modo, per la propria piccola o grande realtà, in una nuova prospettiva culturale – Noi lottiamo per la regione Romagna, che è poi il nostro contributo per battere il centralismo autoritario

Roberto Agirmo(https://www.facebook.com/Patto-per-lAutonomia-Veneto-369995733158468/ -Autonomie e Ambiente, vista dal Veneto, deve essere una rete di forze territoriali capaci di imporre la svolta nella Repubblica, verso il decentralismo – L’ Italia è un insieme di grandi diversità, che si è cercato di annacquare ma che non si è riusciti a livellare – Anche le nostre forze sorelle sono diverse, ma basta con il Divide Et Impera – Insieme possiamo cambiare la Repubblica,con solidarietà, e un domani costruire l’autogoverno, ciascuno il nostro

Ordine del giorno di solidarietà con Montecopiolo e Sassofeltrio

https://www.autonomieeambiente.eu/news/41-sostegno-alla-causa-di-montecopiolo-e-sassofeltrio

Promemoria: temi di Autonomie e Ambiente nel primo anno

Come abbiamo costruito con umiltà un minimo comun denominatore, o come dicono gli amici meridionalisti, una risultante, dopo essersi spogliati di ciò che ci impedirebbe di svolgere una azione comune per un decennio di ricostruzione della Repubblica delle Autonomie e dell’idea di Europa delle Regioni, senza le quali, peraltro, le nostre ambizioni di autogoverno per tutti dappertutto sarebbero vane.

https://www.autonomieeambiente.eu/news/24-una-legge-elettorale-piu-giusta-per-tutti

https://www.autonomieeambiente.eu/news/21-unire-le-forze-territoriali-qui-e-ora

https://www.autonomieeambiente.eu/news/13-questioni-urgenti-di-democrazia-nel-dopocoronavirus

https://www.autonomieeambiente.eu/news/11-autonomie-e-ambiente-chiede-che-regioni-e-territori-possano-ripartire-in-autonomia

https://www.autonomieeambiente.eu/news/8-perche-le-persone-e-i-territori-vivano-durante-e-dopo-l-emergenza-coronavirus

Conclusioni di Roberto Visentin

Senza pretendere di poter sintetizzare tutto, la presidenza si metterà al lavoro su alcuni temi concreti. La rete è nata dal basso, non c’era nulla di pronto. Stiamo costruendo un minimo comun denominatore, insieme. Segnaliamo tre aree di lavoro.

1) Fare una scelta netta sulla sanità: siamo per la sanità pubblica, universale, gestita nella massima sussidiarietà, autogestita al livello più basso possibile.

2) Gestione delle risorse naturali: basta con la rapina dell’ambiente e dei territori; non siamo colonie; ciò che ha valore deve produrre valore per i territori e solidarietà per tutti.

3) Emergenza democratica nelle istituzioni e nelle leggi elettorali: attualmente c’è un verticismo insopportabile; i territori e i cittadini non contano letteralmente più nulla.

Ci sono ovviamente molti altri temi che potremo sviluppare insieme, ma partiremo da questi tre: sanità; risorse locali; riforme elettorali.

Non siamo qua per fondere o per fondare nulla. Ciascuno resta se stesso. Ciascuno resti se stesso. Così saremo più forti per affrontare insieme le battaglie comuni.

Ringraziamenti

Le nostre famiglie, che ci supportano e ci sopportano nel nostro impegno politico, Massimo Marchetto (media manager Patto A. F-VG), Erika Adami (ufficio stampa Patto A. F-VG), Genny Perron (https://www.lepeuplevaldotain.it/), Alessandro Rampani (Radio Onyx), Renzo Giannini (videomaker di Prato in Toscana), lo studioso di dinamiche elettorali Gabriele Maestri (https://www.isimbolidelladiscordia.it/), Sergi Esteve e ovviamente tutta la segreteria EFA, la segreteria della Union Valdôtaine, la segreteria del Gruppo consiliare del Patto A. F-VG in regione F-VG, tutta la stampa, gli attivisti che ci seguono sulle reti sociali, gli attivisti di tanti movimenti territoriali che hanno mostrato interesse per noi e con cui ancora dobbiamo conoscerci e avviare un dialogo, gli appassionati di politica, tutti gli ascoltatori.

La II Assemblea Generale è chiusa. I delegati permanenti del collegio di presidenza saranno riconvocati sia attraverso il vecchio collegamento Whatsapp che attraverso il nuovo strumento Telegram, per concretizzare i prossimi passi politici e organizzativi.

Grazie di cuore e una gioiosa Pasqua a tutti.

Promemoria finale

Si ricorda che tutti i materiali preparatori e l’intera registrazione della sessione sono disponibili sui canali sociali della sorellanza, raggiungibili attraverso il sito ufficiale di Autonomie e Ambiente.

Per maggiori informazioni:

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https://www.autonomieeambiente.eu

 

Emergenza legge elettorale

Nei lavori preparatori della II Assemblea Generale di Autonomie e Ambiente abbiamo inserito questa recentissima lettera che il  Coordinamento per la Difesa della Costituzione ha inviato a tutti i parlamentari della Repubblica. Si tratta di un documento profondamente consonante con la presa di posizione della nostra sorellanza per una legge elettorale più giusta per tutti.

Riforma elettorale:
ritornare alla Costituzione

 

Onorevole Deputato, Onorevole Senatore

gli eventi politici degli ultimi mesi hanno portato alle estreme conseguenze un malessere profondo che da lungo tempo erode la vita delle istituzioni politiche. In primo luogo la crisi che ha portato alla caduta del Governo Conte 2, aperta proprio nel momento in cui il Paese aveva bisogno di una guida rafforzata per uscire dalla pandemia ed avviare un processo di ricostruzione e di rinnovamento destinato ad incidere sul nostro futuro, ha messo in evidenza la distanza siderale fra i bisogni dei cittadini e le dinamiche dei palazzi della politica. In secondo luogo la nascita di un governo di emergenza, sostenuto da forze politiche contrapposte, ha accelerato i processi di scomposizione dei partiti, sia dal punto di vista della rappresentanza parlamentare (come dimostra la vicenda dei 5 Stelle), sia dal punto di vista politico (come dimostra la vicenda del PD), anche a destra si sono aperte divaricazioni.

Sono anni che registriamo una crescente sfiducia dei cittadini nei partiti e nelle istituzioni politiche rappresentative, un male oscuro che corrode la democrazia italiana ed incoraggia la crescita delle più disparate forme di populismo e di antipolitica. Adesso tocchiamo con mano quanto sia stato dannoso lo snaturamento della rappresentanza politica perseguito inseguendo, con le fallaci scorciatoie di premi di maggioranza, una maggiore governabilità.

Nel disegno costituzionale spetta a tutti i cittadini associati in partiti di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale (art. 49). Il compito dei partiti è di selezionare una classe dirigente politica con il concorso inscindibile dei cittadini elettori, in modo da creare un canale di comunicazione permanente fra la società e le istituzioni.

Con l’estinzione dei partiti politici come organizzazioni politiche di massa e con l’introduzione di sistemi elettorali sempre più elitari, la composizione delle assemblee parlamentari purtroppo è diventata dominio esclusivo di ristrettissime oligarchie. Gli elettori non possono mettere becco nella scelta dei propri rappresentanti, né attraverso i canali di partito (che non esistono più), né attraverso le preferenze sulla scheda elettorale, non più consentite dal 1994. Di conseguenza i componenti delle assemblee elettive sono, in senso effettivo, non più rappresentanti del popolo, bensì rappresentanti del capo politico che li ha nominati, selezionandoli in base ai livelli di fedeltà alla propria persona. Questa situazione di estraniazione della rappresentanza dalle domande politiche, dai bisogni e dalle aspettative dei cittadini è la causa principale del disagio dei cittadini.

Le convulsioni politiche ed istituzionali che stiamo attraversando impongono un cambiamento di rotta, si deve ripristinare il modello costituzionale fondato sulla centralità del Parlamento, dove le domande, i bisogni ed i conflitti che percorrono la società possano essere rappresentati e trovare composizione attraverso il confronto ed il dialogo politico.

Per ridare valore alla rappresentanza è necessario agire su due fronti, quello dei partiti e quello dei sistemi elettorali. Il metodo democratico deve valere per tutti i partiti che partecipano alla competizione elettorale, non possono essere consentite delle satrapie, ci vogliono delle regole per disciplinare la partecipazione degli iscritti e i loro diritti esigibili, i congressi, il finanziamento, la formazione delle liste. Per questo occorre una legge sui partiti, sul loro funzionamento.

Tuttavia il primo passo per il rinnovamento dei partiti deve venire dal sistema elettorale che deve di nuovo collegare la rappresentanza dei partiti alla volontà espressa dal corpo elettorale, al quale si deve rispondere. Per questo è essenziale ed urgente riavviare il percorso di riforma del sistema elettorale che in questo momento risulta bloccato. A nostro avviso la riforma deve seguire i seguenti criteri.

La rappresentanza di ciascun partito non può essere gonfiata da artifici elettorali, come avviene nei sistemi maggioritari escogitando premi di maggioranza.

I sistemi elettorali devono garantire il pluralismo, senza soglie di accesso se non quelle implicite date dal numero degli eletti, e l’eguaglianza dei cittadini nel voto, sia in entrata che in uscita, consentendo agli elettori, attraverso la loro scelta diretta, di concorrere con i partiti nella selezione del singolo deputato o senatore.

Per questo non è più tollerabile il sistema delle liste bloccate che assicura un privilegio nella scelta dei parlamentari non più al partito-organizzazione di cittadini, ma a ristrette oligarchie, se non ad una singola persona. Il sistema delle preferenze, nel rispetto della differenza di genere e malgrado inconvenienti, che peraltro si possono prevenire con regole adeguate, può ridare dignità e ruolo adeguato all’associazionismo e alle forze vive della società civile, contribuendo in tal modo anche al rinnovamento dei partiti. Possono esistere anche altre possibilità di scelta diretta da parte dei cittadini, sempre a condizione che venga garantito che l’elettore possa indicare direttamente chi lo deve rappresentare.

E’ nei momenti di maggiore difficoltà che devono venire fuori le energie per il cambiamento. In questo momento di crisi della politica è necessario mettere in discussione gli aspetti di incostituzionalità dell’attuale legge elettorale, a partire dal voto unico obbligatorio per il collegio uninominale e la circoscrizione, per dar vita a una riforma elettorale autenticamente proporzionale, che restituisca agli elettori la facoltà di scegliere i propri rappresentanti in piena libertà, e per questa via porre le basi per ricostruire un rapporto di fiducia fra i cittadini e le istituzioni democratiche.

Chiediamo che il Parlamento si assuma la responsabilità di intervenire con urgenza per evitare l’onta che si vada di nuovo a votare con una legge elettorale che la Consulta potrebbe dichiarare incostituzionale, in quanto contraria ai diritti di partecipazione politica dei cittadini. Per quanto ci riguarda prenderemo tempestivamente tutte le iniziative necessarie per evitare che le prossime elezioni politiche si svolgano con una legge elettorale incostituzionale.

P. il Coordinamento per la Democrazia Costituzionale

Il Presidente prof. Massimo Villone

12 marzo 2021

 

 

Una legge elettorale più giusta per tutti

Autonomie e Ambiente

Per una legge elettorale più giusta per tutti

Udine, sabato 9 gennaio 2021

L’avvenuto taglio del numero dei parlamentari impone che il Parlamento attualmente in carica vari una legge elettorale più giusta per tutti.

La questione è drammatica, perché la crisi sanitaria, economica e sociale ci ha colti mentre eravamo già dentro una crisi della rappresentanza.

I cittadini, a causa di una deriva antidemocratica che è iniziata ben prima del “Rosatellum”, sono da troppo tempo impediti dallo scegliere i loro rappresentanti in Parlamento.

Ogni altra questione istituzionale e costituzionale deve essere rimandata a quando saranno elette, con una legge più rispettosa dei cittadini elettori, le nuove camere.

Avendo brutalmente tagliato il Parlamento, non si agitino più gli spauracchi della “frammentazione” e della “mancanza di governabilità”, problemi che esistono e anzi si amplificano non perché il nostro sistema è “poco maggioritario”, ma al contrario perché, almeno dai tempi dell’abolizione del “Mattarellum”, i cittadini non solo non scelgono più i loro eletti, ma nemmeno sono messi in grado di giudicarli alla fine del mandato.

Pretendiamo ciò che è possibile nella maggior parte d’Europa e oltre:

1) siano istituite circoscrizioni elettorali di dimensioni contenute, nelle quali gli elettori possano votare per candidati riconoscibili;

2) le circoscrizioni siano disegnate nel rispetto delle diversità territoriali e culturali, delle autonomie riconosciute dalla Costituzione nonché dei diritto di rappresentanza delle minoranze linguistiche, già previsto dalle leggi in materia; in nessun caso esse devono essere più grandi delle regioni e delle province autonome;

3) nelle circoscrizioni plurinominali, all’elettore deve essere data la possibilità di scegliere non solo la lista ma anche le persone (in alcune leggi elettorali regionali, per esempio, i nomi di tutti i candidati sono stampati sulla scheda e l’elettore può sceglierne due, un uomo e una donna);

4) la raccolta delle sottoscrizioni e la presentazione di simboli, liste e candidature devono essere rese più semplici e consentite anche per via telematica;

5) si evitino ipocrisie come la presentazione di “alleanze pre-elettorali”, “candidati premier”, “capi politici”, che sono incompatibili con l’ordinamento della Repubblica parlamentare, oltre che con la realtà politica, che sono ingannevoli nei confronti degli elettori e che ci rendono ridicoli di fronte all’opinione pubblica europea e internazionale.

Chiediamo infine che, indipendentemente dall’introduzione di norme manipolative (quorum o premi di maggioranza per la Camera, quorum regionali per il Senato) e ferma restando la tutela delle minoranze linguistiche riconosciute e tutelate da specifiche leggi, in ogni circoscrizione sia garantita l’elezione dei candidati che hanno raggiunto un quorum utile, (un esempio concreto: se a una circoscrizione si assegnano 10 seggi e una lista ottiene il 10%, essa deve poter eleggere il suo rappresentante, indipendentemente da ogni altro meccanismo correttivo si sia deciso di istituire).

Il nodo dell’adozione di un sistema elettorale più rappresentativo deve essere sciolto ora, quando saremmo ancora in tempo a rispettare le raccomandazioni della Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa (di lasciar passare, cioè, almeno un anno tra le riforme e lo svolgimento delle successive elezioni).

Ogni ulteriore ritardo sarebbe da considerarsi avventato, al punto da mettere in pericolo la Repubblica.

https://www.venice.coe.int/

Aderiscono tutte le forze di Autonomie e Ambiente:

Patto per l’Autonomia – Friuli V.G. -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ALPE Valle d’Aosta -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Comitato Libertà Toscana -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Movimento Siciliani Liberi -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Patrie Furlane -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Patto per l’Autonomia – Veneto -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pro Lombardia Indipendenza -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Slovenska skupnost (Ssk) -Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Liberi Elettori PiemonteQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Movimento Autonomia Romagna (MAR) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Aderiscono le seguenti forze in dialogo con AeA:

Meridionalisti Democratici Federalisti Europei (MeriDem) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Confederazione Movimenti Identitari (CMI) - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Liberu - Liberos Rispetados Uguales - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Via Vittorio Emanuele III n.3 - 33030 Campoformido (UD)

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